La guerra di domani avrà un sequel? Le idee offerte dal film (e dal regista)

Che fine fanno i giovani soldati del futuro e come sarà la Muri di domani? Ma soprattutto: le idre bianche sono state soppresse davvero o c'è una minaccia aliena ancora più pericolosa? Sono tante le domande lasciate aperte dal film di Chris McKay.

Frank Masi / Amazon Studios / Paramount Pictures J.K. Simmons in una scena del film La guerra di domani

La guerra di domani, il blockbuster fantascientifico di Chris McKay che vede protagonista Chris Pratt, è diventato uno dei film più visti al mondo da quando è arrivato in streaming su Prime Video. Stando ai numeri relativi al pubblico americano diffusi dagli specialisti di Samba TV, The Tomorrow War ha appassionato 2,4 milioni di "households" (account famiglia) durante i primi quattro giorni d'uscita.

È inevitabile a questo punto pensare ad un sequel per un progetto costato ai produttori di Skydance la bellezza di 200 milioni di dollari di budget e venduto ad Amazon pressappoco alla stessa cifra. Non soltanto per il successo in sé, ma anche per le domande che lo sceneggiatore Zach Dean ha lasciato aperte nel finale del film.

I primi (dei numerosi) quesiti da sollevare riguardano il funzionamento del cronotrasporto e il classico problema che pone ogni viaggio nel tempo, ovvero il paradosso del nonno. La guerra di domani evita accuratamente di rispondere, ma il dubbio resta: come sarà il mondo che verrà, visto che la linea spazio-temporale apocalittica è stata cancellata?

Sappiamo che nel 2051, per sottrarsi all'incontro con le loro versioni future, vengono spediti solamente civili che da lì a trent'anni saranno morti. Per lo stesso motivo, nel presente arrivano soltanto militari che al tempo non sono ancora nati. Sopprimendo le cause che hanno portato alla guerra contro gli alieni, Dan ha anche eliminato le circostanze che hanno portato la figlia a diventare il colonnello specialista in immunologia che ha inventato la tossina anti-idra.

Quale sarà il futuro di Muri e della sua famiglia? Dan e la moglie Emmy saranno sempre insieme o lui morirà ancora tra sette anni? E poi: in un pianeta alle prese con pandemie e riscaldamento globale, desideroso di uscire definitivamente dalla crisi, chi e come si prenderà cura di quegli eroi che non sono stati celebrati pubblicamente ma hanno salvato la specie?

Che fine fanno i soldati del futuro?

La tenente Hart e il maggiore Greenwood sono i due militari che guidano le armate di resistenza all'assalto alieno. Ma nel nuovo presente, che cosa succede a quei giovani futuri supersoldati che all'inizio del film sono sbucati dal 2051 per chiedere aiuto alle vecchie generazioni?

Distrutte le idre bianche, potrebbero non essere mai nati. Svaniscono semplicemente o ritorneranno?  Proveranno a replicare la tecnologia del "jump link" e magari rientreranno nel futuro? Senza dimenticare il problema dei sopravvissuti, delle migliaia di famiglie distrutte e di intere comunità devastate. Scampata la minaccia, il mondo sarà davvero unito e farà qualcosa per loro?

Amazon StudiosJasmine Mathews in una scena del film La guerra di domani
Che fine fa la tenente Hart?

Gli altri interrogativi lasciati irrisolti dal film riguardano ovviamente i White Spikes, le idre bianche. La scoperta sensazionale di Dan e dello studente vulcanologo Martin è che i predatori non sono apparsi nel 2048 nel nord della Russia ma esistono sulla Terra dal 946, anno dell'eruzione del millennio tra la Cina e la Corea del Nord. Questi esseri hanno atteso il disgelo per riemergere, ma in origine erano semplici microrganismi.

Da dove vengono le idre bianche? Sono apparse soltanto in Russia prima di riprodursi e diffondersi a macchia d'olio o ne esistono differenti colonie nel resto del mondo? E sono presenti anche su altri pianeti del nostro sistema solare? Quando Dan e gli altri li trovano in forma fetale nell'astronave che si è schiantata tra i ghiacci dell'isola Komsomolec, capiscono che qualcun altro ha utilizzato le idre bianche come arma di distruzione di massa per "ripulire" la Terra. Ma chi?

C'è una minaccia aliena più pericolosa delle idre?

Nella pancia della navicella spaziale vengono ritrovati i resti dei piloti della cabina di comando. Non sono idre bianche: sono strani esseri dall'aspetto umanoide. Non volevano atterrare nella zona russa dell'oceano Artico: è stato un incidente a farli precipitare lì. Le sacche di idre bianche sono un chiaro segnale: quei feroci alieni – pronti a riprodursi come bestiame o, appunto, ad essere usati come armi – sono in realtà un carico.

La Terra era davvero l'obiettivo prima dello schianto? Qualunque cosa essi siano, più che una rara specie aliena rappresentano una potenziale minaccia. Purtroppo, Dan e gli altri devono far esplodere il relitto della nave per fermare le idre bianche dormenti che l'iniezione del siero ha risvegliato, quindi l'identità di questi coloni intergalattici che sembrerebbero muoversi alla velocità della luce rimane avvolta dal mistero.

Amazon StudiosUna scena del film La guerra di domani
Chi sono i "trasportatori" delle idre bianche?

Le prime indiscrezioni sul sequel o su potenziali spin-off di La guerra di domani riguardano proprio le origini delle idre bianche. Parlando con il magazine Variety, il regista Chris McKay spiega che vorrebbe approfondire le origini di questa inquietante specie – opera del designer Ken Barthelmey – proseguendo il lavoro con Amazon.

Il processo di progettazione è stato molto divertente. Abbiamo discusso del mondo di queste creature, da dove provengono, e di come sono state usate. Mi piacciono gli esperimenti in cui si crea un mondo, specialmente quando si ha a disposizione il potenziale di qualche tipo di viaggio nel tempo. Penso che un sequel potrebbe andare in un sacco di direzioni divertenti come lo studio etnografico delle idre bianche, il mondo da dove vengono, quale sia il loro scopo e cose del genere. E poi, con un cast così, siamo solo all'inizio.

McKay prende ad esempio il franchise di The Purge, la saga distopica nata nel 2013 con il primo film, La notte del giudizio.

Tutto è cominciato con il capostipite di James DeMonaco, al quale hanno fatto seguito altri quattro capitoli e una serie TV.

Loro hanno iniziato con un concept davvero molto interessante e film dopo film dopo film, sono arrivati a giocare con quei concetti, esplorarli e farli esplodere.

Non solo: in un'intervista a Entertainment Tonight, il regista auspica che nel sequel abbia più spazio il personaggio di Emmy, la moglie di Dan interpretata da Betty Gilpin.

D'altronde l'attrice ha già messo il fisico alla prova con la Debbie Eagan di GLOW e soprattutto la tostissima Crystal di The Hunt.

Betty è straordinaria, e spero davvero che se faremo un sequel, potremo sfruttarla di più. C'è una scena con lei e Chris, che esplorava la relazione tra Dan ed Emmy dal punto di vista di lei, che non abbiamo usato: sfortunatamente, per ragioni di tempo, abbiamo dovuto tagliarla. È davvero fantastica, e Betty è stata incredibile. Ci sono alcune riprese con lei che chi la guarda piange all'istante perché è brava e così reale. Il mio più grande rimpianto in questo film, onestamente, è di non essere riuscito a trovare un modo per far funzionare quella scena. Ma mi auguro che nel sequel avremo di nuovo tutta la squadra insieme: Betty, Sam, Chris ovviamente, e tutti gli altri.

Quando Dan e la sua squadra lanciano il definitivo attacco preventivo per salvare il presente dall'assalto dei White Spikes, lui e il padre James uccidono la regina, la femmina alfa ritenuta l'unica sopravvissuta. Si presume quindi che le idre siano morte, ma – seguendo le indicazioni di McKay – c'è la possibilità che in precedenza altre siano fuggite dalla nave mercantile e si siano messe in salvo. Considerando questa possibilità, il destino "sospeso" dei futuri soldati "intrappolati" o "mai nati" nel 2023 e le sorti tutte da scrivere di Muri, il materiale per esplorare la genesi delle idre, nuove tecnologie di cronotrasporto e ricerca scientifica sulle tossine non manca affatto.

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