Da La ragazza che saltava nel tempo a Mirai: i film per conoscere Mamoru Hosoda

Con una poetica persa tra i Digimon, la famiglia e le realtà parallele, Hosoda non si è fatto mancare niente, nemmeno un "litigio" con Hayao Miyazaki.

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Classe 1967, giapponese e con la spiccata capacità di creare mondi estremamente originali, Mamoru Hosoda, dopo essersi fatto notare come regista dirigendo i primi due film dei Digimon, viene proposto per la regia de Il castello errante di Howl, una delle opere più importanti dello Studio Ghibli. Lasciato il progetto per alcune divergenze di opinioni con i colleghi più anziani, prosegue nel suo lavoro di animatore e nel 2006, dopo aver diretto un film di Onepiece, dà vita al suo primo lungometraggio: La ragazza che saltava nel tempo.

Oggi è uno dei registi di animazione più apprezzati del sol levante e si preparara a lanciare il suo ultimo film, Belle, proprio nel corso del 2021. Se vi siete innamorati di Mirai su Netflix o se semplicemente siete amanti dell'animazione a 360 gradi, ecco i migliori film di Mamoru Hosoda che non dovete assolutamente perdere.

La ragazza che saltava nel tempo (2006)

Un film che ormai è diventato un classico dell'animazione giapponese. Makoto Konno è una giovane studentessa che dopo un piccolo incidente nel laboratorio di scienze scopre di poter saltare indietro nel tempo. Compiendo un balzo più o meno lungo Makoto può tornare indietro fino ad un momento a scelta della sua vita. Così inizia a risolvere i numerosi piccoli problemi che si vengono a creare nella vita di una liceale, ma come le insegnerà anche sua zia, ogni azione compiuta va ad influire sugli eventi in maniera del tutto catastrofica ed imprevedibile. Un tenero sci-fi in su cosa significa essere giovani, per nulla scontato e con un modo tutto nuovo di viaggiare nel tempo.

Summer Wars (2009)

Ancora un'opera di semi-fantascienza in cui Hosoda gioca con una delle tematiche tanto care al giappone: i videogiochi e le realtà digitali. Kenji Koiso è un giovane studente e genio della matematica con diversi problemi di socializzazione, appassionato del videogioco OZ in cui gestisce un intero mondo virtuale. Convinto da una compagna di classe a partire con lei con la scusa di un lavoro estivo, si ritroverà a dover fingersi il fidanzato della ragazza al compleanno della nonna novantenne. Intanto in OZ è il caos, qualcuno ha hackerato il videogioco e la colpa sembra ricadere proprio su Kenji. Hosoda mette su una commedia famigliare che ha l'odore delle notti d'estate e in cui realtà e mondi virtuali trovano un punto d'incontro.

Wolf Children - Ame e Yuki i bambini lupo (2012)

Oltre alla passione per la fantascienza egli universi virtuali, Hosoda non ha mai nascosto una certa predilezione per gli animali, specie se umanoidi. Wolf Children è la storia di Hana, una ragazza che si innamora dell'ultimo discendente della stirpe degli uomini-lupo giapponesi. Dopo aver scelto di vivere con l'uomo-lupo la giovane dà alla luce 2 bambini, Ame e Yuki, capaci di diventare dei piccoli lupi. Tra le difficoltà della vita umana e i pericoli di quella animale, la storia di una madre che dovrà crescere e proteggere i suoi figli, cercando la sua strada a cavallo tra due mondi che faticano ad accettarla.

The Boy and the Beast (2015)

Le tematiche preferite di Hosoda, fantascienza e animali antropomorfi, si fondono per dare vita a questo racconto sulla paternità che forse è il film più riuscito dell'autore. Il mondo degli umani e quello delle bestie (un universo dove vivono animali antropomorfi in lizza per diventare degli dei) sono separati da un velo sottile. La storia del film inizia quando il piccolo Ren si perde per le strade di Shibuya e finisce per incontrare Kumatetsu un orso appartenente al regno delle bestie. Kumatetsu propone scherzando a Ren di diventare suo discepolo, ma il bambino lo seguirà finendo per scoprire i misteri del regno delle bestie.

Mirai (2018)

Giovinezza, famiglia, maternità e paternità. Sono questi i topoi più profondi affrontati dai film visti fino ad ora e che dipingono i complessi e fantasiosi rapporti famigliari descritti dall'autore. Manca però un approfondimento del legame tra fratelli. Ecco quindi arrivare Mirai, in cui un Kun-chan, un bambino che vede l'arrivo della sorellina Mirai (che significa futuro) come una minaccia volta a privarlo dell'amore dei genitori, finisce in un mondo magico dove dovrà trovare la strada per risolvere le sue problematiche famigliare proprio con una versione adolescente della sua sorellina appena nata.

Belle (2021)

L'ultima pellicola di Hosoda, in uscita nel 2021, riprende le tematiche care all'autore e le porta in un social virtuale chiamato U. Dopo la morte della madre, Suzu si allontana dalla passione del canto che condivideva con la donna e dal padre. Quando arriva U, un nuovo social virtuale, la giovane crea il suo alter ego Belle e ricomincia a cantare attirando milioni di follower. La sua vita però sta per essere stravolta dall'arrivo di un misterioso drago. Un racconto che infrange il muro sottile che c'è tra la vita e un profilo digitale

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