Una comune-lager guidata da un nazista pedofilo: la storia di Colonia Dignidad: una setta tedesca in Cile

Arriva su Netflix la docu-serie che ricostruisce l'incredibile vicenda di Paul Schäfer e dei suoi schiavi, un regno dell'orrore fondato nel Cile del 1961 e rimasto attivo per oltre trent'anni.

LOOKSfilm / Archiv der Ev. Kirchengemeinde Troisdorf Un primo piano di Paul Schäfer

Una storia tanto terribile e agghiacciante da sembrare inverosimile. Eppure è tremendamente reale. È quella che ricostruisce in sei episodi Colonia Dignidad: una setta tedesca in Cile, la docu-serie tedesca che debutta su Netflix il 1° ottobre 2021.

Il culto degli orrori è quello di Paul Schäfer, il famigerato fondatore della comunità che per oltre trent'anni ha perpetrato atrocità e violenze. La serie approfondisce i legami della comune con il nazismo e la dittatura di Pinochet, gli intrecci tra fanatismo religioso, pedofilia e traffico di armi, i fantasmi del passato che ancora permeano chi resta e vive in quei luoghi.

LOOKSfilm / NetflixIl poster di Colonia Dignidad: una setta tedesca in Cile
Il poster di Colonia Dignidad: una setta tedesca in Cile

Chi era Paul Schäfer

Nato a Bonn nel 1921 in una famiglia luterana, Paul Schäfer è un attivista del partito nazionalsocialista e della Gioventù hitleriana. Si laurea in medicina e durante la Seconda guerra mondiale diventa medico per la Wehrmacht nella Francia occupata dai nazisti. Scala presto i vertici del Reich fino a raggiungere il grado di caporale dell'esercito.

Negli anni Cinquanta sfugge ai processi e diventa seguace del pastore pentecostale William M. Branham (l'ispiratore del reverendo Jones e del Tempio dei Popoli) e promotore dei suoi "insegnamenti". A Siegburg, nel Nordrhein-Westfalen, comincia a radunare in una comune vedove di guerra e i loro figli rifugiati o espulsi dall'Unione Sovietica.

Condannato una prima volta per atti osceni e abuso sessuale di due ragazzini, Schäfer medita di lasciare il Paese e far perdere le sue tracce, come fatto da tanti nazisti e fiancheggiatori supportati spesso dall'Organizzazione Odessa. L'occasione si presenta quando l'ambasciatore del Cile in Germania, suo vecchio amico, lo invita nel Paese sudamericano: Schäfer non se lo fa dire due volte.

L'America Latina accoglie migliaia di criminali di guerra e fanatici di Hitler che sono riusciti impunemente a tagliare la corda. Nel gennaio del 1961 Schäfer sbarca nel Cile all'epoca governato dal conservatore Jorge Alessandri, il quale gli concede il permesso di costruire una fattoria nel Sud, poco fuori la precordigliera di Parral. Nasce così Colonia Dignidad, il suo "regno infernale".

La storia di Colonia Dignidad

A prima vista Colonia Dignidad – un appezzamento da quindicimila ettari immerso nel verde a 340 chilometri a sud di Santiago – è una sorta di eden, un lussureggiante nuovo mondo. È la classica comune agricola di immigrati tedeschi (sono 230 persone nel 1963, altre 15 famiglie arrivano tra il 1966 e il 1973) fondata da Schäfer con i suoi accoliti, un gruppetto di fedeli ed ex gerarchi.

La facciata è quella di una missione di carità cristiana gestita da un predicatore laico. Attira soprattutto poveri contadini locali, ignari dei progetti di quello strano guru dall'occhio di vetro che si comporta come un Dio in terra. In realtà, Colonia Dignidad è una impenetrabile città-lager: uno Stato dentro lo Stato. Le famiglie vengono separate, i bambini divisi dai genitori. Gli uomini devono vivere con gli uomini e le donne con le donne. Sono proibiti i rapporti sessuali, la televisione e la radio, i giornali e il telefono, si deve lavorare almeno 15 ore al giorno.

Gli unici rapporti "leciti" sono quelli pedofili che "zio Paul" intrattiene di notte con i bambini: li convoca uno ad uno nelle sue stanze, li seda e li violenta. Poi li tiene buoni minacciandoli e facendoli controllare perché non dicano una parola. "Il problema nell'educazione dei bambini non sono i bambini – ripete Schäfer – ma sono i genitori. Sono loro i responsabili dei peccati dei loro figli".

LOOKSfilmPaul Schäfer con un gruppo di bambini a Heide
"Zio Paul" con un gruppo di bambini a Heide, in Germania

Col passare del tempo Colonia Dignidad si allarga: vengono costruiti due grandi case, una foresteria e un ospedale pediatrico. Chi non accetta le rigide regole dell'enclave riceve torture e molestie. Non solo: alle mutilazioni e all'elettroshock si aggiungono sofisticati metodi di intercettazione e sorveglianza, sparizioni e sperimentazioni in quello che è a tutti gli effetti un raccapricciante laboratorio di atrocità ed efferatezze.

Tutto senza il minimo controllo delle autorità, grazie all'appoggio di politici e magistrati e alle amicizie influenti di Schäfer. A nulla servono le prime accuse del giovane Wolfgang Kneese, che fugge dalla setta e si rifugia nell'ambasciata tedesca: "zio Paul" convince Hartmut Hopp, un altro ragazzo dell'enclave, a denunciare Wolfgang con false imputazioni. In cambio delle calunnie, gli promette di pagarli gli studi in medicina e di assumerlo nella clinica della comunità. Hopp, poco dopo, diventa il direttore dell'ospedale.

È così che Colonia Dignidad diventa un luogo strategico per il colpo di Stato di Pinochet che nel 1973 rovescia il governo di Salvador Allende: la Dina, la polizia segreta cilena, utilizza la comunità come campo di concentramento per far sparire i dissidenti (le tracce di molti desaparecidos portano dritte dietro le mura della comune) durante gli anni della dittatura.

Schäfer sfrutta le miniere di titanio, oro e uranio all'interno della proprietà e mette in piedi un traffico internazionale d'armi e gas velenosi con Gerhard Mertins, vecchio camerata nazista e collaboratore dell'Organizzazione Gehlen, il servizio clandestino finanziato dagli Stati Uniti che raccoglie ex Gestapo in supporto alla CIA. Riesce persino a sfuggire a una denuncia di Amnesty International, ai controlli dell'ambasciata tedesca e alla visita di Norbert Blüm: al ministro del Lavoro ai tempi di Kohl viene impedito di ispezionare la colonia.

Dopo il referendum del 1988 che dice no alla dittatura, il "regno" di Schäfer comincia a scricchiolare. Eppure, dal 1991 al 1996, le attività della Colonia Dignidad vanno avanti come se nulla fosse. Soltanto nel 2005, dopo essere fuggito in Argentina nel 1997 e in seguito ad un'inchiesta della giornalista Carola Fuentes, lo "zio Permanente" è arrestato e condannato a 33 anni di carcere per omicidio, abusi sui minori e torture.

Schäfer muore a Santiago del Cile nell'aprile del 2010, all'età di 88 anni. I responsabili delle torture, il "cerchio magico" di "zio Paul", non sono mai stati processati. Persino Harmut Hopp, condannato in contumacia, non ha mai fatto un solo giorno di carcere. Hernán Larraín, il ministro della Giustizia cileno "amico" della Colonia come l'ex ministro degli Interni Andrés Chadwick e l'ex ministra del Lavoro Evelyn Matthei, arriva addirittura a dire che Schäfer è stato vittima di una montatura. Oggi la Colonia è diventata il centro turistico Villa Baviera: una holding che produce vino, strudel, pane, frutta e verdura per i centri commerciali di Santiago, con all'interno un albergo di lusso, un ristorante in stile bavarese, un parco con piste ciclabili, giostre e maneggio.

I creatori della docu-serie

La storia di Colonia Dignidad è già stata raccontata in diversi libri (in particolare quelli del giornalista Fredrich Heller) e documentari. Al cinema – non senza imprecisioni – ci ha pensato il regista Florian Gallenberger con il thriller Colonia, in cui Emma Watson e Daniel Brühl sono una giovane coppia coinvolta nell'"altro 11 settembre" e Schäfer ha il volto di Michael Nyqvist.

Le storie intime e quotidiane dei giovani coloni, gli "sprinters", sono ripercorse in un mix di cronaca, narrativa e saggistica da Lola Larra (pseudonimo del vero nome Clara Larraguibel) nel romanzo Sprinters, tradotto da Marta Rota Núñez e pubblicato in Italia da Edicola Edizioni con le illustrazioni di Rodrigo Elgueta.

Sprinters. Una storia di Colonia Dignidad Il romanzo di Lola Larra
Sprinters. Una storia di Colonia Dignidad

Il romanzo di Lola Larra

€ 17,95

Prodotta da Gunnar Dedio, Regina Bouchehri e Daniela Bunster per LOOKSfilm, Netflix, Westdeutscher Rundfunk (WDR), Südwestrundfunk (SWR), ARTE, Canal 13 e Surreal Films, Colonia Dignidad: una setta tedesca in Cile è scritta e diretta da Wilfried Huismann e Annette Baumeister.

Huismann ha diretto documentari come Salmonopoly (sul colosso norvegese dell'industria del salmone, Mowi di John Fredriksen), The Silence of the Pandas (sui lati oscuri del WWF) e Rendezvous with Death, dedicato all'invasione della Baia dei Porci e al complotto dell'amministrazione Kennedy con la CIA e la mafia contro Fidel Castro e Cuba.

Baumeister è specializzata in doc biografici e militanti come Erich Kästner - Das andere Ich (sull'influenza nella letteratura per l'infanzia dello scrittore e poeta antimilitarista ostracizzato dal nazismo) e John Rabe - Der Gute Deutsche von Nanking, la storia dell'imprenditore nazista che salvò i cittadini cinesi durante il massacro di Nanchino del 1937.

Grazie al contributo del produttore cileno Cristián Leighton e alle ricerche della produttrice creativa Birgit Rasch, Colonia Dignidad racconta per la prima volta la vicenda della comune dal punto di vista delle persone che l'hanno vissuta, sostenuta o combattuta, mostrando materiale d'archivio esclusivo e finora inedito. Molte riprese audio-video della serie – ritrovate nel 2016 quando un camion pieno di foto, rullini e cassette è arrivato quasi per caso a casa di Leighton – sono state girate dallo stesso Schäfer, che aveva l'abitudine di documentare su pellicola lo sviluppo della sua setta fin dal 1958. Questo materiale è stato restaurato e digitalizzato e ora è l'ossatura della docu-serie insieme alle interviste a coloni, vittime, poliziotti, parenti dei desaparecidos, avvocati e agenti dei servizi segreti: tasselli che cercano di comporre un mosaico capace di fare luce su un caso ancora pieno di segreti e misteri.

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