Krampus, la spiegazione e il significato della commedia horror di Michael Dougherty

Quel finale con il campanello dato in regalo al piccolo protagonista Max e la famiglia rinchiusa all'interno di una sfera di vetro con la neve è un happy ending o una fine tragica? E quali sono i legami del film col fumetto? Scopriamolo insieme.

Universal Pictures Una scena del film Krampus - Natale non è sempre Natale

Krampus - Natale non è sempre Natale è la favola dark di Michael Dougherty che rappresenta lo spirito del Natale di oggi: fare finta di essere tutti più buoni e abbandonarsi soltanto all'ossessione del consumo.

L'acida, oscura e divertente commedia horror del regista di Columbus si ispira ad una delle più antiche tradizioni folkloristiche europee: quella legata alla figura del Krampus, presentato come l'ombra di Santa Claus.

Quando è uscito al cinema, Krampus - Natale non è sempre Natale ha diviso pubblico e critica. Gli spettatori l'hanno premiato (ha incassato 61,5 milioni di dollari in tutto il mondo a fronte dei 15 di budget), i recensori l'hanno accolto tiepidamente. Ad essere additato è soprattutto il colpo di scena finale. Per quale motivo? Scopriamolo insieme.

Chi è il Krampus in realtà?

Il Krampus è un personaggio del folklore in Germania e Austria, Slovenia e Croazia, Slovacchia e Repubblica Ceca e nelle tradizioni pagane del Süd Tirol e dell'Alto Adige. Fa la sua comparsa ogni anno la notte del 5 dicembre, ovvero la vigilia di San Nicola, e da tempo si è diffuso anche negli Stati Uniti, che hanno importato la festa trasformandola nel Krampusnacht.

Il suo nome, di origine incerta, dovrebbe arrivare dal bavarese "kramp" (ovvero artiglio) oppure da "krampn" che significa morto, putrefatto. Nella versione diffusa ai nostri giorni, San Nicola – il vescovo di Myra ed "equivalente" tirolese di Babbo Natale – la sera del 5 dicembre sfila per le strade dei paesini di montagna distribuendo regali e dolciumi ai bravi bambini. Ai cattivi ci pensano invece i Krampus, un gruppo di inferociti diavoli animaleschi che con fruste e catene, corni e campanacci "puniscono" chi non si è comportato come avrebbero dovuto, prendendo le loro anime.

Il mito del Krampus è in realtà una celebrazione pagana preesistente al cristianesimo e legata al solstizio invernale. In origine è uno spirito delle foreste: nel Süd Tirol il Krampus è noto come il "Wilder Mann", l'uomo selvaggio e Dio "cornuto". Le genti del luogo lo invocano per ottenere fertilità e buoni raccolti. I campanacci e le urla servono a tenere lontane le minacce dell'inverno, che avrebbero causato danni ai campi e rovinato le provviste.

Nella leggenda mutuata dal cristianesimo, il Krampus diventa un vero demone con gli zoccoli e le enormi corna caprine, esorcizzato da San Nicola perché si è intrufolato tra i gruppi di giovani che camuffati da bestie, andavano in giro a terrorizzare gli abitanti dei villaggi e a derubarli delle scorte di cibo.

Il film di Michael Dougherty

Krampus - Natale non è sempre Natale racconta la storia degli Engel, una famiglia disfunzionale formata dai genitori Tom (Adam Scott) e Sarah (Toni Collette), dai figli Max (Emjay Anthony) e Beth (Stefania LaVie Owen) e dalla nonna tedesca Omi (Krista Stadler). I cinque si apprestano a trascorrere le vacanze natalizie con i loro "parenti serpenti": Linda (Allison Tolman) e Howard (David Koechner), le figlie mascoline Stevie e Jordan (Lolo Owen e Queenie Samuel), il figlio Howie Jr. (Maverick Flack) e la tremenda zia Dorothy (Conchata Ferrell).

Il piccolo Max è quello che subisce più di tutti gli altri i continui litigi e battibecchi. Durante la prima cena al completo, Stevie e Jordan rubano la lettera che il cugino ha scritto per Babbo Natale, nella quale chiede l'aiuto di Santa Claus per avere qualche amico, stare insieme "come prima" alla sorella Beth, vedere i genitori di nuovo innamorati, prendersi cura di zia Linda e zio Howard, che vorrebbe maschi le due figlie femmine.

Max afferra la lettera e urla tutto il suo odio per il Natale e la famiglia. In lacrime nella sua camera, il ragazzino si fa prendere dalla disillusione e "rinnega" Santa Claus strappando in mille pezzi la missiva indirizza al Babbo canuto. Il suo gesto alimenta l'ira del Krampus, che si materializza con una tremenda bufera di neve e, come da tradizione, arriva "non per premiare ma per punire, non per dare ma per prendere".

Universal PicturesUna scena del film Krampus - Natale non è sempre Natale
Gli aiutanti del Krampus

Il Krampus e i suoi elfi prendono d'assedio tutta la famiglia e costringono gli Engel ad una inaspettata lotta per la sopravvivenza. Quando l'ombra di Santa Claus ha ormai fatto irruzione nell'abitazione e l'unica via di fuga per la famiglia è raggiungere uno spazzaneve che potrà condurli via dalla città, nonna Omi si barrica in casa e si raccomanda con Max ("Fai il bravo") affrontando faccia a faccia il Krampus.

Come spiegato nella sequenza animata (agli effetti e alle creature hanno contribuito gli specialisti neozelandesi di Weta Workshop), Omi ha già incontrato il Krampus durante un freddo inverno in Germania. All'epoca credeva ancora in Santa Claus, nella speranza di poter ritrovare la gioia. La piccola Omi cambiò idea quando si trovò dinanzi all'ingordigia e alla litigiosità degli uomini. L'unico desiderio, che avrebbe sempre rimpianto, è che la sua famiglia sparisse. Quella notte, durante una tempesta, il suo sogno venne esaudito: al posto di Babbo Natale ne arrivò l'ombra, "uno spirito molto più tetro ed antico".

La famiglia di Omi venne portata nell'oltretomba, mentre lei fu risparmiata con un insegnamento da mandare a memoria.

Bisogna sempre ricordarsi di cosa accade quando si perde la speranza, quando si dimentica la fede e lo spirito del Natale muore.

Universal PicturesUna scena animata del film Krampus - Natale non è sempre Natale
Il Krampus fa visita alla piccola Omi

Quando il Krampus entra dal camino e si ritrova davanti a Omi, non risparmia la nonna che ha deciso di sacrificarsi per permettere ai suoi cari di scappare: viene infilata nel sacco dei giocattoli assassini.

Fuori al freddo, Tom, Sarah e Linda sono inghiottiti dal mostro che si muove come i Tremors sotto la neve. Dopo che il clown ha preso Stevie, Max resta da solo. Allora il Krampus piomba davanti a lui e getta ai suoi piedi la lettera che Max ha scritto per Santa Claus e poi stracciato.

Dentro quel foglio logoro c'è il campanello che il Krampus aveva già donato ad Omi. "Mi risparmiò perché ci si ricordasse di cosa accade quando si perde la speranza", è la voce della nonna che risuona nella notte desolata. Max, però, non si dà per vinto: si incammina nella neve e arriva al cospetto del Krampus (apostrofato con un "Hey, cazzone!") e dei suoi elfi.

Universal PicturesIl Krampus in una scena del film Krampus - Natale non è sempre Natale
L'urlo del Krampus

Max ritira il suo desiderio: getta il campanello ai piedi del Krampus e gli chiede di ridargli la sua famiglia. La campana è inghiottita dalla neve e apre una voragine: un portale per l'Inferno, nel quale viene gettata la malcapitata Stevie. Il Krampus non ascolta la richiesta di Max, che si scusa per aver perso lo spirito del Natale e chiede di sacrificarsi lasciando vivere i suoi familiari.

La creatura resta in silenzio e "accarezza" col suo artiglio la lacrima del bambino, che precipita nell'abisso infernale tra le risate sguaiate degli elfi. "Mi dispiace: volevo solo che il Natale fosse come prima", sono le ultime parole di Max prima di sprofondare in quella voragine senza fondo ardente di fuoco e di zolfo.

La spiegazione del film

Quando Max cade nella porta dell'Inferno, si risveglia urlando cadendo dal letto. È a casa, nel tepore della sua stanza da letto. Fuori nevica ma è una bella giornata, il quartiere è tranquillo e soprattutto è la mattina del 25 dicembre. Tutti lo stanno aspettando al piano di sotto: i genitori, la sorella e la nonna, gli zii e i cugini.

Max a quel punto è sicuro: ha fatto soltanto un brutto sogno. Almeno finché non apre il suo regalo: dentro quella scatola di cartone legata da un nastro rosso, c'è il campanello del Krampus. Quando il piccolo tira fuori il campanello, tutta la famiglia – a partire da Sarah e Tom – osserva preoccupata e stranita quell'oggetto.

Universal PicturesAdam Scott, Emjay Anthony e Toni Collette in una scena del film Krampus - Natale non è sempre Natale
Gli sguardi preoccupati degli Engel

L'apparizione del Krampus non è stata un incubo: gli Engel cominciano a ricordare quel che è successo e, pur rimanendo in silenzio, si scambiano occhiate incupite e allarmate. Risuona allora la voce profetica di Omi, che intercettata da Max volge il suo sguardo verso il basso.

Partono le note festose del classico Santa Claus Is Coming to Town di Bing Crosby e appare ancora lui, il Krampus: il demone osserva la casa di Max (e quelle di tante altre famiglie) rinchiusa all'interno di una sfera di vetro con la neve, con i suoi aiutanti che saltano allegri e dispettosi.

Lieto fine "e vissero tutti felici e contenti" o finale tragico "intrappolati per sempre nel Natale"? Tutto ciò che abbiamo appena visto è successo davvero? Il regista Michael Dougherty e gli sceneggiatori Todd Casey e Zach Shields hanno lasciato il film volutamente aperto ad ogni interpretazione. Tuttavia, in un'intervista concessa a Bloody Disgusting, Dougherty rivela che Krampus, dal suo punto di vista, è un "holiday movie" in tutto e per tutto "pro-Natale" e che una delle sue principali ispirazioni è stata A Christmas Carol di Charles Dickens.

Ma per arrivare a questo punto, è come se fosse necessario attraversare un incubo ad occhi aperti. In fondo A Christmas Carol è una ghost story, e un incubo davvero spaventoso se ci pensate bene. Ti trascina in questo brutto sogno per riaffermare il vero significato della festa, e noi con Krampus abbiamo voluto davvero fare qualcosa di simile.

La palla di vetro allora può essere il punto di vista e il portale del Krampus verso il mondo reale, ma anche una sorta di prigione per Max e la sua famiglia, finiti all'Inferno per aver smarrito lo spirito natalizio. Max, tuttavia, si è comportato diversamente da Omi: ha rinnegato il suo desiderio e così facendo ha avuto una seconda chance e riottenuto i suoi cari. Se Max perderà di nuovo il senso del Natale, il Krampus lascerà la sua collezione di palle di vetro e tornerà, perché ora la famiglia Engel è sotto il suo occhio vigile. La campana è un simbolo, un promemoria di quel che potrà succedere ancora.

In ogni caso, sfera o meno, il senso del film è chiaro: il Natale è altruismo e non egoismo, tocca sempre stare attenti a ciò che si desidera e mai perdere di vista quello che è veramente importante nella vita.

Il legame con il fumetto, che chiarisce il finale del film

Classe 1974, Michael Dougherty ha iniziato la carriera con Dan Harris sceneggiando X-Men 2 e Superman Returns di Bryan Singer. L'horror, però, è sempre stata la sua passione: Dougherty ha esordito alla regia con il cortometraggio Season's Greetings, diventato poi una delle storie parallele dell'antologico La vendetta di Halloween, in originale Trick 'r Treat.

Dougherty è pure un appassionato di fumetti. Con Singer e Harris ha realizzato quattro prequel di Superman Returns per DC Comics e con Casey, Shields e Marc Andeyko un "tie in" di Trick 'r Treat intitolato Trick 'r Treat: Days of the Dead. Questa strategia è stata adottata anche nel caso di Krampus: Dougherty, Shields e Casey e i disegnatori Fiona Staples, Christian Dibari, Maan House e Stuart Sayger hanno pubblicato un fumetto prequel collegato al film dal titolo Krampus: Shadows of Saint Nicholas.

Krampus: Shadows of Saint Nicholas Il fumetto (in inglese) collegato al film Krampus - Natale non è sempre Natale
Krampus: Shadows of Saint Nicholas

Il fumetto (in inglese) collegato al film Krampus - Natale non è sempre Natale

14,58 €

Il graphic novel espande la mitologia del personaggio e racconta le storie di tre persone che sono state punite dal Krampus per aver perso lo spirito del Natale. Ci sono il Babbo Natale ubriaco, scontroso e facilmente irritabile di un centro commerciale, assediato dagli spiritelli maliziosi al soldo del demone, e una poliziotta problematica che la notte della vigilia rimane intrappolata con l'uomo che ha rovinato la sua vita uccidendo la sorella. Infine c'è la vicenda di un ricco "scrooge" costretto ad affrontare le ombre del suo passato quando la sua abitazione viene invasa dai senzatetto della città.

La quarta storia è un "mashup" delle prime tre e fornisce un chiarimento importante sul finale del film: il Krampus non porta all'Inferno le famiglie che rapisce, ma le mette alla prova e le aiuta a recuperare lo spirito del Natale. Quello che si vede nella scena conclusiva dell'horror, è il laboratorio della creatura dove si assicura che le sue "vittime" abbiano imparato la lezione.

Se le storie del Krampus vi appassionano, ci sono tantissimi horror (soprattutto direct-to-video) dedicati alla creatura e (in parte) due serie presenti su Netflix: Curon e Freud.

Senza dimenticare che Kevin Smith e la factory di Jim Henson hanno annunciato da tempo l'arrivo di due film sullo spaventoso demone dalle lunghe corna, dai titoli più che eloquenti: Anti-Claus e Happy Krampus!

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