Chi è Jonathan Majors? L'interprete di Kang (e dove l'abbiamo già visto)

Dalla "scomparsa" del padre e l'adolescenza problematica alla consacrazione con The Last Black Man in San Francisco e Lovecraft Country, ecco tutto quello che c'è da sapere sull'attore del momento, e dove lo vedremo in futuro.

Disney/Marvel Studios Un primo piano di Jonathan Majors in una scena della serie Loki

È ormai considerato all'unanimità la "next big star" di Hollywood. Da quando è stato scelto come protagonista di Lovecraft Country, Jonathan Majors ha fatto impazzire fan in tutto il mondo. Non è soltanto una questione legata alle sue doti recitative. Di mezzo ci sono l'impegno, la lotta per la diversity e l'inclusione e lo charme dentro e fuori dai set.

Il culmine è arrivato con il finale di stagione di Loki e le sue incredibili rivelazioni. Majors è finalmente apparso nei panni di Nathaniel Richards, ovvero Colui che rimane e futuro Kang il Conquistatore. Cosa riserverà al pubblico nei film e serie della Fase 4 del MCU? L'attesa è tutta per il 17 febbraio 2023, data d'uscita di Ant-Man and the Wasp: Quantumania.

Ma nel frattempo? Ecco tutto quello che c'è da sapere sull'attore, dalle sue origini ai titoli in cui l'abbiamo già visto, fino alle prossime occasioni in cui potremo ammirarlo sugli schermi.

La "scomparsa" del padre

Jonathan Majors è nato il 7 settembre 1989 a Lompoc, in California, dove trascorre l'infanzia con la mamma, pastore della Chiesa protestante, la sorella maggiore Monica e il fratellino Cameron. Il padre di Majors è un ufficiale dell'Air Force e i tre vivono nella zona della Vandenberg Space Force Base, la base dell'aeronautica militare nella contea di Santa Barbara.

La giovinezza di Jonathan è segnata da quel che accade un giorno d'estate: il papà, all'improvviso, scompare. Così, come volatilizzato, senza lasciare traccia. Un trauma che dura 17 anni, quando l'uomo riappare e chiede al figlio di riallacciare i rapporti. Cos'abbia fatto in quel lungo lasso di tempo e perché abbia lasciato la famiglia, resta un mistero.

Nel frattempo, i Majors hanno lasciato Lompoc per trasferirsi in Texas: prima a Dallas e a Georgetown, poco fuori Austin, poi a Cedar Hill, dove Jonathan frequenta la Duncanville High School e si diploma nel 2008.

L'adolescenza problematica

La strana separazione dal padre segna l'adolescenza dell'attore. Jonathan diventa irritabile, aggressivo e ingestibile per la madre e la sorella. Viene arrestato per taccheggio e sospeso a scuola per un litigio furioso.

Come se non bastasse ci si mettono di mezzo pure i problemi economici. Cacciato di casa dalla famiglia, si arrangia lavorando in due ristoranti per sbarcare il lunario e si ritrova a dormire nella sua auto. L'ancora di salvezza è la scoperta del teatro, un "posto sicuro" (così lo definisce in un'intervista all'Hollywood Reporter) che dona una nuova direzione alla sua vita.

Mi ha spinto l'emozionalità del palcoscenico, l'impulsività, quel bisogno di connessione col pubblico. Volevo solo essere nel mondo e farne parte. Le istituzioni sono dure per me. Hollywood è difficile per me.

Le prime apparizioni tra TV e cinema

Majors decide di dedicarsi a tempo pieno allo studio della recitazione: si iscrive alla University of North Carolina School of the Arts e nel 2016 si laurea alla Yale School of Drama con un Master in Cinema. Il primo ruolo importante arriva lo stesso anno in When We Rise, la miniserie in otto episodi diretta (tra gli altri) da Gus Van Sant e scritta da Dustin Lance Black (lo sceneggiatore di Milk) sulla storia delle lotte politiche e personali per i diritti della comunità Lgbtq+.

L'attore interpreta un personaggio realmente esistito: il giovane Ken Jones (da adulto ha il volto di Michael K. Williams), storico attivista afroamericano di San Francisco. Veterano della guerra in Vietnam, Jones ha combattuto con forza e determinazione sin dagli anni '70 la discriminazione nei confronti dei malati di Aids e ha organizzato servizi sociali per i giovani senzatetto. Prima di interpretarlo, Majors l'ha incontrato di persona.

"L'ho chiamato e ho parlato direttamente con lui: è stato molto meglio che fare una ricerca su Google", ha spiegato in un'intervista al magazine Bustle. L'attivista è scomparso nel 2021 all'età di 70 anni ed è stato ricordato da Lance Black con un toccante post sui social.

Dopo una piccola parte nell'horror thriller New Terminal Hotel, l'esordio ufficiale al cinema è in Hostiles di Scott Cooper. Nel film con Christian Bale, Rosamund Pike e Wes Studi, Majors è il caporale Henry Woodson, il soldato nero che ha servito il capitano Blocker in tante battaglie e fa parte del drappello che accompagna Falco Giallo e la sua famiglia nella terra nativa nel Montana, la Valle degli orsi.

Nei due anni successivi è la volta di Out of Blue - Indagine pericolosa, crime drama di Carol Morley in cui l'attore è Duncan J. Reynolds, il fidanzato dell'astrofisica Jennifer Rockwell (Mamie Gummer) sospettato dell'omicidio dell'esperta di buchi neri dalla detective Mike Hoolihan (Patricia Clarkson), e di Cocaine - La vera storia di White Boy Rick. Nel biopic sulla vita di Richard Wershe Jr., il più giovane informatore dell'Fbi interpretato da Matthew McConaughey, Majors è il boss della droga Johnny "Lil Man" Curry, socio in affari col fratello Rudell "Boo" (RJ Cyler).

Scott Garfield / Sony PicturesJonathan Majors, Taylour Paige, Richie Merritt e RJ Cyler in una scena del film Cocaine - La vera storia di White Boy Rick
La famiglia Curry di Cocaine

La consacrazione

Il successo arriva nel 2019 grazie a The Last Black Man in San Francisco, l'acclamato (anche dall'ex presidente Obama) esordio di Joe Talbot, premiato per la migliore regia al Sundance Film Festival. Nel film, estensione del corto American Paradise e liberamente ispirato alla storia vera del protagonista Jimmie Fails, amico d'infanzia del regista, Majors è Mont Allen, l'alter ego di Talbot e inseparabile alleato nell'impresa di Jimmie: reclamare la casa vittoriana del nonno (Danny Glover), costruita nel Fillmore District, il cuore di Frisco, e rivalutata dalla gentrificazione.

L'attore fa incetta di premi ed elogi, inanella tre film indie uno dietro l'altro (Captive State di Rupert Wyatt, Gully di Nabil Elderkin, Jungleland di Max Winkler) e corona il sogno di essere diretto da Spike Lee, che lo sceglie per il ruolo di David, il figlio di Paul (Delroy Lindo), uno dei quattro veterani afroamericani del Vietnam di Da 5 Bloods - Come fratelli.

NetflixDelroy Lindo e Jonathan Majors in una scena del film Da 5 Bloods - Come fratelli
Paul e David

L'America razzista, negli anni '50 come oggi. Alle mostruosità del segregazionismo a stelle e strisce guarda Lovecraft Country, la serie HBO basata sul romanzo di Matt Ruff, prodotta da Jordan Peele e J.J. Abrams e scritta da Misha Green, la creatrice di Underground, che lancia Jonathan Majors grazie al personaggio del carismatico Atticus Freeman.

Il successo è travolgente, nonostante la serie sia stata cancellata e non avrà una seconda stagione. Il "cosmic horror" ha raccolto la bellezza di 18 candidature agli Emmy Awards 2021 (Majors ha strappato la nomination come miglior attore protagonista in una serie drammatica) e la speranza dei fan è che il consenso della Television Academy convinca il network a tornare sui propri passi.

HBOJonathan Majors in una scena della serie Lovecraft Country
Jonathan Majors è Atticus Freeman in Lovecraft Country

I prossimi film

Papà di una bambina di 8 anni, Jonathan Majors ormai è inarrestabile. Stiloso e sorridente, è uno dei pochi divi di Hollywood a non avere un account sui social. Per quanto riguarda i progetti futuri, l'attore è tra i più richiesti del momento e ci saranno parecchie occasioni per ammirarlo sul grande schermo, aspettando il terzo capitolo della saga di Ant-Man.

Il prossimo film è il western "black" The Harder They Fall di Jeymes Samuel, prodotto da Jay-Z e in uscita in autunno su Netflix. Poi toccherà a Devotion, war movie di J.D. Dillard che porta sugli schermi il romanzo Devotion: An Epic Story of Heroism, Friendship, and Sacrifice di Adam Makos. Majors fa coppia con Glen Powell: i due sono Jesse L. Brown e Thomas Hudner, piloti di caccia della marina statunitense durante la guerra in Corea.

Brown è una figura storica realmente esistita: figlio di un modesto mezzadro del Mississippi, è stato il primo pilota afroamericano ammesso nell'esercito degli Stati Uniti. I suoi gesti d'eroismo hanno ispirato molti giovani neri e facilitato i percorsi di accesso e le possibilità di carriera nella U.S. Navy.

Il percorso di rappresentazione della blackness e della mascolinità nera si completa con Creed III, il terzo capitolo della saga di Adonis (per la prima volta senza Sylvester Stallone, il leggendario Rocky Balboa) che segna il debutto alla regia di Michael B. Jordan e che uscirà nelle sale a novembre del prossimo anno.

Majors sarà il villain del film, il temibile pugile che darà filo da torcere ad Adonis Creed sul ring. Un tipo tosto come il suo "Tic", nel quale Jonathan continua a riconoscersi. "Tutto quello che sono stato in tutta la mia vita è un Black man, un uomo nero – ha raccontato al New York Times – e la stessa cosa si può dire per Atticus. Il trauma razziale che si porta dietro è quasi come respirare. E ciò che lo rende speciale o diverso è il fatto che si rifiuta di accettarlo e basta".

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