Chernobyl e gli altri film e serie TV che raccontano (bene) i disastri nucleari

Dallo sconvolgente Stalking Chernobyl al "complottista" The Russian Woodpecker, ecco 10 titoli per ricordare una tragedia (e altri disastri) che non sarà mai dimenticata.

I Wonder Pictures Una scena del documentario Il complotto di Chernobyl - The Russian Woodpecker

La notte del 26 aprile 1986 si consumava la più grande catastrofe nucleare della storia assieme a Fukushima: il disastro di Chernobyl, l'esplosione del reattore 4 della centrale ucraina che sprigionò una potenza equivalente a 500 bombe atomiche.

La nube tossica e la contaminazione hanno avuto conseguenze inimmaginabili per gli abitanti e il territorio di Ucraina, Bielorussia e Russia, causando migliaia di malattie e tumori. Gli errori tecnici, la cattiva gestione operativa nell'impianto, gli insabbiamenti sono stati spesso al centro di ricostruzioni filmiche accurate.

Quella di Chernobyl, l'acclamata mini-serie in cinque episodi ideata da Craig Mazin e diretta da Johan Renk, non è l'unica trasposizione fedele di quanto accaduto quella notte e nei giorni successivi a Pripyat: ecco 10 film e serie TV crude, spaventose e coinvolgenti sull'argomento, assolutamente da recuperare.

Stalking Chernobyl

L'"esplorazione dopo l'apocalisse" di Iara Lee, vincitrice del Premio Benedetto Senni nell'ambito del Terra di Tutti Film Festival. La regista esplora le culture underground della Chernobyl Exclusion Zone: gli "stalker" illegali che si introducono nella zona contaminata, i tour operator del dolore, gli appassionati di sport estremi che vogliono provare il brivido di praticare in un paesaggio post-apocalittico. È possibile celebrare la memoria nell'epoca del turismo di massa? Disponibile attualmente con sottotitoli in italiano su Amazon e GooglePlay.

The Zone - Post Atomic Journey

Gli italiani Alessandro Tesei e Pierpaolo Mittica si sono introdotti nella stessa zona di esclusione di Stalking Chernobyl, in questo caso per accompagnare i giovani stalker ucraini che si infiltrano illegalmente nella città fantasma di Pripyat. Su questo canovaccio hanno inserito degli elementi di finzione di questa moderna "tribù", che venera il videogame S.T.A.L.K.E.R: Shadow of Chernobyl di GSC Gameworld. Non è solo una questione di "dark tourism": da vedere con il corto Chernobyl Stalker del fotografo Donald Weber. Il docu-film è nel catalogo di Prime Video.

The Real Chernobyl

La giornalista e produttrice londinese Stephanie DeGroote vola in Ucraina e parla con le persone che hanno vissuto sulla propria pelle i momenti del disastro: gli impiegati che lavoravano all'impianto, i vigili del fuoco, i sommozzatori, i piloti, le famiglie di chi c'era. Il racconto diretto è alternato con immagini d'archivio, notiziari d'epoca e ricostruzioni storiche. Il doc dura 49 minuti ed è in streaming gratuito sul canale YouTube di Sky News.

Everything Will Not Be Fine

Il romeno Adrian Pîrvu e l'ucraina Helena Maksyom si mettono in scena in prima persona. Nato nel 1986 con un glaucoma, Adrian è figlio di una donna che, all'epoca in Unione Sovietica per un viaggio d'affari, attribuisce la malattia al disastro nucleare di Chernobyl. Pîrvu decide allora di girare un film sulle persone come lui, colpite dall'incidente nucleare. Arriva non senza difficoltà a Kiev e conosce Helena, affetta da un problema alla spina dorsale. I due si innamorano e la loro storia prende una piega imprevista. Presentato in anteprima all'IDFA 2020 di Amsterdam, il più grande festival del documentario al mondo, questo doc intimo e personale arriverà presto in streaming grazie a Deckert Distribution.

La battaglia di Chernobyl

Nel 2006 il documentarista Thomas Johnson compie un lavoro incredibile: recupera materiale inedito, filmati e testimonianze dirette di politici, scienziati e militari (dal premier Mikhail Gorbacief al geologo Lev Bocharov) in corsa contro il tempo e le radiazioni per combattere la catastrofe. Prodotto da Discovery Channel, in Italia è stato trasmesso da Rai 2. Forse il documentario più accurato sul disastro. Da vedere con The Bell of Chernobyl (girato a caldo dall'ucraino Rollan Serhienko, recuperato dall'IDFA e disponibile su YouTube) e The Bells of Chernobyl -Ten Years After, diretto da cinque registi per Tele Images International e in streaming su Vimeo.

Chernobyl.3828

Il filmmaker ucraino Serhiy Zabolotnyi dedica questo short-doc di 30 minuti alla storia del "liquidatore" Valeriy Starodumov, uno degli eroici volontari che si sacrificarono per spegnere il reattore numero 4 ed evitare la seconda esplosione. Starodumov torna 25 anni dopo il disastro a Chernobyl: quel giorno, andò di persona sul tetto della centrale e vi portò le persone rimaste dopo il fallimentare tentativo di liberare l'area con i robot. Il numero 3828 fa riferimento alle persone coinvolte nelle operazioni di decontaminazione.

The Babushkas of Chernobyl

Le "Babushkas" del titolo sono le anziane ucraine che, nonostante tutto, continuano a vivere in una delle zone più radioattive del mondo. La coppia Anne Bogart e Holly Morris dedica questo documentario alle donne caparbie e resilienti che hanno sfidato le autorità e, come gli animali selvatici, sono tornate a colonizzare la zona di esclusione tuttora vietata all'uomo. Il film è attualmente disponibile on demand sulle piattaforme iTunes, Amazon Prime, Vimeo e GooglePlay.

Manhattan

Tra il 2014 e il 2015 sono passate in sordina sulla rete via cavo WGN America le due stagioni di questa serie creata da Sam Shaw, lo stesso di Masters of Sex. Chernobyl non c'entra, più o meno: al centro della storia c'è la genesi del progetto Manhattan, il programma nucleare dell'American Corps che portò gli Stati Uniti a produrre la prima bomba atomica della storia e a sganciarla (a guerra ormai finita) su Hiroshima e Nagasaki. L'accuratezza non è il massimo, ma come ha spiegato Shaw a IndieWire "abbiamo fatto tutto il possibile per creare un palcoscenico storico specifico e scrupoloso sul quale i nostri personaggi potessero raccontare le loro storie personali".

La cosa più importante per noi è stata preservare la verità emotiva di questo luogo, anche se i personaggi e le storie sono immaginarie.

Un'operazione simile a quella di Inseparable (Motylki), il TV movie russo del 2013 diretto da Vitaliy Vorobyov, in streaming gratuito su YouTube.

Ipotesi sopravvivenza

Girato da Mick Jackson nel 1984 con un budget di appena 400mila sterline, questo film TV per la BBC immagina con sorprendente realismo e meticolosità quello che sarebbe successo se la guerra nucleare tra Stati Uniti e Uniove Sovietica fosse avvenuta davvero. Da vedere insieme a The Day After - Il giorno dopo di Nicholas Meyer (produzione ABC del 1983 – in piena Guerra fredda – sui pericoli di un'apocalisse nucleare, in streaming su Daily Motion) e Innocent Saturday di Alexander Mindadze, co-produzione russo-ucraina-tedesca che racconta la vigilia del disastro dal punto di vista di un giovane funzionario comunista.

Il complotto di Chernobyl - The Russian Woodpecker

Presentato al Sundance 2015, dove ha vinto il Gran Premio della Giuria come miglior documentario straniero, il film di Fedor Alexandrovich lancia una domanda a dir poco inquietante: e se quello che è successo a Chernobyl non fosse stato un incidente? Niente complottismo, piuttosto un insieme di "conspiracy facts" che cercano di spiegare come quel 26 aprile ci sia stato un preciso ordine dietro l'esplosione del reattore. Il motivo? L'imbarazzante presenza nei pressi della centrale del DUGA, l'enorme radar dal suono fastidioso, il picchio russo del titolo. Stop agli spoiler.

Un ultimo titolo e visione necessaria da aggiungere alla lista è Stalker di Andrej Tarkovskij, il capolavoro di fantascienza girato dal regista russo nel 1979, sette anni prima del disastro di Chernobyl.

Il film è liberamente tratto dal romanzo Picnic sul ciglio della strada di Arkadi e Boris Strugacki, scritto addirittura 15 anni prima degli eventi.

Picnic sul ciglio della strada Il romanzo di Arkadij e Boris Strugackij
Picnic sul ciglio della strada

Il romanzo di Arkadij e Boris Strugackij

€ 9,99

Un film e un libro che hanno anticipato la zona, quel luogo proibito separato dal mondo degli umani dove si esaudiscono sogni e desideri, e ciò che è successo.

L'ultimo film sovietico di Tarkovskij è un'incredibile profezia, un viaggio catartico e dantesco in cui l'immaginazione diventa trenenda realtà.

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