E domani il mondo intero: il film tedesco di Netflix che esplora violenza e antifascismo

Dopo il passaggio in Concorso a Venezia 77, arriva in streaming il racconto di formazione militante di Julia Von Heinz sullo scontro tra neo-Nazi e Antifa nella Germania contemporanea: ecco tutto quello che c'è da sapere prima di mettersi alla visione.

Oliver Wolff / Seven Elephants Una scena di proteste del film E domani il mondo intero

"La Repubblica Federale di Germania è uno Stato democratico e sociale. Tutti i tedeschi hanno diritto di resistere a chiunque tenti di rovesciare l'ordinamento democratico, qualora non ci sia altro rimedio possibile". Così recita l'articolo 20 della Grundgesetz, la Legge Fondamentale tedesca.

Il principio che garantisce in Costituzione il diritto di resistenza è il mantra che accompagna E domani il mondo intero, il racconto di formazione militante di Julia Von Heinz che mette in scena tutta la complessità dell'attuale clima politico tedesco.

Il titolo originale, Und morgen die ganze Welt, è tratto da un verso della poesia "Es zittern die morschen Knochen" ("E domani un altro mondo"), scritta nel 1932 dall'allora diciottenne Hans Baumann e adottata nel 1935 come inno del Reichsarbeitsdienst, i corpi ausiliari nazisti istituiti dal Reich.

Presentato in Concorso a Venezia 77, E domani il mondo intero arriva su Netflix dopo l'iter festivaliero e a ridosso delle elezioni federali per il rinnovo del Bundestag: ecco tutto quello che c'è da sapere sul film (evitando accuratamente ogni spoiler) prima di mettersi alla visione.

La trama

Siamo nella Germania di oggi, un Paese aspramente diviso e colpito da una serie di violenti attacchi terroristici di stampo razzista e neofascista. Luisa ha 20 anni, viene da una famiglia nobile e ricca e studia giurisprudenza. All'università conosce la compagna di corso Batte e con lei si unisce alla sezione locale di Antifa, decisa a contrastare il movimento neo-Nazi.

Ma Luisa non combatte soltanto l'estrema destra perché coinvolta e convinta politicamente: con le sue azioni sta cercando di fare colpo su Alfa, figlio di un professore e attivista del quale è segretamente innamorata. Quando lei, Alfa e Lenor vengono a sapere di un attentato pianificato da un gruppo neonazista, si mettono in azione.

I tre dovranno presto affrontare una questione decisiva: combattere l'odio giustifica la violenza?

Oliver Wolff / Seven ElephantsTonio Schneider, Mala Emde e Noah Saveedra in una scena del film E domani il mondo intero
Lenor, Luisa e Alfa in azione

Il cast

Luisa, la protagonista del film, è interpretata da Mala Emde, giovanissima attrice di Francoforte già vista nelle serie krimi.de e Charité, e nel complesso ruolo di Anne Frank nel docu-drama Meine Tochter Anne Frank di Raymond Ley.

E domani il mondo intero non è il primo film di Emde: il suo debutto cinematografico risale al 2015 nel cast di Offline - La vita non è un videogioco di Florian Schnell. Tra i suoi film spiccano 303 di Hans Weingartner e Wir töten Stella di Julian Pölsler, dove recita accanto a Martina Gedeck e Matthias Brandt.

L'attrice ha debuttato in una produzione internazionale dal ricco cast (Taylor Kitsch, Michael C. Hall, Logan Marshall-Green, Nina Hoss, Tuppence Middleton) con la serie thriller Shadowplay di Måns Mårlind e Björn Stein.

Il resto del cast di E domani il mondo intero è popolato da volti noti del mondo del cinema e della televisione tedeschi. L'austriaco Noah Saavedra è apparso nella serie Netflix tedesca Skylines, sempre su Netflix è l'Arthur Schnitzler di Freud ed è il protagonista della seconda stagione di Bad Banks.

Dalle serie Tatort, Polizeiruf 110 e 8 giorni alla fine arriva Luisa-Céline Gaffron, vista anche in Sei minuti a mezzanotte di Andy Goddard con Nigel Lindsay, Judi Dench, Eddie Izzard e Jim Broadbent. Tonio Schneider è invece un ballerino di danza moderna ai suoi primi passi nel mondo del cinema.

Il più navigato del cast è Andreas Lust, faccia ricorrente delle serie crime ZDF e ARD e amato dal pubblico austriaco per il poliziesco Fast Forward. I più attenti lo ricordano in Revanche - Ti ucciderò di Götz Spielmann, Il rapinatore di Benjamin Heisenberg e Casting di Nicolas Wackerbarth.

Ecco il cast principale di E domani il mondo intero e i rispettivi personaggi:

  • Mala Emde: Luisa
  • Noah Saavedra: Alfa
  • Tonio Schneider: Lenor
  • Luisa-Céline Gaffron: Batte
  • Andreas Lust: Dietmar
Oliver Wolff / Seven ElephantsMala Emde in una scena del film E domani il mondo intero
Luisa e i suoi compagni Antifa

La regista

E domani il mondo intero è il quinto lungometraggio di Julia Von Heinz, sceneggiato dalla regista con il marito John Quester. La coppia è da tempo insieme nella vita e nel lavoro: i quattro precedenti film della regista sono stati scritti con Quester e prodotti dalla loro Kings & Queens Filmproduktion. Nel caso di Und morgen die ganze Welt, si aggiunge Seven Elephants, la società che Von Heinz ha co-fondato nel 2018 con il produttore Fabian Gasmia.

Classe 1976, Von Heinz è una delle autrici più apprezzate in Germania. Diplomata alla TFH Berlin, è stata per anni assistente di Rosa von Praunheim alla Hochschule für Film und Fernsehen "Konrad Wolf" di Potsdam e ha diretto diversi cortometraggi prima di esordire nel 2007 con Nothing Else Matters, presentato alla Berlinale nella sezione Perspective German Cinema. Dopo il documentario Noble Commitments del 2008 e la commedia adolescenziale Hanni & Nanni 2 del 2012, Von Heinz gira Hannas Reise nel 2014, il TV movie Katharina Luther nel 2017 (con Karoline Schuch nel ruolo di Katharina von Bora, la moglie di Martin Lutero) e un episodio della serie cult tedesca Tatort nel 2019.

Sebastian Wells - OstkreuzUna foto-ritratto di Julia von Heinz
Julia von Heinz

Attualmente la regista sta lavorando alla serie-evento in sei episodi KaDeWe (sarà anche la showrunner), ad un biopic su Rio Reiser (leggendario cantante della rock band militante tedesca Ton Steine Scherben) e al suo debutto in una produzione in lingua inglese, un adattamento del romanzo Too Many Men della scrittrice australiana Lily Brett. E domani il mondo intero è il primo film di una regista tedesca selezionato in Concorso a Venezia dal 2003: quell'anno era in gara Margarethe von Trotta con il suo Rosenstrasse, valso la Coppa Volpi alla protagonista Katja Riemann.

La genesi di Und morgen die ganze Welt è stata lunga e complessa. Von Heinz aveva concepito questo soggetto come il suo esordio, ben prima di realizzare Nothing Else Matters. Nel corso degli anni, la regista ha rimandato ripetutamente il progetto, che ha attraversato vari ritardi e modifiche creative dovuti alla mancanza di finanziamenti. Il film era ispirato inizialmente all'omicidio di Gerhard Kaindl (il politico di estrema destra, segretario della Deutsche Liga für Volk und Heima e candidato alle elezioni con il Die Nationalen e. V., pugnalato a morte nel 1992 nel quartiere Neukölln di Berlino), poi era stato trasformato in un documentario sui veterani di Antifa prima di concretizzarsi nel copione scritto con Quester.

L'unico cambiamento rispetto al risultato finale è l'ambientazione temporale: dagli anni Novanta, durante i quali Von Heinz aveva pensato di immergere la storia, si passa alla Germania dei giorni nostri. Una scelta non casuale considerando l'ascesa dell'AfD (Alternative für Deutschland), la terza forza all'interno dell'arco parlamentare che al grido di "Deutschland. Aber Normal" ("La Germania. Ma normale") vuole riformare il diritto d'asilo e le politiche di accoglienza e promuove la Dexit, l'uscita tedesca dall'Unione europea.

Oliver Wolff / Seven ElephantsMala Emde in una scena del film E domani il mondo intero
Luisa prende parte agli scontri contro i militanti neo-Nazi

La sceneggiatura attinge ai ricordi personali della regista e alla sua esperienza nei movimenti antifascisti tedeschi. Lei e il marito si sono conosciuti in Antifa, quando avevano la stessa età dei protagonisti.

Nelle note di regia, Von Heinz sottolinea che il film non vuole lanciare un messaggio politico specifico: flyer e pamphlet appartengono al passato, qui ci sono "le persone e le loro emozioni, che conducono a determinate azioni".

Con questo film, ho voluto rispondere a delle domande che per me sono sempre state rilevanti ma che nel tempo sono diventate più urgenti. Quale limite sei disposto a raggiungere per le tue convinzioni politiche? Che prezzo sei disposto a pagare? Quanto è onesto il tuo attivismo? Fino a che punto potrebbero spingerti le motivazioni personali che nulla hanno a che fare con l'ideologia o la politica?

Cos'hanno in comune l'articolo 20 della Costituzione della Germania democratica che risuona lungo tutto il film e l'inno nazista citato nel titolo? Cosa significa davvero Antifa? Si possono criminalizzare le persone antifasciste? A questi dubbi tenta di dare una risposta Von Heinz, guardando alla "nostalgia del passato" che attraversa la Germania e al fascino che ancora esercita l'Npd (Nationaldemokratische Partei Deutschlands), il partito neonazista che non è mai entrato nel Bundestag.

I gruppi "sovranisti" di estrema destra e i network neonazisti vogliono una Germania chiusa, forte e leader indiscussa del continente. Secondo uno studio della fondazione Friedrich Ebert Stiftung, un quinto dei tedeschi ha "atteggiamenti ostili nei confronti degli stranieri" e il 17% ritiene che "l'obiettivo principale della politica tedesca dovrebbe essere quello di dare alla Germania il potere e lo status che merita".

Ma dietro la crescita del "populismo" e la frantumazione del "sogno europeo", ci sono anche le precise responsabilità di una sinistra sempre più "radical chic", o "Salonkommunist" come dicono in Germania. Il "privilegio" nell'attivismo, le contraddizioni dei "comunisti da salotto" che professano idee rivoluzionarie conducendo una vita elegante e lussuosa, è uno dei temi centrali del film.

Per tornare ai suoi anni Novanta e preparare i giovani attori a conoscere la storia di Antifa, la regista ha coinvolto nella fase di pre-produzione Bernd Langer, storico tedesco che ha scritto due saggi sulla genesi del movimento. Dopo le letture con Langer, il cast si è confrontato in prima persona con alcuni membri attivi di Berlin Antifa. Per le riprese e i set è stato usato il Peer 23, un centro sociale e culturale di Mannheim. Alcune realtà antifasciste contattate da Von Heinz hanno invece scelto di non aderire al progetto perché considerato troppo "superficiale" e addirittura dannoso per l'immagine del movimento.

Lo stile visivo scelto da Von Heinz con la direttrice della fotografia Daniela Knapp è diretto e concitato. La regista cita come influenze Margarethe von Trotta, Andrea Arnold e Susanne Bier e usa le musiche della crew hip-hop Neonschwarz per comunicare l'ansia, la confusione e tutto lo spaesamento dei suoi ragazzi.

Il film non vuole dare delle risposte, ma aprire un dibattito e lasciare il pubblico incerto, spiazzato e dubbioso. Come spiega la regista al Rosa Luxemburg Stiftung, "non così tante persone sanno che il diritto di resistenza esiste nella nostra costituzione: mi rivolgo agli spettatori più giovani e voglio che questo diventi un problema anche per loro".

E domani il mondo intero dura un'ora e 51 minuti e la visione non è adatta ai più piccoli. Netflix pubblica il film all'interno del suo catalogo streaming a partire da giovedì 6 maggio.

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