Come si guadagnano da vivere gli eroi Marvel? Risponde Malcolm Spellman

Lo showrunner di The Falcon and the Winter Soldier ha spiegato che la serie Marvel/Disney ha sollevato la questione legata agli 'stipendi' dei supereroi Marvel.

Marvel Studios Un'immagine di The Falcon and the Winter Soldier

Nel corso degli anni, attraverso tutte le varie Fasi del Marvel Cinematic Universe, abbiamo visto un gran numero di eroi, molti dei quali dotati di tecnologie all'avanguardia e attrezzature apparentemente molto costose.

Basti pensare al solo genio, miliardario, playboy e filantropo Tony Stark (interpretato da Robert Downey Jr.) in grado di mettere a disposizione degli Avengers i fondi pressoché illimitati delle Stark Industries.

Tuttavia, in molti si sono domandati come si guadagnano da vivere i supereroi dell’universo Marvel, una domanda alla quale ora ha tentato di dare una risposta Malcolm Spellman, showrunner di The Falcon and the Winter Soldier, la serie Disney+ dedicata ai personaggi di Sam Wilson e Bucky Barnes.

Parlando con Kevin Smith (via ScreenRant), lo sceneggiatore ha rivelato che Marvel Studios non aveva di fatto mai pensato al concetto di "busta paga" per un supereroe.

La trama era sul tavolo, la scena della banca probabilmente non era ancora lì visto che non potevo essere ancora troppo specifico, ma avevo in mente la loro attività di famiglia. Avevo fatto alcune ricerche sui pescatori di colore della Louisiana, sapevo che le loro famiglie stavano lottando a causa delle banche, intenzionate a fare fallire le persone.

La storia raccontata nello show ha infatti sollevato alcuni dubbi circa l'effettiva condizione economica in cui versano i supereroi della Casa delle Idee. Nel primo episodio della serie, vediamo infatti Sam recarsi in banca accompagnato da sua sorella Sarah Wilson (Adepero Oduye), con lo scopo di farsi accendere un mutuo per salvare il peschereccio di famiglia.

Nonostante il banchiere sia consapevole di avere davanti il coraggioso Falcon in persona (ossia uno dei Vendicatori che ha salvato la Terra e l'intero universo dalla minacia di Thanos), l'eroe incassa un secco "no" per una presunta mancanza di garanzie.

La motivazione? Semplice: non avendo uno stipendio vero e proprio per il suo "lavoro" da supereroe, la banca non sarebbe stata in grado di concedergli il denaro richiesto. Sam, ancora lontano dall'essere il nuovo Captain America, spiega che la sua retribuzione arriva in prima battuta dalla generosità delle persone e non da una reale busta paga.

Spellman ha poi proseguito sulla questione, tirando in causa proprio la scena della banca vista nello show Disney:

Quella sequenza mi ha colpito su due piani differenti. Come prima cosa, Sam è un uomo di colore e non poteva ottenere un prestito. In secondo luogo, questa è stata una delle cose che ha portato vari dirigenti Marvel a dire 'Aspetta, questo è un problema, stiamo iniziando a parlare di come i supereroi si guadagnano da vivere'. Senza contare il volume di appunti sul tema e varie riunioni incentrate solo sulla domanda 'bene, quindi come fanno a guadagnarsi da vivere?'

In uno qualsiasi dei film dedicati agli Avengers non c'è stato mai il tempo di preoccuparsi di questioni "ordinarie", come appunto farsi accendere un mutuo da una banca.

Spellman ha aggiunto che osservata dall'esterno la questione sembra relativamente semplice, visto che dopotutto bastarebbe pensare che un personaggio come Falcon si guadagni da vivere grazie a dei contratti militari, cosa che all'effettivo non è.

The Falcon and the Winter Soldier ha quindi avuto l'ardire di mettere sul piatto anche un'ulteriore tematica piuttosto delicata, confermando la volontà dello showrunner di incorporare temi sociali nel racconto incentrato sulle avventure di Sam e Bucky.

La serie è disponibile sul catalogo Disney+ dallo scorso 19 marzo, per poi concludersi il 23 aprile 2021.

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