Dune, ci sarà un sequel? Il punto sul franchise e le dichiarazioni di Denis Villeneuve in merito

Il finale apertissimo di Dune lascia intendere che, come dice Chani, il primo film sia "solo l'inizio"...ma sarà davvero così? Cosa sappiamo del possibile sequel del film di Denis Villeneuve.

Warner Bros Paul con un pugnale Kryss

Questo è solo l'inizio dice Chani a Paul Atreides in Dune, il nuovo tentativo di adattamento del classico della fantascienza firmato da Frank Herbert. Ne ha ben donde: il film raggiunge una conclusione soddisfacente, ma è evidente che il viaggio di Paul su Arrakis è solo alle fasi iniziali e rimane ancora molto, molto da raccontare. Lo scoglio cruciale però è se Warner Bros. deciderà o meno di dare luce verde alla produzione di un sequel di Dune parte uno.

L'investimento economico e promozionale per questa prima parte è stato enorme (si parla di un budget di 200 milioni di dollari a cui vanno aggiunte le spese promozionali), gli intoppi anche: tra reshooting, sale contingentate e pandemia, Dune non ha avuto davvero vita facile. Non solo: con profonda irritazione del regista Denis Villeneuve, il film verrà distribuito come da accorti d'inizio 2021 in contemporanea su HBO Max e nelle sale cinematografiche statunitensi.

Secondo il regista canadese - che ha parlato apertamente del suo scontento circa questa decisione di Warner - non solo Dune è stato "sognato, pensato e realizzato" per essere visto in sala, magari anche con supporto IMAX, ma il franchise morirà sul nascere proprio a causa dei mancati introiti nella sala cinematografica. In attesa di notizie certe di un possibile sequel di Dune di Denis Villeneuve, analizziamo le possibilità di vedere un secondo film della saga basata sui romanzi i Frank Herbert, tentando di capire cosa giochi a favore e cosa a sfavore del ritorno sul set del cast.

Dune: il punto sul possibile sequel

In agosto 2021 Denis Villeneuve si diceva ottimista circa la continuazione della saga di Dune con un secondo capitolo, fino a creare un vero e proprio franchise, pur esprimendo la sua preoccupazione circa l'uscita contemporanea nelle sale statunitensi e sulla piattaforma di streaming HBO Max (con inevitabile sbarco sulle piattaforme pirata).

Il punto cruciale è stata una scelta fatta a monte da Warner: quella di non girare back to back, ovvero in contemporanea, i due film in cui il primo romanzo della saga è stato diviso. Questa decisione aveva per esempio consentito a Peter Jackson di poter lavorare con relativa tranquillità alla trilogia di Il signore degli anelli: dato che tutti e tre i film erano stati girati in contemporanea, anche a fronte di un disastro al botteghino del primo capitolo La compagnia dell'anello, gli altri sarebbero comunque usciti negli anni successivi. Si tratta però di una consuetudine molto dispendiosa, che complica le riprese e allunga i tempi di lavorazione. Per questo viene utilizzata in pochi, selezionati casi.  

Warner BrosAtreides e Fremen nel deserto
Warner darà luce verde al sequel di Dune?

Dune inoltre è una vera e propria scommessa: si tratta del terzo adattamento filmico tentato dalla pubblicazione del romanzo: il primo di Jodorowsky non è mai stato realizzato proprio per la diffidenza degli studios, il secondo di David Lynch è stato un vero disastro, forse l'unico vero fallimento di una carriera autoriale eccelsa. Già l'idea di riportare su schermo Dune (e con questa magnitudo) denota una gran dose di coraggio. 

Dopo l'esito del passaggio alla Mostra del cinema di Venezia del film - con recensioni della critica contrastanti - il film sta andando molto bene in Italia e in Francia, due tra gli undici paesi europei dove è arrivato nelle sale. Al momento il botteghino internazionale è vicino ai 40 milioni di euro: dovrebbe fare 5 volte tanto per pareggiare le spese e non diventare un salasso. Dallo scoppio della pandemia praticamente nessun film ha sbancato il box office: Dune invece avrebbe bisogno di fare proprio questo per rivelarsi un'operazione di successo e magari far ripartire l'intero comparto. 

Tuttavia i segnali positivi ci sono: Dune è partito meglio del previsto anche in Italia, dove l'andamento delle sale nell'ultimo anno è quantomeno asfittico. In una sola settimana di sfruttamento ha totalizzato 440mila presenze, in una nazione dove Dune non è un romanzo estremamente popolare, dove si legge poco e a fantascienza non gode di grande considerazione. Settimana prossima però arriverà la concorrenza di No Time to Die, il nuovo 007 che sicuramente ruberà sale e pubblico al film di Villeneuve. 

Warner BrosPaul su Caladan
Rivedremo Chalamet nei panni di Paul Atreides?

Il vero banco di prova sarà però il 26 ottobre 2021: Dune uscirà allora negli Stati Uniti - il mercato dove si giocherà la vera partita - e in contemporanea Cina. Se Dune andrà molto bene negli Stati Uniti e/o sbancherà in Cina (un mercato imprevedibile ma potenzialmente ricchissimo), allora potrebbe veramente sognare il fatidico raggiungimento del miliardo di dollari al box office. Un traguardo che dalla pandemia sembra diventato irraggiungibile, la vera soglia che separa i film che vanno bene al botteghino dai successi conclamati. Se Dune centrasse quella soglia, oltre a poter guardare a qualche nomination agli Oscar forte proprio del consenso popolare, un sequel sarebbe sicuro. 

Non solo: il circuito delle sale in questo momento ha un disperato bisogno di un titolo simbolo, di un grande successo che faccia ripartire il cinema in presenza ma soprattutto fughi gli oscuri presagi della scomparsa delle sale. Se Dune riuscisse a diventare questo simbolo, sarebbero le sale stesse a sostenerlo. In alternativa la creazione di una forte fanbase o un forte buzz su internet potrebbe dare manforte: in casa Warner Bros si è consumata l'incredibile vicenda di Zack Snyder's Justice League

Dune: gli elementi a favore del sequel

Warner BrosChani
Un eventuale sequel vedrebbe Zendaya in un ruolo ben più rilevante di quello della prima parte
  • La reputazione: a meno di un disastro epocale al botteghino, Warner Bros ha già legato il suo marchio alla saga di Dune. Uno studios che ama definirsi "la casa dei registi" e che sta già passando un periodo non semplice nella relazione con i purosangue della scuderia (su tutti Christopher Nolan) proprio a causa della release in contemporanea dei film in sala e su HBO Max non ha bisogno di un'altra tempesta mediatica. Dopo la patata bollente di Animali Fantastici, il malcontento di Nolan e la situazione non rosea dell'universo DC, Warner si gioca un'importante fetta di reputazione su Dune, sia verso i fan sia verso i suoi artisti.
  • Il profitto: la vera legge di Hollywood, la voce numero uno a cui guardano gli studios. Ovviamente se Dune si rivelerà un successo commerciale possiamo aspettarci uno sequel (e un franchise o possibili spin-off se diventasse un cult strepitoso), ma in casa Warner valuteranno anche i costi di non produrre un secondo capitolo. Nel caso il box office di Dune si rivelasse buono ma non esaltante, Warner dovrà capire quanto le potrà costare in termini di reputazione, influenza e contratti mancati fermare l'intero progetto invece che continuare, magari con un profilo più basso. 
  • Il calendario: in qualche server criptato di Warner c'è già un calendario segreto delle uscite per il prossimo quinquennio in cui figurano uno o più sequel di Dune. Decidere di non fare un secondo capitolo significa dover pensare a un film ugualmente glamour e d'impatto da piazzare nello stesso slot "di lusso" pensato per un sequel di Dune. Rimpiazzare un blockbuster di questa portata in breve tempo non è un'operazione così semplice. 
  • La concorrenza: sia gli studios tradizionali sia i nuovi arrivati stanno investendo molto nel comparto SFF. Le grandi saghe del passato, le "concorrenti" di Dune (la Fondazione, the Wheel of Fortune) sono state opzionate una dopo l'altra. In una Hollywood in continua ricerca di franchise da lanciare in cui nessuno vuole rischiare soggetti originali, i classici del genere noti quantomeno di fama al grande pubblico da opzionare e adattare si stanno esaurendo in fretta. 

Dune: gli elementi a sfavore del sequel 

Warner BrosIl Barone Harkonnen
I personaggi di Dune riusciranno a conquistare l'immaginario collettivo?
  • L'alleanza con HBO: Dune e i grandi film del 2021 sono stati oggetto dello storico accordo tra Warner Bros e HBO Max, da cui i due soggetti hanno tentato di colmare il loro ritardo nel mondo sempre più affollato e agguerrito dello streaming. Dune in particolare doveva essere il titolo di forte richiamo, spingendo le campagne di abbonamento del servizio streaming. I risultati invece sono stati in parte insoddisfacenti ed è possibile che altri oltre a Villeneuve rimpianga di aver ceduto anche Dune in questo pacchetto. Un eventuale box office insoddisfacente di Dune potrebbe minare i buoni rapporti tra lo studio e l'ex canale di via cavo. Se HBO non sarà soddisfatta dei risultati, è possibile che questo pesi nella realizzazione di un sequel di Dune. 
  • I costi: Dune è il film più costoso prodotto negli ultimi anni a Hollywood. Fino ad oggi i grandi studios hanno puntato su film come questo per attirare le persone in sala. La possibilità di produrre titoli da più di 200 milioni di dollari è - per ora - l'unico discrimine a dividere gli studios classici dai protagonisti dell'era dello streaming. Tuttavia un flop così costoso potrebbe risultare pericolosissimo per Warner Bros, dopo un periodo per i profitti non facile come quello della pandemia. Soprattutto perché a differenza di Disney, Warner non ha una piattaforma streaming proprietaria dove tentare di rifarsi dei mancati incassi al botteghino. 
  • La pandemia: il vero tallone di Achille di Dune è che è un progetto pensato prima della pandemia che si ritrova a dover fare i conti con il mondo post Covid-19. Le sale cinematografiche non sono ancora a pieno regime e molti spettatori non si sentono sicuri nel tornare in sala. I traguardi che si prefigge Dune erano sfidanti già prima della pandemia: ora sono quasi proibiti. Se Dune riuscisse a fare i numeri che Warner aveva preventivato nel 2019, sarebbe davvero un risultato epocale. 
  • La mancanza di un metro: il vero problema di Dune è che, a meno di un risultato stellare, non è ancora chiaro quali siano i nuovi termini per misurare un flop e un successo. Dalla fine del lockdown non c'è ancora stato un vero banco di prova per i film forti dell'annata, quelli in uscita ad autunno. Saranno i risultati di pellicole come No Time to Die, Gli Eterni, Spider-Man: No Way Home e West Side Story a farci capire se la situazione si è normalizzata o certi numeri in sala non siano più realistici. Il problema è che Dune uscirà prima di questi importanti concorrenti, quindi a meno di segnali davvero importanti (in positivo o in negativo) potrebbe incappare nello stesso dubbio che ha riguardato Tenet: un box office di questo tipo durante la pandemia è un successo o un fallimento? 
  • Nulla è ancora certo, a parte la disponibilità del regista Denis Villeneuve e del cast a tornare sul set. Molto dipenderà dal risultato al botteghino del film. Quel che è certo è che nei piani iniziali di Warner c'era proprio la creazione di un duraturo franchise. 

    Per saperne di più potete leggere l'approfondimento dedicato

  • No, il sequel di Dune non è stato girato né tantomeno confermato. Tutto dipenderà dai risultati al botteghino del film. 

  • No. Il primo film (il remake del 2021 di Denis Villeneuve) copre solo la prima parte del primo romanzo di una lunga saga. 

    Nemmeno la saga letteraria è tecnicamente conclusa. In questi anni infatti altri scrittori stanno continuando il lavoro di Frank Herbert, espandendo il mondo di Arrakis e degli Atreides. 

  • Nella versione iglese di Dune nei titoli di testa, sotto il titolo, compare la scritta "parte uno", mentre nell'edizione in italiano e in francese no. 

    Warner Bros non ha rilasciato commenti ufficiali in merito a questo cambiamento. 

  • Il botteghino di Dune in Italia è abbastanza soddisfacente e ha superato le previsioni iniziali: in una settimana di sfruttamento ha contato quasi 450mila presenze, incassando oltre tre milioni di anno. 

    Il film ha avuto una partenza stellare in Francia, dove ha già guadagnato 7 milioni di euro. 

  • Gli spettatori americani dovranno aspettare ancora un mese per vedere Dune: il film uscirà il 26 ottobre 2021, in contemporanea in sala e su HBO Max. 

  • Sì, in contemporanea con gli Stati Uniti, il 26 ottobre 2021. Non si sa se l'edizione cinese preveda dei tagli. 

  • Al budget iniziale di 165 milioni di dollari dichiarato da Warner Bros vanno aggiunte le spese per i reshooting, il costo per la promozione e quello generato dal tener "fermo" il film durante la pandemia, programmando numerosi rinvii. Secondo stime non ufficiali, il costo complessivo dovrebber superare i 200 milioni.

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