Kingdom: Ashin of the North, gli zombie coreani tornano con uno speciale: trailer e 10 cose da ricordare prima di vederlo

Dalle origini del virus al finale della seconda stagione con la rivelazione sulla pianta della resurrezione, ecco tutto quello che c'è da sapere e tenere a mente in attesa dell'episodio "allungato" in arrivo su Netflix.

L'attesa è finita. Ashin of the North, l'atteso speciale di Kingdom, ha finalmente una data d'uscita ufficiale: venerdì 23 luglio 2021. L'episodio ha una durata allungata (arriva a 93 minuti) ed è stato concepito come un vero e proprio film che espande il "period horror" ambientato nel medioevo della Corea del Sud.

Netflix presenta Ashin of the North come un "sidequel" della seconda stagione di Kingdom: una ramificazione e prosecuzione diretta della serie-madre. La storia ruota proprio attorno alla "Ashin del Nord" del titolo: la misteriosa e bellissima mercante della pianta della resurrezione che, armata di spada, appare nel finale del dodicesimo episodio.

Prima di mettersi alla visione dello speciale, ecco il trailer e 10 cose da sapere e soprattutto da tenere a mente.

Le origini del virus

La pianta della resurrezione (in originale saengsacho) è la causa scatenante della tremenda epidemia che ha trasformato i defunti in famelici morti viventi. Le uova dei suoi vermi prendono il controllo del cervello e risvegliano i cadaveri. I mostri risorti sono privi di ragione, non sentono dolore e sono mossi soltanto dall'odore della carne umana. Chi subisce il loro morso viene infettato dai vermi, ma non diventa direttamente uno zombie: la temperatura corporea collassa, il soggetto si ammala e muore. Ma come si è sviluppata la catena del contagio?

L'infermiera Seo-bi ha capito che tutto è cominciato nel villaggio di Jiyulheon, a Dongnae. Era lì che gli abitanti, mossi dalla fame, hanno cucinato e mangiato la carne di un defunto, morto in seguito al morso di un infetto. I malcapitati di Jiyulheon sono stati preda delle convulsioni, sono morti e poi si sono trasformati in mostri. Soltanto allora chi subiva il loro morso diventava uno zombie. Il contagio, tuttavia, non colpisce tutti: l'immersione in acqua fredda prima di morire consente al corpo di espellere i vermi prima di raggiungere il cervello, curando quindi la malattia. I neonati, inoltre, non possono essere infettati perché il loro cervello non è ancora pienamente sviluppato.

Doona Bae in una scena della serie Kingdom
Seo-bi scopre il verme che scatena l'epidemia

I vermi prosperano in ambienti con temperature fredde, quindi in primavera ed estate scompaiono. In autunno e in inverno sono fermi di giorno col sole alto e attivi di notte. Rappresentano un pericolo lungo tutto l'arco della giornata soltanto nel periodo dal solstizio d'inverno al primo giorno di primavera.

C'è un'unica domanda a cui Seo-bi non ha ancora trovato una risposta: se i vermi amano le temperature rigide, perché il caldo ha giovato loro e li ha fatti diffondere scatenando l'invasione zombie che ha distrutto la penisola coreana? La "pianta della resurrezione" deve nascondere un segreto ben più profondo.

NetflixUna scena della serie Kingdom
Il saengsacho, la pianta della resurrezione

Come finiva la seconda stagione

Sgominati i piani del consigliere Cho Hak-ju e della figlia, la regina consorte Cho, il Principe ereditario Lee Chang e la coraggiosa Seo-bi cercano ancora le cause dell'epidemia. Si pensa che la piaga sia stata debellata da sette anni, ma non è così: la pianta della resurrezione cresce altrove, non solo a Sangju. Prospera in diverse regioni, nelle Tre Province (Gyeonggi, Gangwon e Hwanghae) e in altri luoghi nel resto del Regno: un'altra epidemia potrebbe esplodere da un momento all'altro.

Quando Lee Chang e Seo-bi trovano una piantagione in una remota zona di montagna del nord, vengono a sapere che i contadini del posto hanno piantumato quei semi perché il figlio di uno di loro li ha ricevuti da un mercante durante il ritorno da un viaggio in Cina. Li hanno seminati semplicemente perché pensavano che avrebbero potuto vendere quelle piante e guadagnarci qualche soldo.

Chi ha venduto la pianta a quei poveri contadini? Il mercante sapeva benissimo che avrebbe resuscitato i morti e gli ha fornito persino tutte le indicazioni per la coltivazione. Il Principe è sulle tracce di questa persona enigmatica nella provincia di Hamgyong. Proprio mentre l'infezione si sta facendo strada nel corpo del giovanissimo imperatore, Lee Chang e Seo-bi trovano finalmente il responsabile in un paesino decimato. È una donna, fa degli esperimenti sugli abitanti con la pianta e il suo nome è Ashin.

NetflixGianna Jun in una scena della serie Kingdom
Il finale di Kingdom: lo sguardo di Ashin

Cos'è la pianta della resurrezione

Questa pianta esiste davvero: si chiama Selaginella lepidophylla ed è nota anche come la falsa rosa di Gerico. Ovviamente non resuscita i morti con le uova dei suoi vermi né ha i petali lilla di una campanula: essendo originaria del deserto di Chihuahua, la zona arida tra gli Stati Uniti e il Messico, ha la caratteristica di sopravvivere in ambienti privi d'acqua, chiudendosi a palla e rifiorendo quando le condizioni climatiche diventano migliori.

All'apparenza si presenta come un muschio e ne esistono più di 300 tipi. È molto antica e si può considerare un vero e proprio fossile vivente. Viene chiamata così perché veniva utilizzata dai missionari spagnoli durante l'evangelizzazione per spiegare ai nativi sudamericani i concetti cristiani di morte e resurrezione. Probabilmente gli autori di The Kingdom of the Gods hanno usato il suo nome proprio perché ha il significato simbolico di rinascita.

La trama e cosa rivela il trailer

Il trailer di Ashin of the North scaraventa tra le fitte foreste del nord e rimbalza tra il passato e il presente. In quel bosco "pare che viva qualcosa di spaventoso" e da cento anni nessuno ha il permesso di andarci. Gli uomini del Principe ereditario ne fanno subito le spese, assaliti da una creatura ferina infetta e assetata di sangue.

Nei flashback del villaggio di Yeojin sul fiume Yalu, una bambina (la piccola Ashin) trova la pianta in una grotta tra strani e inquietanti segni su una roccia. È forse la scoperta di quei fiori all'apparenza innocui a causare il massacro della sua famiglia e dell'intera tribù e ad alimentare in lei la sete di vendetta nei confronti di "ogni essere vivente di Joseon e Jurchen".

Tutti gli indizi trovano conferma: Ashin, ormai adulta, sta diffondendo il virus di proposito, consapevole che "per resuscitare i morti, bisogna pagare un prezzo".

Chi ha scritto Ashin of the North

Lo speciale porta la firma di Kim Eun-hee, l'autrice del webcomic The Kingdom of the Gods (su cui si basa la serie) e sceneggiatrice di Kingdom e Signal, uno dei K-drama più visti di tutti i tempi. Kim aveva anticipato all'agenzia Yonhap la realizzazione di una terza stagione sulle "origini della piaga".

Dopo la 'fame' e il 'sangue', voglio parlare del profondo dolore insito nella mente delle persone discriminate delle classi sociali più basse.

La scelta dell'attrice protagonista è ricaduta su Gianna Jun perché "mi piace la sua immagine di donna guerriera: la sua recitazione e i suoi gesti sono davvero attraenti".

NetflixGianna Jun in una scena dello speciale Kingdom: Ashin of the North
Gianna Jun è la guerriera Ashin

Chi ha diretto lo speciale

La regia di Ashin of the North è di Kim Seong-hun, il regista del thriller-noir A Hard Day (presentato nel 2014 alla Quinzaine des Réalisateurs del Festival di Cannes), dei sei episodi della prima stagione di Kingdom e di Tunnel, il film del 2016 con Ha Jung-woo, Doona Bae e Oh Dal-su tratto dal romanzo omonimo di So Jae-won.

Parlando al sito HardwareZone, Kim Seong-hun ha rivelato che il successo internazionale di Kingdom è stato completamente inaspettato per il loro gruppo di lavoro.

Ne siamo stati piacevolmente sorpresi, poi siamo tornati indietro e abbiamo pensato al perché di questo successo. Prima di tutto, abbiamo aiutato il genere zombie ad esplodere con una narrazione solida e sana. Gli zombie non erano soltanto uno strumento, ma avevano un significato profondo. Poi, abbiamo portato al pubblico globale aspetti che prima erano familiari solo a chi viveva nella penisola coreana, insieme a cinque secoli di ricca cultura della dinastia Joseon.

Chi è la protagonista

Ashin è interpretata da Gianna Jun (ovvero Jun Ji-hyun), diventata famosissima in Corea grazie alla commedia romantica My Sassy Girl di Kwak Jae-yong e nel mondo con Il ventaglio segreto dell'hongkonghese Wayne Wang, dal romanzo di Lisa See.

L'attrice, classe 1981, torna a recitare in una serie a cinque anni dallo strepitoso successo del K-drama The Legend of the Blue Sea, disponibile su Viki.

NetflixGianna Jun nel poster dello speciale Kingdom: Ashin of the North
Il poster di Kingdom: Ashin of the North

Le presenze confermate nel cast

Nel resto del cast, oltre a Ju Ji-hoon nei panni regali di Lee Chang, torna Park Byung-eun nel ruolo dell'arciere Min Chi Rok, il capo della Real Commenda che nella seconda stagione sospetta fin da subito della cospirazione di Cho Hak-ju al trono.

Ta-hab, il padre di Ashin, è interpretato da Kim Roi-ha, mentre la protagonista da piccola ha il volto di Kim Shi-ah, attrice 13enne già vista nel catastrofico Ashfall di Kim Byung-seo e Lee Hae-jun e nell'horror The Closet, il film d'esordio di Kim Kwang-bin presentato al Far East di Udine.

Perché uno speciale invece di un'intera stagione

La risposta l'ha fornita Kim Eun-hee durante l'incontro "See What's Next Korea 2021" organizzato da Netflix per presentare le serie coreane dell'anno.

Non potevamo tralasciare la storia della pianta della resurrezione, così abbiamo deciso di preparare un episodio speciale perché abbiamo pensato che sarebbe stato più semplice ed interessante.

Kim Seong-hun ha aggiunto che "se la prima stagione è servita come fondamento e pietra angolare del mondo della serie, Ashin of the North sarà un trampolino di lancio per andare oltre Kingdom 3". Quindi la speranza per un nuovo ciclo di episodi è ancora viva.

Le location di Jeju

Ashin of the North è stato girato sull'isola vulcanica di Jeju, la più grande della Corea del Sud. Jeju Island è situata a 130 chilometri dalla punta meridionale della penisola ed è una meta prediletta dai turisti.

Baram Pictures, BA Entertainment e Studio Dragon, le tre società di produzione di Kingdom, hanno scelto questa location per le sue bellezze naturali: grotte e caverne, cascate e bizzarre formazioni rocciose, tunnel di lava, vegetazione subtropicale e il vulcano dormiente Halla-san, la montagna più alta di tutta la Corea con i suoi 1950 metri. Uno scenario perfetto per un tuffo nel fosco "revenge fantasy" dalle cupe tinte horror.

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