Di cosa parla The Father, il film valso il secondo premio Oscar a Anthony Hopkins

Adattamento di un popolarissimo dramma teatrale, The Father è un film che esplora da un punto di vista unico l'incalzare della vecchiaia e delle malattie neurodegenerative: quello dell'anziano che precipita in un mondo che lo inganna.

Gli amanti del teatro potrebbero avere una certa familiarità con la storia di The Father, il film d'esordio alla regia del drammaturgo francese Florian Zeller, valso a lui e al protagonista Anthony Hopkins un (meritatissimo) Oscar per la sceneggiatura e l'interpretazione maschile da protagonista. L'adattamento italiano dello spettacolo firmato da Zeller infatti è approdato in Italia nel 2017 con notevole successo: l'opera con protagonisti Alessandro Haber e Lucrezia Lante della Rovere nei ruoli del padre e della figlia, è stata replicata più di duecento volte nel corso di tre stagioni. 

Un percorso simile lo spettacolo l'ha avuto anche a Broadway, dove è arrivato grazie a un adattamento in inglese, divenendo popolarissimo. Zeller ha rivelato più tardi di aver sempre avuto l'intenzione di realizzarne un film, a patto però di trovare la produzione e gli interpreti giusti. Cruciale in questo senso è stato il ruolo di uno sceneggiatore raffinato come Christopher Hampton (Le relazioni pericolose, Espiazione), con una lunga esperienza di adattamenti letterari per il cinema inglese. Con il suo aiuto, Zeller è riuscito a tradurre la pièce teatrale in una sceneggiatura e ad avviare una produzione anglofrancese per il film. 

La demenza vista dal di dentro 

Lo snodo cruciale di The Father è lo straordinario punto di vista attraverso cui racconta le fasi finali della vita di un uomo colto e benestante, alle prese con la demenza. Senza mai postularlo chiaramente, The Father racconta la veloce progressione della demenza dal punto di vista più disorientato e angosciante possibile: quello di Anthony, il protagonista della storia. Alcuni descrivono il film come il contraltare di quelle pellicole che hanno tentato negli anni di descrivere cosa si provi quando si fa uso di stupefacenti e in particolare allucinogeni, raccontandone gli effetti dal punto di vista dell'utilizzatore. 

La potenza del film sta proprio in questo, oltre che nella grandiosa interpretazione di Anthony Hopkins. Il cinema non è certo nuovo al racconto della vecchiaia e del dramma dei figli che vedono i genitori consumati dalla malattia e incapaci persino di riconoscerli. La forza di The Father però sta nel mettere lo spettatore nel punto di vista di Anthony, l'ottantenne protagonista per cui il mondo familiare della propria casa e dei propri stessi affetti sta per diventare una trappola. 

BIMZeller e Hopkins discorrono sul set
Zeller ha deciso di girare il film una volta convinto Anthony Hopkins a interpretare il protagonista

Ambientato in gran parte nella casa del protagonista e in quello della figlia di lui che lo ospita per un certo periodo, The Father è tutto costruito su una linea temporale disorientante: l'anziano protagonista infatti sta perdendo la cognizione del tempo e in particolare non ricorda con chiarezza quanto successo nell'ultimo periodo. Per questo motivo quando passa da una stanza all'altra o si addormenta e si risveglia, può capitare che la casa sia radicalmente cambiata, che il volto delle persone con cui stava parlando ora sia differente, ostile, sconosciuto. 

Ci sono degli elementi ricorrenti in The Father che l'anziano protagonista non riesce a collocare chiaramente, perché di fatto nel film accadono tutti contemporaneamente e sembrano sovrapporsi: la figlia che acquista un pollo al supermercato locale, il trasferimento a casa di lei perché l'anziano non è più in grado di badare a sé stesso, la fine dei rapporti con l'altra figlia (la preferita dal padre), l'andamento del matrimonio di Anne e la sua volontà di trasferirsi a Parigi, l'andare e venire di badanti e infermieri. 

The Father è ispirato a una storia vera? 

No, se non come punto di partenza. Zeller ha avuto esperienza di un anziano che mostrava i primi sintomi di demenza da ragazzo, quando era quindicenne e sua nonna cominciò a soffrirne. Nelle sue intenzioni però The Father è molto più di questo. La sua esperienza personale (ben nota a un gran numero di adulti che si trova nella medesima, drammatica condizione) è stata trasformata in uno spettacolo e poi un film che racconta dal di dentro la lotta di un anziano malato ma che fatica persino a rendersi conto della sua condizione. 

Anthony infatti dall'esterno può sembrare irrazionale e troppo orgoglioso nel non volere accettare l'aiuto della figlia e delle badanti, ma il film permette chiaramente di capire perché, calandoci all'interno del suo dramma. Nel mondo di Anthony tutto diventa via via più confuso e incoerente, ma permane la consapevolezza di sé e l'impressione di avere il controllo della situazione e che siano la casa e il mondo in generale ad aver perso di senso.  

  • Tratto da un'opera teatrale di successo internazionale, The Father analizza la progressione della demenza senile di un padre 80enne e come la stessa influisca sul rapporto con la figlia. 

    Il punto di forza del film è che esplora l'avanzare della malattia dal punto di vista dell'anziano, mostrando "dal di dentro" quanto sia angosciante e confusa la realtà di un malato di demenza senile. 

  • No, o almeno, non solo. 

    Il drammaturgo e sceneggiatore Florian Zeller si è inizialmente ispirato all'esperienza della nonna, ammalatasi di demenza senile quando lui aveva solo 15 anni. Questo però è stato solo lo spunto per realizzare un'opera universale, che racconti la demenza senile dal punto di vista del malato e come deteriori i rapporti con i parenti.

  • The Father racconta gli ultimi mesi di progressione della malattia della demenza senile di Anthony, un 80enne benestante e colto che vive da solo in una bella casa di Londra. 

    L'esperienza è confusa per lo spettatore perché è narrata dal punto di vista del malato, che perde progressivamente cognizione dello scorrere del tempo e ricorda "rivivendoli" più momenti contemporaneamente. 

    Durante il film viviamo con lui le prime avvisaglie della malattia, la progressiva perdita d'indipendenza e l'arrivo delle badanti, il trasloco e il trasferimento a casa della figlia (con conseguenze, disorientante cambiamento della casa in cui vive), la crisi del matrimonio della stessa, fino al ricovero del padre in una casa di cura. 

    Sul film grava anche la mancanza dell'altra figlia a cui il padre era legatissimo, ma di cui non ricorda chiaramente il destino. 

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