Una dieta di 11mila calorie al giorno: il ruolo (e il regime) dietro la nuova trasformazione di Mark Wahlberg

L'attore, che ha sempre sfoggiato un fisico statuario specie per i suoi ruoli da action hero, ha il ventre rilassato e non i soliti addominali scolpiti per una impellente voglia di normalità: ha messo su 20 chili per interpretare il film Stu.

Paramount Pictures Un primo piano di Mark Wahlberg nel film Infinite

A guardarlo da lontano, quando sui social sono trapelate le primi immagini dal set, non ci si credeva. Da vicino, neppure. Eppure, dietro quella pancia prominente c'è davvero Mark Wahlberg. L'attore non è ingrassato durante il lockdown. La tartaruga c'è ancora, ma è sommersa dai chili (e dal trucco prostetico) messi su per diventare il protagonista del suo prossimo film.

Il progetto si chiama Stu ed è il film d'esordio di Rosalind Ross, la regista e sceneggiatrice compagna di Mel Gibson da cui il divo australiano ha avuto un figlio, Lars Gerard. Wahlberg lavora a questo progetto dal 2016 (quando a dirigerlo doveva essere David O. Russell, col quale ha collaborato ai tempi di Three Kings e The Fighter) ed è coinvolto pure come produttore. Crede così fermamente in questa storia che ha preso la bellezza di 20 chili in tre settimane.

Come ha fatto ad ingrassare così tanto in così poco tempo? Wahlberg lo rivela durante un'intervista al Tonight Show di Jimmy Fallon. Innanzitutto, nel modo più semplice: mangiando qualsiasi cosa gli sia capitata sotto tiro.

Si è rimpinzato di venti nugget di pollo a pasto, in un sol colpo, e di alette di pollo piccanti di KFC. Il tutto inondato da birra a fiumi, perché il classico six-pack (la confezione da sei lattine) non bastava mai. "Sono i baffi", ha detto scherzando a Fallon.

Sfortunatamente, ho dovuto consumare, per due settimane, 7.000 calorie, e poi 11.000 calorie per altre due settimane. È stato divertente per un'oretta. Poi è diventata una cosa difficile da fare fisicamente. Per perdere peso stringi i denti, mangi meno e fai esercizio. Ma in questo caso, anche quando sei pieno, ti svegliavi dopo un pasto. Mangiavo ogni tre ore.

L'attore ha compiuto da poco 50 anni e spiega a Fallon che è molto rischioso ingrassare e dimagrire a modello elastico per entrare meglio in una parte. Nel caso del collega Tom Hanks, le drastiche variazioni di peso a cui si è sottoposto per interpretare i suoi personaggi hanno favorito l'insorgere di livelli elevati di zucchero nel sangue e quindi del diabete di tipo 2.

La passione per la recitazione (e la produzione delle storie che desidera raccontare) è ciò che ha motivato Wahlberg e lo ha fatto andare avanti.

Quando il metabolismo inizia a rallentare, diventa davvero difficile. Ho cercato di fare questo film per sei anni, avevamo soltanto 30 giorni per girarlo, e quindi volevo davvero che ci riuscissimo. E sono stato un pazzo a finanziarlo parecchio di tasca mia. Sapevo quindi di avere le ore contate, a mie spese, e quando è così fai le cose abbastanza in fretta.

Chi era Stuart Long, ovvero Father Stu

Stuart Long è stato un sacerdote della diocesi di Helena nel Montana. Un prete noto ai fedeli del luogo come Father Stu e decisamente sui generis: prima di diventare parroco, è stato pugile, attore, insegnante e manager di un museo.

Long studia al Carroll College, pur non essendo cattolico. È un ragazzo irrequieto e pieno di domande: gli insegnanti a scuola lo definiscono "un piantagrane agnostico". Gioca a football e presto scopre la boxe, arrivando persino a vincere il Golden Gloves dei pesi massimi del Montana nel 1985.

Purtroppo una frattura alla mandibola frena la sua ascesa sul ring, così Stuart si trasferisce a Los Angeles per dedicarsi ad una carriera da attore a Hollywood. Non è il percorso che aveva immaginato di fare: si limita agli spot pubblicitari e a fare la comparsa in qualche film. Così si mette a fare il barista in un nightclub e poi è per sette anni il manager del Norton Simon Museum di Pasadena.

Long ama andare in moto e proprio un incidente in motocicletta gli è fatale, come ha raccontato in un'intervista del 2010, riportata dall'agenzia CNA.

Un giorno, stavo tornando a casa da lavoro e sono stato tamponato da una macchina: mi sono ritrovato nell'altra corsia schiantato con la testa su un'auto. I testimoni hanno detto agli sceriffi e ai giornalisti che mi hanno visto rotolare giù per la strada e un'altra auto mi è quasi passata sopra. Eppure sono ancora qui.

Quando è ricoverato in ospedale, Stuart è illuminato da un'esperienza extracorporea: una visione che definisce "un incontro mistico con Dio". In quel periodo sta preparando le nozze con la fidanzata, ma quando viene dimesso e torna a casa decide di mollare tutto ed entrare in seminario, al Mount Angel Seminary in Oregon.

Durante l'operazione, un intervento chirurgico all'anca, i medici hanno fatto una tremenda scoperta: Stuart ha un tumore. Gli viene diagnosticata la miosite a corpi inclusi, una rara malattia degenerativa muscolare per la quale non c'è cura.

Nel dicembre del 2007 è ordinato sacerdote nella diocesi di Helena: la sua esperienza con l'abito talare dura appena sette anni. Long muore nel 2014 all'età di 50 anni. La "croce di quella malattia era il suo modo più potente per servire la gente", racconta a CNA padre Bart Tolleson, prete di Helena e vecchio amico di Long.

Era instancabile nel suo servizio e il Signore gli ha dato molti bei doni: dare consigli e fornire i sacramenti. Era senza paura, anche se limitato.

Per fortuna di Wahlberg, le riprese di Stu sono ormai finite. Ora si sta già rimettendo in forma con il suo personal trainer e giocando a golf nel tempo libero.

L'importante è portare sullo schermo una persona realmente esistita con un'interpretazione e non con un'imitazione.

Oltre a Mark Wahlberg, nel cast ci sono Mel Gibson (è Bill Long, il padre di Stuart), Teresa Ruiz (la star di Narcos: Messico è la fidanzata di Long), Jacki Weaver, Ned Bellamy e Molly Baker. Stu è descritto come "una storia di grinta, fede e redenzione" e non ha ancora una data d'uscita fissata: la curiosità di vedere Wahlberg appesantito e all'opera tra cazzotti e spiritualità è davvero tanta.

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