True Detective: ci sono delle storie vere, alla base della serie?

La serie di Nic Pizzolatto non può definirsi un true crime, ma resta basata su eventi realmente accaduti.

HBO Matthew McConaughey nella prima stagione di True Detective

True Detective è una delle serie più apprezzate e coinvolgenti di HBO. Parte del fascino della serie antologica consiste nei dettagli più macabri raccontati nel corso delle tre stagioni. Ma quanto c'è di vero nelle raccapriccianti storie di True Detective?

Le verità alla base della prima stagione

La prima stagione della serie di Nic Pizzolatto, con protagonisti Woody Harrelson e Matthew McConaughey, ruota attorno al culto del Re Giallo, dominatore del “regno di Carcosa”. I detective Rust e Marty scoprono un giro di pedofilia rituale in Louisiana di cui fanno parte ricchi politici e uomini di chiesa.

Alla base della storia non ci sono i racconti di Robert W. Chambers (che ha fatto da musa al più celebre H.P.Lovecraft) raccolti nel volume “Il Re in Giallo”, ma non solo. I fatti narrati traggono ispirazione da un vero crimine avvenuto in Louisiana, lo scandalo della chiesa di Hosanna.

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La chiesa evangelica del reverendo Louis Lamonica fu coinvolta, tra la metà degli anni Novanta e i primi anni del Duemila, in un efferato crimine. Lamonica e otto membri della comunità vennero infatti accusati di aver stuprato 25 bambini e di aver compiuto sacrifici rituali di animali.

All'interno della chiesa fu ritrovato il disegno di un pentagono utilizzato durante i rituali, che qualcuno aveva cercato di cancellare, e scatole contenenti i cappucci neri utilizzati dai carnefici per celare la propria identità agli occhi delle vittime, insieme a documenti e fotografie. L'età delle vittime di Lamonica e del resto delle persone coinvolte andava da 1 a 16 anni.

Diverse sono le similitudini tra il caso di Hosanna e le indagini dei detective Rust e Marty nella serie HBO. In True Detective, il personaggio di Billy Lee Tuttle è un pastore, cugino del governatore della Louisiana, tale Ed Tuttle. Pur trattandosi di un personaggio fittizio, Ed ricorda nel nome e non solo Eddie Robinson, un assistente pastore nella vicina cittadina di Hammond. Molte famiglie che frequentavano la chiesa di Hosanna scelsero di allontanarsene dopo lo scandalo, preferendo dirigersi a Hammond per la messa della domenica.

Al tempo delle indagini, secondo i report del New York Times, Eddie Robinson disse che ciò che era accaduto a Hosanna era chiaro: gli abusi ai danni dei bambini erano opera di una stregoneria.

Una seconda similitudine con True Detective sta nel coinvolgimento di un poliziotto corrotto. Nella serie, Rust sospetta infatti che ci sia qualcuno, nelle forze dell'ordine, direttamente coinvolto nel crimine. Nel caso di Hosanna, si trattava del vicesceriffo.

Il crimine che ha ispirato True Detective 2

La seconda stagione di True Detective non ha saputo appassionare gli spettatori come la prima. Esattamente come la precedente ha però mescolato realtà e finzione per strutturare la vicenda narrata. La storia è ambientata nella fittizia città di Vinci, nella contea di Los Angeles, ma è basata su quanto accaduto in una città reale e cioè Vernon.

Proprio come accade sullo schermo, a Vernon la corruzione regnava sovrana. Eric T. Fresch, l'amministratore cittadino, riuscì a intascare più di un milione di dollari l'anno attraverso attività illecite. Fu costretto a dimettersi nel 2021 e morì in circostanze sospette appena un mese dopo, esattamente nel giorno in cui fu stabilita la necessità di effettuare un controllo fiscale sul suo operato.

Anche se la morte di Fresch fu archiviata come incidente (l'uomo venne ritrovato morto dopo essere uscito in bicicletta), alcuni credono si sia suicidato per evitare di essere sopraffatto dalla vergogna.

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I tre casi che hanno ispirato gli eventi della terza stagione

La terza stagione di True Detective ruota attorno alla scomparsa di due bambini, Lucy e Will Purcell, ed è decisamente complessa. Non a caso, gli otto episodi dello show con protagonista Mahershala Ali traggono ispirazione da tre diversi casi reali: il caso dei "tre di West Memphis", l'omicidio di Jacob Wetterling, l'assassinio di Kevin Ives e Don Henry.

I tre di West Memphis

Nel 1993, gli adolescenti Jessie Misskelley, Jason Baldwin e Damien Echols furono arrestati per l'omicidio di tre bambini di soli otto anni. Steve Branch, Michael Moore e Christopher Byers vennero uccisi nel corso di quello che, secondo gli inquirenti, doveva essere un rituale satanico.

I ragazzi vennero accusati di omicidio principalmente per via della passione di Echols per l'occulto. La polizia era convinta che lui fosse il leader di una sorta di setta e che i suoi amici ne fossero i seguaci. La ragione di questa convinzione è presto detta: i ragazzi erano considerati dei diversi, degli outsider, coi loro abiti scuri e la passione per la musica heavy metal.

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La polizia non cambiò idea neanche quando venne segnalata alle autorità la presenza di un uomo ricoperto di sangue nel bagno di un ristorante. Malgrado non ci fossero prove contro i ragazzi, Echols fu condannato alla pena di morte, mentre Baldwin e Misskelley all'ergastolo. Solo 18 anni dopo, il caso è stato riaperto e i tre sono riusciti a provare la loro innocenza.

In True Detective, nei primi episodi della terza stagione, ci sono alcuni parallelismi col caso di Memphis. I primi sospetti ricadono infatti su tre adolescenti che avevano visto le vittime prima della loro scomparsa. Il leader, Freddy Burns, è ispirato a Damien Echols, mentre Ryan Peters viene mostrato con addosso una maglietta dei Black Sabbath, che una volta furono accusati di satanismo.

L'omicidio di Jacob Wetterling

Jacob Wetterling fu rapito, insieme al fratello e a un amico, nel 1989. Se gli altri due bambini furono rilasciati, il destino del piccolo Jacob fu molto più triste. Il bambino, che aveva solamente undici anni, fu ucciso e il suo corpo ritrovato solamente nel 2016 quando il killer, Danny Heinrich, condusse la polizia sul luogo in cui abbandonò il cadavere.

ApolloHSclass96Tomba di Jacob Wetterling

Non ci sono molte similitudini tra questo caso e la storia narrata in True Detective, ma qualcosa c'è. Nello show, infatti, il colpevole del rapimento dei bambini uccide solo uno dei fratelli Purcell.

La morte di Kevin Ives e Don Henry

Un'altra fonte d'ispirazione per la trama della terza stagione di True Detective potrebbe essere l'omicidio di Kevin Ives e Don Henry, trovati morti all'età di diciassette e sedici anni su un binario ferroviario in Arkansas, nel 1987.

Secondo una prima ricostruzione dei fatti, sembrava che i ragazzini si fossero adagiati sui binari, uno accanto all'altro, e fossero stati uccisi da un treno in corsa. Secondo il coroner, si trattò di un incidente. I due avrebbero fumato circa di venti sigarette di marijuana e si sarebbero addormentati sui binari prima di venir travolti dal treno. I genitori dei ragazzi rifiutarono di credere a questa ipotesi e diedero inizio a un'indagine privata.

Il caso fu riaperto e i loro corpi nuovamente esaminati. Il medico legale che si occupò della seconda autopsia diede un verdetto diverso: non si trattò di un incidente e c'erano persino tracce secondo le quali uno dei ragazzi era già morto prima di essere colpito dal treno. Secondo il coroner, la quantità di marijuana nell'organismo dei ragazzi era di gran lunga inferiore a quella inizialmente indicata, solo un paio di sigarette e certamente non venti.

Dei tagli nel tessuto della t-shirt indossata da Don Henry provarono che il ragazzo fu accoltellato prima di essere investito dal treno.

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Più tardi furono divulgati altri dettagli. Secondo alcuni testimoni un uomo che vestiva abiti militari fu avvistato nei pressi dei binari una settimana prima della morte dei ragazzi. Secondo altri, un altro uomo o probabilmente lo stesso, si trovava a circa 180 metri dai binari la notte cui i ragazzi persero la vita.

Nel 2018, il wrestler Billy Jack Haynes disse, in un video, di aver assistito alla morte di Kevin Ives e Don Henry. Il caso resta però tuttora irrisolto.

I corpi di Henry e Ives furono adagiati sui binari per dare l'impressione che si fossero addormentati, lo stesso trattamento riservato al corpo di Will in True Detective.

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