The Circle è la sorpresa di Netflix: la seconda stagione è anche migliore della prima

Trash, ma intelligente, ironico e coinvolgente. 13 puntate da binge-watching per una seconda edizione che non si è appoggiata sugli allori.

Netflix Chloe e Terilisha a The Circle 2 su Netflix

Non è una serie TV, ma è confezionato come se lo fosse. È trash, ma in un modo squisitamente intelligente. The Circle, su Netflix, è il guilty pleasure che stavate cercando e la seconda stagione (completamente scollata dalla prima) conferma la qualità del prodotto alzando ulteriormente l’asticella. Una decina di individui, 100mila euro in palio, centinaia di conversazioni ad un schermo e 13 puntate che vi terranno in ostaggio. Perché è così che si fa un reality e Netflix lo sa bene.

Il meccanismo e i punti di forza

Il concetto che sta alla base di The Circle sembra tratto da un romanzo di Orwell scritto ai giorni nostri. In un condominio iper tecnologico ogni concorrente vive isolato in un appartamento e comunica con gli altri attraverso una chat in uno schermo. Ognuno di loro sa che dietro il profilo social può celarsi qualcuno di molto diverso da ciò che vede, che sta mentendo e sta provando a vendersi attraverso un’identità digitale pensata per farsi apprezzare dagli altri. Lo scopo, infatti, è proprio quello di diventare popolare: i più apprezzati del gruppo (votati tramite classifica) diventano influencer e fanno fuori i concorrenti di volta in volta. Il tutto sotto gli occhi di un Grande Fratello 2.0, chiamato appunto The Circle, che guida il racconto invitando all’azione attraverso uno schermo e proponendo domande che scoprono segreti, creano alleanze, spargono indizi. C’è tutta la sociologia dei giorni nostri: i social, i profili fake, il costruirsi una vita perfetta per i like. Ma c’è anche tutto il trash che un reality americano può offrire raccontato con un’ironia e un cinismo che ci fa sentire meno in colpa, spettatori di un esperimento di valore. Superata la prima puntata di presentazione (da sempre la più noiosa nella storia di ogni reality), si viene inghiottiti da un vortice di cliffhanger e colpi di scena che, man mano che si prosegue, rendono la visione sempre più serrata.

Le sorprese della seconda stagione

Con un meccanismo così blindato, sembrava impossibile proporre qualcosa di nuovo rispetto alla prima stagione (già di alto livello). Ma Netflix non si è appoggiata sugli allori e ha rimescolato le carte in tavola già alla seconda stagione. In questo nuovo ciclo di episodi di The Circle ci sono personaggi famosi (ma sono davvero loro o qualcuno che li emula?), c’è la presenza di un “Joker” (uno dei partecipanti che, in modo anonimo, parla con gli altri rivelando i segreti di tutti), ci sono persino concorrenti che nascondono più persone dietro la stessa finta identità. Non è possibile spingersi oltre senza fare spoiler, verrebbe completamente rovinata la visione di un format che ha nel “segreto” la sua forza. Perfetto poi il nuovo cast che va da un signore anziano sensitivo che fa il Babbo Natale part time a uno sciupafemmine tutto pettorali e flirt che dichiara di essere vergine.

Un successo meritato

Che The Circle funzioni è fuori discussione e lo dimostra il successo ottenuto in appena dodici mesi e due edizioni. In top 10 in molti Paesi (tra cui la vicina Svizzera), The Circle ha già avuto uno spin off in Brasile e uno in Francia e pare siano in preparazione altre versioni. Sarebbe interessante capire come queste dinamiche possano attecchire in un’edizione italiana considerando che l’identità di un Paese (con i relativi atteggiamenti verbali e non verbali) fa la differenza.

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Voto 7,5/10

Una visione "sociologica" ma leggerissima. Il trash che non ti fa sentire in colpa. The Circle è il reality da manuale, così come andrebbe fatto. E la stagione 2 è scritta anche migliore della prima.

Simone Rausi

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