Vengeance is Mine, All Others Pay Cash: la recensione del folle film trionfatore al Festival di Locarno

Il regista indonesiano Edwin riesce a coniugare con folle visionarietà due mondi che sembrano inconciliabili: i b-movie asiatici di arti marziali e le raffinate pellicole romantiche d'antan. La recensione del film vincitore a Locarno 2021.

The Match Factory Iteung e Ajo Kawir

Lui ha un'atavica voglia di menare le mani e accetta un lavoretto che consiste nel rintracciare un boss della mala locale e dargli una lezione, lei sbarca il lunario proteggendo il suddetto: è questo il fulminante incontro tra i protagonisti di Vengeance is Mine, All Others Pay Cash, film che corona con Aju Kawir e Iteung che se le danno di santa ragione tra camion gialli che caricano e scaricano materiale in una cava. 

Galeotto fu il cazzotto tra lui e lei, appariscenti giovani maneschi del distretto indonesiano di Bojongsoang nel 1989: Ajo Kawir (Marthino Lio) e Iteung (Ladya Cheryl) passano dal scagliarsi addosso un motorino e un orecchio mozzato a dedicarsi canzoni romantiche alla radio, mentre l'amore per l'altro li conquista. La scintila culminerà in una storia d'amore ricca di pestaggi, assassinii su commissione un terribile episodio nel passato del protagonista che pesa sul suo cuore e sulle sue prestazioni amorose. Infatti la crisi che mantiene vivo l'intreccio del film, l'ostacolo al vissero felici e contenti dei due, è  che il protagonista ha serissimi problemi d'impotenza. 

The Match Factory Iteung e Aju
Iteung e Aju sono autentici eroi romantici, seppure il contesto suggerisca un film privo di sentimentalismo

Basta questo breve incipit per capire che l'indonesiano Vengeance is Mine, All Others Pay Cash è quanto di più lontano ci possa essere dal film autoriale, educato e magari un po' ingessato che è solito dominare manifestazioni come il Festival di Locarno 2021. Onore al merito al nuovo direttore artistico Nazzaro per avere avuto il coraggio di avere questo titolo in concorso e alla giuria per aver riconosciuto con il Pardo d'Oro quanto gli addetti ai lavori e la stampa hanno sostenuto sin dalla prima proiezione. Nonostante la presenza di più di una pellicola interessante tra i concorrenti, il regista indonesiano Edwin ha scavato una voragine tra sé e gli avversari. Questo film che mescola combattimenti, omicidi e melodramma rivela un talento davvero fuori dal comune e, già a metà dell'anno, si candida ad essere una delle migliori visioni del 2021. 

Edwin: un regista di cui risentiremo parlare

Tratto da un romanzo del 2014 dello scrittore indonesiano Eka Kurniawan (tradotto e pubblicato in Italia da Marsilio editore), Vengeance is Mine, All Others Pay Cash è uno di quei film così stimolanti che si esce dal cinema con la testa piena di visioni o il blocco degli appunti ricoperto di note. Difficile davvero stare dietro al vulcanico talento di Edwin, un regista capace di usare tutte le convenzioni e dei linguaggi dei generi a sua disposizione (spaziando dai b-movie asiatici a inquadrature e tagli di raffinatezza autoriale) senza che stridano tra di loro, pur venendo da mondi opposti. 

Esempio perfetto della sua capacità narrativa e della sua divertita irriverenza è la scena di apertura del flm, in cui Aju Kawir ci viene presentato come un giovane uomo totalmente sordo alla paura e al pericolo, impegnato in una sorta di pericoloso ruba bandiera a bordo di un motorino. La capacità di Edwin di sfruttare i movimenti della cinepresa e il montaggio per combinare soluzioni tipiche delle scene di duello a stacchi inaspettati che rompono la quarta parete (il graffito che si gira verso lo spettatore e commenta la prodezza del protagonista) fanno capire che è inutile paragonare Edwin ad altri (grandissimi) nomi che pur vengono alla mente. Se tutto va come deve andare, tempo qualche anno e qualche film, Locarno potrà rivendicare di averlo consacrato e lanciato prima di tutti gli altri. 

The Match FactoryLa scena iniziale del rubabandiera
La scena iniziale del rubabandiera sui motorini

Se non temete la violenza (fisica e sessuale) e siete alla ricerca di un titolo dal forte carisma, capace di essere sexy, irriverente ma anche inaspettatamente romantico (tanto da tuffarsi in più di un passaggio nel melò, salvo poi virare di nuovo in un'allucinazione della protagonista che vede peni al posto di pesci nell'acquario del ristorante), recuperate assolutamente Vengeance is Mine, All Others Pay Cash, non appena qualche distributore lo renderà disponibile nelle sale o su qualche piattaforma di streaming a pagamento. Vi risparmierete la fatica di tornare a recuperarlo una volta che Edwin verrà definitivamente consacrato da qualche Festival ancora più grande. 

Voto 8,5/10

Romantico, trasgressivo, irriverente e violentissimo: il cinema di Edwin declina gli opposti facendoli attrarre, rivelando un talento visivo e registico che promette già un futuro radioso.

Elisa Giudici

Leggi anche

      Cerca