The Mandalorian 2: le curiosità legate alla presenza di Luke Skywalker svelate da Disney Gallery

Luke Skywalker è apparso nell'ultimo episodio della seconda stagione di The Mandalorian: ecco i retroscena più interessanti della presenza del Jedi più famoso della Galassia lontana lontana...

Lucasfilm/Disney+ Luke Skywalker con la spada laser

Su Disney+ si possono trovare film e serie TV vecchie e nuove e fortunatamente anche degli speciali realizzati appositamente per approfondire il lavoro svolto nel dietro le quinte da registi, cast e crew. Disney Gallery: The Mandalorian ha già offerto ai fan la possibilità di scoprire i segreti della prima stagione con ben 8 episodi e da poco, il 26 agosto 2021, è stato pubblicato il secondo speciale dedicato alla seconda stagione dello show ambientato nella galassia di Star Wars.

Questo episodio di Disney Gallery: The Mandalorian è dedicato al finale della seconda stagione e più precisamente al personaggio di Luke Skywalker. Il famoso Jedi protagonista della trilogia originale appare per salvare il gruppo di eroi guidato dal mandaloriano e per portare via con sé il piccolo Grogu aka Baby Yoda al fine di addestrarlo nelle vie della Forza.

Seguendo l'ambientazione dello show il personaggio di Luke Skywalker appare giovane dopo i fatti del film Star Wars: Il ritorno dello Jedi. Quindi i due ideatori della serie, Dave Filoni e Jon Favreau, il regista dell'episodio Peyton Reed insieme ai maghi degli effetti speciali hanno dovuto ricorrere a diversi "trucchi" per ringiovanire Mark Hamill.

Dallo speciale di Disney Gallery: The Mandalorian dedicato a Luke Skywalker ecco quindi 6 curiosità da non perdere:

Plo Koon

Uno degli aspetti fondamentali delle produzioni legate a Star Wars è la segretezza. Gli sceneggiatori, la produzione e i registi vogliono sempre stupire il pubblico. Ma ciò è particolarmente difficile se si considera che nell'era dei social network basta un tweet per diffondere una notizia (vera o falsa che sia).

Il livello di segretezza quindi deve partire dalla base. Lo speciale di Disney Gallery: The Mandalorian ha rivelato che la presenza di Luke Skywalker alla fine della serie era conosciuta da Dave Filoni, Joe Favreau e pochissimi altri. Nemmeno il regista Peyton Reed ne era a conoscenza all'inizio. Tanto è vero che nella sceneggiatura il nome di Luke Skywalker era sostituito da quello del Jedi Plo Koon.

Questo è apparso per la prima volta nel film Star Wars: La minaccia fantasma per poi essere presente in diversi progetti successivi come la serie dedicata alla Guerra dei Cloni curata proprio da Dave Filoni. Filoni stesso è il motivo per cui è stato scelto il nome di Plo Koon da inserire nel copione. In una dichiarazione mostrata nello speciale in oggetto, Filoni ha dichiarato che i fan sanno benissimo che il suo Jedi preferito è Plo Koon e quindi se fosse uscito un leak sull'apparizione di questo maestro Jedi, i fan lo avrebbero ritenuto credibile.

La scelta di Mark Hamill

La figura di Luke Skywalker è indelebilmente legata all'attore che l'ha portato in vita al cinema nel lontano 1977 ossia Mark Hamill.

Anche se per ovvi motivi anagrafici Hamill non ha più l'aspetto che aveva all'inizio degli anni '80, i produttori dello show, il regista e i due creatori di The Mandalorian erano convinti che senza l'approvazione di Hamill Luke non sarebbe potuto apparire in The Mandalorian 2.

Peyton ha raccontato che insieme a Filoni e Favreau si sono recati a casa di Hamill (era il 2019) per fargli leggere il copione di The Mandalorian. Hamill l'ha letto proprio mentre loro lo aspettavano in compagnia di sua moglie. Insomma, Hamill non ha dovuto pensarci molto: ha accettato con entusiasmo.

Come ringiovanire Mark Hamill

Il Deepfake

Jon Favreau ha raccontato che per il ringiovanimento di Mark Hamill nel Luke Skywalker giovane sono state prese in considerazione diverse tecniche. Tra queste - inizialmente - ha "vinto" quella del Deepfake.

Favreau ha spiegato che questa tecnica ha bisogno di un elaboratore dati molto potente. Il computer in questo caso analizza le espressioni dell'attore e le sostituisce con delle immagini di repertorio, che sono disponibili in un database riempito per l'occasione. Favreau e il suo team hanno infatti immesso nell'elaboratore tutto ciò che avevano a disposizione su Mark Hamill relativo al periodo in cui recitava nella trilogia originale di Guerre Stellari. Oltre a ciò hanno setacciato internet alla ricerca di vecchie interviste e filmati.

Il De-aging

Il risultato del Deepfake non ha convinto del tutto poiché la tecnologia non aveva raggiunto ancora il suo massimo potenziale. Così la produzione ha deciso di provare a utilizzare il De-aging ovvero il ringiovanimento digitale, che per esempio è stato utilizzato per Michael Douglas in Ant-Man o per Robert De Niro in The Irishman.

L'Uovo

Contestualmente all'innovativo The Volume (conosciuto nello speciale dedicato alla prima stagione), la produzione di The Mandalorian ha utilizzato un macchinario utile a regolare la luminosità delle scene chiamato l'Uovo.

L'Uovo è un ambiente tecnologico dove l'attore recita nuovamente la sua parte. Una volta terminato il lavoro attoriale, la tecnologia aiuta i maghi degli effetti speciali ad "allineare" l'illuminazione del volto e a sincronizzare la recitazione. L'Uovo è praticamente un apparato pieno di luci a led che si possono controllare da remoto al fine di farle corrispondere al set principale.

L'Uovo
L'apparato di illuminazione chiamato l'Uovo

Nel caso specifico di Mark Hamill, l'Uovo ha permesso alla produzione di ottenere delle texture (mappatura) del suo viso ad altissima risoluzione. Tutto - in poche parole - per avere una perfetta sincronizzazione tra la performance di Hamill e il volto giovane che è stato sovrapposto.

La musica di John Williams

Il ritorno di Luke Skywalker ha scaturito a catena un altro ritorno ossia quello della magica ed evocativa musica di John Williams. 
La serie TV The Mandalorian ha sempre fatto affidamento su musiche originali composte da Ludwig Göransson. Nell'ultimo episodio della seconda stagione però è stato scelto di inserire un brano di John Williams dalla trilogia originale.

La musica di Williams appare così una novità per il pubblico di The Mandalorian. Ma soprattutto la musica evocativa di Williams è utile - come dichiarato da Filoni e Favreau - per rendere l'apparizione di Luke Skywalker più reale e credibile agli spettatori.

La voce di Luke Skywalker

Per riuscire a realizzare la voce di Mark Hamill così come l'aveva ai tempi de Il ritorno dello Jedi è stato utilizzato un software chiamato Respeecher. Quindi, come rivelato da Jon Favreau, la voce di Luke che si sente in originale è frutto di un sintetizzatore.

Il software così come il Deepfake campiona la voce e l'intonazione del giovane Hamill e realizza come per magia la voce di un giovane Skywalker con le parole scritte per lui nella sceneggiatura dell'episodio finale di The Mandalorian 2.

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