La verità su Leone il cane fifone e le (inquietanti) teorie sull'origine della serie

Leone il cane fifone è una serie animata di genere horror con delle svolte narrative davvero spaventose. Niente, però, è più inquietante delle teorie sull'origine del cartone animato e sul significato stesso dell'opera.

Stretch Films Leone, Giustino e Marilù in un'immagine tratta da Leone il cane fifone

Chi è cresciuto nei primi duemila ricorderà sicuramente la serie animata Leone il cane fifone, dark comedy che segue le vicende del cucciolo Leone e della coppia di anziani agricoltori che l'ha adottato: la premurosa Marilù e il burbero Giustino.

I tre vivono nella fittizia cittadina di Altrove, e trascorrono le loro giornate tra pericolosi attacchi di mostri, alieni e inquietanti demoni, che Leone, l'unico ad accorgersi di quello che accade loro attorno, cerca sempre di sventare.

Il creatore della serie, lo statunitense John R. Dilworth, ha raccontato di essersi fatto influenzare dai classici film sci-fi e dell'orrore per quanto riguarda i temi e i toni della storia, e di aver tratto ispirazione dai Looney Tunes e dall'arte del surrealista Salvador Dalì per l'estetica dei disegni.

Nonostante le sue dichiarazioni, sono sorte, nel corso del tempo, numerose teorie tra i fan di Leone il cane fifone, alcune delle quali riguardano proprio l'origine del cartone animato.

Le storie vere legate a Leone il cane fifone

Il serial killer David Parker Ray

Una delle teorie che ha preso piede maggiormente negli anni è quella secondo cui l'ambientazione di Leone il cane fifone ricordi incredibilmente un'abitazione della città di Truth or Consequence, nel Nuovo Messico.

Secondo alcuni utenti su Reddit, la casa di Leone, Marilù e Giustino sarebbe ispirata al luogo nel quale il serial killer David Parker Ray aveva rapito, torturato e ucciso più di sessanta persone avvicinandole indossando sempre costumi diversi e raccontando loro storie strappalacrime per guadagnare la loro fiducia e poi ingannarle. Una tattica che ricorda quella di molti dei mostri che cercano di fare del male all'ingenua Marilù.

David Parker Ray comprò e insonorizzò un rimorchio per camion, e vi nascose una gran quantità di oggetti usati per la tortura sessuale, tra cui fruste, cinghie e catene, motivo per cui è ricordato con lo pseudonimo di The Toybox Killer.

Il criminale aveva anche dotato la stanza di uno specchio, in modo tale che le sue vittime vedessero esattamente ciò che faceva loro durante le torture, e talvolta, mentre infliggeva loro dolore, anche i suoi cani erano presenti.

Dopo numerose indagini, Ray è stato condannato per rapimento e tortura nel 2001, ed è deceduto a causa di un infarto circa un anno dopo la sentenza.

Il giallo dei Patterson

Un'altra teoria molto gettonata è quella secondo cui Leone il cane fifone si ispiri all'inquietante storia dei Patterson, ambientata nel quartiere di Kern Place, a El Paso, in Texas.

Era il 1975 e e i coniugi William e Margareth Patterson vivevano nella loro dimora insieme al loro cucciolo (non è chiaro se si trattasse di un cane o di un gatto). William era scorbutico e rabbioso come Giustino, e Margareth dolce e simpatica come Marilù.

La coppia scomparve nel maggio del 75 dopo la visita di una vicina, e da allora non fu più ritrovata. 

Si tratta di un caso ancora aperto per il dipartimento di polizia di El Paso. Il mistero ha dato vita a numerose teorie, alcune verosimili, altre decisamente bizzarre. C'è chi, come l'ex sceriffo di El Paso, Leo Samaniego, crede che William e Margareth fossero spie, chi pensa che i due siano stati brutalmente uccisi, chi urla all'ipotesi di ufo e skinwalker.

Secondo alcuni amici della coppia, i Patterson avrebbero lasciato la loro abitazione per andare in vacanza, secondo altri, invece, non avevano in programma di viaggiare.

La parte più misteriosa della vicenda è il fatto che al momento della scomparsa il cucciolo sia stato abbandonato, la casa sia stata lasciata in disordine, i vestiti più costosi dei Patterson siano rimasti in lavanderia.

Qualche giorno dopo la scomparsa, il contabile della coppia, Herbert Roth, ha ricevuto un telegramma da parte di un certo W.H. Patterson con l'incarico di vendere una casa mobile di proprietà dei Patterson e di agire come direttore aziendale per la loro attività fotografica in modo da avere denaro a sufficienza per per sostenerla, e di cederla a Doyle Kirkland, un collega di William.

Nonostante siano stati molti gli avvistamenti della coppia nel New Mexico, i Patterson sono stati dichiarati morti nel 1964.

Qualche anno più tardi, arriva la confessione dell'ex custode dei Patterson, Reynaldo Nangary, che fino a quel momento era rimasto in silenzio perché temeva la deportazione: alla scomparsa di William e Margareth avrebbe ripulito del sangue nel garage e su una barca dei coniugi. Nella confessione afferma inoltre di aver visto un socio di Willam mettere un lenzuolo insanguinato nel bagagliaio di un'auto.

Il custode sarebbe morto due anni dopo in un incidente stradale.

Stretch Films Leone alle prese con inquietanti mostri

Le teorie sul significato della serie

Le teorie che ruotano attorno a Leone il cane fifone riguardano non solo la sua origine, ma anche il significato stesso dell'opera.

Leone è Cerbero

Secondo questa teoria, Altrove simboleggia l'Inferno, Giustino Lucifero, Leone il Cerbero che sta ai comandi del suo padrone, e Marilù l'umanità che viene tentata dai demoni. A conferma di ciò, il fatto che Marilù spesso veda Leone con sembianze alterate, come a richiamare le tre teste del mastino infernale.

Il punto di vista di Leone

La seconda teoria riguarda i mostri che Leone tenta in ogni episodio di combattere. Chi la sostiene ritiene che i minacciosi demoni siano frutto dell'immaginazione del cagnolino rosa, che avrebbe creato nel suo subconscio questo mondo perché non conosce altro se non la dimora dei suoi padroni, troppo vecchi persino per portarlo a spasso a conoscere il mondo esterno.

Marilù e Giustino sono delle marionette

Nell'ultimo episodio della seconda stagione, Marilù e Giustino vengono trasformati in due marionette. Secondo la terza teoria, a differenza delle altre volte, la situazione non sarebbe mai stata risolta e i due padroni di Leone sarebbero rimasti dei pupazzetti per l'eternità. Perché allora li vediamo ancora negli episodi successivi? Anche stavolta è nella mente del cagnolino la soluzione: nel finale della seconda stagione, infatti, Leone inizia a ridere a crepapelle, di punto in bianco, come impazzito. Accecato dal dolore, Leone avrebbe continuato a giocare con le marionette di Marilù e Giustino convincendosi del fatto che non fossero oggetti inanimati.

  • L'ipotesi più gettonata è che Leone sia un beagle mentre secondo altre teorie sarebbe una sorta di terrier.

  • Il creatore della serie è John R. Dilworth.

  • Leone, Giustino e Marilù abitano nella fittizia città di Altrove, in Kansas.

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