Robert the Bruce - Guerriero e re, il sequel di Braveheart con Angus Macfadyen

In Robert the Bruce - Guerriero e re, Angus Macfadyen è tornato a interpretare il ruolo del re scozzese di cui aveva vestito i panni in Braveheart.

Emerald Way Productions/Ponderosa Films/Screen Media Films/Yellow Brick Films Angus Macfadyen nei panni del re scozzese Robert I

A 25 anni di distanza dall'uscita di Braveheart - Cuore impavido, la pellicola del 1995 con protagonista Mel Gibson, è arrivato un sequel dal titolo Robert the Bruce - Guerriero e re. Nel film del 2019, Angus Macfadyen veste i panni del re scozzese Roberto I di Scozia .

La storia di Robert the Bruce - Guerriero e re, film diretto dall'australiano Richard Gray, prende avvio dopo gli eventi narrati in Braveheart.

La trama del sequel di Braveheart

Alla morte di William Wallace, dopo la ribellione contro l'occupazione inglese della Scozia, Robert the Bruce, incoronatosi re di Scozia, e il rivale John Comyn (Jared Harris) si incontrano a Dumfries il 10 febbraio 1306. Con questo evento e la conseguente morte del personaggio interpretato da Harris, si apre il film con Angus Macfadyen, che molto si discosta dall'opera che lo ha preceduto.

Robert the Bruce - Guerriero e re non è un classico film di guerra, è più intimo e meno spettacolare di Braveheart, perché esplora i primi mesi della resistenza del ribelle protagonista contro re Edoardo d'Inghilterra. Ambientato diversi anni dopo la rivolta di Wallace, il sequel si concentra sulle conseguenze del lungo e rigido inverno del nord Europa sull'esercito guidato da Robert.

Il protagonista e i suoi uomini attraversano a fatica le Highlands scozzesi mentre sono braccati dai nemici e provati da un clima ostile.

La taglia che Edoardo, re d'Inghilterra, mette sulla testa di Robert rappresenta un ulteriore ostacolo alla causa del re scozzese che, ferito, trova rifugio nella modesta abitazione di Morag (Anna Hutchison). La giovane donna, rimasta vedova, si occupa del figlio Scot (Gabriel Bateman) e dei nipoti Iver e Carney, anch'essi orfani di padre.

Robert the Bruce - Guerriero e re è dunque un film lento, in cui non assistiamo a grandi battaglie, fatta eccezione per lo scontro conclusivo tra Robert e Brandhubh (Zach McGowan), cognato di Morag e sostenitore della causa inglese.

La pellicola si concentra sul viaggio interiore di Robert, sulle tribolazioni e sui dubbi che attanagliano la mente del sovrano scozzese mentre lentamente il suo corpo guarisce dalle ferite subite.

Robert riflette sull'opportunità di levare la spada contro Edoardo, ma al tempo stesso, ormai stanco e affaticato, non può fare a meno di domandarsi: “non sarebbe più semplice per gli scozzesi vivere sotto la protezione della corona britannica?”.

Robert the Bruce - Guerriero e re è l'anti film di guerra

MacFayden, co-sceneggiatore del film, ha evidenziato le differenze tra Braveheart e il suo sequel in un'intervista con CBR.

Il focus del film non è più la guerra violenta che in Braveheart la faceva da padrone, ma quella interiore di chi crede con determinazione in un sogno che appare irrealizzabile.

Braveheart glorificava la guerra e la violenza, io volevo creare un film che non lo facesse, che si schierasse contro la guerra e si concentrasse maggiormente sulle sue conseguenze. Per questo abbiamo parlato di una famiglia molto povera, di bambini orfani i cui padri sono morti combattendo tra le fila degli eserciti di William Wallace o Robert the Bruce.

Secondo l'attore, l'incontro tra un re che chiede ai propri sudditi di combattere e morire per lui e gli orfani di guerra era un argomento interessante da affrontare, perché “carica il film di una tensione nuova”, che nessuno si sarebbe aspettato dal sequel di Braveheart.

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