Enlightened: la serie HBO arriva in Italia 10 anni dopo per mostrarci come siamo peggiorati

Si sorride in modo amaro e si riflette su pensieri scomodi. Ecco perché Enlightened non ha ancora superato la data di scadenza.

HBO Laura Dern in Enlightened

Sono passati dieci anni da quando HBO mandava in onda Enlightened, la serie con Laura Dern che dal 12 maggio Sky sta proponendo, per la prima volta in Italia. E bastano pochi minuti di visione per rendersi conto che il mondo raccontato dal dramedy è assai diverso da quello che stiamo vivendo.

Non c’erano ancora gli smartphone e i social network avevano molto meno peso. I personaggi si muovono dentro case e uffici che sembrano fuori dal tempo e gli abiti sono tremendamente fuori moda. E allora cosa spinge un colosso come Sky a ripescare un prodotto del 2011? Potrebbero bastare la firma di HBO e la faccia di Laura Dern ma la verità è che Enlightened è ancora tanto, troppo attuale e ci mette di fronte a un’amarissima riflessone: siamo ancora quello che eravamo un tempo, forse anche peggio.

Di cosa parla la serie?

La storia di Enlightened si apre con il crollo nervoso di Amy Jellicoe (Laura Dern), che va letteralmente fuori di testa in ufficio. Amy, tra le lacrime, rivela a tutti di avere una relazione con il suo capo e urla contro ogni collega in una scena molto potente che cita persino Shining (imperdibile la sua faccia che fa capolino dentro l’ascensore).

Per riprendersi vola fino alle Hawaii e segue un percorso di riabilitazione dai santoni di Open Air. Impara ad amarsi e a volersi bene e torna a casa sua, in California, dopo essere stata “illuminata” da una nuova consapevolezza. E qui iniziano i problemi: nel mondo reale, abbracciare tutti non si rivela essere una grande idea e i mantra di auto aiuto perdono potenza. Specie quando vieni demansionata dal tuo ruolo di responsabile, il tuo posto nella multinazionale in cui lavoravi va alla tua assistente, torni a vivere da tua madre, tutti ti credono pazza e hai una relazione tossica con un ex marito dipendente dalle droghe.

In questo quadretto sconfortante, Amy prova a fare incontrare spiritualità e cinismo, ma il rischio di un nuovo esaurimento è dietro l’angolo e l’idea di “cambiare tutto in meglio” si trasforma rapidamente in “distruggo tutto ciò che non posso cambiare”.

Perché vale la pena vedere Enlightened

Non vi aspettate grosse risate, anche se ci sono dei momenti piuttosto esilaranti, ma non vi aspettate nemmeno drammi da fazzoletti sul divano. Enlightened si colloca in un territorio piuttosto inesplorato dalle serie TV, quello dell’amarezza. Un sentimento difficile per chi produce storie perché fin troppo scomodo per il telespettatore che le guarda.

Non è una visione facile, spesso ci si sente a disagio per la protagonista, ci si fa carico della sua frustrazione, si tifa per lei, ma la si odia. E la complessità di un personaggio reso magistralmente dalla Dern (che da qui in poi ha iniziato la sua ascesa inarrestabile ad Hollywood, da Big Little Lies a Marriage Story) vale tutto il biglietto. Non ci sono grandi colpi di scena perché tutta la storia è incentrata sulla crescita (lenta) del personaggio, ma allo stesso tempo Enlightened si fa vedere eccome e una puntata tira l’altra in un sentimento quasi sadico di affezione al dolore.

Pur essendo piuttosto leggera in molti episodi, Enlightened offre spunti di riflessioni preziosi e colleziona un paio di dialoghi (spesso solitari, nella mente della protagonista) che vale la pena sottolineare o salvare per quando si vuole fare i profondi su Instagram. Perché Enlightened, questo bilanciamento tra effimero e reale lo calibra fin troppo bene. E poi è tutto ancora attualissimo: dieci anni dopo siamo ancora soli, arrabbiati, sempre di corsa, con dei lavori che ci consumano. E forse, con i social, è anche peggio.

Un cast “curioso”

Il cast di Enlightened ha più di una cartuccia da sparare oltre alla Dern. In una puntata, nel ruolo dell’amica della protagonista, appare una giovane Robin Wright. Noti anche i volti del marito, interpretato da Luke Wilson (fratello di Owen e visto in decine di film) e quello del capo amante, interpretato da Charles Esten (l’indimenticato Deacon di Nashville). Curioso poi sapere che Diane Ladd, che interpreta Helen, la madre di Amy, è davvero la madre di Laura Dern. Infine, Mike White, che interpreta il collega Tyler, è il creatore della serie e la storia nasce da una sua esperienza autobiografica.

Sky manderà in onda, di seguito, tutte e due le stagioni di Enlightened: la prima dal 12 maggio (già interamente disponibile su OnDemand), la seconda dal 26 maggio. La serie è poi stata cancellata.

Voto 7,5/10

Laura Dern in stato di grazia in una seria amarissima che sa essere leggera e profonda, ma soprattutto un po' scomoda. Arriva 10 anni dopo per mostrarci che siamo gli stessi di prima. Forse peggio.

Simone Rausi

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