Sapore di mare: 10 curiosità sul film cult dei fratelli Vanzina

Dalle difficoltà con i produttori alla scelta di Jerry Calà di ridursi il compenso pur di girare il film, ecco dieci curiosità tutte da scoprire sulla commedia balneare dei fratelli Vanzina.

International Dean Film/Medusa Jerry Calà e Christian De Sica in una scena di Sapore di mare

Che estate sarebbe senza rivedere in TV per l'ennesima volta Sapore di mare, il miglior film dei fratelli Vanzina? Girato nell'estate del 1982 e ambientato nell'estate del 1964, la commedia in bilico tra racconto di formazione e nostalgia (canaglia) è diventata oggetto di un amore infinito da parte di un pubblico diversificato.

All'epoca dell'uscita il decano dei critici italiani Morando Morandini lo definì "un Italian Graffiti astuto ma sincero". È nato così il cosiddetto cinecocomero, sottogenere fatto di set balneari, spensieratezza e amorazzi estivi. Però oltre ad una fotografia schietta e autentica dell'Italia di allora c'è di più e lo possiamo scoprire attraverso queste dieci curiosità su Sapore di mare.

Un film che "nessuno voleva fare"

Sapore di mare era un film piccolo che "nessuno voleva fare", ripete spesso Enrico Vanzina. I figli di Steno volevano raccontare le estati che aveva vissuto in prima persona da ragazzi a Castiglioncello. Enrico e Carlo cercarono attori poco noti per contenere i costi perché il budget a disposizione era davvero scarso. I produttori di Dean Film non volevano nel cast né Christian De Sica né Virna Lisi perché non li ritenevano adatti per questo genere di storia. Lisi stessa all'inizio voleva dire di no, ma fu convinta ad accettare il ruolo di Adriana dal figlio, che lesse il copione con un amico e fu beccato dalla madre a ridere a crepapelle.

Fu il produttore Claudio Bonivento, agente di Jerry Calà, a convincere i suoi colleghi. Non solo: Bonivento dovette spendere parecchi soldi per assicurarsi i diritti delle canzoni della colonna sonora, autentici classici dei Sessanta come Abbronzatissima di Edoardo Vianello, Una rotonda sul mare di Fred Bongusto e Una carezza in un pugno di Adriano Celentano.

Nel film manca proprio Sapore di sale, il brano di Gino Paoli: i diritti erano già stati acquisiti per un film con quel titolo. Paoli e il suo pezzo torneranno nel sequel Sapore di mare 2 - Un anno dopo perché dell'altra commedia, che Neri Parenti avrebbe dovuto dirigere, non se ne fece nulla. In ogni caso, contrariamente a quanto previsto, Sapore di mare fu un successo clamoroso al botteghino e incassò 10 miliardi di lire.

La scelta di Jerry Calà

Calà non doveva neanche farlo Sapore di mare. All'epoca l'attore era già famoso con I Gatti di Vicolo Miracoli e grazie al grande successo ottenuto da I fichissimi, Bomber, Vado a vivere da solo e Al bar dello sport. Un giorno, negli uffici di Bonivento, notò il copione di Carlo ed Enrico Vanzina, lo lesse e ne fu folgorato.

"Non è per te, sei già troppo famoso: stiamo pensando a tutti attori giovani che costano poco", gli disse il produttore. Calà a quel punto accettò di ridursi il compenso pur di diventare Luca Carraro, come ha raccontato in un'intervista a Barbadillo.

Lo lessi e decisi di farlo a percentuale, e fu un grande affare: sia economicamente che come attore. Con quel film lì cominciai a diventare il simbolo della vacanza italiana, e dopo ho stigmatizzato questo mio personaggio nel capo villaggio, Enrico Borghini, nella serie italiana che è la più programmata da trent'anni: Professione vacanze.

Il cachet di Christian De Sica

A differenza di Calà, De Sica in quel periodo non era ancora esploso. Gli erano stati affidati soltanto piccoli ruoli, seppur memorabili, in Liquirizia di Salvatore Samperi, Viuuulentemente mia di Vanzina con Diego Abatantuono e Laura Antonelli, Borotalco con suo cognato Carlo Verdone.

Nel 1982 gli offrirono di partecipare a Il conte Tacchia con Enrico Montesano per 14 milioni di lire: lui rifiutò e preferì Sapore di mare, girando il film (in milanese) per 600mila lire.

Il debutto al cinema di Isabella Ferrari

L'attrice era alla sua prima esperienza importante: aveva 19 anni. La mamma la iscriveva ai concorsi di bellezza in giro per Piacenza e l'Emilia-Romagna: Carlo Vanzina la notò durante il programma Sotto le stelle di Gianni Boncompagni, le fece fare un provino in un piccolo albergo e le offrì il ruolo di Selvaggia.

La Ferrari arrivò a Roma accompagnata da uno zio camionista, con in tasca i soldi della prima comunione. È tornata alla commedia vacanziera 37 anni dopo con Sotto il sole di Riccione, scritto da Enrico Vanzina e diretto dai videomeaker YouNuts!.

Angelo Cannavacciuolo al posto di...

Incredibile ma vero: Massimo Ciavarro è stato scartato dal cast per la parte di Paolo Pinardi, il fratello imbranato di Marina, finita poi ad Angelo Cannavacciuolo. L'attore napoletano ottenne il ruolo quasi per caso: era fidanzato con Marina Suma e andò al provino soltanto per accompagnare l'attrice.

Ciavarro si è rifatto nel seguito del 1983, diventando Fulvio accanto a Eleonora Giorgi. Quel set fu galeotto per la coppia, che ha avuto un figlio, Paolo, e si è sposata nel 1993, prima del divorzio avvenuto nel 1996.

Che fine ha fatto il resto del cast?

Di Jerry Calà, Christian De Sica e Isabella Ferrari si sa più o meno tutto. Virna Lisi è invece scomparsa il 18 dicembre 2014 all'età di 78 anni così come Karina Huff, morta appena 55enne il 18 aprile 2016 a causa di un tumore al seno.

Angelo Cannavacciuolo è diventato scrittore e sceneggiatore per il teatro, il cinema e la televisione. Da autore ha pubblicato i romanzi Le cose accadono, Guardiani delle nuvole (finalista del Premio Viareggio nel 1999), Il soffio delle fate (finalista del Premio Elsa Morante), Acque basse e Sacramerica. Marina Suma vive e lavora a Salina, nelle Eolie, dove crea e vende gioielli di cartapesta.

Gianni Ansaldi, ossia Gianni, ha lasciato da tempo il mondo del cinema per dedicarsi all'attività di fotografo. Un destino simile a quello di Giorgia Fiorio, ovvero Giorgia, la migliore amica di Selvaggia e protagonista del tormentone "come me lo farei". Figlia del manager Cesare, è diventata un'apprezzata fotografa.

Giorgio Vignali, il romanissimo Maurizio, ha continuato come attore comico e autore di trasmissioni come Quelli che il calcio, Beato tra le donne e Scherzi a parte. Francesca Ventura, ossia Reginella, è scrittrice (ha pubblicato i romanzi gialli Rosso d'annata e Giallo Etrusco) e ideatrice, direttrice artistica e curatrice della rassegna estiva Sovana in arte.

I marchesini Pucci, ossia Paolo Baroni e Angelo Maggi, hanno proseguito la carriera nello spettacolo: Maggi è un doppiatore, Baroni è apparso in molti film e dal 1996 è il maggiordomo che accoglie gli ospiti di Bruno Vespa a Porta a Porta. Enio Drovandi, il fotografo Cecco, continua a recitare tra cinema, cabaret e televisione come caratterista.

Infine c'è Guido Nicheli, il marito di Adriana: il Dogui è scomparso il 28 ottobre 2007 per un ictus fulminante, all'età di 73 anni. Sandro Paté gli ha dedicato la bellissima monografia See You Later - Guido Nicheli, una vita da cumenda.

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Le location in Versilia (ma non solo)

Sapore di mare è stato girato a Forte dei Marmi, in Versilia, negli stabilimenti Marechiaro e Dalmazia vicino alla Capannina di Franceschi. Ma, sempre per risparmiare, alcune spiagge che si vedono nel film sono sul litorale romano, a Ostia e Fregene.

Il bagno Marechiaro

Lo stabilimento balneare con le caratteristiche cabine in legno colorato è tornato a vivere dopo una gestione travagliata. Il bagno, ristorante e beach club ha riaperto nell'estate del 2020 quando è stato rilevato dal gruppo Blu Hotels, che ha affidato la cucina allo chef viareggino Cristiano Tomei, volto noto di programmi televisivi come La prova del cuoco e I re della griglia.

Il motoscafo del "cumenda"

La scena è quella di "hun si pole!", ripetuto fino allo sfinimento dal bagnino Morino (il compianto caratterista Ennio Antonelli, morto nell'agosto del 2004 all'età di 77 anni) a Luca e Felicino, che vogliono usare la barca del "daddy", il commendator Carraro (Ugo Bologna, scomparso a 80 anni nel 1998 in seguito ad un infarto).

Quello yatch è il Riva Aquarama 483, uno dei tanti errori temporali del film. Il 483 è stato prodotto nel 1971 e non nel 1964, l'anno d'ambientazione della commedia. Questa imbarcazione monta due motori GM Riva V8 da 220 cv l'uno e in seguito è stato usato per un celebre spot Maserati.

Lo sguardo finale di Luca

Nel finale malinconico del film, spostato avanti nel tempo all'estate del 1982, Luca è accompagnato da un'altra donna (una sconosciuta Alba Parietti) alla Capannina: è visibilmente invecchiato e incrocia Marina ormai sposata, che lo saluta ma lui non riconosce.

Quando si rende conto della pessima figura, le manda un biglietto di scuse e ricorda l'amore vissuto diciotto anni prima con profonda amarezza per ciò che è stato e quello che sarebbe potuto essere sulle note di Celeste nostalgia di Riccardo Cocciante.

Lo sguardo di Calà, che si indirizza verso quell'amore estivo mai dimenticato prima di perdersi nel nulla, è uno dei momenti più toccanti e nostalgici del film, costruito su campo e controcampo, carrello avanti e zoom indietro. Nello speciale per la versione home video edita da Mustang Entertainment, con il restauro 4K del 2019 ad opera del laboratorio L'immagine ritrovata di Bologna, l'attore ricorda l'effetto che ebbe quella scena alla prima del film.

Seduto accanto a me c'era Carlo Verdone. Durante il finale, davanti a quello sguardo, Carlo mi strinse il ginocchio e mi sussurrò una cosa che suonava come un insulto, ma che era il più grande complimento: 'Che fijo de 'na mignotta...'.

Calà tornerà ad esplorare quelle potenzialità drammatiche soltanto nel 1993 con Diario di un vizio di Marco Ferreri: una performance che l'attore ricorda ancora oggi come "una rivincita nei confronti della critica".

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