Inés del alma mía: il libro di Isabel Allende da cui è tratta la serie TV

Pubblicato nel 2006 ed edito in Italia da Feltrinelli, il romanzo della scrittrice cilena fa luce sulla vita della "conquistadora" Inés de Suárez, l'unica donna spagnola (dimenticata dalla Storia) che ha partecipato alla Conquista del Cile nel 1540.

Pipo Fernández / Boomerang TV/RTVE Un primo piano di Elena Rivera e Eduardo Noriega

Le serie in costume continuano a spopolare nei cataloghi delle piattaforme e a fare centro nei gusti del pubblico. Il merito del successo dei period drama è semplice: catapultano in epoche lontane raccontando amori travolgenti, passioni ed intrighi, giochi di potere, personaggi complessi e affascinanti. Non è da meno Inés del alma mía, la produzione internazionale che porta sugli schermi il romanzo omonimo di Isabel Allende.

Prodotta da RTVE, Chilevisión e Boomerang TV con la partecipazione di Amazon Studios, Corfo e CNTV, Inés dell'anima mia è stata trasmessa in Spagna (e in Messico) in streaming su Prime Video e in chiaro su La 1. In Italia la serie è stata acquisita da Canale 5, che la manderà in onda nell'estate del 2021 nello slot di palinsesto del venerdì sera.

I registi sono Alejandro Bazzano e Nicolás Acuña mentre le sceneggiature degli 8 episodi (da 55 minuti ciascuno) sono firmate da Paco Mateo. Le riprese sono avvenute tra la Spagna (La Calahorra, Cáceres e Trujillo), il Perù (Ollantaytambo, Chinchero, Pisak) e il Cile (Santiago, il deserto di Atacama, l'Araucanía e Valdivia).

I protagonisti della serie sono Elena Rivera (la Paula García del thriller Le verità nascoste) ed Eduardo Noriega, il poliedrico divo spagnolo lanciato al cinema da Alejandro Amenábar e ammirato su Netflix in Non puoi nasconderti. Ma quali sono la trama, le tematiche e le atmosfere evocate da Allende nel suo libro? Scopriamole insieme.

La trama

La Inés del titolo è Inés de Suárez, una figura storica coraggiosa e centrale del Sedicesimo secolo ma ai più sconosciuta. Nata nel 1507 a Plasencia nell'Estremadura, nel 1537 giunge nelle Americhe per cercare il marito Juan de Málaga, sposato contro la volontà della famiglia e partito per il Nuovo Mondo con i fratelli Pizarro. Tre anni dopo, nel 1540, è l'unica donna spagnola a partecipare alla Conquista del Cile.

Figlia di un modesto artigiano, Inés non si è mai voluta sottomettere all'autorità della Chiesa e della società patriarcale del periodo. Per pagarsi il viaggio mette da parte i soldi ricamando e cucendo, ma arrivata a Lima fa una triste scoperta: il marito è morto in mare poco prima del suo sbarco in Perù.

Inés non si dà per vinta, ottiene un piccolo appezzamento di terreno a Cuzco e riprende il lavoro da sarta, fin quando non incontra Pedro de Valdivia, l'ammaliante conquistador incaricato da Pizarro di colonizzare il Cile. Venuto in Sud America per dimenticare un matrimonio infelice e combattere per la Corona spagnola, Valdivia contrasta da tempo gli Amerindi.

Pedro e Inés diventano presto amanti, combattenti e conquistadores alla pari, uno accanto all'altra: con un gruppo di volontari attraversano l'infuocato deserto di Atacama e raggiungono la valle del fiume Mapocho, dove il 12 febbraio 1541 fondano la città di Santiago. I colonizzatori difendono Santiago dagli attacchi dei nativi Mapuche, che assaltano la città quando gli spagnoli vanno in cerca d'oro nelle vicinanze di Valparaíso.

Inés cura i feriti e si guadagna la fama di "medico" e "strega", già nata quando dalla mamma ha ereditato l'arte della rabdomanzia, la capacità di sentire la presenza di fonti d'acqua con una bacchetta di legno. Intanto, Valdivia è eletto governatore e capitano generale, torna con una spedizione in Perù alla ricerca di altri soldati e coloni ed è costretto dal processo di Villagra, in cui è accusato di immoralità pubblica, a ricongiungersi con la moglie, Marina Ortíz de Gaete.

Per Inés sono "gli anni tragici", quelli dal 1543 al 1549, in cui si risposa con un altro conquistador, Rodrigo de Quiroga, e conduce una vita più tranquilla e religiosa, dedita all'aiuto degli altri. Il suo cuore è diviso tra questi due uomini, ma l'amore della sua vita sarà sempre Valdivia, che in punto di morte – una fine dolorosa ad opera del valoroso mapuche Lautaro – non può non dedicare l'ultimo pensiero alla sua "Inés dell'anima mia".

Le tematiche

Sin dai tempi di La casa degli spiriti del 1982 ed Eva Luna del 1988, Isabel Allende riesce a raccontare storie femminili come nessun'altra scrittrice. Come L'isola sotto il mare dedicato alla schiava Zarité nella Santo Domingo di fine Diciottesimo secolo, Inés dell'anima mia è un romanzo storico su una donna forte, come tutte le protagoniste dei libri dell'autrice.

Al centro del racconto ci sono l'amore travolgente di Inés per Pedro e quello maturo per Rodrigo, la passione, la forza e il coraggio di un'eroina che dedica la sua vita al villaggio di Santiago e a far sopravvivere gli abitanti alla fame, una ricostruzione accurata della Storia, che nasconde spesso le storie di figure femminili determinanti, oscurate da quelle maschili.

Allende descrive con accuratezza il contesto dell'America Latina del tempo, è fedele ai fatti storici documentati e non nasconde la natura degli uomini mossi dall'avidità e dalla sete di potere. I conquistadores "arrivano come mendicanti e si comportano da ladri, ma si credono signori". Attraverso il personaggio di Cecilia, la principessa nativa sposa del giovane ufficiale Juan Gòmez, Inés scopre la grandezza dell'impero Inca e della sua cultura.

Inés non dipende da un uomo: resta libera e indipendente. È compassionevole con gli indios, ai quali dà rispetto ed amicizia, fino a diventare la "madre" del Cile moderno. La libertà, l'intraprendenza e la determinazione della protagonista, la potenza dell'amore e la capacità di andare sempre oltre i propri limiti sono le tematiche principali del racconto, che proietta in una pagina di storia poco conosciuta, dove – allora come oggi – "un uomo fa quel che può, una donna quello che lui non può".

Inés dell'anima mia è stato pubblicato nel 2006 e tradotto in oltre trenta lingue. In Italia è edito da Feltrinelli nella collana I Narratori, con traduzione di Elena Liverani.

Inés dell'anima mia Il romanzo di Isabel Allende
Inés dell'anima mia

Il romanzo di Isabel Allende

€9,50

Le parole della scrittrice

Il libro è strutturato come un diario, il resoconto delle avventure di Inés che la combattente affida alla figlia adottiva Isabel, nata dal suo sposo Quiroga e dalla sua precedente moglie, per lasciare una testimonianza diretta in eredità ai posteri. La storia della Conquista è raccontata attraverso lo sguardo della protagonista, "una donna eccezionalmente coraggiosa" e che "ha vissuto una lunga vita", come spiega Allende.

La scrittrice si è imbattuta quasi per caso nelle vicende di Inés de Suárez, un personaggio poco noto della storia cilena e "una guerriera, una donna che lotta e ottiene ciò che vuole": l'amore, la terra, il potere.

Appare in una o due righe dei libri di storia cilena, tutti libri scritti da storici di sesso maschile, nei quali non si è data nessuna importanza a questa donna straordinaria. Quando ho saputo della sua esistenza, quando ho letto quelle brevi frasi all'interno dei libri di storia, mi sono detta: 'Ah... Ma chi è questa donna? Cosa ha fatto?' e ho dato inizio a una ricerca su di lei, una ricerca che mi ha preso molto tempo perché su Inés è stato scritto davvero poco. Ma d'altra parte è stato un vantaggio perché mi ha permesso d'immaginare tanto.

Parlando dell'importanza del ruolo di Inés nella storia in un'intervista concessa a La Voz de Galicia, l'attrice Elena Rivera sottolinea che Suárez è stata una donna "in anticipo sui tempi", capace di lottare "per avere la vita che vuole".

L'obiettivo della serie è proprio restituire questo sentimento agli spettatori, non solo in Spagna e in Sud America ma in tutto il mondo.

A prima vista sembra che sia sempre mossa dall'amore e abbia sempre bisogno di un uomo al suo fianco. In realtà, è lei che sceglie: è una donna emancipata. Non è che perché vuole vivere l'amore con un uomo che sia meno indipendente o progressista.

"Ha carattere e riesce persino a dominare la spedizione": le parole di Rivera riassumono, in modo diretto e semplice, la figura di una "conquistadora nata", che Allende con il suo romanzo ha strappato all'oblio del tempo.

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