The Prodigy - Il figlio del male, ci sarà un sequel? La risposta di Nicholas McCarthy

L'horror con Taylor Schilling e Jackson Robert Scott ha scatenato un acceso dibattito per il colpo di scena finale: il regista rivela che gli interrogativi lasciati aperti sono destinati a trovare risposta in un secondo capitolo (non ancora ufficiale).

Eagle Pictures / Orion Pictures Jackson Robert Scott in una scena del film The Prodigy - Il figlio del male

Nel 2012 Nicholas McCarthy ha colto tutti di sorpresa quando, a 42 anni suonati, ha esordito dietro la macchina da presa con l'acclamato The Pact, feroce horror alla luce del sole sul canovaccio più che classico della casa infestata.

Il regista americano, passato ad una ghost story demoniaca al femminile con il successivo Oltre il male, torna con The Prodigy - Il figlio del male al sottogenere che più predilige: l'horror soprannaturale di chiara ispirazione L'esorcista e Omen - Il presagio.

Al centro della storia del suo terzo film, c'è infatti il rapporto tra una madre e un figlio – Sarah (Taylor Schilling, la Piper di Orange Is the New Black) e il piccolo Miles (Jackson Robert Scott, il Georgie di It) – e la scoperta di una inquietante possessione.

Eagle Pictures / Orion PicturesJackson Robert Scott in una scena del film The Prodigy - Il figlio del male
La furia omicida di 'Miles'

Sarah è sposata con John (Peter Mooney): la coppia è al settimo cielo perché la donna ha finalmente partorito. Sin dalle prime settimane, il figlio Miles manifesta un'intelligenza precoce e fuori dal comune. A questa genialità si associa però un comportamento ambiguo, sinistro e sociopatico.

Grazie all'aiuto della psichiatra Elaine Strasser (Paula Boudreau), Sarah entra in contatto con il professor Arthur Jacobson (Colm Feore), uno specialista in ipnosi regressiva. L'ipnoterapeuta ricorda la storia (vera: le immagini del DVD che vede Sarah sono reali) di James Leininger, un bambino che all'età di quattro anni ha iniziato ad avere incubi ricorrenti di un incidente aereo e sostiene di essere la reincarnazione di un pilota della Seconda guerra mondiale.

Eagle Pictures / Orion PicturesTaylor Schilling in una scena del film The Prodigy - Il figlio del male
La terribile scoperta di Sarah

Il finale del film

I comportamenti devianti di Miles sono davvero la conseguenza della sua vita precedente? The Prodigy ingrana proprio nel terzo atto, l'arco narrativo finale, quando rivela che qualcosa di malvagio si nasconde sul serio nella mente di Miles e sta prendendo il sopravvento sulla sua anima: il serial killer di donne Edward Scarka (Paul Fauteau), un uomo con l'eterocromia nato e cresciuto a Montgomery County, in Ohio, ma di origini ungheresi.

Scarka amputava le mani delle sue vittime, ma soprattutto quando è stato stanato e ucciso dalla polizia in un raid nella sua fattoria, ha lasciato in sospeso il suo "lavoro": ammazzare Margaret St. James (Brittany Allen), l'unica preda che è riuscita a scappargli e che ha ricostruito la sua vicenda personale nel libro autobiografico In mano alla morte. Margaret è sfuggita al suo aguzzino, ha identificato l'assassino e consentito alle forze dell'ordine di fermarlo. Scarka è tornato dentro Miles per Margaret: la vuole morta a tutti i costi. E ci riuscirà, aggiungendo al campionario di nefandezze un'efferatezza fortuita: la morte di Sarah, fucilata da un contadino.

La conclusione del film aggiunge un altro ribaltamento: ormai senza madre e col padre ricoverato in ospedale, Miles, totalmente assorbito da Scarka, viene dato in affidamento temporaneo. Nella sua nuova cameretta, l'immagine che riflette allo specchio non è più la sua ma quella agghiacciante di Edward.

Eagle Pictures / Orion PicturesPaul Fauteau in una scena del film The Prodigy - Il figlio del male
Miles è ormai Edward Scarka

Lo spunto per un possibile sequel

Gli interrogativi lasciati aperti da The Prodigy sono numerosi. Chi è davvero Scarka? Qual è il suo passato? Perché è "entrato" dentro Miles? Il legame è la sua morte, avvenuta il 22 agosto 2010, notte della nascita del figlio di Sarah, o è stata una pura casualità? Esiste un collegamente tra il bambino e il serial killer? La straordinaria intelligenza di Miles l'ha reso predisposto alla possessione? E ancora: c'entra in qualche modo il trauma vissuto e superato dal papà John, vittima di abusi e violenze da parte del padre?

Terreno fertile per un sequel e un possibile franchise, nel quale approfondire ed espandere la materia in più capitoli. Ad oggi, tuttavia, non ci sono conferme ufficiali in merito alla prosecuzione del film, sebbene gli incassi dell'horror si siano rivelati più che sufficienti: The Prodigy ha guadagnato 21,1 milioni di dollari al botteghino internazionale a fronte dei suoi 6 milioni di budget.

Finora McCarthy non è stato particolarmente fortunato con le prosecuzioni dei suoi film. La sua opera prima è stata oggetto di un sequel, The Pact 2, sempre con Caity Lotz nel ruolo della protagonista Annie Barlow ma con la regia e la sceneggiatura di Dallas Richard Hallam e Patrick Horvath. McCarthy non ha avuto alcun coinvolgimento creativo nel progetto.

Nel caso di The Prodigy, sceneggiato da Jeff Buhler (l'autore del remake di Pet Sematary), McCarthy spiega in un'intervista a Forbes che il copione era pronto da almeno quattro anni prima delle riprese. È stato l'intervento del produttore Tripp Vinson a sbloccare il progetto e così il loro "evil kid movie" ha preso forma sotto l'egida di Orion Pictures. Il sequel, stavolta, è effettivamente in cantiere con la stessa squadra: il regista rivela che Buhler "ha scritto un trattamento perché lo studio glielo ha chiesto", ma non è ancora diventato una sceneggiatura.

McCarthy, che nel frattempo ha scritto con Richmond Riedel l'horror thriller Body Cam e ha collaborato a un episodio della serie Are You Afraid of the Dark?, non aggiunge altro, se non un laconico "Vedremo...". Il regista lancia soltanto una piccola anticipazione a riguardo di The Prodigy 2: la sceneggiatura di Jeff Buhler, il quale a ComicBook.com ha ammesso che sarebbe felice di un "follow-up", "si concentra sulla mitologia dietro il killer Edward Scarka, perché stava facendo quello che stava facendo e come mai è tornato". L'idea, davvero affascinante, è che la reincarnazione nel malcapitato Miles non sia stata la sua prima volta, ma "stava accadendo da molto tempo prima". Insomma, il livello di oscurità è destinato decisamente a crescere.

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