Il ballo delle pazze, Mélanie Laurent ci porta nel manicomio femminile della Salpêtrière

Arriva in streaming su Amazon Prime Video il film dell'attrice francese basato sul romanzo di Victoria Mas (a sua volta ispirato a una storia vera): ecco tutto quello che c'è da sapere su questo mélo acclamato dalla critica al Tiff.

Jean-Louis Fernandez/Amazon Studios Lou de Laâge e Mélanie Laurent in una scena del film Il ballo delle pazze

Una storia vera ma poco raccontata, perché volutamente ignorata dalla Storia. È quella dietro Il ballo delle pazze (Le Bal des folles, in originale), il nuovo film di e con Mélanie Laurent che debutta in streaming su Prime Video venerdì 17 settembre. L'attrice e regista francese porta sugli schermi l'omonimo romanzo d'esordio di Victoria Mas, pluripremiato in Francia e ambientato alla fine dell'Ottocento nel manicomio femminile della Salpêtrière.

Prima di mettersi alla visione, ecco tutto quello che c'è da sapere sul primo Original francese di Amazon Studios, accolto da ottime recensioni al Festival di Toronto 2021 (dov'è stato presentato in anteprima internazionale) e prodotto dalla Légende di Alain Goldman, la società dei recenti The Spy con Sacha Baron Cohen, L'ufficiale e la spia di Roman Polański e Nevada con Matthias Schoenaerts.

Il poster ufficiale del film Il ballo delle pazze
Mélanie Laurent e Lou de Laâge, le star de Il ballo delle pazze

La trama

Nella Francia del 1885, Eugénie, una ragazza di buona famiglia ma spirito libero anticonformista e sopra le righe, scopre di avere un dono speciale: vedere e sentire i morti. Quando la sua famiglia viene a sapere di questo "segreto", la fa rinchiudere nell'ospedale neurologico della Salpêtrière, un'ex fabbrica di polvere da sparo costruita alla metà del Seicento nel XIII arrondissement di Parigi.

L'istituto è ben noto nella Francia dell'epoca: qui vengono internate, strettamente sorvegliate, curate con l'ipnosi e sottoposte a esperimenti estremi (dalle sostanze psicotrope ai "compressori uterini") le donne a cui sono diagnosticate forme di isteria, pazzia, egomania, epilessia e altri tipi di malattie mentali.

In realtà, le "alienate" della Salpêtrière sono donne "scomode", che padri, mariti e fratelli hanno rifiutato e abbandonano in ospedale per sbarazzarsene. In una società rigidamente controllata dagli uomini, le donne che si ribellano al loro potere, che non vogliono occupare il ruolo di mogli e madri imposto dal patriarcato, devono subire la segregazione, l'umiliazione, l'eliminazione di ogni contatto con l'esterno.

Jean-Louis Fernandez/Amazon StudiosIl cast delle "internate" nel film Il ballo delle pazze
Le "alienate" della Salpêtrière al "bal des folles"

Durante il ricovero nella clinica, il destino di Eugénie si intreccia a quello delle altre internate e soprattutto di Geneviève, un'infermiera inflessibile e severa, convinta che la scienza sia superiore a tutto. Il loro incontro cambia il futuro di entrambe, mentre si preparano per il "ballo delle pazze" organizzato dal direttore Jean-Martin Charcot, illustre pioniere della neurologia e uno dei maestri di Sigmund Freud.

Il "bal des folles" è uno dei più famosi (e discussi) esperimenti del medico "showman": un ballo in maschera che si tiene ogni anno, dove la crème borghese e voyeurista di Parigi può "incontrare" e osservare morbosamente, al suono di valzer e polka, le pazienti del manicomio, agghindate di tutto punto. Come fossero attrazioni da circo in mostra, animali in gabbia di uno zoo.

Il cast

Lou de Laâge è la protagonista Eugénie. Classe 1990, è una delle più intense giovani attrici francesi, già candidata due volte ai César come migliore promessa femminile per Jappeloup di Christian Duguay e Respire della stessa Laurent, che nel film si ritaglia il ruolo della capoinfermiera Geneviève.

In Italia de Laâge si è fatta notare ne L'attesa di Piero Messina dove era Jeanna, la fidanzata parigina di Giuseppe, il figlio della protagonista Anna interpretata da Juliette Binoche. Negli ultimi tempi è diventata attrice-feticcio di Anne Fontaine nei suoi ultimi lavori, Agnus Dei e Bianca come la neve.

Impreziosiscono il cast le presenze di Emmanuelle Bercot e del regista (e spesso attore) Cédric Khan. Nel ruolo del dottor Charcot c'è invece Grégoire Bonnet, noto in patria come il farmacista Philippe della serie Scènes de ménages.

  • Lou de Laâge: Eugénie
  • Mélanie Laurent: Geneviève
  • Emmanuelle Bercot: Jeanne
  • Benjamin Voisin: Théophile
  • Cédric Khan: François Cléry
  • Christophe Montenez: Jules
  • Lomane de Dietrich: Louise
  • Grégoire Bonnet: il dottor Jean-Martin Charcot
  • César Domboy: Ernest
  • Coralie Russier: Camille
  • Martine Chevallier: Cléry
  • André Marcon: il dottor Gleizes
  • Valérie Stroh: la signora Cléry

La regista e il libro

Attrice, autrice e persino cantante, Mélanie Laurent alterna da anni film francesi a produzioni americane. L'ex stella di Bastardi senza gloria di Quentin Tarantino, amatissima per il personaggio della violinista ne Il concerto di Radu Mihaileanu e reduce dal thriller sci-fi Oxygène di Alexandre Aja, è al suo sesto lungometraggio da regista: dopo il corto De moins en moins del 2008, ha realizzato Les Adoptés nel 2011, Respire nel 2014, il documentario Domani nel 2015, Plonger nel 2017 e Galveston nel 2018, adattamento del romanzo d'esordio di Nic Pizzolatto, il creatore di True Detective.

Il ballo delle pazze è tratto da Le Bal des folles, il libro di Victoria Mas edito da Albin Michel che è diventato un caso editoriale in Francia, dove ha vinto numerosi premi. Pubblicato in Italia da Edizioni E/O nella traduzione di Alberto Bracci Testasecca, il primo romanzo della scrittrice francese – un passato da sceneggiatrice nel mondo del cinema e della televisione dopo gli studi alla Sorbona e negli Stati Uniti – è stato definito da più parti "un inno alla libertà delle donne in un mondo ancora dominato dagli uomini".

Il ballo delle pazze Il romanzo di Victoria Mas
Il ballo delle pazze

Il romanzo di Victoria Mas

€ 11,99

In un'intervista concessa ad Alessandra Pigliaru per Il manifesto, Mas racconta di essersi ispirata alle storie vere di Augustine e Blanche Wittman, due pazienti del dottor Charcot (già al centro di un film del 2012 di Alice Winocour, inedito in Italia), e agli studi della storica Yannick Ripa, militante dell'Mlf (Mouvement de libération des femmes) e specialista nella storia degli abusi psichiatrici subìti dalle donne francesi e spagnole nel 19esimo secolo.

Le sue ricerche su queste donne e su quanto accadeva tra le mura della Salpêtrière l'hanno spinta verso quello che definisce "un processo di identificazione molto forte".

Consideravo queste donne come le mie antenate. Erano passate per questa città prima di me, ero imparentata con loro. In tal senso, penso che le storie che ci hanno preceduto, e in particolare le storie delle donne, ci riguardino profondamente: ci raccontano molto del tessuto sociale, dei costumi e dei comportamenti che ci hanno preceduto e consentono di capire dove siamo. In altre parole, stiamo ricevendo l'eredità di quelle epoche passate e continuiamo a tessere la nostra società con queste influenze.

Nelle note di regia, Laurent spiega di aver voluto fornire uno sguardo compartecipe ai resoconti "di danza e di violenza" delle recluse della Salpêtrière.

Questo film è un ballo. Eugénie, all'inizio, balla da sola, scivolando in mezzo al suo piccolo mondo borghese con disinvoltura, ingenuità, insolenza e... follia. E poi arriva Geneviève, che formerà con Eugénie un duo imprevisto, quello di due donne sole contro il mondo. Questo film è storico. Le Bal des folles è il mio primo film in costume da regista e mi sono chiesta a lungo come affrontarlo. Come trattare, modernizzare e rivoluzionare un dramma storico? Immergendomi negli archivi dell'ospedale Salpêtrière ho trovato la risposta. Non si trattava di ricostruire o di manipolare. No, si trattava di dargli vita. Per farlo, ho dovuto sentire la Storia e le storie.

Mélo psicologico e foucaultiano intriso di romanticismo e soprannaturale, Il ballo delle pazze è un affilato richiamo alle origini misogine della psichiatria che Mélanie Laurent ha voluto mettere in scena senza alcun bisogno di "finta modernità". Perché "l'uomo mette ancora da parte ciò che non capisce, cosa lo sconvolge, quello che lo disgusta. Le donne pazze della Salpêtrière sono semplicemente le madri di quelle reiette di oggi. Ed è per questo che dobbiamo riportarle in vita. Per far sì che la loro bellezza sacrificata possa illuminarci".

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