Downsizing - Vivere alla grande: messaggio e tematiche del film con Matt Damon

Un film ambientalista, che mescola dramma e commedia parlandoci di inclusione, di come salvare gli altri e se stessi, di come sia necessario prenderci cura della nostra casa: la Terra. Ecco l'analisi delle tematiche di Downsizing - Vivere alla grande.

Drama, fantasy, science-fiction: sono queste le categorie in cui Downsizing - Vivere alla grande, il film con Matt Damon del 2017, viene inserito dai più autorevoli siti internazionali dedicati al cinema.

Manca qualcosa, però: l'attualità. Perché Downsizing è un film con un chiaro intento e un messaggio ambientalista.

Non a caso, la proposta dei ricercatori norvegesi che scoprono il modo di miniaturizzare persone, animali e piante con un rapporto di 2744:1 è quella di una "transizione" di 2-300 anni per risanare il pianeta da... noi.

L'inquinamento, l'invasione dei rifiuti, il riscaldamento globale, la fame nel mondo: la proposta del dottor Jorgen Asbjørnsen (Rolf Lassgård) rappresenta l'unica svolta possibile per salvare il pianeta dal suo peggior nemico, l'uomo.

Ma ci sono anche l'emarginazione, lo sfruttamento, il modo giusto per capire cosa possiamo - e dobbiamo fare - per salvare il mondo. E noi stessi.

La premessa narrativa

Diretto da Alexander Payne, che firma anche la sceneggiatura insieme a Jim Taylor (come nel caso di Sideways) Downsizing ha per protagonista Paul Safranek (Matt Damon), che non a caso lavora (come una sorta di medico del lavoro) nell'industria della carne, fra i maggiori inquinatori del pianeta.

Circa 15 anni dopo la scoperta di Asbjørnsen, farsi rimpicciolire è diventata una pratica usuale. Non principalmente per ridurre l'impatto ambientale dell'uomo, ma per i vantaggi economici e pratici che il ridimensionamento presenta.

Non a caso, la moglie di Paul - Audrey (Kristen Wiig) - accetta di sottoporsi al processo su iniziativa del marito solo quando scopre che in quel modo potrebbe permettersi la casa dei suoi sogni e la vita veramente agiata che ha sempre desiderato.

Ridimensionarsi ti toglie la pressione di dosso, soprattutto quella economica

afferma l'ex compagno di scuola di Paul, Dave (Jason Sudeikis), che ha già fatto il grande passo.

Conquistata dalla presentazione del venditore Jeff Lonowski (Neil Patrick Harris) e della moglie Laura (Laura Dern), Audrey accetta. Ma, subito dopo che Paul è stato miniaturizzato, ci ripensa.

E lascia suo marito solo, in un mondo nuovo, ad affrontare una decisione irreversibile. Perché dalla procedura non c'è ritorno, si resta rimpiccioliti per sempre.

Le tematiche: The sordid topic of coin

La sporca questione dei soldi: la frase fatta, popolarissima in inglese, che Isabella Rossellini rivolge a Meryl Streep nella black comedy La morte ti fa bella riassume perfettamente la premessa narrativa di Downsizing: a nessuno importa nulla dei vantaggi ambientali del processo di downsizing, sono tutti attratti da una vita molto agiata a basso costo.

C'è anche il rovescio della medaglia, però: la reazione delle persone "a statura piena", riassunta efficacemente dalle parole di Patrick Gallagher (Ken Tanaka in Glee). 

I "mini", così vengono chiamati, non pagano le tasse come gli altri, non contribuiscono all'economia del mondo "vero", anzi: rappresentano un costo, poiché sottraggono contributi e posti di lavoro.

La sporca questione dei soldi, insomma, in Downsizing come nella realtà ha sempre almeno due punti di vista ed è complessa.

Paramount PicturesDownsizing: il personale medico
Downsizing: il personale medico che si occupa della miniaturizzazione

Grazie dell'aiuto al pianeta

Ogni nuovo residente di Leisureland - così si chiama la città miniaturizzata più vicina a Omaha, dove abitava prima Paul - viene accompagnato da qualcuno nella sua nuova casa. Nel caso di Paul, una dimora enorme, principesca, e ringraziato per il suo contributo al salvataggio del pianeta.

Ancora una volta, però, a nessuno dei nuovi mini importa del pianeta. Hanno preso la decisione esclusivamente per vantaggi personali, tranne una piccolissima percentuale della popolazione (a cominciare dal gruppo di pionieri del dottor Asbjørnsen).

Un anno e un divorzio dopo, Paul ha perso la sua casa principesca. Vive in un condominio e lavora in un ufficio anonimo e pieno di gente (perdere tutto non è comune, ma piuttosto frequente anche fra i mini). Paul, insomma, visita il suo ex quartiere solo per partecipare alle feste di Dave.

A parte il fatto che non ci sono uccelli né insetti, pensi di stare nel mondo normale. Solo che scopri che... non è vero.

La questione ambientale diventa centrale solo quando i mini parlano male dei maxi (cioè le persone non minuaturizzate).

L'impegno per il mondo e la natura si trasforma in un alibi, in un momento di complicità fra mini sconosciuti, in un modo per convincere se stessi di aver fatto una cosa giusta, e per le ragioni giuste.

Il vicino di Paul, Dusan Mirkovic (Christoph Waltz), dimostra che nel nuovo mondo ci sono tutti i fastidi e le brutture di quello vecchio, a cominciare dai vicini rumorosi e dalle conversazioni imbarazzanti. Dalla solitudine alla tristezza. Dalla rabbia alla frustrazione.

Senza inquinare il pianeta, ma anche senza cambiare la mentalità di chi lo inquina, grande o piccolo che sia. Con la differenza che i mini raramente lavorano, a meno che non vi siano costretti. E questo, certamente, fa della società di Leisureland e di tutte le altre comunità mini dei luoghi di ozio e vizio.

Lontano dai quartieri bene, s'intende.

Paramount PicturesDownsizing
Downsizing: Matt Damon con Udo Kier e Christoph Waltz

Emarginati

Solo quando vede una delle ragazze che puliscono la casa di Dusan, che ha problemi a una gamba, Paul capisce che c'è della gente da aiutare. Che anche a Leisureland esistono la povertà, l'emarginazione, lo sfruttamento.

Soprattutto dopo che Dusan gli ha esposto il suo commercio (illegale) di beni di lusso nel mondo mini.

La ragazza asiatica, la famosissima ex dissidente vietnamita Ngoc Lan Tran (Hong Chau) ha una protesi al piede di scarsissima qualità. Paul prova ad aiutarla, ritrovandosi in mezzo a un mondo di emarginati di cui nessuno - nel mondo mini come in quello maxi - ha idea. La povertà è stata trasportata insieme alle ville principesche, al vizio e al pregiudizio anche nel mondo che avrebbe dovuto rappresentare una nuova opportunità.

Ngoc si prende cura di decine di persone, distribuendo gli avanzi e i farmaci scaduti che riceve nelle case in cui fa le pulizie. Quando coinvolge Paul nelle sue missioni, finisce per andare con lui e Dusan in Norvegia, a conoscere il leggendario dottor Jorgen Asbjørnsen, e la moglie, che già conoscono e ammirano Ngoc Lan.

Gli eventi climatici in Antartide porteranno a un'estinzione di massa e Jorgen: solo il 3% del mondo si è miniaturizzato e non è bastato. Troppo poco, troppo tardi. La fine del mondo è imminente.

Paramount PicturesDownsizing: Ngoc Lan e Paul
Downsizing: i protagonisti Hong Chau e Matt Damon

Lo spirito originario

Senza rete di protezione da uccelli e insetti, la comunità originaria di Jorgen accoglie Paul, Ngoc Lan, Dusan e Konrad (Udo Kier) per mostrare il vero, unico spirito originario della miniaturizzazione.

Lo spirito che, ormai, sta per scomparire insieme a tutta la colonia di Jorgen nel rifugio a cui lavorano da molti anni. Il rifugio che preserverà i coloni dall'estinzione di massa.

Il piano B, insomma, quello che perfino il dottor Jorgen Asbjørnsen ha dovuto predisporre in caso il mondo non avesse accolto il suo invito a salvare il pianeta.

Oggi più che mai, sappiamo che alla maggior parte del mondo non importa del riscaldamento globale, dell'emergenza climatica, degli emarginati e delle popolazioni povere. Lo sappiamo perché, proprio come nel mondo maxi di Downsizing, stiamo facendo troppo poco... ed è già troppo tardi.

Riavviare la specie: così viene definito il tentativo di Jorgen e della sua comunità di sopravvivere, per centinaia e forse migliaia di anni, fino al momento in cui i loro discendenti potranno uscire e riappropiarsi del mondo. Possibilmente senza distruggerlo di nuovo.

L'uomo è distruttivo, egoista, prepotente, avido. Ma è anche una creatura straordinaria. Ed è per questo che Jorgen ha deciso di salvarlo, costruendo il rifugio che preserverà la specie umana dall'estinzione.

Paramount PicturesDownsizing: una scena
Downsizing: gli ex compagni di scuola di Paul si sono miniaturizzati

Salvare il mondo, ma come?

Paul vuole unirsi a Jorgen nel rifugio, ma Ngoc Lan non vuole saperne: c'è bisogno di aiuto nel mondo reale, ora. Le persone soffrono. Gli amici di Ngoc Lan non hanno nessun altro. Paul non capisce. Crede che sia stato il destino a portarlo lì.

Paul vuole salvare il mondo, così come Ngoc Lan. Ma hanno due modi molto diversi di vedere la cosa.

Il mondo finirà, ma non oggi e nemmeno domani. Ci vorrà del tempo: chi aiuterà tutti coloro che, nel frattempo, continueranno a soffrire?

Downsizing ce lo racconta attraverso l'idea opposta di Paul e di Ngoc Lan: se vogliamo salvare il mondo, dobbiamo trovare il nostro posto in esso.

Il posto di Ngoc Lan è accanto a chi soffre. Agli esclusi. Agli ultimi. Paul crede che il suo posto sia nel rifugio, perché non ha ancora trovato se stesso.

Di fronte all'ultimo tramonto che vedranno, gli uomini e le donne pronti a chiudersi in un rifugio per salvare la specie umana salutano chi resta fuori. Paul dice addio a Ngoc Lan e si avvia verso una camminata di 11 ore attraverso la montagna che lo poterà prima in alto e poi in basso, sotto terra, senza possibilità di tornare indietro.

Ed è in quel momento che capisce qual è il suo posto nel mondo, come può contribuire a salvarlo davvero: stando accanto alla donna che l'ha conquistato e aiutandola a portare sollievo agli ultimi. Fino alla fine. Fin quando ce ne saranno.

Rispettando loro, se stesso e il mondo che li ospita. Perché il mondo si salva così: una persona alla volta.

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