Mile 22 con Mark Wahlberg avrà mai un sequel? Gli ultimi aggiornamenti

L'action thriller si chiude con un colpo di scena e un finale aperto e il regista Peter Berg ha annunciato già nel 2017 l'intenzione di realizzare una trilogia: ad oggi, però, il sequel non si è ancora concretizzato.

Murray Close / STX Entertainment Mark Wahlberg in una scena del film Red Zone - 22 miglia di fuoco

Il bostoniano e il newyorkese tornano a raccontare la lotta infinita tra il Bene e il Male a colpi di patriottismo e azione al fulmicotone. Dopo Lone Survivor, Deepwater - Inferno sull'oceano e Boston - Caccia all'uomo, Mile 22 è il quarto film della premiata ditta Mark Wahlberg e Peter Berg, un violentissimo action thriller d'altri tempi giocato sul campo d'elezione del B movie.

Prodotto da Berg e Wahlberg con Stephen Levinson e la cinese Huayi Brothers (per aprirsi ai nuovi mercati asiatici), Red Zone - 22 miglia di fuoco è sceneggiato da Lea Carpenter con un racconto a ritroso e un colpo di scena finale che ribalta quanto visto per 90 minuti, aprendo alla possibilità di uno o più sequel.

La trama

L'Overwatch è un gruppo d'intervento speciale della CIA, guidato dall'ex marine e bimbo prodigio James Silva (Wahlberg). La squadra fa lavori sporchi per il governo in giro per il mondo: gli operativi sul campo sono Alice Kerr (Lauren Cohan, la Maggie di The Walking Dead), Sam Snow (l'ex campionessa di MMA Ronda Rousey) e Dougie Douglas III (Carlo Alban); la regia tattica è della "Madre" James Bishop (un John Malkovich capelluto e amante delle Converse) da una località remota e segretissima.

L'ultima missione è nel cuore degli Stati Uniti: il team deve stanare una cellula di hacker russi (un chiaro riferimento al cosiddetto Russiagate) per localizzare e distruggere un carico di cesio radioattivo, la nuova arma del terrorismo nucleare e incubo dei servizi segreti occidentali. L'operazione ha un esito disastroso: il cesio non si trova (ricordate la bugia sulle armi di distruzione di massa di Saddam Hussein?), la safe house viene fatta esplodere e Silva ammazza un ragazzo russo in fuga con un colpo di fucile in piena fronte.

Lucky Red / STX EntertainmentIko Uwais in una scena di Red Zone - 22 miglia di fuoco
Li Noor, il "pacco" dell'Overwatch

Sedici mesi dopo, nell'immaginario paese del sud-est asiatico dell'Indocarr (le location del film sono in realtà a Bogotá, in Colombia), l'Overwatch è richiamato in azione. Li Noor (Iko Uwais, il campione di silat e attore feticcio di Gareth Evans in Merantau e The Raid), un informatore compromesso della polizia locale, si è consegnato all'ambasciata statunitense per proporre uno scambio: rivelerà la localizzazione dei depositi russi di cesio in cambio della sua estradizione negli Usa.

La preziosa informazione è contenuta in un hard disk criptato. La task force si attiva per scortare Noor fino ad una pista di decollo, raggiungibile percorrendo le 22 miglia del titolo e dribblando le imboscate dell'agguerrita intelligence russa e di militari e paramilitari indocarriani collusi coi sovietici.

Mark Wahlberg in una scena del film Red Zone - 22 miglia di fuoco
James Silva in azione

Il finale

La chiusura di Mile 22 è legata a quanto accaduto all'inizio del film. Dopo aver raggiunto la pista, Alice e Li stanno per partire e Silva si rimette in auto verso l'ambasciata. Il codice per sbloccare l'hard disk è Rozhdestvo 1-1-1 (Natale in russo), ovvero Christmas Street 111: l'indirizzo della safe house degli agenti dell'FSB fatti saltare per aria dall'intervento di Silva e i suoi.

Il 18enne russo ucciso brutalmente da James era il figlio della potente generale Vera Kuragina (Natasha Goubskaya), che ha pianificato in questo modo la sua vendetta. Tutta l'operazione era un cavallo di Troia. Prima di salire sull'aereo, Noor saluta Silva con una battuta rivelatrice: "Salutami tua madre". Li non è un agente doppio: è un triple agent, una spia che faceva il "triplo gioco" (altro richiamo all'attualità: Alexander Litvinenko, l'ex KGB morto a Londra nel 2006 per avvelenamento da polonio) lavorando simultaneamente per i servizi locali, statunitensi e russi. Questi ultimi hanno attivato Noor per far uscire la squadra allo scoperto.

La decrittazione dell'hard disk rivela la posizione esatta della sede segreta dell'Overwatch: al segnale della Kuragina, un commando fa irruzione e uccide tutti gli informatici del team responsabili dell'operazione di "bad intelligence" iniziale, a partire da "Madre".

Una curiosità in proposito: Bishop, il personaggio di Malkovich, è "Mother" non solo per il confronto tra le tre "madri" del film (c'è pure Alice, mamma di una bimba che non riesce a vedere quanto vorrebbe a causa del suo lavoro e del rapporto burrascoso con l'ex marito), ma anche in riferimento a questo sketch di Andy Samberg al Saturday Night Live su Mark Wahlberg che "parla agli animali".

Il sequel

Silva ripercorre gli eventi di Mile 22 durante un interrogatorio con un superiore, nel corso del quale ammette di aver "ucciso il tipo sbagliato". Ma cos'è accaduto su quell'aereo tra Alice e Li? Silva non vuole rispondere a questa domanda. Sappiamo soltanto che Noor ha sottratto la pistola al militare che lo scortava e che la cabina è stata aperta. Alice è morta o si è salvata?

"Il grande gioco continua", promette James: rientrato a casa, appende una fotografia di Noor al muro nella convinzione che "ci vediamo domani". Tutto è pronto e apparecchiato per un sequel. Già nel 2017, in realtà, Wahlberg e Berg avevano annunciato a sorpresa al CinemaCon di voler trasformare Mile 22 in una trilogia: un autentico franchise sviluppato con STX Entertainment.

Costato 50 milioni di dollari, Red Zone - 22 miglia di fuoco ha incassato 66,3 milioni al botteghino internazionale e all'uscita è stato massacrato dalla critica. Sono pochissime le recensioni positive del film. Tuttavia, da quando è nel catalogo streaming di Netflix, Mile 22 sta vivendo una seconda vita, amatissimo dal pubblico di mezzo mondo.

Il sequel è ormai in lavorazione da diversi anni, ma non si è mai concretizzato. A mettere i bastoni tra le ruote al progetto ci si è messa la pandemia, che ha causato un rinvio sine die. Eppure la sceneggiatura è già pronta, scritta da Umair Aleem (è suo il copione di Extraction) e con la lotta senza quartiere tra Silva e Noor al centro della storia.

Ad oggi, tuttavia, manca ancora la conferma ufficiale: più di tre anni dopo l'annuncio iniziale del sequel, non è chiaro quando e se il film si farà. Q.V. Hough di Screen Rant ipotizza che il seguito potrebbe entrare in produzione entro la fine dell'anno, con un'uscita nelle sale o in streaming nell'estate del 2022 o – nella peggiore delle ipotesi – nella prima metà del 2023.

Queste indiscrezioni rimangono tali: pure supposizioni. Nel frattempo, Berg e  Wahlberg hanno girato il loro quinto film insieme, la commedia action Spenser Confidential. Al momento, invece, il regista è impegnato con la regia di un paio di documentari musicali (su Rihanna e Chris Cornell) e della mini-serie Painkiller (sulle origini dell'attuale crisi degli oppioidi negli Stati Uniti), mentre l'attore deve smaltire i chili messi su a colpi di 11mila calorie al giorno per il film Stu, prima di diventare l'uomo da sei milioni di dollari nel reboot cinematografico di The Six Billion Dollar Man. Quali siano realmente i piani di STX Entertainment per il futuro di Mile 22 resta un'incognita: il rischio è che Red Zone entri a far parte della ricca collezione dei tanti cult movie con sequel annunciati e mai realizzati.

Leggi anche

      Cerca