Venom - la furia di Carnage, la recensione: i fuochi d'artificio (e l'amore) prima del reset

Tom Hardy torna a vestire i panni di Eddie (e Venom) in un film che trova la sua verve in un approccio scanzonato e persino romantico, in attesa di più ambiziose evoluzioni. La recensione.

Sony Eddie, Venom e una gallina

Venom - la furia di Carnage è un riempitivo di lusso: brutale, ma tutto sommato onesto come riassunto di una pellicola il cui punto non è davvero quanto succeda nel film. Non è nemmeno il primo cinecomics che approda in sala il cui momento di climax (qualcuno direbbe la ragione d'esistere) è racchiusa nelle ormai istituzionalizzata scena extra prima, dopo o durante i titoli di coda.

Che il primo Venom nel 2018 non sia stata esattamente un'operazione riuscita dal punto di vista artistico lo testimoniano le recensioni impietose che sia la stampa sia il pubblico gli hanno riservato. Sony però ha di che essere contenta: a fronte di un investimento tutto sommato "modesto" di 100 milioni di dollari, la pellicola ne ha incassati a livello globale oltre 800. Di fronte ad operazioni gigantesche come quelle che ultimamente riserva il MCU, è facile scordarsi che ridurre l'ambizione non significa necessariamente decrementare i ricavi (anzi).

Venom - la furia di Carnage: un indizio del futuro scenario Marvel?

Pur essendo uscito appena tre anni fa, quel criticatissimo Venom è figlio di un'era produttiva ormai conclusa. Grazie alle delicate contrattazioni che circondano il personaggio di Peter Parker (e l'interpretazione di Tom Holland), Sony sembra aver trovato la difficile quadra che le permette da una parte di collaborare con Marvel Studios (partecipando ai ricavi) e dall'altra di creare un suo piccolo Sony Cinematic Universe, sfruttando i comprimari e i villain collegati ai personaggi Marvel di cui detiene i diritti. In questo senso vanno letti gli annunci degli ultimi mesi, ma anche il mistero che circonda il prossimo Spider-Man: dopo quel film sapremo cosa sarà dello Spidey di Tom Holland e come si muoveranno Sony e Marvel nel merito (e con quale continuity).

In questo senso Venom - la furia di Carnage è un ottimo indizio, ma anche un film che - appunto - ha la sua principale ragione d'essere nel dare quel piccolo spunto contenuto nella sua scena extra. Il regista Andy Serkis però non si lascia sfuggire l'occasione di impiegare i 90 minuti precedenti per divertirsi e osare muoversi fuori dagli schemi.

SonyCarnage sorride diabolico
Carnage è poco più di un boss di fine livello da abbattere: il film gli dedica poco tempo e spazio

Cosa succede in Venom - la furia di Carnage

Nel film vediamo come Eddie e Venom (Tom Hardy) siano riusciti a instaurare un sorta di collaborazione simbiontica. Eddie sopporta le intrusioni continue di Venom e la baraonda che causa nella sua abitazione e sul lavoro, mentre Venom cerca di seguire la regola principe: non mangiare cervelli umani e tentare di contenere le reazioni più violente. A mettere a dura prova l'equilibrio del simbionte saranno due fattori: il fidanzamento di Anne (Michelle Williams) e il ritorno sulla scena di Cletus Kasidy (Woody Herrelson), in simbiosi con un il temibile Carnage. 

La furia di Carnage è anche una storia d'amore

Nonostante l'introduzione dell'alieno rosso (e di un paio di altri personaggi dell'universo di Spider-Man), al centro del film c'è il rapporto tra Eddie e Venom, dotati di grande sintonia ma ancora incapaci di ammettere all'altro e a sé stessi quando ormai siano diventati interdipendenti anche a livello emotivo e affettivo. Geniali, ribelli ma anche reietti e capaci di scelte disastrose, Eddie e Venom si capiscono a livello mentale oltre che ad intendersi a livello genetico e molecolare.  

Qualcuno parla di storico coming out: sarà il pubblico a giudicare, ma quando Andy Serkins ha definito il film "la storia d'amore tra Eddie e Venom" non ha di certo esagerato. L'aspetto più riuscito della pellicola - approcciato in maniera scanzonata, ironica e "da bros" - è proprio questo osare mettere a nudo così esplicitamente sentimenti di tipo romantico, senza che alla pellicola manchino scene d'azione, stunt, esplosioni e una certa componente testosteronica. A differenza di Marvel e dell'ultimo capitolo di X-Men, Sony e Serkins non si sono lasciati sfuggire l'occasione di fare qualcosa al di fuori del perimetro istituzionale dei cinecomics e del personaggio di Venom, approfittando dell'occasione data da un film così di transizione. 

Andy Serkins e Tom Hardy sul set di Venom 2
Non è difficile intuire come siano Andy Serkins e Tom Hardy ad aver svelato il lato "emotivo" del simbionte

Cosa funziona (e cosa no) in Venom - La furia di Carnage

Il resto rimane sulla falsariga del primo capitolo, ma senza quell'approccio serioso e abbastanza fuori luogo. Abbondano ancora i passaggi logici molto labili, talvolta sciocchini (è possibile baciarsi attraverso una lastra di vetro mentre questa va in mille pezzi e non ferirsi con le schegge di vetro?), svolte banali, effetti speciali e approccio scanzonato che richiamano un po' l'epoca meno gloriosa dei film con i supereroi, quei primi tentativi Marvel tra fine anni '90 e inizio Millennio, di cui ricordiamo alcuni titoli non proprio riuscitissimi pre Iron Man.

Insomma, Venom - La furia di Carnage non è certo un film memorabile, ma ha dalla sua una lunghezza contenuta (90 minuti) e un buon cast con cui si aspira a divertire il pubblico che dai cinecomics cerca l'azione e l'ironia senza troppi arzigogoli narrativi. In attesa di vedere cosa combineranno Eddie e Venom in un eventuale, probabile ritorno (magari già in Morbius), se non proprio soddisfatti, almeno abbiamo scampato una sola. 

Voto 5,5/10

Conscio delle sue possibilità, non propriamente bello ma almeno godibile, il secondo Venom ha l'ardire di scalfire un po' l'involucro machista del simbionte.

Elisa Giudici

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