23 giorni di riprese e 6 nomination agli Oscar: Una donna promettente è una scommessa azzardata ma vincente

Sfrontato e audace, Una donna promettente è il classico film che solo un'esordiente con nulla da perdere e nessuna remora può tirar fuori dal cappello. Non senza qualche inciampo, funziona eccome. La recensione del film.

Universal Carey Mulligan beve dalla cannuccia

In questa tornata degli Oscar ci sono tanti film che segnano il debutto alla regia dei rispettivi registi (The Father, Sound of Metal) ma nessuno ha una natura da esordiente palese come Una donna promettente. Solo l'inesperienza e la mancanza di posizioni conquistate da perdere può portare una regista a fare quel che fa Emerald Fennell in questo film. A inizio 2021 l'abbiamo vista affrontare con ilare gioia lo status straordinario di unica donna nominata agli Oscar sia come regista sia come sceneggiatrice con il suo film d'esordio. 

Film in cui c'è lo zampino di un'altra donna, una che ha capito che Hollywood sta aprendo alle registe e alle professioniste, ma per ottenere libertà creativa bisogna ancora sporcarsi le mani. Dietro Una donna promettente c'è Margot Robbie, che produce Emerald Fennell dopo essersi prodotta da sé Io, Tonya, il film che l'ha trasforma da bomba sexy ad attrice da prendere sul serio. 

Nonostante l'aiuto di Robbie, quello di Emerald Fennell è un progetto girato con mezzi quasi di fortuna e con una scaletta più che serrata. Fa impressione pensare che altri titoli del 2020 che hanno vissuto difficoltà produttive notevoli abbiamo un budget doppio di quello a disposizione di Fennell e siano stati girati in tre, quattro volte i tempi in cui si sono svolte le riprese di questo titolo. Un film che - va sottolineato - ha già ripagato i produttori del denaro investito, con i soli incassi in sala. Considerando il tema e la lavorazione, Una donna promettente è un azzardo sì, ma vincente

Fino all'ultimo ciak 

Una donna promettente è stato girato in soli 23 giorni. Un tempo ristrettissimo, che ha permesso alla sua regista di provare una, massimo due volte ogni singola scena. Di fatto nel montaggio è finito quasi tutto quello che è stato fatto sul set, perché non c'era letteralmente nulla di superfluo. Di fronte a questa consapevolezza, certe ingenuità da studente laureato di fresco alla scuola di regia, certi compiaciuti estetismi nell'uso della cinepresa, della luce e delle palette cromatiche sono non condonabili. Apprezzabili. 

Immaginatevi una donna "molto incinta" che gira per un set in cui gli attori hanno una, due chance per ripetere una scena, che oltre a far quadrare i tempi tenta anche di mettere un suo tocco alla regia del film. Ecco, quella è Emerald Fennell con il suo film d'esordio, che guarda al genere del revenge thriller con umorismo nero e tanti trope del genere rivisitati e fatti propri. 

La spogliarellista morta e il cadavere femminile bruciato sono per esempio scene ricorrenti e violente di un certo tipo di cinema di genere che ricade nei b-movie. Fennel parte consapevolmente da questi cliché violenti e abusati, tentando di riappropriarsene, riuscendoci solo in parte. Le sue alterne fortune somigliano al piano della protagonista Cassie, destinato a incontrare presto dei limiti invalicabili. 

UniversalCassie smaschera un bravo ragazzo
Carey Mulligan è l'anima del film e lo mantiene ancora in una dimensione di plausibilità

Cassie Thomas (Carey Mulligan) è tutt'altro che una donna promettente. Ha lasciato i suoi studi per diventare medico e vive in casa con i suoi genitori, che le lanciano inutilmente segnali più o meno espliciti di malcelata sopportazione. La sua vita apparentemente senza prospettive o interessi, divisa tra un lavoretto in un caffè come barista e serate trascorse in locali notturni, in realtà nasconde un segreto. La giovane donna adesca uomini più o meno malintenzionati, fingendosi ubriaca per testare la bontà delle loro intenzioni. 

Fennell non va mai per il sottile

Le avventure notturne di Cassie finiscono in un quadernetto in cui si appunta tutti i partner incontrati e l'andamento della serata in cui è stata rimorchiata. Incontri contraddistinti da coercizioni e depravazioni di ogni tipo, nella speranza di poter avere un intercorso sessuale con una donna così ubriaca da non poter dare un consenso esplicito. L'intento di Emerald Fennell è evidente e non va nemmeno troppo per il sottile con il messaggio che scorre sottotraccia al film. Le frasi con cui gli uomini si fanno avanti e poi si giustificano costituiscono un prontuario sin troppo popolare. Una donna promettente non è troppo elegante e davvero mai sottile nel sottolineare il lato oscuro degli uomini "normali", ma nella sua brutale schiettezza riesce a rendere autenticamente sinistre frasi come "sei bellissima" o "sono un bravo ragazzo". 

Pian piano lo spettatore scoprirà perché Cassie porti avanti questa sorta di vendetta e come mai la sua vita sembri bloccata in un punto specifico, facendola apparire più infantile e "fallita" di quello che in realtà è. Non si può dire che Emerald Fennell manchi di coraggio, però sulla coerenza interna del film qualche pecca è evidente, soprattutto mettendo a confronto Una donna promettente con I Care a lot. Entrambi i film vedono una donna temeraria muoversi in un mondo a misura d'uomo, ma solo il secondo calibra attentamente i protagonisti a disposizione per rendere plausibile la sua storia. 

Una donna promettente: realistico o provocatore?

A stonare nella storia di Cassie - nonostante la prova perfettamente equilibrata e mai sopra le righe di Carey Mulligan - è la pretesa di realismo alla base della storia, quando a più riprese sembra di stare nel mondo delle favole, circondati da potenziali stupratori castrati. A determinate azioni di Cassie non si trovano mai le reazioni caratterizzate dalla violenza e dalla prevaricazione che la cronaca suggerisce dovremmo aspettarci.

Il piano di Cassie sarebbe difficilmente attuabile nel mondo vero, perché statisticamente una donna sa di non incutere mai la paura che leggiamo negli occhi delle sue "vittime". Lo scoppio improvviso della violenza nel film è una sorta di falla che stona con il resto, un'incongruenza, un brusco ritorno alla realtà. Personalmente ho amato la prima parte del finale scelto dalla regista (che in origine avrebbe dovuto chiudere la storia, senza la scena della festa). La casualità, la brutalità della scena ha provocato disagio in tanti, ma poteva essere il brusco risveglio da quello che di fatto è un sogno infantile della protagonista: che farsi giustizia da soli non sia tanto lecito, quando fattibile per una donna. Il finale vero e proprio è palesemente una pezza, un tirarsi indietro consolatorio, un ripensamento.

Tuttavia rimane il fatto che per un film che evita accuratamente di pronunciare anche solo il nome del crimine al centro della storia, impegnato a raccontare senza mostrare ogni forma di violenza, la lunga scena finale rimane uno schiaffo, una violenza che alcuni hanno trovato intollerabile e gratuita, fatta per mero shock value (il valore racchiuso nella facile svolta inaspettata ed estrema). Non la penso così, anzi ho molto apprezzato questo passaggio, ma comprendo benissimo i sentimenti di quanti hanno mosso questa specifica critica al film. 

UniversalCassie si "traveste" da donna discinta per adescare uomini dalle cattive intenzioni
Una donna promettente è un film davvero poco equilibrato

Di fatto una donna promettente è molto squilibrato, costantemente stonato. Non è abbastanza eccessivo per essere chiaramente connotato come i film b-movie a cui guarda, ma non è nemmeno credibile come pellicola plausibile in un contesto realistico. Va preso per quel che è: un film che mette sul piatto una questione scomoda e segue la sua ostinata protagonista in una strada senza via d'uscita, evitando di farle la morale, che alcuni invece hanno visto in quel finale. Non sono d'accordo: qui la morale viene riservata solo ai bravi ragazzi: non a caso gli interpreti maschili sono stati scelti proprio tra gli attori a cui vengono affidati solitamente ruoli romantici e rassicuranti. Io ci ho visto la brutalità del caso e di un mondo costruito su misura di quei "bravi ragazzi", in cui ogni passo (falso o no) delle cattive ragazze, di quelle brave e di ogni donna generale è sempre sull'orlo del baratro.

Una donna perfetta è insomma un film privo di equilibrio, ruvido, talvolta brutale nel trarre le sue conseguenze. È anche uno dei pochissimi film rivelanti di quest'anno del tutto scevro da mosse (perdonate il francesismo in arrivo) paracule, di omissis e tagli strategici per essere scevro di prese di posizione nette. Film di quest'audacia sono tanti rari quanto necessari. Meglio prendere posizione e magari sbagliare clamorosamente piuttosto che annacquare ogni svolta forte del proprio film nella speranza di mettere tutti d'accordo. 

Il film in Italia è stato opzionato da Universal e dovrebbe arrivare in sala nelle prossime settimane. 

  • Il film in Italia è stato opzionato da Universal e dovrebbe arrivare in sala. Non è attualmente disponibile in streaming. 

Voto 7/10

Non è sempre assolvibile dall'accusa di ricercare un facile effetto shock, ma rimane un esordio che osa e rilancia, peraltro su un tema spinoso. Emerald Fennell ha l'audacia propria dell'esordiente.

Elisa Giudici

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