Beckett racconta una storia vera? Il regista rivela come è nata l'idea del film al Festival di Locarno

La storia di Beckett mescola spionaggio e un approccio realistico, lontano dai soliti action hollywoodiani. Quanto c'è di vero nel film? Secondo il regista Ferdinando Cito Filomarino si tratta di una storia inventata ma con riferimenti alla realtà.

Netflix Ferdinando Cito Filomarino e John David Washington sul set di Beckett

L'incredibile storia di Beckett, turista statunitense che si ritrova braccato dalle autorità greche durante una vacanza con la sua amata per aver scoperto qualcosa di terribile, è vera? La risposta è no: il regista e sceneggiatore Ferdinando Cito Filomarino ha inventato di sana pianta l'intrigo politico alla base del film action targato Netflix. Può risultare sorprendente, considerando quanti film dello stesso genere, con un approccio tanto spettacolare da risultare poco credibili, sono invece ispirati da storie vere, invece è proprio così. Con il suo stile asciutto e il suo approccio molto realista, Beckett racconta una storia del tutto fittizia

Lo ha spiegato il regista italiano Ferdinando Cito Filomarino al Festival di Locarno 2021, dove ha presentato in anteprima mondiale il suo film in apertura della rassegna. Beckett è stato volutamente girato per ritrarre in maniera più fedele possibile un uomo comune, senza particolare doti fisiche e del tutto disinteressato al mondo della politica e degli intrighi internazionali, che si ritrova a lottare per la sua vita, scontando proprio le sue ingenuità.

NetlixFerdinando Cito Filomarino ad Atene sul set del film
Ferdinando Cito Filomarino ha inventato la trama di Beckett, tentando di renderla il più realistica possibile

La sua naturale fiducia nelle istituzioni e la sua scarsa attenzione al contesto sociale circostante ne mettono in pericolo l'incolumità in più di un passaggio. Spiega il regista: 

Beckett è un uomo come tanti: non è un eroe scolpito e addestrato a combattere, non è un soldato in grado di combattere e sparare. È un turista americano che suo malgrado affronta una situazione più grande di lui. All'inizio fatica a reagire, s'inceppa, non è reattivo e scattante come avviene di solito negli action. Volevo che il film creasse tensione proprio con questo approccio realistico. 

L'ambientazione in Grecia di Beckett non è casuale

Ad avere una forte relazione con la realtà è invece l'ambientazione del film, quasi interamente ambientato (e girato) in Grecia in un preciso periodo storico. Non stiamo parlando solo della capitale Atene: Beckett si sposta anche nell'entroterra montano. La prima parte della pellicola infatti è ambientata e girata tra le montagne a nord del paese, in zone meno battute dai turisti. 

Perché la Grecia? Cito Filomarino ha spiegato di aver cercato un luogo che consentisse di far sentire un americano come uno straniero davvero lontano da casa, in un posto in cui pochi parlano inglese, a fatica. Il regista inoltre voleva che il film potesse riunire un cast europeo ed internazionale. In questo senso la Gregia delle agitazioni in Piazza Syntagma contro l'Austerity imposta dalla Troika dopo il 2010 è il luogo perfetto. Per esempio il personaggio di Vicky Krieps (attrice di nazionalità lussemburghese) è quello di un'attivista tedesca giunta in Grecia per sostenere la richiesta della popolazione di sollevare le restrizioni economiche internazionali. 

NetflixBeckett e April a pranzo
La prima parte del film è ambientata e girata tra le montagne della Grecia settentrionale

La Grecia è il posto perfetto anche per alludere alla posizione politica di un film tutt'altro che timido nel passare un messaggio preciso in questo senso. Al turista statunitense concentrato sulla propria felicità e incurante della situazione sociale attorno a sé si contrappone il popolo greco di piazza Syntagma, attivo e reattivo a livello politico, pronto a far sentire la propria voce ma anche ad aiutare uno straniero in difficoltà senza paure o pregiudizi: 

Beckett è un uomo che fugge dal confronto con la politica. Quando diventa fuggitivo, lo aiutano persone greche che stanno reagendo attivamente allo stato di cose nel loro paese. Migliaia di uomini e donne che sono attenti alla realtà che le circonda. Ritengo che la Grecia di quel periodo sia un ottimo esempio di reattività nazionale.

  • No, il regista ha inventato la trama principale del film e il complotto ad essa collegato. 

  • Il film è stato girato prevalentemente in Grecia, tra Atene e l'entroterra: esattamente le stesse ambientazioni della trama. 

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