Come finisce Un figlio all'improvviso? Il finale e la sua spiegazione

La commedia dell'attore e regista Sébastien Thiéry (autore della pièce Momo, da cui è tratta) con la strepitosa coppia Catherine Frot e Christian Clavier ha un finale che fa ridere e commuovere.

Curiosa Films / TF1 / Cinema Srl Sébastien Thiéry, Catherine Frot e Christian Clavier in Un figlio all'improvviso

Si naviga tra risate, lacrime e emozioni con Un figlio all'improvviso, la commedia francese che con gag, sketch e battute sopra le righe affronta argomenti seri e delicati come la genitorialità inaspettata, il concetto di famiglia borghese e la presunta diversità.

L'attore e regista Sébastien Thiéry (è lui stesso a interpretare Patrick, il "figlio all'improvviso") ha adattato per il grande schermo la sua pièce Momo, in scena dal 2015 e di enorme successo in patria. La sua nona opera teatrale è diventata il suo primo film grazie al co-regista Vincent Lobelle, star degli spot pubblicitari e al suo secondo lungometraggio dopo Les dents de la nuit del 2008, horror parodia dei vampiri teenager di Twilight.

L'artefice dell'adattamento è in realtà il produttore Olivier Delbosc, che ha acquisito i diritti per la versione cinematografica con la sua Curiosa Films e ha scelto Christian Clavier e Catherine Frot come protagonisti al posto di François Berléand e Muriel Robin, gli attori della pièce.

La trama del film

André (Christian Clavier) e Laurence Prioux (Catherine Frot) sono una coppia senza figli che ha sempre vissuto in simbiosi. Sono sposati da oltre trent'anni: lui è il tipico borghese di provincia arricchito e un po' menefreghista; lei è una donna sensibile, preda delle nevrosi e della malinconia della sua età.

Un bel giorno, un uomo compare all'improvviso nella vita dei coniugi Prioux. Si presenta prima al supermercato, mentre stanno facendo la spesa, poi direttamente nella loro villetta. Si chiama Patrick, si esprime con fatica perché affetto da sordità (Sébastien Thiéry conosce bene questo handicap: suo fratello è davvero sordo) e soprattutto sostiene di essere il loro figlio e li riconosce come i propri genitori.

Curiosa Films / TF1 / Cinema SrlChristian Clavier e Sébastien Thiéry in una scena del film Un figlio all'improvviso
André si improvvisa papà con Patrick

Monsieur e Madame Prioux hanno un figlio e l'avevano dimenticato? Sopraffatti dagli eventi, hanno reazioni differenti. André è certo che Patrick sia un imbroglione, un delinquente psicopatico e un manipolatore; Laurence inizia ad avere qualche dubbio, tanto più che tutti i dettagli del caso – Patrick ha nel marsupio una vecchia foto dei Prioux durante una vacanza in Marocco e dietro ha scritto: "Papa et Maman" – sembrano avvalorare la teoria che Patrick sia realmente il loro "cucciolo smarrito".

La situazione si fa sempre più assurda, ma nel giro di poco tempo la coppia comincia a credere davvero all'ipotesi insensata che quel ragazzone di 40 anni, magari frutto di una scappatella, sia realmente il loro pargolo, malgrado Laurence non abbia mai partorito in vita sua.  Incalzato dalla moglie, André confessa di aver avuto una relazione extraconiugale in passato: un'avventura "da niente" con Jacqueline (Claudine Vincent), un'agente immobiliare. Ma all'epoca, negli anni Settanta, lui aveva 20 anni e lei 40. Patrick non può essere suo figlio perché Jacqueline ne ha già due: Nicos, morto da tre anni, e Patos, finito in prigione.

La presenza di questo figlio misterioso destabilizza la routine coniugale dei Prioux, specie quando Patrick prende in prestito l'Audi di André perché è deciso a presentare loro la compagna Sarah (Pascale Arbillot), anche lei affetta da una disabilità, nel suo caso visiva.

Curiosa Films / TF1 / Cinema SrlUn primo piano di Catherine Frot nel film Un figlio all'improvviso
Laurence accarezza l'idea di diventare "momo" di Patrick

Il finale e la spiegazione

Laurence ha sempre vissuto con dolore la mancata maternità e ha una forte crisi di nervi. Allora André chiede aiuto all'amico medico Jean-François (Hervé Pierre), che gli consiglia di assecondare la moglie perché se fa il suo gioco "andrà tutto bene". Quando Patrick torna a casa con Sarah, i Prioux scoprono che la ragazza è incinta e stanno per diventare nonni.

Durante una cena al ristorante, Patrick confessa che è stato messo in un orfanotrofio di Mulhouse a 4 anni: il "papà" lo picchiava e si vergognava di lui perché sordo. Sempre più legata a Sarah, Laurence finisce per credere che l'uomo che ha fatto irruzione nella loro vita sia davvero suo figlio. Seppure Patrick, come dimostra la sua carta d'identità scoperta da André, non fa di cognome Prioux ma Priout con la "T".

Curiosa Films / TF1 / Cinema SrlUna scena del film Un figlio all'improvviso
La carta d'identità di Patrick Priout, con la "T"

Ma chi sono i veri genitori di Patrick? I Prioux hanno una strana coppia di vicini: usano un rumorosissimo trattore per tagliare il prato e praticano kendō, l'antica arte marziale e sport da combattimento giapponese. Priout, il padre di Patrick, è proprio il vicino: si chiama Philippe ed è un dermatologo.

"Prima ci toccava la loro posta, ora ci tocca il loro figlio", commenta amareggiato e furioso André. Patrick ha trovato la foto dei Prioux in Marocco semplicemente nella loro camera da letto: ci ha scritto dietro "Papa et Maman" per ricordarsi di loro. Sconvolta dalla rivelazione e dalla reazione scomposta di André, Laurence supplica il marito di lasciargli Patrick, nonostante sia il figlio dei vicini.

Quella gente lo ha picchiato, non possiamo distruggergli la vita per un semplice equivoco. Ha già sofferto abbastanza. È ingiusto. Guarda quest'albero: cresce nel nostro giardino. Che ci importa sapere da dove vengono le sue radici? Cresce da noi, è nostro. Siamo esseri umani: siamo più forti della natura.

Poco prima di entrare a casa Priout, Patrick viene fermato da Laurence: in quel momento, a Sarah si rompono le acque. I Prioux vanno di corsa in ospedale: dopo una lunga attesa, Sarah partorisce il piccolo Bernard, André e Laurence finalmente sono nonni.

Quando Patrick dice di voler chiamare la madre per darle la notizia, André lo ferma. "Ma è qui tua madre: è lei la tua mamma perché ti ama", gli risponde indicandole Laurence. Sulle note di I Started a Joke dei Bee Gees, la famiglia ora è al completo e nella scena conclusiva si concede un secondo viaggio in Marocco, stavolta tutti e cinque insieme.

Curiosa Films / TF1 / Cinema SrlLa scena finale del film Un figlio all'improvviso
I Prioux in Marocco, ieri e oggi

Thiéry spiega nelle note di regia che "il filone principale della pièce traccia il ritratto di una donna che non ha figli, che è disposta a tutto pur di adottarne uno suo malgrado".

Nessuno, donna o uomo che sia, può restare indifferente di fronte a un personaggio del genere: ciascuno di noi ha problemi relazionali con il proprio padre e la propria madre! Quesiti come 'Cosa giustifica il fatto che questo individuo sia o meno mio figlio?', 'Siamo costretti ad amare i nostri figli?', 'Possiamo amare un figlio che non è il nostro?'. Sono interrogativi antichi come il mondo e fondamentali nella costruzione di un essere umano e dunque, sì, avevo la sensazione di rivolgermi a un pubblico molto vasto.

Nonostante le polemiche e il "disagio" che il film ha suscitato in patria, dove quotidiani come Le Parisien hanno definito la commedia "imbarazzante" per il modo in cui affronta la disabilità, Un figlio all'improvviso ha incassato oltre 5 milioni di euro al botteghino francese. La "morale" del film è molto semplice per Thiéry: se un tizio strano cade nel vostro carrello del supermercato, sarebbe troppo stupido non fargli posto sul divano.

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