5 serie brutte di Netflix che è bello vedere

5 grandi titoli, diventati successi su Netflix, che sono pieni di difetti e momenti trash ma che si fanno guardare fino alla fine.

Netflix Dietro i suoi occhi, Emily in Paris, Tredici, L'estate in cui imparammo a volare e Bridgerton

I dialoghi sono banali, il ritmo è lento, i personaggi sono stereotipati, la fotografia è scadente. Potrei passare al setaccio ogni fotogramma delle serie che vi sto per elencare (e l'ho fatto, è il mio lavoro) ma alla fine di tutto, ciò che più conta è la storia. Cosa dobbiamo chiedere a una serie TV? Coinvolgimento, innanzitutto. Vogliamo che i personaggi ci portino dentro il loro mondo, vogliamo avere una storia da ritrovare la sera e a cui pensare durante il giorno. Queste cinque serie lo fanno. Tecnicamente sono piene di difetti, ma piacciono. Non a caso si tratta di titoli bandiera di Netflix, tutti successoni tanto amati al pubblico, ma meno dalla critica. Eccoli…

Dietro i suoi occhi

È una delle new entry del catalogo Netflix e in poche settimane ha scalato la top Ten. Dietro i suoi occhi è un dramedy. Anzi è un thriller. No, è un fantasy. A volte è persino un horror. Il fatto che non sia incasellabile non è necessariamente un difetto, anche se il pubblico vuole sapere cosa guarda e ogni serie stipula con lo spettatore un patto fin dalla prima puntata. In questo mischione di stili – che rompe il patto diverse volte a episodio – i personaggi fanno scelte stupide e si muovono su una narrazione discontinua (all’inizio lenta, poi frenetica). Ma che importa! Dietro i suoi occhi si “beve” in un paio di sere e fa una specie di incantesimo allo spettatore che avrà solo voglia di arrivare alla fine. Una sorprendente, inattesa, sensazionale, poco credibile, quasi ridicola ma emozionante fine.

L’estate in cui imparammo a volare

Altra novità degli ultimi mesi, la serie con Katherine Heigl sa come parlare al suo pubblico. Se vi piace il genere, amerete questa storia che – in fin dei conti – si fa guardare con piacere. L’importante è che non facciate caso ai clichè sparsi un po’ ovunque, al trucco e agli effetti speciali ridicoli, ai personaggi stereotipati e a tanti altri difetti di cui abbiamo già parlato.

Bridgerton

Come si fa a parlare male della serie più vista su Netflix? Come si fa a mettersi contro lo strapotere di Shonda Rhimes? Certo, Bridgerton calibra sapientemente romance ed eros ed è una serie da manuale per i lettori di romanzi d’amore in costume. Ma, al netto dei bei costumi e delle licenze poetiche storiche, resta una rom-com prevedibile fin dal primo minuto in cui tutto ciò che succede è esattamente ciò che pensi possa accadere. E il fatto che vorresti prendere a schiaffi buona parte dei personaggi non aiuta.

Emily in Paris

Ammettiamolo: è probabilmente la più brutta di questo listone. Un’accozzaglia di luoghi comuni, scopiazzature, eccessi assurdi, svolte ridicole, situazioni stucchevoli e personaggi banali. Tutto sa di già visto, ma fatto peggio. Ma Emily in Paris è esattamente quello che si definisce un guilty pleasure: una serie leggera leggera, breve quanto basta e con una Parigi che alla fine permette di portare il risultato a casa.

Tredici

Altro storico titolo che ha contribuito non poco alla popolarità di Netflix. Tredici peggiora di episodio in episodio, arrivando a diventare inguardabile all’ultima stagione. La protagonista, che dovrebbe creare empatia, il più delle volte suscita un misto di antipatia e fastidio. Non va meglio agli altri personaggi: tutti scritti in modo da risultare fastidiosamente insipidi. Bella l’idea di fondo che crea un meccanismo per il quale è necessario arrivare alla fine. Ma che fatica però!

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