Russell T. Davies ha aspettato 5 anni per realizzare It's a Sin: la produzione voleva inserire una scena troppo grossolana

Riuscire a portare in TV It's a Sin non è stato semplice per Russell T. Davies, che ha dovuto lottare vedere realizzata la propria visione del racconto.

Channel 4/HBO Il cast della serie It's a Sin

Russell T. Davies, creatore della serie originale britannica Queer as Folk e sceneggiatore capo delle prime quattro stagioni di Doctor Who, è la mente che ha realizzato It's a Sin, il dramma di Channel 4 e HBO che racconta l'AIDS nella Londra degli anni Ottanta.

Per lo showrunner, riuscire a portare la storia di It's a Sin sullo schermo non è stato per nulla semplice. Intervistato da The Hollywood Reporter, Russell T. Davies ha spiegato di aver aspettato a lungo perché il progetto che per circa due decenni ha tenuto chiuso in un cassetto vedesse finalmente la luce.

Già nel 1995 Davies aveva delineato i contorni del racconto, ma lo ha successivamente accantonato, preferendo dedicarsi alla scrittura della sua Queer as Folk. La ragione è presto detta: era incredibilmente arduo parlare di HIV e AIDS negli anni Novanta.

Davies ha spiegato che:

È importante notare che il Queer as Folk britannico menziona a malapena l'HIV o l'AIDS. Se guardate la serie con attenzione, notate che la malattia è parte della storia, è presente in ogni pagina, in ogni veglia o serata di beneficenza dedicata alle persone che i protagonisti hanno perso. Ma non potevamo fare di più nel 1998, perché era un periodo in cui eravamo sempre e solo definiti da quel virus.

Nel tentativo di allontanarsi da quello stigma, con Queer as Folk Davies ha evitato di introdurre una vera e propria storyline legata all'AIDS (obiettivo raggiunto successivamente dal remake americano della serie), ma successivamente si è reso conto che era un argomento che avrebbe voluto e dovuto affrontare.

Dopo la cancellazione della serie Cucumber, durata una sola stagione, Davies si è reso conto che era giunto il momento di tornare a lavorare sulla sceneggiatura di quel progetto tenuto nel cassetto ma mai dimenticato.

Tuttavia, la realizzazione dello show ha incontrato nuovi, inaspettati ostacoli.

Nel 2016 Davis ha proposto It's a Sin a Channel 4. Sembrava la scelta giusta, dopotutto la rete, che aveva già trasmesso le precedenti serie firmate dallo scrittore, è nota per le sue produzioni spesso considerate “audaci” (quando nessuno ci avrebbe scommesso, Channel 4 ha mandato in onda Skins, Misfits, The Inbetweeners...).

Tuttavia, la It's a Sin è stata rifiutata dalla rete che, ironia della sorte, l'avrebbe commissionata solo qualche anno più tardi.

Mi è stato proposto: 'Che ne dici se la serie partisse nel 1990 o nel 1992 in un reparto AIDS, con la gente che sta morendo e poi ci fosse un flashback ambientato dieci anni prima?'. Ho pensato che fosse incredibilmente grossolano: non avrei scritto nulla del genere.

Quando Russell T. Davies si è dunque rifiutato di piegarsi alle richieste della rete, uno dei produttori gli ha consigliato di andare incontro alle suddette richieste. Davies, però, non pensava fosse il modo giusto di raccontare la realtà dei malati di AIDS. “Sarei morto piuttosto che scrivere quelle pagine. Era il modo sbagliato di farlo, non aveva senso”, ha spiegato a The Hollywood Reporter.

Così ha aspettato nuovamente che i tempi fossero maturi per poter girare la serie che lui aveva in mente, senza compromessi: “Sapevo che tutti i dirigenti della rete sarebbero cambiati nel giro di qualche anni. Ho aspettato che arrivasse la persona giusta e ho proposto la serie una seconda volta. Così It's a Sin è stata commissionata cinque anni dopo da quel primo rifiuto”.

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