Com'è Love, Victor? Il meglio e il peggio della prima stagione della serie Star Original

Love, Victor è una storia che sa divertire ed emozionare. Ma il bisogno di "normalizzare" e di essere rassicurante finisce per fare restare la serie in superficie e fa inciampare la prima stagione in qualche stereotipo di troppo.

Star/Disney+ Michael Cimino è Victor Salazar in Love, Victor

Insieme al nuovo canale Star di Disney+, il 23 febbraio 2021 ha fatto il suo debutto in Italia anche Love, Victor. La serie è uno spin-off del film Tuo, Simon e fa parte dell'universo letterario Young Adult creato da Becky Albertalli, il cosiddetto "Simonverse", pur non essendo basata su un libro della scrittrice, ma nascendo come storia originale per il piccolo schermo.

Love, Victor prosegue nel solco tracciato da Tuo, Simon ed è un racconto di formazione che esplora non solo la complessità dell'adolescenza e le difficoltà del crescere, ma anche (soprattutto) la ricerca, la comprensione e l'accettazione di sé.

Il protagonista, Victor Salazar, non sa se gli piacciono i ragazzi, le ragazze o entrambi e vive il traferimento in un'altra città come l'occasione per capire (finalmente) chi è e cosa vuole. Tuttavia, si rende conto molto in fretta che cambiare scuola e fare nuove amicizie non basta per trovare quello che cerca.

Il destino, però, ha in serbo qualcosa per lui. Il liceo di Creekwood è lo stesso dove ha studiato Simon Spier, che è diventato una celebrità e un modello per il modo in cui ha rivendicato con orgoglio la propria omosessualità. Victor si mette in contatto con Simon e la conversazione tra i due diventa il fil rouge che scandisce il percorso di crescita del protagonista, fino alla risposta a lungo cercata.

La prima stagione della serie (che è già stata rinnovata per un seconda) immerge la vicenda di Victor in una rete complessa di relazioni familiari, storie d'amore e rapporti di amicizia e regala diversi momenti divertenti e commoventi. Di contro, però, un po' troppe volte resta in superficie e dà la sensazione di essere "costruita a tavolino" per risultare davvero convincente.

Il meglio della prima stagione di Love, Victor

Tirare in ballo il "Brat Pack" è esagerato. Ma Love, Victor ha in comune con il genere che ha la sua voce più ispirata in John Hughes il fatto di raccontare la realtà di una generazione.

È vero, Victor, i suoi amici e sua sorella rappresentano delle categorie: il ragazzo tormentato, lo "sfigato", lo sportivo arrogante ma in fondo di buon cuore, la ragazza popolare e la sua amica, la "ribelle". Ma come nei film del Brat Pack, quello che funziona è la storia corale e il fatto che tutti possono immedesimarsi in un personaggio o nell'altro. E in questo senso, l'omaggio dell'episodio 1x08, Boy's Trip, alla pellicola manifesto del genere, Breakfast Club, non è chiaramente un caso.

Love, Victor è un teen drama moderno, che porta sullo schermo i sogni e i problemi (moltiplicati) degli adolescenti del terzo millennio e racconta con sensibilità argomenti molto attuali e delicati, come la scoperta e l'accettazione di sé e del proprio orientamento sessuale in una società sempre più complessa, fluida e improntata al cambiamento, ma incredibilmente arretrata e diffidente, se non ostile tout court, nei confronti della diversità.

La forza di Love, Victor è la leggerezza e la capacità di "non fare drammi" anche nei momenti di tensione, che non mancano. Il protagonista, la sua famiglia e i suoi amici vivono vite imperfette in un mondo imperfetto, ma la serie sceglie di tenere sempre accesa la luce della speranza. 

Senza dubbio, ad aiutare in questo senso è la freschezza del giovane Michael Cimino, che con la sua empatia e il suo sorriso entra nel cuore dello spettatore e riesce a trasmettere il tormento di Victor, ma anche la sua grande fiducia nella vita e la sua determinazione a essere artefice del proprio destino.

Love, Victor è una bella storia per tutta la famiglia e senza dubbio fa riflettere e offre diversi spunti per aprire un dibattito costruttivo, senza per questo risultare pedante.

Il peggio della prima stagione di Love, Victor 

Quando Tuo, Simon è arrivato al cinema nel 2018, una delle principali critiche fatte al film è stata di rappresentare una "condizione di privilegio", raccontando la storia di un adolescente gay bianco dell'alta borghesia, perfettamente inserito nella realtà esclusiva del ricco sobborgo di Atlanta dove si svolge la vicenda e con genitori aperti e progressisti.

Love, Victor si sviluppa da premesse completamente diverse. Il protagonista è un ragazzo di origini latinoamericane confuso sul proprio orientamento sessuale, che si è appena trasferito in una nuova città, abita in un complesso popolare e ha una famiglia molto religiosa. 

Di per sé, il ribaltamento di prospettiva non ha nulla di sbagliato. Anzi, fa guadagnare una nuova complessità alla storia. Ma la contrapposizione con la vicenda di Simon, che è ribadita anche nel primo messaggio che Victor scrive all'ex studente della Creekwood High School, finisce con l'essere eccessiva, al punto da fare perdere spontaneità alla serie e farla sembrare confezionata ad hoc per risultare trasversale, sensibile e inclusiva.

Star/Disney+Love, Victor: Victor e Mia
Victor e Mia in Love, Victor

In questo senso, Love, Victor inciampa in più di uno stereotipo e dà il peggio di sé nell'episodio 1x08, Boy's Trip, che dovrebbe segnare il punto di svolta nel percorso del protagonista, ma finisce per infilare un'imbarazzante sequenza di luoghi comuni e ridurre la complessità dell'argomento a una favoletta semplicistica, superficiale e stucchevole.

Di certo, la serie non vuole scandalizzare, bensì mostrare la normalità e la naturalezza della diversità (e a tale proposito, il ricollocamento da Disney+ a Star appare come una cautela eccessiva da parte della Casa del Topo). Ma se l'intento è lodevole, l'opera di "normalizzazione" messa in atto da Love, Victor finisce per ottenere l'effetto opposto e fa sembrare l'esperienza del protagonista un evento che ha bisogno di spiegazioni per essere capito e accettato, anziché qualcosa che semplicemente esiste e accade.

Il finale della prima stagione è di fatto un elemento di rottura e si annuncia come un banco di prova per la serie. Nei nuovi episodi, Love, Victor è chiamata a dimostrare la sua maturità. Saprà risolvere i problemi che la affliggono o il bisogno di essere "rassicurante" le farà perdere l'occasione di spiccare il volo? Per saperlo, non si può fare altro che aspettare.

Nel mentre, se non avete ancora guardato la prima stagione di Love, Victor potete farlo subito iscrivendovi a Disney+.

Voto 6,5/10

Love, Victor è una storia per tutta la famiglia, che affronta con sensibilità e leggerezza argomenti attuali e delicati. Di contro, è spesso semplicistica e inciampa in qualche stereotipo di troppo.

Silvia Artana

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