Fast and Furious: le curiosità sulle 10 auto più iconiche della saga

Dalla mitica Toyota Supra arancione di Brian O'Conner alla spettacolare Mid-Engine Dodge Charger personalizzata di Dom Toretto, ecco i trivia imperdibili sulle macchine "a pieno titolo membri del cast" della saga.

Jaimie Trueblood / Universal Pictures Paul Walker e Vin Diesel in una scena del film Fast & Furious 5

"Per quanto tu sia veloce, non puoi esserlo più del tuo passato": la frase di lancio di Fast & Furious 9, il nono capitolo della saga ad alta velocità con Vin Diesel e Paul Walker, è epitome e al tempo stesso superamento di un franchise che va ben oltre i 4 miliardi di euro incassati al botteghino internazionale.

Nel corso di vent'anni di corse mozzafiato e roboanti esplosioni, le macchine truccate di Toretto, famiglia e rivali rivestono ovviamente un ruolo di primo piano. Non solo la Dodge Charger di Dom, vera e propria icona di Fast and Furious che ha fatto la fortuna della franchigia. "Le auto sono a pieno titolo membri del cast", ha sottolineato Dennis McCarthy, lo specialista che coordina da sempre le spettacolari coreografie automobilistiche della saga.

Original Film e Universal Pictures sciorinano un po' di numeri: nei nove film del franchise sono state usate più di 12mila auto e di queste 2500 sono state distrutte. Il calcolo è impressionante: una ogni 49 secondi di film. La produzione non ha quindi badato a spese: la Lykan HyperSport di Fast & Furious 7 (quella dei salti tra grattacieli) è costata 3,4 milioni di dollari. Sopravvissuta alle riprese, l'hypercar sportiva della libanese W Motors è finita all'asta da Rubix e venduta a 525mila dollari.

Questo "destino" è stato condiviso anche dalla mitologica Toyota Supra arancione di Brian O'Conner: per sapere perché, ecco 10 imperdibili curiosità su alcune delle auto più iconiche del franchise.

Toyota Supra MK4

È l'auto simbolo del patto d'onore e d'amicizia tra Brian e Dom. I due trasformano una Supra arrugginita in un autentico gioiello e la mettono alla prova in una sfida ad alta velocità con una Ferrari F355

La produzione utilizza sette coupé Toyota per le riprese del film, tra cui quattro Supra: tre con motore aspirato e soltanto una doppio turbo. L'aggressivo look arancione è opera del designer Troy Lee (è lui a inventare la livrea "Nuclear Gladiator") e di David Marder, uno degli specialisti di Universal Pictures: il vero proprietario della Toyota è Craig Lieberman, appassionato tuner e consulente tecnico dei primi due film della saga. 

Lieberman mette l'auto a disposizione per i ciak. In origine, però, la macchina è gialla e completamente modificata, come accade a tante Supra in giro per gli States. Restano quindi gli stessi settaggi al motore, roll-bar, roboante impianto stereo e immancabile kit al protossido di azoto per dare la giusta frustata di potenza al motore. Le uniche modifiche riguardano le ruote e la vernice. Per le riprese all'interno dell'abitacolo i tecnici della troupe non usano le sette Toyota della flotta: comprano ad un prezzo stracciato una Supra grigia senza motore.

Concluse le riprese, Lieberman si riprende la sua Supra (che tornerà in 2 Fast 2 Furious) e la mette in garage, prima di venderla ad un ricco acquirente olandese. Come la Lykan HyperSport, la Toyota Supra MK4 elaborata per il secondo film dall'officina californiana The Shark Shop di Eddie Paul (prima di farla tornare nella versione "originale" Candy Orange) è finita all'asta. La casa Barrett-Jackson di Las Vegas si aspetta di incassare una cifra ad almeno cinque zeri.

La full story della Supra di Brian (e il lungo elenco delle modifiche) è raccontata da Craig Lieberman in questo video.

Nissan Skyline GT-R

Brian O'Conner si alterna alla guida della Supra e della Mitsubishi Eclipse (che non monta un motore Eclipse GSX bensì un Chrysler 420A da 140 cavalli), ma nel secondo film a conquistare il pubblico è la Nissan Skyline GT-R R34. A farla entrare nel cuore degli spettatori è la scena della gara a quattro (le sfidanti sono la Honda S2000 di Suki, la Mazda RX-7 di Orange Julius e la Supra Turbo di Slap Jack) che Brian vince con un epico salto sul ponte.

Anche dietro la Nissan Skyline c'è lo zampino di Craig Lieberman. La Skyline GT-R è illegale negli Stati Uniti: le autorità competenti non la omologano alle regole del mercato americano dell'auto. Soltanto la MotoRex riesce ad importarne 11 esemplari dal Giappone e a renderli commerciabili grazie ad una macchinosa e dispendiosa procedura amministrativa. Uscito il primo film della saga nelle sale, Lieberman compra questo modello e lo modifica completamente con un motore 6 cilindri in linea da 2,6 litri RB26 biturbo con cambio Getrag a sei rapporti. 

Ancora una volta il tuner mette la macchina a disposizione della produzione. Le modifiche che ha fatto sono sostanziali, non solo per il colore dal nero al blu elettrico. Universal Pictures fa il resto: cambia totalmente il look passando al grigio argento "Sonic Silver" con strisce blu. La coupé giapponese è sotto tutela di Universal, che per le scene a rischio compra quattro diverse GT-R (non omologate per la strada) a 50mila dollari l'una. Per le riprese degli interni, la troupe usa una sesta GT-R, presa nel Regno Unito. Chiuso il set, Lieberman riporta il suo bolide alla versione grigia, togliendo le luci al neon sotto la scocca.

Paul Walker si innamora così tanto della Skyline GT-R che decide di acquistarne una dalla MotoRex. Passata prima ad un appassionato residente alle Hawaii e poi tornata in California, oggi si stima possa valere almeno 400mila dollari. L'originale guidata dall'attore nel secondo film del franchise si avvicina invece ad un milione di euro. In questo video Lieberman racconta la storia completa della Skyline GT-R di 2 Fast 2 Furious.

Mazda RX-7 FD 1997

La Mazda RX-7 con il design originale del proprietario Keith Imoto è l'auto di Dom Toretto. Nel terzo film, Tokyo Drift, appare la leggendaria VeilSide Fortune arancione guidata da Han Lue (Sung Kang). Il mentore di Sean Boswell (Lucas Black) è un personaggio "riciclato" da Better Luck Tomorrow: nel secondo film di Justin Lin (il primo diretto in solitaria dopo l'esordio Shopping for Fangs diviso con Quentin Lee) era già il "cool guy" asiatico. Han sfreccia per le strade della metropoli giapponese prima di trovare la morte (apparente) nell'esplosione che segue la collisione con l'auto di Deckard Show (Jason Statham). Han non è morto, ovviamente: ritorna in Fast & Furious 9, "spinto" dall'hashtag #HanIsAlive che spopola sui social.

Manco a dirlo, Craig Lieberman è il deus ex machina della RX-7 di Han. La vede al Tokyo Auto Salon, se ne innamora, la prende e la modifica inserendo kit al protossido, turbocompressore e scarico in titanio HKS. Poi la offre all'equipe di F&F. In originale la VeilSide è rossa, ma per le riprese diventa arancio "Sunset Pearl".

I tecnici di Universal preservano l'originale e aggiungono una flotta di nove RX-7 da usare per le scene e gli stunt più difficili: le corse da capogiro. Al temine delle riprese, "sopravvivono" soltanto due esemplari, venduti ai car broker di New Era Imports che operano sul mercato nipponico e rispediti in Giappone perché con guida a destra.

Lieberman rivela le vicissitudini della VeilSide Fortune in questo video: l'originale è stata venduta ad "appena" 40mila dollari, mentre in giro per il mondo ci sono numerose repliche il cui costo si aggira attorno ai 20mila dollari. A meno che non vogliate costruirvela da soli, seguendo i consigli del tuner.

Chevrolet Chevelle SS 1970

Guidata da Dom Toretto, la Chevrolet Chevelle SS del 1970 è la regina delle muscle car. Nella scena finale del primo capitolo della saga, sfreccia per le strade di Baja, in Messico, ed è di color rosso. "Vivo la mia vita un quarto di miglio alla volta. Non mi importa di nient'altro. Per quei dieci secondi, sono libero", è lo struggente congedo di Dom. La Chevrolet diventa grigia in Solo parti originali e sfida in una memorabile "audition race" la Nissan Skyline GT-R di O'Conner, la BMW 540i di Alex (Brandon T. Jackson) e la Nissan Silvia di David (Ron Yuan).

Le modifiche fatte al motore di questa coupé sono importanti: sospensioni Hotchkis, freni Wilwood, "drift brakes". La produzione affianca tre modelli aggiuntivi all'originale. Alla fine del film, la Chevelle ne esce malconcia: Dom la lascia esplodere per sfuggire a un'imboscata.

Per fortuna, l'originale è intatta, anche se in condizioni non proprio perfette. Nel 2020 la casa d'aste Lloyds Auctioneers and Valuers l'ha venduta (con tanto di certificazione Paramount e autografo di Cody Walker) a quasi 50mila dollari australiani, ovvero poco meno di 30mila euro.

Diesel ha raccontato in un'intervista a Supercar Blondie che la Chevelle è la sua auto preferita tra tutte quelle che ha guidato nella saga. "La Dodge Charger ha un grandissimo valore affettivo, ma quella Chevelle del 1970 per me è sempre stata importante", ammette l'attore. La questione, come sempre in F&F, è di famiglia: in F9 Mia (Jordana Brewster), la sorella di Dominic, guida una Chevelle/Nova SS 1974.

Mongo: l'Heist Truck

Un'incredibile creazione di Dennis McCarthy e il suo team per la sequenza di Fast & Furious 5 girata nel polveroso deserto dell'Arizona e costata 25 milioni di dollari. Dom, Brian, Mia e Vince devono rubare delle auto da un treno in corsa. Vince andrà al volante di una De Tomaso Pantera, Mia di una GT40 e Dom di una Corvette Grand Sport. Ma è Brian che ci va giù pesante. Si piazza alla guida di un autentico mostro vecchio e arrugginito: un camion a fondo piatto costruito con delle rimanenze dell'esercito e in parte da zero utilizzando dei tubi di acciaio!

Universal mette a disposizione un budget di 85mila dollari per Mongo, uno dei dieci camion che la produzione costruisce appositamente per il film. McCarthy e i suoi ragazzi possono sbizzarrirsi. Prendono l'abitacolo da un Oskhosh HEMTT (l'autocarro dell'esercito americano: comprato a un'asta di surplus dei Marines!) e compongono questa sorta di Frankenstein con pezzi di ricambio e tubi d'acciaio.

L'abitacolo e l'esoscheletro tubolare conferiscono all'Heist Truck il suo aspetto potente e sinistro. I motori sono due: uno dietro l'abitacolo (una replica in plastica di un V8 big-block GM RamJet) e un secondo (quello effettivo: un vero GM 502 da 500 cavalli) montato più in basso per una migliore distribuzione del peso quando il camion deve lanciarsi nel salto di 25 metri.

I Monster Truck prodotti sono dieci e al termine delle riprese ne sopravvivono sei. Walker stavolta si fa aiutare dallo stunt Corey Eubanks perché lo sterzo di questo bestione da 4000 chili è gestito da un pistone idraulico: l'enorme peso si sente tutto. L'originale che si ammira nel film è "vivo" e con pochissimi danni. Oggi due esemplari sono ancora in possesso di Universal, gli altri sono stati venduti o riutilizzati, come nel caso del film Death Race 3 - Inferno. Il solito Lieberman ne racconta le specifiche tecniche in questo esaustivo video.

Flip Car

I fan l'hanno ribattezzata la spietata "Ramp Car". È la bestia blindata messa a punto da Dennis McCarthy per Fast & Furious 6 con un obiettivo ben preciso: attaccare e capovolgere le auto che urta. Justin Lin la sfoggia quando Brian, Dom e la famiglia si mettono contro Owen Shaw (Luke Evans), Vegh (Clara Paget) e la sua crew. In una delle sequenze più spettacolari del film, Hobbs si lancia in volo sulla Flip Car per tentare (inutilmente) di fermarla. Brian e Mia saranno costretti a guidare in retromarcia per evitare di essere ribaltati.

McCarthy non bada a spese e potenza per questa macchina malvagia: monta un motore GM LS3 Crate a 8 cilindri da 480 cavalli e realizza il corpo tubolare in acciaio, fibra di carbonio e lexan per le parti trasparenti. Per dare leggerezza e resistenza sono aggiunti la sterzatura integrale, il sistema di trasmissione V-drive (preso da un motoscafo!) e le sospensioni di una Chevrolet Suburban. Nonostante le apparenze, il peso raggiunge i 1700 chili.

Il look è ovviamente da Formula 1, ma come se fossimo in Mad Max. Luke Evans ha rivelato di aver avuto non poche difficoltà per entrare nello strettissimo abitacolo dell'auto. Non a caso McCarthy realizza un design ispirato a quello di un Freightliner. Per non farsi mancare nulla, il car coordinator dissemina la Flip Car di VI: sei, come F6. Un Easter Egg notato soltanto dagli occhi più attenti. 

Lykan HyperSport 2013

Una delle scene più memorabili di Fast & Furious 7 e dell'intero franchise ha per protagonista la prima supercar araba di W Motors, la società di Dubai fondata nel 2012 a Beirut da Ralph R. Debbas. Don e Brian prendono la Lykan da una delle Etihad Towers di Abu Dhabi e sfidano la gravità lanciandosi da un grattacielo all'altro per due volte. Fortuna che Brian aveva appena urlato al compare: "Le auto non volano!". A farne le spese, oltre al prezioso esercito di terracotta cinese, è la stessa HyperSport che precipita e si schianta al suolo.

Prodotta in pochissimi esemplari (appena sette) e presentata per la prima volta al Qatar Motor Show 2013, la Lykan è un'auto di lusso da 3,4 milioni di dollari. Monta un motore da 780 cavalli e arriva ad una velocità massima di 395 km/h grazie al flat-six turbo da 3,7 litri firmato Ruf. L'accelerazione 0-100 km/h è in 2,8". Non solo: nei fari anteriori sono stati inseriti dei diamanti e ha davvero la consolle centrale ad ologramma, quella che Paul Walker fa a pezzi nel film.

Le finiture sono placcate in oro e platino, l'orologio interno è un Cyrys Klepcys da 200mila dollari, l'architettura è in fibra di carbonio e ha un tocco d'Italia: il design è di Studiotorino, la casa di stile di Alfredo e Maria Paola Stola. Il team di Universal aggiunge (o meglio, sottrae) solo tre particolarità per le riprese del film: vengono tolti l'airbag al volante, il quadro strumenti e il sistema di infotainment.

Durante le riprese sono stati usati 10 modelli dell'aggressiva hypercar libanese. Quella originale – l'unica ancora in vita della flotta: per il salto la troupe la piazza su delle rotaie e la fa atterrare su un mega-materasso – è finita all'asta da RubiX. Con qualche modifica: sono state cambiate la trasmissione (da quella sequenziale a sei rapporti a una manuale con altrettante marce) e il flat-six turbo, sostituito con un boxer 6 cilindri da 245 cavalli proveniente da una Porsche 718. L'acquirente (nickname "Lux_Meta") se l'è portata a casa alla "modica" cifra di 525mila dollari.

Dodge Ice Charger 1968

F. Gary Gray passa alla regia della saga e per Fast & Furious 8, il primo film del franchise senza il compianto Paul Walker, vengono distrutte la bellezza di 348 auto. Tra tutte le belve messe in mostra nel film, spicca la Dodge Charger del 1968 di Dom, soprannominata "Maximus Charger". La muscle car si esalta nelle scene conclusive, quando corre sul ghiaccio e sfugge al missile infrarossi di Cipher (Charlize Theron) con un trionfale salto mortale sopra il sottomarino nucleare.

Universal usa nove Ice Charger per le riprese. La squadra di Dennis McCarthy mette a punto l'originale dopo un lunghissimo lavoro di rifinitura. Il motore è un V8 HEMI da 9,4 litri di cilindrata e 2250 cavalli. La velocità coperta è impressionante: 0-257 km/h in 8 secondi! I freni montano dischi da 356mm di diametro, pinze a sei postoncini e ABS. C'è inoltre un sistema di controllo della trazione basato su dati satellitari. Il telaio è fatto su misura da Scott Spock Racing. La lucidatura della carrozzeria e la finitura con vernice trasparente donano al risultato finale un aspetto originale e battagliero.

La Ice Charger è "l'auto migliore costruita finora per il franchise": parola di McCarthy in un'intervista concessa a Autoblog. Il picture car coordinator rivela che ben quattro versioni diverse sono realizzate per il film: tre con quattro ruote motrici per la guida sul ghiaccio; due "jump cars" per i salti; uno "scheletro" per il reparto effetti; tre "crash cars" da distruggere comodamente negli stunt pericolosi.

Con il motore arretrato mezzo metro, la trazione integrale, la larghezza estesa, il sistema di scarico Magnaflow da 5 pollici e le gomme chiodate, dire che questa macchina è aggressiva sarebbe un enorme eufemismo.

Lamborghini Murcielago LP640

La scena finale di Fast & Furious 8 è un'autentica esaltazione di questo bolide sportivo old-school della Casa del Toro. Al volante c'è Roman Pearce (Tyrese Gibson), che scova il "pipistrello da combattimento" (come il toro che le dà il nome) del brand di Sant'Agata Bolognese nel garage dell'FBI di New York e lo mette alla prova tra i ghiacci dell'Alaska.

Prodotta in 4000 esemplari tra il 2001 ed il 2010, la Lamborghini Murcielago LP640 è disegnata dal belga Luc Donckerwolke e sfoggia un motore V12 aspirato che arriva a superare i 300 km/h. Universal utilizza tre diversi esemplari per realizzare l'inseguimento in Russia. Quello arancione fosforescente guidato da Tyrese Gibson non è proprio il massimo dello sfarzo: non ha il finestrino posteriore, ha un paraurti anteriore replica di un VeilSide originale e un roll-bar saldato nell'abitacolo. In una delle accelerazioni Gibson ha persino spezzato il pomello del cambio.

Il secondo esemplare è decisamente migliore: è una stunt car malconcia che il team di McCarthy rivernicia e modifica inserendo soltanto un freno a mano dalla leva lunga. Non c'è roll-bar: non a caso la usano gli stunt per girare le derapate e gli interni. Per farci entrare la macchina da presa, la troupe fa persino un buco nella portiera del guidatore con un arpione in acciaio. Il terzo esemplare è infine una replica di Lamborghini con scocca vuota e senza abitacolo, impiegata appositamente per una singola sequenza: la caduta nel ghiaccio che fa sprofondare la macchina sott'acqua. Dopo aver girato questa scena, la produzione pensa bene di darle una mano di verde lime e usarla facendola cadere dal parcheggio sopraelevato nell'inseguimento newyorkese.

Nel 2019 Freddy Hernandez, l'automotive americano meglio noto con il nome da youtuber di Tavarish, ha acquistato il primo esemplare di Murcielago (con cofano e parabrezza sfasciati perché la macchina è stata usata e danneggiata successivamente nella serie L.A.'s Finest) alla cifra irrisoria di 80mila dollari. Hernandez ha rimesso mano all'auto e l'ha restaurata in maniera impeccabile, come si può vedere in questo video, per poi esporla al SEMA Show.

Mid-Engine Dodge Charger 1968

Uno spettacolo assoluto per i fan della saga che hanno atteso con ansia l'uscita di Fast & Furious 9 - The Fast Saga, il nono capitolo girato nell'estate del 2019 e arrivato sugli schermi soltanto nel 2021 a causa della pandemia. McCarthy e i suoi elaborano un bolide unico nel suo genere, mai visto prima d'ora in un film: la leggendaria Dodge Charger d'epoca di Dom trasformata in un'auto a motore centrale veramente estrema. Il propulsore montato dietro il guidatore è l'Hemi V8 sovralimentato da 6,2 litri in configurazione Hellcat. I cerchi sono in bronzo e hanno pinze freno rosse griffate Brembo e una decalcomania sulla coda sempre in bronzo.

I fari sono coperti da una caratteristica griglia, il radiatore in alluminio è in bella mostra attraverso l'apertura del paraurti anteriore, gli interni in pelle sono molto old-school. La riconversione del Charger è costata un mucchio di soldi a Universal: più di 850mila euro. "È di gran lunga l'auto più bella di F9", dichiara orgoglioso McCarthy. C'è da credergli, considerando che alla Dodge Charger si affiancano veicoli particolari come una Pontiac Fiero "spaziale" (monta il motore di un jet!), la rinnovata Toyota Supra guidata da Han e Mia, la supercar Noble M600, una Ford Mustang e un gigantesco blindato che la produzione ha ribattezzato "Armadillo".

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