I sogni di Rifkin's Festival omaggiano grandi classici del cinema europeo: tutti i riferimenti, spiegati

I sogni del protagonista di Rifkin's Festival omaggiano - in chiave parodica - alcuni grandi classici del cinema europeo del passato. Ecco quali film vengono citati da Woody Allen e perché.

Vision Distribution Rifkin con la moglie e l'amante di lei

Nel film di Woody Allen Rifkin's Festival sono disseminati una serie di sogni a sfondo cinematografico, a metà tra l'omaggio e l'intento parodico da parte dello sceneggiatore e regista Woody Allen. Nel lungometraggio, Wallace Shawn interpreta il critico e docente di arte cinematografica Mort Rifkin. Insieme alla moglie Sue (Gina Gershon), l'aspirante scrittore newyorchese partecipa al Festival internazionale del cinema di San Sebastián, dove la donna si occupa dell'ufficio stampa del film di un ambizioso, giovane regista Philippe (Louis Garrel).

Qui sia Mort sia Sue cadono in tentazione e valutano l'ipotesi di tradire il proprio partner. Mort in particolare ha deciso di partecipare all'evento solo per poter tener d'occhio la moglie Sue, dato che è convinto che Philippe abbia messo gli occhi su di lei. Sospettoso rispetto al cinema contemporaneo, Mort non fa che parlare dei grandi maestri del cinema europeo di un tempo, citando i film su cui teneva lezioni ai propri studenti quando ancora faceva il docente di cinematografia, prima di lasciare tutto per la scrittura di un romanzo che tarda ad arrivare. 

Nel corso del film Mort fa vari sogni, che diventano altrettante scene in cui rivive alcuni passaggi cult di grandi classici del cinema europeo. Le scene vengono poi rielaborate per descrivere i sentimenti di Mort verso la moglie e la donna che lo tenta. Ecco di quali sono i film citati e parodiati da Woody Allen: 

Quarto Potere

Il primo sogni ricrea una delle scene iniziali del capolavoro di Orson Wells del 1941, considerato tra i più grandi film della storia del cinema. Vediamo i genitori di Mort conversare mentre lui ancora bambino gioca con un slittino, in una scena in bianco e nero. Al posto della celebre scritta "rosebud" (bocciolo di rosa) sullo stesso c'è il nome di una donna che diventerà importante nelle fasi successive del film. 

Difficile non pensare a Mank di David Fincher, che pochi mesi fa ha citato la medesima, iconica scena della morte di Kane, con la caduta della sfera di vetro piena di neve, che qui anche Allen ricrea. 

Dopo aver dichiarato il suo amore per Federico Fellini, regista di La dolce vita, Mort fa un sogno che ricorda da vicino uno spezzone di un altro cult del regista riminese: 8½, lungometraggio del 1963. Nella sequenza, sempre in bianco e nero, vediamo il protagonista circondato da suore, preti e anziani che passeggiano sotto il sole in quello che sembra essere un giardino, mentre in realtà si tratta di una sorta di stabilimento termale.

Nel film onirico di Fellini, ad accompagnare questa iconica scena è La cavalcata delle Valchirie, celebre opera di Wagner. Il film è un tentativo di rendere per immagini una sorta di flusso di coscienza, come avviene per esempio nell'Ulisse di James Joyce. Il film mostra senza soluzione di continuità o trama apparente i sogni, le paure, i pensieri passeggeri di Guido Anselmi, il protagonista regista in crisi creativa e alter ego di Fellini stesso.

Un uomo, una donna 

A seguire nel film vediamo Mort e la bella dottoressa Jo in macchina, in una sequenza in bianco e nero in cui i due discorrono mentre stanno tornando a Parigi. Questo sogno cita una delle sequenze più amate del film romantico di Claude Lelouch Un uomo, una donna (1966).

Anouk Aimée e Jean‑Louis Trintignant sono diventati la coppia simbolo per una generazione nei panni di due vedovi che si conoscono casualmente mentre vanno a trovare nei fine settimana i rispettivi figli che frequentano lo stesso collegio. Il film racconta l'avvicinamento affettivo non privo di ostacoli tra i due. 

Jules e Jim

Il classico diretto da François Truffaut nel 1962 viene apertamente citato da Mort come un grande film del passato in una conversazione con Philippe, prima che il protagonista lo riviva in sogno. Mort spiega che il film è stato enormemente influente sul cinema, sin dal suo lancio negli anni '60. 

Nella scena diretta da Woody Allen vediamo i tre protagonisti andare in bicicletta per una strada di campagna, esattamente come nella pellicola francese, celebre anche per la corsa sfrenata dei tre protagonisti per i corridoi del Louvre. Woody Allen riprende poi la scena sulla spiaggia dei tre protagonisti, in cui i due uomini discorrono del loro rapporto con la donna del trio

Fino all'ultimo respiro

Prima ancora di sognare uno spezzone riadattato di questo film, Mort lo vede in sala durante un'affollatissima proiezione dedicata al Festival di San Sebastian, a cui va con la moglie e Philippe. Il film è considerato il manifesto della Novelle Vague

Nella scena citata da Allen, la coppia di protagonisti interpretata da Jean-Paul Belmondo e Jean Seberg discute a letto. Lei, americana, ospita lui, francese in fuga dalle autorità, che tenta di sedurla. A un certo punto, lei si tira le lenzuola sin sopra la testa, venendo imitata ben presto da lui. 

Persona 

Nel successivo sogno di Mort la moglie Sue e il medico Jo si confrontano parlando dell'uomo, dei suoi difetti e dei suoi limiti. Il formato 4:3, il bianco e nero, la disposizione delle due attrici (una di profilo, una posta di fronte) ricordano una delle scene più note di Persona, l'intenso film svedese del 1966 diretto da Ingmar Bergman. 

Nella pellicola - che ha per protagoniste Bibi Andersson e Liv Ullmann - una nota attrice smette improvvisamente di parlare. Le viene quindi affiancata un'infermiera, che comincia pian piano a confidarle la sua vita. In una delle scene più iconiche del film (ricco di passaggi simbolici e di scelte sperimentali) una delle due di profilo rispetto alla cinepresa è muta, mentre l'altra, posta alle sue spalle, guarda dritto in camera e parla, per alcuni minuti, senza risposta. Lo scambio vede le attriciBibi Andersson e Liv Ullmann in composizioni dell'immagine che ne accentuano la differente situazione psicologica. Woody Allen si è spinto a far scambiare alcune frasi in svedese alle protagoniste, in modo da poterle sottotitolare. 

Il posto delle fragole

Nel sogno successivo vediamo il fratello di Mort insieme alla cognata (per il quale il protagonista ha appena confessato di provare una certa attrazione) discutere dopo un pranzo di famiglia dei fallimenti dell'uomo. I due commentano divertiti sia il fallimento giovanile di Mort, che puntava a sedurre la cognata ma se l'è vista soffiare dal fratello, sia la sua incapacità di scrivere il suo romanzo. Secondo i due, Mort pretende di scrivere un capolavoro, non può accettare la sua mediocrità, perciò non finirà mai il libro. 

La scena del pranzo e la successiva in cui Mort origlia sono citazioni di un altro film di Bergman: Il posto delle fragole. Il protagonista della pellicola è il dottor Isak Borg, un anziano e illustre accademico ritiratosi da tempo a vita privata. Durante un viaggio intrapreso per ritirare un premio, visita la casa dove ha trascorso tante vacanze estive con i fratelli. Qui rivede la cugina Sara (di cui era molto innamorato) venire sedotta e baciata da uno dei suoi fratelli, mentre raccogliere delle fragole selvatiche per l'anniversario dello zio. 

L'angelo Sterminatore

Nel successivo sogno di Mort, Philippe bacia sensualmente il piede di sua moglie Sue intanto che i tre partecipano a un cena elegante, a cui è presente anche la dottoressa Jo. Quando Mort decide di andarsene, non riesce a lasciare la stanza, nonostante la porta sia aperta, così come il resto degli invitati.

La sequenza è tratta da L'angelo Sterminatore dello spagnolo Luis Buñuel (1962). Nel film originale una famiglia della ricca borghesia prende parte a un lauto pranzo che si dilunga fino all'alba, nonostante la servitù si sia dileguata e continuino a succedere strani eventi nel palazzo e nella sala da pranzo. Quando provano a tornare a casa, gli ospiti scoprono di non riuscire a lasciarla, come se una barriera invisibile li bloccasse.

Questo film era già stato citato da Woody Allen in Midnight in Paris, dove il protagonista del film Gil suggeriva a un perplesso Buñuel l'elemento più iconico della pellicola. 

Il settimo sigillo

Nell'ultimo sogno di Mort appare anche l'attore Christoph Waltz, avvolto nel mantello nero della Morte. In una riproposizione molto ironica di una delle scene cinematografiche più iconiche di sempre, la Morte conversa con il protagonista, gli assicura che il suo tempo non è ancora arrivato e gli raccomanda di non mangiare grassi idrogenati e di non fumare per rimandare il più possibile il loro futuro incontro. 

La citazione è tratta da quello che è forse il film più celebre di Bergman: Il settimo sigillo. Fortemente allegorico, il lungometraggio racconta della partita a scacchi tra un cavaliere e la Morte, giunta a togliergli la vita. Il cavaliere riuscirà a guadagnare un po' di tempo vincendo il primo scontro, mentre intorno a lui l'umanità reagisce alla paura di morire nei modi più disparati, estremi e violenti. Una delle partite a scacchi che si vedono nel film si svolge proprio in riva al mare, come quella tra Mort e Waltz. 

  • I sogni di Mort sono citazioni parodiche di scene cult di nove film celebri del cinema europeo del dopoguerra, a cui fa riferimento il protagonista del film durante tutta la pellicola. 

  • In ordine di apparizione, i sogni di Mort sono una parodia di: 

    • Quarto potere 
    • Otto e mezzo
    • Un uomo, una donna
    • Jules e Jim
    • Fino all'ultimo respiro 
    • Persona
    • Il posto delle fragole
    • L'angelo sterminatore
    • Il settimo sigillo
  • La locandina illustrata del film è opera dell'artista ispano-uruguayano Jordi Labanda.

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