Bartkowiak: 10 cose da sapere sul film polacco che spopola su Netflix

In bilico tra crime drama, thriller e film di MMA, il secondo lungometraggio di Daniel Markowicz ha Józef Pawłowski come protagonista, si ispira a fatti realmente accaduti ed è in parte girato in una delle località più "instagrammate" d'Europa.

Netflix Una scena di combattimento del film Bartkowiak

Sembra che ai piani alti di Netflix si siano innamorati delle produzioni originali polacche. Dal 28 luglio 2021 è disponibile nel catalogo della piattaforma la novità Bartkowiak, un curioso cocktail di action, revenge movie, dramma famigliare e thriller con un comune denominatore: le MMA, in italiano arti marziali miste.

Bartkowiak è il cognome del protagonista Tomek, un ex campione della disciplina che ha mollato ring e guantoni dopo una discussa sconfitta. Deciso a dimenticare il passato, interrompe tutti i contatti con l'ambiente sportivo e si nasconde in una piccola città di montagna, dove diventa il capo della sicurezza di un night club. La morte misteriosa di suo fratello Wiktor lo costringe a tornare in città e a scoprire che dietro l'incidente d'auto costato la vita al fratello e le strane pressioni che riceve da quando ha riaperto il club di famiglia, si nasconde una enorme speculazione edilizia che coinvolge alta finanza, mafia, politica e polizia.

Prima di mettersi alla visione (o dopo averlo fatto), ecco dieci cose da sapere sul film per suscitare o soddisfare la vostra curiosità.

Perché un film polacco sulle MMA

Le Mixed Martial Arts, le arti marziali miste, spopolano in Polonia, merito del "cannibale", il campione Mamed Chalidov. La KSW, la Federazione polacca che si occupa della disciplina, è una delle più grandi d'Europa.

Fondata nel 2004 da Martin Lewandowski e Maciej Kawulski, la KSW conta migliaia di iscritti, organizza eventi da record (al KSW 39: Colosseum del 2017 c'erano quasi 60mila spettatori al PGE Narodowy Stadium di Varsavia), gestisce lottatori amatissimi come Chalidov e Mariusz Pudzianowski e fa ascolti stratosferici sia in pay-per-view che in chiaro su Polsat.

Lewandowski racconta al magazine MMA Fighting che la KSW è nata praticamente dal nulla ed è costata estrema fatica. Agli inizi lui lavorava al Marriott Hotel di Varsavia e ha lasciato un lavoro sicuro per dedicarsi al lancio delle MMA nel Paese.

Abbiamo iniziato investendo soldi nostri. Sentivamo che sarebbe andata bene e sarebbe diventata una cosa enorme. Ho capito che se avessi dedicato a quest'attività il tempo passato lavorando all'hotel, moltiplicato per un paio di volte, avrei potuto ottenere molti più soldi che al Marriott. Non abbiamo dietro nessuno: nessun ricco barone, nessun sostegno da parte del governo. È un po' diverso se lo si paragona alla boxe, alla pallavolo o al calcio. Loro hanno associazioni con molte persone e il governo, noi no.

Chi è l'attore protagonista

Il protagonista Tomek Bartkowiak non è interpretato da un lottatore professionista ma da Józef Pawłowski, un attore che si è sottoposto ad un durissimo allenamento fisico e psicologico per prepararsi alla parte.

Classe 1990, Pawłowski è nipote d'arte: sua nonna era l'attrice Teresa Szmigielówna, che nel corso della carriera ha recitato per registi di primo piano della scuola polacca come Jerzy Kawalerowicz e Andrzej Wajda.

Dopo gli esordi in teatro e come doppiatore, Pawłowski è stato lanciato al cinema dal thriller Jack Strong di Władysław Pasikowski (dove ha recitato accanto al fratello Stefan, pure lui attore) e dal war movie Warsaw 44 di Jan Komasa.

Dove abbiamo visto l'attrice che fa Dominika

La figlia dell'allenatore Pawel, fedele a Bartkowiak pur lavorando per lo spietato uomo d'affari Ireneusz Parzych, è interpretata da Zofia Domalik.

L'attrice, classe 1995, è stata la protagonista rivelazione di Everything for My Mother di Malgorzata Imielska e ha affiancato proprio Pawłowski in Warsaw 44 di Jan Komasa.

Un produttore appassionato

Bartkowiak si deve soprattutto alla volontà del produttore Mike Zawadzki di Lightcraft. Zawadzki è un cultore di arti marziali ed esperto praticante: è terzo dan di taekwondo, primo dan di kickboxing e cintura nera di jiujutsu.

Chi è il regista del film

Si chiama Daniel Markowicz, ha un passato da produttore e supervisore nel comparto degli effetti speciali ed è al suo secondo film da regista.

Il primo si chiama Diablo - L'ultima corsa, è uscito nel 2019, l'ha diretto con Michał Otłowicz e non si discosta molto da Bartkowiak: è un crime thriller ambientato nel mondo delle corse clandestine, una sorta di Fast & Furious polacco.

Bartkowiak è una storia vera?

No, Bartkowiak non è una storia vera. La sceneggiatura è di Daniel Bernardi (scritta con Monika Sławecka) ed è frutto di fantasia. Ma nel copione un punto di contatto con la realtà c'è: la cosiddetta "reprywatyzacja", ossia riprivatizzazione, la gentrificazione tipicamente polacca. Dalla fine della Seconda guerra mondiale ad oggi, la proprietà della maggior parte degli edifici storici sopravvissuti ai bombardamenti è oggetto di una feroce contesa tra residenti e attività vittime di processi di gentrification e potenti imprenditori. I motivi sono molteplici: dopo la ricostruzione pubblica e il "Bierut-Dekrete" del 1945, la caduta del muro di Berlino del 1989, il passaggio all'economia di mercato e il crollo del mercato immobiliare alla fine del 2008, l'intera situazione abitativa si è trasformata in maniera radicale.

Non mancano casi di cronaca scioccanti come l'omicidio di Jolanta Brzeska, una donna di 64 anni uccisa a Varsavia nel 2011 perché si era opposta per anni alla "riqualificazione" del suo quartiere. Brzeska aveva dato vita con altri cittadini al WSL, il sindacato inquilini di Varsavia che ancora oggi si batte contro notifiche di sfratto e intimidazioni che speculatori edilizi mandano ai residenti delle case popolari che non vogliono lasciare queste abitazioni. Tutte le più grandi città della Polonia sono colpite da un'ondata speculativa e una mercificazione degli alloggi. Ciò ha scatenato movimenti di resistenza e organizzazioni che sui territori urbani contrastano la speculazione immobiliare e gli sfratti esecutivi. Il fenomeno della "reprywatyzacja" è stato ricostruito dal giornalista Christian Davies in un'inchiesta sul Guardian.

Le coreografie dei combattimenti

L'incontro iniziale tra Bartkowiak e Repec e i corpo a corpo successivi del protagonista e dell'allenatore Pawel sono coreografati dallo specialista Jarek Golec.

Lo stuntman è il fondatore della MG Stunt Maciejewski & Golec, regista di seconda unità e ricercato "action director" del cinema di genere polacco.

Repec è un vero lottatore di MMA

Il perfido villain del film è interpretato da Damian Majewski, personal trainer, esperto di combattimenti misti e arti marziali senza esclusioni di colpi. Lui sì è un vero professionista delle MMA: è affiliato all'Akademia Sportów Walki Wilanów e ha iniziato praticando muay thai prima di passare alle mixed martial arts.

Anche Chojecki (la guarda del corpo del rapper Steppy D che alla fine aiuta Bartkowiak e Pawel a sgominare Kolodziejczyk e i suoi uomini) e il leader della gang di picchiatori incappucciati sono veri "strongmen": ad interpretarli sono, rispettivamente, il personal trainer ed ex culturista Michał Karmowski e il kickboxer Michał Burdan.

Dove si trova Zakopane

Zakopane è la citta ai piedi dei monti Tatra, nel sud della Polonia, dove si rifugia Bartkowiak dopo aver perso il combattimento con Repec che apre il film. È qui che lavora come manager del club Opium e suo fratello Wiktor viene ucciso.

In realtà Zakopane, non lontana dal confine con la Slovacchia, è meta soprattutto di chi ama gli sport invernali, il trekking e la vita a contatto con la natura. I monti Tatra sono la catena più alta dei Carpazi e le vette alte quasi duemila metri (il belvedere del Kasprowy Wierch e il Rysy a 2500 metri d'altezza) vantano un curioso primato: sono la meta neve più postata su Instagram d'Europa, stando a una classifica di Euronews.

Il trend polacco del cinema di mazzate

Bartkowiak non è soltanto un nuovo Original polacco di Netflix: il thriller si inserisce nel solco dei numerosi film di arti marziali, boxe e MMA che arrivano dal Paese est-europeo.

Se vi è piaciuto Bartkowiak e ne volete ancora, sul genere sono da recuperare Serce do walki di Kacper Anuszewski, Fighter di Konrad Maximilian e soprattutto Underdog, scritto e diretto da Maciej Kawulski, il co-fondatore della KSW con Martin Lewandowski.

Leggi anche

      Cerca