Them: la realtà è l'orrore più terrificante in una storia sulle origini dell'odio razziale

L'orrore dell'odio razziale è il motore e il fil rouge di Them: Covenant, prima stagione della nuova serie antologica di Amazon. L'opera di Little Marvin è una storia complessa e affascinante, ma paga l'urgenza di voler affrontare troppi argomenti.

Amazon Prime Video I protagonisti di Them

Il sipario su Them di Amazon Prime Video si alza con gli accordi pieni di speranza di Over the Rainbow (nella interpretazione calda e struggente di Patti LaBelle), ma bastano poche immagini per capire che il sogno della famiglia afroamericana degli Emory di (ri)cominciare una vita felice nell'elegante sobborgo di East Compton, in California, è destinato a diventare un incubo.

Henry (Ashley Thomas) e Lucky (Deborah Ayorinde) e le loro figlie Ruby Lee (Shahadi Wright Joseph) e Gracie Jean (Melodie Hurd) si ritrovano catapultati in una comunità profondamente (e orgogliosamente) razzista e non solo devono fare i conti con l'odio strisciante ed esplosivo dei vicini, ma anche con un male antico e diabolico che si annida nella loro nuova casa ed è intenzionato a distruggerli.

Them si presenta al pubblico come un progetto antologico che vuole esplorare "l'orrore in America" e in questo è inevitabile vedere una somiglianza con American Horror Story. Ma la sua vera affinità è con il genere inaugurato da Jordan Peele con i film Scappa - Get Out e Noi. La prima stagione della serie creata da Little Marvin, intitolata Covenant (Il patto), mescola storia, sociale, religione, psicologia e soprannaturale in una produzione che va alle origini dell'odio razziale e descrive la condizione della comunità afroamericana negli USA degli anni '50 come di oggi.

L'orrore di Them tra allegoria e denuncia sociale

Them è un racconto dell'orrore, ma non solo e non in senso stretto. La serie Amazon è anche (soprattutto) una storia di denuncia sociale e usa gli elementi caratteristici del genere per mostrare il razzismo nella sua forma più violenta e perversa, così come nelle sue manifestazioni subdole e striscianti di ogni giorno e nelle ripercussioni che ha nella vita e sulla psiche di chi lo subisce.

I 10 episodi di Covenant sono un'allegoria complessa e stratificata, che a livello macro descrive le storture e le contraddizioni della società contemporanea americana (e non solo) e a livello micro mostra il modo in cui il pregiudizio e la discriminazione sono diventati così pervasivi nella vita di ogni individuo appartenente a una minoranza da influenzare il suo modo di pensare e di essere.

In questo senso, ciascun membro della famiglia Emory assume la valenza di un archetipo. Henry lo è della battaglia per l'integrazione e l'affermazione sociale, Lucky delle vittime della violenza di razza e di genere, Ruby Lee dell'odio per le proprie origini e per sé stessi e Gracie Jean della ricerca del proprio posto nel mondo.

L'esistenza dei 4 è tormentata da "mostri" in carne e ossa, come i vicini che non li vogliono (guidati dalla "spaventosa" Betty Wendell, una bravissima Alison Pill), la donna che canta una vecchia canzone razzista, il capo che non perde occasione per sminuire e umiliare Henry e i compagni di scuola apertamente ostili di Ruby Lee. E a un certo punto anche da entità maligne, che se da un lato sono manifestazioni soprannaturali, dall'altro rappresentano le paure più profonde e i desideri più inconfessabili degli Emory e prendono forma e sono alimentati da un odio molto reale e molto umano.

L'estetica raffinata vs la violenza esplicita di Them

La costruzione concettuale e narrativa complessa di Them è scandita da due elementi antitetici e probabilmente non a caso: una estetica raffinata e una violenza esplicita che diventa intollerabile nell'episodio 1x05, Il patto 1.

Dai titoli di testa e di coda, ispirati alle opere del celebre illustratore statunitense Saul Bass, agli interni delle diverse abitazioni ed edifici, realizzati ciascuno come un quadro caratterizzato da una precisa gamma cromatica, fino alla colonna sonora che mescola grandi successi ai temi originali del compositore canadese Mark Korven (autore delle musiche di The Witch e The Lighthouse), Them è un'opera sofisticata, bellissima a livello visivo e con una confezione curata nei minimi dettagli e di grande impatto.

Amazon Prime VideoIl poster di Them
In Them, Lucky Emory (Deborah Ayorinde) diventa l'archetipo delle vittime della violenza di razza e di genere

Per contro, la serie creata da Little Marvin non esita a rappresentare una violenza primordiale, folle e feroce, che raggiunge il culmine nel mid season finale e da quel momento dilaga negli episodi successivi in un grand guignol di sangue e sadismo. La scelta estetica è chiara e il contrasto è senza dubbio di grande effetto. Ma ce n'era davvero bisogno? Them vuole immergere lo spettatore nell'orrore indicibile del razzismo, in quegli aspetti che una società prevalentemente (e potentemente) bianca ignora o nasconde in parte involontariamente e in parte con piena coscienza. Ma il confine con il voyerismo è davvero sottile.

La sovrabbondanza di tematiche di Them e le conseguenze sulla narrazione

Il confine sottile sul quale procede la violenza nella serie è una crepa nella facciata di Them, ma il problema strutturale è la sovrabbondanza di tematiche che affolla i 10 episodi di Covenant.

La ponderosa e sfaccettata esplorazione delle origini dell'odio razziale, del modo in cui è diventato un male cronico della società e delle conseguenze che esercita non solo su chi lo subisce ma anche su chi lo pratica genera da sola una quantità di materiale enorme (che per inciso, molti film e serie TV si sognano). Eppure, al creatore di Them non basta. Little Marvin infarcisce la serie di argomenti "corollari" e sottotrame che finiscono per appesantire la narrazione ed esaurirsi senza aggiungere nulla alla storia.

Amazon Prime VideoThem: Elizabeth "Betty" Wendell
Elizabeth "Betty" Wendell (Alison Pill) è la vicina che guida la rivolta contro gli Emory in Them

Un paio di esempi sono gli abusi subiti da Betty Wendell e la (presumibile) omosessualità del marito Clarke, che porta i due a vivere un rapporto altamente disfunzionale dalla conseguenze drammatiche, e la speculazione immobiliare e bancaria che (di fatto) mette in moto gli eventi di East Compton.

La conseguenza di questa urgenza di affrontare temi o incapacità di lasciare andare qualcosa è che la vicenda si dilunga inutilmente e perde coerenza ed efficacia e Them non riesce a essere disturbante e dirompente fino in fondo.

Voto 7,5/10

Them: Covenant affronta le origini dell'odio razziale in modo complesso, raffinato e affascinante, ma la sovrabbondanza di temi finisce per appesantire la narrazione e togliere efficacia alla storia.

Silvia Artana

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