The Wife - Vivere nell'ombra è tratto da una storia vera? Il libro e a cosa si ispira

The Wife - Vivere nell'ombra è il film del 2017 diretto da Björn Runge. Una storia tra matrimonio e letteratura con protagonisti Glenn Close e Jonathan Pryce, basata sul romanzo della scrittrice Meg Wolitzer.

Videa Glenn Close in The Wife - Vivere nell'ombra

The Wife - Vivere nell’ombra è il film del regista Björn Runge che vede fiancheggiarsi in una storia di fedeltà e menzogne i due grandi interpreti Glenn Close e Jonathan Pryce. La pellicola riscosse discreto successo soprattutto per la performance dell’interprete americana. Con The Wife - Vivere nell’ombra Glenn Close non conquistò solamente diversi riconoscimenti, come il Golden Globe alla migliore attrice protagonista, e venne anche candidata per la settima volta per concorrere alla statuetta d’oro alla notte degli Oscar (nomination che diventano otto nel 2021 con Elegia americana). 

La trama, tra libro e film

Il film è sceneggiato da Jane Anderson e si basa sul romanzo di Meg Wolitzer. The Wife - Vivere nell’ombra racconta la vita di una coppia di sposi che, per anni, hanno mantenuto viva una bugia di cui solamente i due coniugi erano a conoscenza. Joan Castleman (Glenn Close) è la moglie di Joe Castleman (Jonathan Pryce), considerato tra i più grandi luminari moderni della scrittura e in procinto di recarsi a Stoccolma per ritirare il premio Nobel alla letteratura. Dopo i festeggiamenti iniziali, però, la donna comincia a riflettere sugli eventi del passato che hanno condotto il marito a ricevere il rinomato premio, e cosa significhi questo per la loro famiglia.

Joan, infatti, è la vera autrice dei libri del marito. È lei che, per tantissimi anni, ha dato vita alle storie dell’acclamato Joe Castleman. E che, nel momento in cui quest’ultimo sta per ricevere la nomina più alta della sua carriera, valuta realmente la possibilità di rivelare il loro segreto.

Ovviamente nella scelta di pubblicare a nome del marito le proprie opere c’è tutto un retaggio patriarcale alle spalle che non vede di buon occhio la riuscita di grandi romanzi da parte del genere femminile. Il film mostra anche questa parte di storia, non solamente il viaggio della famiglia Castleman verso Stoccolma. The Wife - Vivere nell’ombra alterna quindi passato e presente per manifestare da cosa è nata la scelta della donna di lasciare che il marito pubblicasse con la propria firma quei libri che, universalmente, vennero acclamati come opere d’arte.

Una dimensione, quella artistica, letteraria e in più generale lavorativa, estremamente difficile per le donne di qualsiasi tempo. Che fa così del film non solamente un ottimo racconto cinematografico, ma una riflessione su tutte quelle personalità femminili “messe nell’ombra” nel corso della storia.

L'ispirazione per la storia

Il film The Wife - Vivere nell’ombra è costruito sulla struttura dell’omonimo romanzo della Wolitzer pubblicato nel 2003 e, seppur non riporti fatti realmente accaduti, vede comunque la scrittrice prendere ispirazione dalla vita della propria madre.

Quest’opera vede perciò le sue radici nella famiglia della scrittrice, la quale ha dato vita a un lavoro letterario che cerca di tratteggiare il disturbo narcisistico del proprio personaggio maschile, mentre al contempo si concentra sulle oppressioni psicologiche che le donne erano costrette a subire nell’universo lavorativo, ieri come oggi. 

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In un’intervista con il magazine Forbes nel 2018, Meg Wolitzer ha dichiarato che per la stesura del libro la donna ha preso ispirazione in parte dalla vita di sua madre Hilma Wolitzer, scrittrice i cui libri vennero pubblicati tra gli anni Sessanta e Settanta. Ha dichiarato Meg Wolitzer: 

Volevo inoltrarmi nel privato della vita di uno scrittore. Non nel particolare in quella di mia madre, ma vedere comunque come certi uomini in questo ambiente sono stati esaltati. Poi sono sempre stata interessata alle questioni che riguardano i problemi e gli interessi del potere femminile e maschile. Questo è un qualcosa che ha sempre permeato il mio lavoro.

In fondo seppur il film riporti i protagonisti con i suoi flashback al 1958, quando Joan era soltanto la studentessa del professore Joe Castleman, la pratica di doversi nascondere dietro ad un nome maschile è stata utilizzata anche del mondo contemporaneo. Questo perché si continua a provare un certo discredito quando si parla di una donna in determinati ruoli culturali e/o di potere.

Erano infatti solamente i recentissimi anni Novanta quando alla scrittrice, diventata poi di fama mondiale, J.K. Rowling venne chiesto di usare soltanto le iniziali del proprio nome per firmare la saga di Harry Potter. Questo perché, secondo gli editori, nessuna scrittrice donna avrebbe potuto avere presa su un pubblico maschile di giovani, iniziali lettori di riferimento delle avventure del mago di Hogwarts. 

Il romanzo della Wolitzer e il film di Björn Runge mostrano dunque i pregiudizi di una società che, alla fine, ha ancora molto da imparare. E che la storia all’interno di The Wife - Vivere nell’ombra non si allontana poi troppo dalla realtà

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