Returnal: 5 aspetti da conoscere della nuova esclusiva fantascientifica di PlayStation 5

Returnal è un viaggio in un misterioso pianeta ostile pieno di difficoltà e pericoli. Ecco i 5 aspetti da conoscere di questo nuovo titolo.

Sony/Housemarque Returnal cover

La fantascienza approda su PlayStation 5 con Returnal, la prima esclusiva arrivata sulla nuova console di Sony dopo i titoli che l’hanno accompagnata al lancio, tra cui Demon’s Souls e Spider-Man. Il gioco è stato realizzato dagli sviluppatori finlandesi di Housemarque, che avevano già dato vita ad alcune piccole esclusive per PlayStation come Resogun e Alienation. Con questo nuovo progetto i ragazzi del team di sviluppo hanno voluto portare su PlayStation 5 il loro gioco più ambizioso di sempre.

In Returnal troviamo tante fonti d’ispirazione, tra fantascienza, horror e persino mondo dell’occulto. La sensazione di smarrimento e di pericolo che si avverte nei primi istanti del gioco ci ricorda un po’ il cult Alien: soli e abbandonati non in un’astronave, ma in un pianeta ostile dove nessun nostro simile potrà sentirci urlare. A questo aggiungete un eterno ciclo di morte e rinascita che pian piano ci farà comprendere i nostri errori e tornare alla carica come avveniva in Edge of Tomorrow. Non mancano richiami anche all’immaginario di Lovecraft, tramite creature tentacolari dall’incalcolabile malignità e dimensioni oniriche che strizzano l’occhio alle opere di Lynch.

Dopo ore passate sul pianeta Atropo, morte dopo morte, ciclo dopo ciclo, ecco Returnal sviscerato nelle sue 5 parti principali in una recensione che ci guida attraverso gli aspetti principali del gioco e ne spiega il gameplay.

Indice:

La storia: vivi, muori, ripeti

La storia di Returnal è molto criptica e misteriosa sin dal suo inizio. Nei panni dell’astronauta Selene ci ritroveremo ad atterrare sul pianeta Atropo, da cui giunge un misterioso segnale non identificato. Durante l’atterraggio la navicella di Selene subirà un guasto e la donna si ritroverà intrappolata sul pianeta senza possibilità di ritorno. Non ci vorrà molto per capire che Atropo è un luogo tutt’altro che tranquillo e pacifico: l’intero mondo pullula di creature aggressive e letali che non lasceranno scampo alla nostra protagonista, e qui arriva l’aspetto più strano di tutti.

Una volta morta, Selene si ritroverà nuovamente sulla sua astronave ormai distrutta, pronta a ricominciare dall’inizio l’esplorazione di Atropo alla ricerca della fonte da cui proviene il segnale misterioso. La donna però si ricorda delle sue morti e nota anche che a ogni nuovo inizio il mondo intorno a lei cambia e si riconfigura in una nuova forma. Bloccata in questo loop temporale, la protagonista non può fare altro che cercare di spingersi sempre più avanti, morte dopo morte.  C'è una cosa che la inquieta più dell’inospitale pianeta stesso: l’apparizione, in mezzo a questo mondo alieno, di una casa uguale alla sua, sulla Terra, casa che ha a che fare con alcuni aspetti nascosti del suo passato.

Comprendere cosa stia succedendo nella storia di Returnal sarà un po’ come trovare i pezzi di un puzzle e rimetterli pian piano al loro posto, ma non è detto che li troveremo tutti nel giusto ordine. Le linee narrative sono principalmente due, destinate a intersecarsi: una legata alla storia della civiltà aliena di Atropo, ormai distrutta, e soprattutto alle cause che hanno portato alla sua fine; l’altra relativa alla storia personale di Selene, che vivremo soprattutto durante le visite alla sua dimora terrestre. In questo caso sarà il gioco stesso cambiare e all’interno della casa ci ritroveremo a muoverci con una visuale in prima persona alla ricerca di indizi sul passato di Selene.

La storia risulta anche interessante, ma rappresenta l’aspetto meno curato e debole del titolo di Housemarque, che si focalizza principalmente sul gameplay. Le vicende sono a tratti troppo fumose e sarà difficile trovare tutte le risposte ai quesiti che sorgeranno, dato che molto della trama è lasciato all’interpretazione dei giocatori.

Gameplay: battaglia per la sopravvivenza

Sony/HousemarqueReturnal combat

Returnal è uno sparatutto in terza persona appartenente al genere dei Rogue Lite. Per chi non fosse esperto di questo genere, in pratica si identificano con questo nome i giochi dove alla morte la progressione viene quasi del tutto cancellata, salvo che per pochi oggetti importanti. I Rogue Lite sono un ramo più permissivo dei Rogue Like, dove invece a ogni morte si ricomincia davvero dall’inizio perdendo ogni cosa.

Una volta morti, infatti, perderemo tutte le armi e gli oggetti trovati ricominciando dall’inizio. Tuttavia non perderemo proprio tutto, in quanto ci resteranno alcuni potenziamenti fondamentali per avanzare, come la possibilità di utilizzare il fuoco secondario di ogni arma e il rampino, una volta sbloccato, così come le chiavi di accesso alle aree principali. Dunque, anche se inevitabilmente si morirà, non si finirà ogni volta per dover rifare realmente tutto da capo. I boss sconfitti inoltre non necessiteranno di essere riaffrontati, dato che apriranno una scorciatoia per recarci direttamente nel bioma successivo.

I primi passi su Atropo ci faranno davvero sentire come su un pianeta alieno. Impareremo presto a conoscere l’uso dei diversi oggetti e abilità, mentre ci domanderemo come sarà possibile arrivare in un’area sopraelevata che in quel momento non c'è alcun modo di raggiungere. La prima cosa che impareremo sarà come sopravvivere. Ben presto verremo attaccati da creature nemiche che ci spareranno contro dozzine di proiettili. Lo stile ricorda molto i classici giochi arcade da sala giochi di un tempo, in cui si guidava una navicella su schermo e bisognava schivare miriadi di proiettili nemici. In gergo questi titoli erano definiti “Bullet Hell” proprio per la quantità incredibile di proiettili da schivare, e Returnal è un po’ un Bullet Hell in tre dimensioni, per quanto riguarda i combattimenti.

Sony/HousemarqueReturnal creature

Grazie al potenziamento della tuta, Selene potrà schivare e saltare in maniera fulminea così da evitare gli attacchi nemici. Sarà importante padroneggiare la schivata sin da subito, dato che questa ci permetterà di essere invulnerabili ai colpi avversari per tutta la breve durata del movimento. Dalla nostra avremo poi varie bocche di fuoco a disposizione, cominciando dalla pistola d’ordinanza della protagonista fino a diverse armi aliene, tra cui mitragliatori, fucili a pompa e lanciarazzi. La varietà nelle armi non mancherà, inoltre potremo ottenere anche una spada simile a una katana con cui colpire nel corpo a corpo i nemici o aprirci varchi tra alcune dure radici per scoprire oggetti nascosti.

Il gameplay di Returnal è indubbiamente la parte più riuscita, grazie ai suoi combattimenti divertenti e frenetici che ci permetteranno di sperimentare tante armi diverse. L’azione è sempre pulita e dinamica e starà al giocatore districarsi tra i fiumi di proiettili sfruttando l’ambiente circostante e rispondendo con la forza delle sue bocche di fuoco.

Returnal però non è affatto una passeggiata, e per questo motivo non è un gioco adatto a tutti. I combattimenti sono spesso difficili e morire dopo un’ora passata ad avvicinarsi all’obiettivo per poi ricominciare tutto da capo potrebbe risultare frustrante per molti giocatori. Bisognerà armarsi di una discreta dose di pazienza per andare avanti.

La pecca più grande del titolo è la mancanza di un punto di salvataggio durante la partita. Quando inizierete un ciclo del loop, dovrete andare avanti fino a quando non morirete. Se per caso, per un imprevisto o per un impegno improvviso o anche semplicemente per staccare e giocare a qualcosa di più rilassante, vi verrà voglia di chiudere il gioco, sappiate che facendolo perderete tutti i progressi come se foste morti. Gli sviluppatori consigliano di lasciare il gioco aperto e mettere la console in stand-by, ma anche qui basta avere gli aggiornamenti automatici attivi per mandare in fumo ore di progressione in caso dell’uscita di una patch. Sarebbe semplicemente bastato dare ai giocatori la possibilità di salvare il gioco in qualsiasi momento, e fare in modo che quel salvataggio venisse cancellato al momento della morte se proprio la volontà era quella di mantenere la sfida a livelli hardcore. Si spera che in futuro arrivi un’opzione simile, dato che per il momento questa è una grave mancanza.

La fortuna del veterano

Sony/HousemarqueReturnal esclusiva PS5

Ora che abbiamo chiarito il funzionamento del gameplay di Returnal, è giunto il momento di parlare di un altro aspetto importante del gioco, ossia il fattore fortuna. La bravura del giocatore può fare la differenza fino a un certo punto, perché per progredire bisognerà avere anche una certa dose di fortuna nel trovare l’equipaggiamento e le condizioni migliori. Con il fatto che a ogni nuovo loop il mondo cambia, cambiano infatti anche i nemici, le armi e gli oggetti che troveremo sul nostro cammino.

Ogni nuovo loop temporale sarà molto diverso dal precedente, sia per la disposizione delle diverse aree che per gli oggetti trovati. Il gioco è composto da sei biomi in cui dovremo farci strada e attraversarne uno significherà muoverci tra diverse aree più o meno vaste, collegate tra loro da diversi tipi di porte. Sulla minimappa ogni porta ha un simbolo diverso, che ci indica se quella porta ci condurrà verso l’obiettivo principale o se invece ci porterà a un obiettivo secondario dove trovare maggiori risorse per il nostro viaggio.

In realtà presto si inizieranno a riconoscere le diverse aree che compongono ogni bioma, dato che la varietà non è altissima e l’unica cosa che cambia a ogni nuovo loop è la loro differente disposizione sulla mappa globale, quindi spesso sarà istintivo comprendere dove troveremo nemici od oggetti in un’area che, giocoforza, abbiamo già visitato in passato. Il fattore fortuna sta proprio nel fatto che i nemici e gli oggetti che troveremo saranno sempre diversi. In una partita potremo trovare subito un’arma che fa al caso nostro e dotata di abilità (che solitamente si sbloccano continuando a usarla) molto forti, altre volte invece troveremo oggetti di supporto poco utili al nostro viaggio e incontreremo molti più nemici agguerriti. Talvolta si morirà dopo un paio d’aree esplorate, in altri casi invece si arriverà a sconfiggere il boss di turno al primo tentativo.

Nella mia esperienza personale, mi sono stati necessari molti tentativi per riuscire a sconfiggere il primo boss del gioco, mentre quando ho provato a sconfiggere il secondo ce l'ho fatta al primo tentativo: ho avuto la fortuna di arrivare allo scontro imbottito di oggetti curativi e di protezione che mi hanno permesso di sopravvivere facilmente fino alla fine della battaglia. La fortuna è dunque un aspetto importantissimo nelle dinamiche del gameplay e chi vuole avvicinarsi al titolo deve mettere in conto che spesso per progredire dovrà attendere che gli astri si allineino in modo da riuscire a ottenere l’equipaggiamento perfetto per arrivare fino al boss di turno e batterlo senza venire facilmente annientato.

Rischi incalcolabili

Sony/HousemarqueReturnal PS5

Il fattore fortuna è legato a doppio filo al concetto di rischio, un elemento costante all’interno di Returnal. Il giocatore è sempre in bilico tra la scelta di giocare in modo più sicuro, andando dritto fino all’obiettivo così da evitare di incorrere in inutili rischi, oppure quella di provare a visitare ogni area e aprire ogni forziere per ottenere quanti più oggetti possibili. Il primo approccio sicuramente consente di sopravvivere di più, ma limita la possibilità di trovare risorse utili, e si rischia di arrivare alla battaglia con il boss di turno con una preparazione non sufficiente. Il secondo approccio è invece più pericoloso, in quanto si rischia di incontrare molti più nemici e di trovare oggetti che ci infliggeranno malus, però consente anche di avere più probabilità di trovare risorse uniche e potenti che normalmente non avremmo trovato.

Parlando di oggetti che infliggono malus, in Returnal ci sono casse o oggetti definiti “maligni”; questi, una volta raccolti, avranno la probabilità di infliggerci un’avaria, un malus che ci penalizzerà. Ad esempio, infliggeremo meno danni se la nostra Integrità (la salute) sarà al massimo, oppure verrà rallentato il recupero dello scatto o dello sparo secondario dopo ogni uso. Anche qui il fattore fortuna conta molto, dato che non tutte le avarie saranno così penalizzanti e, anzi, alcune sarà un po' come non averle. Una volta che saremo incorsi in un’avaria, ci sarà possibile eliminarla soddisfacendo alcune condizioni, a patto di non trovare un oggetto consumabile che le eliminerà automaticamente. Le condizioni saranno le più disparate, dall'eliminare un certo numero di nemici in corpo a corpo, all'aprire alcune casse o al raccogliere degli Oboliti, la valuta necessaria per potenziare la tuta.

Selene potrà anche equipaggiarsi di speciali Parassiti, piccoli esseri dall’aspetto inquietante, che si attaccheranno alla tuta della protagonista e ci forniranno contemporaneamente un bonus e un malus. Starà a noi decidere se il gioco vale la candela e dunque ss equipaggiarli o meno. Potremo portarne un massimo di 5 in una volta sola.

Fortunatamente sarà anche possibile trovare strutture che avvantaggeranno la nostra protagonista, come macchinari per fabbricare oggetti in cambio di Oboliti oppure sistemi che potenzieranno i danni o le difese in maniera gratuita. Esiste anche una struttura che ci permetterà di respawnare in caso di morte senza dover ricominciare tutto da capo. Questa però avrà un caro prezzo, ossia 6 pezzi di Etere e potrà essere usata solo una volta per loop. L’Etere è la seconda valuta del gioco dopo gli Oboliti. Questo non si perde una volta morti, ma è molto raro da trovare e può servire anche a purificare gli oggetti maligni prima di raccoglierli in modo che non ci infliggano delle avarie.

Grafica: l’alba della next gen

Sony/HousemarqueReturnal grafica

Returnal è un gioco pensato per PlayStation 5 e graficamente fa il suo lavoro, con ambientazioni molto curate piene di complessi effetti di luci e ombre e dal design alieno molto ben riuscito. Il titolo è poi molto fluido e si muove sempre a 60FPS, inoltre i tempi di caricamento sono davvero ridotti al minimo. Tuttavia la differenza con le produzioni più grosse della scorsa generazione non è ancora abissale e si vede chiaramente dall’impostazione delle mappe e dalla costruzione delle diverse aree che il gioco non osa troppo in termini di quantità di oggetti presenti su schermo e di interazioni ambientali. Returnal è un po’ un punto d’ingresso verso la grafica di nuova generazione, ma non è un difetto, dato che l’era di PlayStation 5 è appena iniziata e avrà ancora molto da dire in futuro.

Ben sfruttato è invece il Dual Sense, il pad di PS5 che dà un’ottima sensazione grazie al feedback aptico: tramite le vibrazioni sentiremo cadere sulla nostra pelle le gocce di pioggia del pianeta alieno e molto altro. Ottimo anche l'uso dei grilletti. Premendo L2 sarà possibile sia mirare che utilizzare lo sparo secondario di ogni arma: il trucco starà nei grilletti adattivi, infatti in fase di mira il tasto si blocca a metà permettendoci di mirare e dovremo spingerlo fino in fondo per utilizzare il fuoco secondario. Una funzione interessante e comoda, che impedisce di sbagliare il tipo di fuoco desiderato per via della resistenza che pone alla pressione.

Il verdetto

Returnal - PlayStation 5

Returnal - PlayStation 5

59,99 €

Returnal è un gioco brutale e che richiede molta pazienza per la sua natura di Rogue Lite, dove ogni morte ci porterà a ricominciare da capo senza le risorse che avremo raccolto in precedenza. Nel suo genere il titolo fa le cose per bene e se vi piace la tipologia dei Rogue Lite, allora non vi deluderà. Tuttavia, se l’eccessiva difficoltà e la ripetitività del loop non vi entusiasmano come idea, allora è meglio che ci pensiate bene prima di provare ad addentrarvi nell’ostile mondo di Atropo.

Voto 8/10

Returnal è un titolo particolare e dall'elevata difficoltà. Le sue meccaniche da Rogue Lite non sono adatte a tutti i tipi di giocatori, ma indubbiamente sa il fatto suo in quel che fa.

Silvio Mazzitelli

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