Return to Sender - Restituire al mittente, il finale del film e la sua spiegazione

Rosamund Pike è un'infermiera vittima di un tremendo stupro ad opera del pericoloso Shiloh Fernandez nel thriller psicologico di Fouad Mikati che si conclude con una discesa verso l'oscurità.

Patti Perret / Voltage Pictures Un primo piano di Rosamund Pike nel film Return to Sender - Restituire al mittente

Il revenge movie è uno dei sottogeneri attraverso i quali il cinema racconta spesso la violenza sulle donne. Return to Sender - Restituire al mittente di Fouad Mikati (regista libanese adottato da Hollywood) è una storia di vendetta al limite della sociopatia che si ascrive in pieno a questo filone rape-revenge.

Prodotto da Candice Abela e Holly Wiersma, Return to Sender è scritto dagli sceneggiatori Patricia Beauchamp e Joe Gossett, che hanno voluto riflettere sugli effetti devastanti di uno stupro su una mente già fragile. La chiave è quella del thriller psicologico, fino ad un finale alla Misery che colpisce senza alcuna pietà.

La trama del film

La protagonista di Return to Sender è Miranda Wells (Rosamund Pike), una giovane infermiera di provincia che vive un momento di profondo cambiamento personale e professionale: si appresta a trasferirsi in una nuova abitazione e soprattutto sta per diventare un'infermiera di chirurgia. Miranda è orfana di madre, i suoi unici legami sono con il padre vedovo Mitchell (Nick Nolte) e l'amica e collega Nancy (Camryn Manheim, la Delia di Ghost Whisperer).

Miranda è tanto brillante e meticolosa sul lavoro quanto riservata e solitaria nel privato. Adora preparare torte con una precisione maniacale, pulisce qualsiasi cosa con dei fazzolettini e soffre di un disturbo ossessivo-compulsivo per cui deve lavarsi subito le mani quando tocca oggetti che non le appartengono. Qualche giorno prima del trasloco, la sua collega Darlene (Rumer Willis, la figlia di Bruce e Demi Moore) le organizza un appuntamento al buio con un uomo di nome Kevin.

All'appuntamento nella sua bella casa, però, si presenta un tale che, entrato con l'inganno spacciandosi per Kevin, finisce per violentarla brutalmente. Quel sadico stupratore si chiama William Finn (Shiloh Fernandez): ha scoperto il blind date perché è il cameriere del ristorante in cui Miranda ha salvato un cliente che rischiava di soffocare con un boccone praticandogli una tracheotomia.

Patti Perret / Voltage PicturesShiloh Fernandez e Rosamund Pike in una scena del film Return to Sender - Restituire al mittente
William irrompe a casa di Miranda

William viene arrestato e finisce in carcere, dove non appare per niente ravveduto: continua le sue violenze e gli abusi, stavolta sul compagno di cella. Miranda subisce invece un pesante contraccolpo psicologico che si ripercuote pure sul suo lavoro: non riesce più a concentrarsi, le tremano le mani e persino l'agente immobiliare non riesce a vendere la sua casa perché nessuno vuole comprare una villetta dove si è appena consumato uno stupro.

All'infermiera non restano che il papà Mitchell, il quale pensa di aiutarla regalandole un cane, e l'amica Nancy, che prova a risollevarle il morale tra le corsie dell'ospedale. Passato un periodo di rabbia, frustrazione e disorientamento, Miranda comincia a scrivere e mandare delle lettere a William. Inizialmente lo stupratore le rimanda indietro (il "rispedire al mittente" del titolo), poi inizia a rispondere alla sua "preda": si dice pentito e dispiaciuto di ciò che ha fatto. Quello non era il vero William.

Miranda sembra credergli e prende addirittura l'abitudine di fare visita in carcere al suo aguzzino. Tra i due si instaura una strana relazione, una complicità che rende William sempre più attratto da lei. Fino a quando viene rilasciato per buona condotta e torna in libertà.

Patti Perret / Voltage PicturesRosamund Pike in una scena del film Return to Sender - Restituire al mittente
Miranda va addirittura in carcere a trovare il suo stupratore

Il finale e la sua spiegazione

Miranda è preda di disturbo post-traumatico da stress e ha comportamenti sempre più ambigui. Il primo campanello d'allarme arriva col cane di suo padre. In apparenza gli vuole bene e lo coccola dandogli dei dolcetti, ma il povero animale improvvisamente si ammala, smette di mangiare e alla fine muore. Nel frattempo, William è a piede libero, vuole redimersi e manda dei fiori a Miranda, che continua a flirtare con lui. Il passo successivo è mettersi a sua disposizione per aiutarla con dei lavoretti domestici, come ristrutturarle la veranda.

Mitchell incrocia William nella ferramenta dove lavora, riconosce in lui lo stupratore e quando scopre che passa i pomeriggi nel patio di casa di Miranda, è sconvolto dal comportamento della figlia. La relazione morbosa tra vittima e violentatore esplode durante un pomeriggio di apparente normalità. Dopo aver concluso i lavori in veranda, William dice di non sentirsi bene e implora Miranda di poter entrare in casa per usare il bagno.

La donna accetta con riluttanza ma, appena fatto un passo all'interno dell'abitazione, William sviene e crolla a terra. Quando si sveglia, si ritrova nel seminterrato legato a un letto. Quella che poco prima  Miranda gli aveva offerto non era semplice limonata: dentro c'era dell'antigelo particolarmente tossico.

Voltage PicturesShiloh Fernandez in una scena del film Return to Sender - Restituire al mittente
Una brutta sorpresa attende William al risveglio

Miranda nasconde inquietanti segreti. Lei "aggiusta" le persone. Non è la prima volta che avvelena qualcuno: l'ha già fatto con il cane e ha lasciato morire sua madre. Adesso ha abilmente manipolato William per consumare la sua vendetta. "Mica avrai creduto che mi sarei scordata che sei entrato in casa mia e mi hai violentata", dice serafica al suo aguzzino. La vittima ora è diventata carnefice: ha preso tutto il tempo necessario per metabolizzare la violenza e prepara il piano finale con freddezza chirurgica.

Miranda ha una idea di giustizia tutta sua: sa che quello che sta facendo è sbagliato, ma è la sola soluzione percorribile. Somministra a William un potente sedativo e prepara un vassoio con gli "attrezzi" del mestiere. Al risveglio, lo stupratore si ritrova con la mano sinistra amputata, e viene preso in giro da Miranda che gli chiede cosa conta davvero per lui. "Sei piuttosto stupido e prevedebile", gli rimprovera prima di rovistare nel suo zaino e trovare un preservativo. La verità è un'altra: non gli ha amputato soltanto la mano, ma lo ha castrato praticandogli un'evirazione. Il tremore alla mano non c'è più. "Avevi ragione William: ho vinto", annuncia la donna al malcapitato aggressore.

Voltage PicturesRosamund Pike in una scena del film Return to Sender - Restituire al mittente
Miranda ha avuto la sua vendetta

Non ci è dato sapere se Miranda la farà franca e che fine ha fatto William. Magari è diventato concime per quelle rose che l'agente immobiliare le aveva consigliato di piantare per lenire il dolore della mancata vendita della casa. Return to Sender si chiude con la donna che fa visita al padre per scusarsi e riconciliarsi con lui, annunciandogli fiera che ha messo fine a tutto e che William "non si farà vedere mai più". Chi è davvero Miranda? Come la Amy Dunne di L'amore bugiardo - Gone Girl, è una donna fragile e confusa, arrabbiata e vendicativa. Incarna mille incongruenze. Il passato, quello che le è successo, l'ha costretta in un limbo. Ha fatto della vendetta la sua ragione di vita perché la giustizia ha fallito ed è l'unica via possibile per superare il trauma. Fino a toccare il punto di non ritorno.

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