Caccia ai killer, arriva su Netflix la serie true crime per stomaci forti

Una nuova docu-serie true crime dedicata ai serial killer, o meglio: agli investigatori della polizia che li hanno braccati, arrestati e consegnati alla giustizia, anche a costo di scoprire dettagli orribili e disturbanti.

Netflix Una scena della serie Caccia ai killer

Se vi hanno appassionato Giù le mani dai gatti: caccia a un killer online e Night Stalker: caccia a un serial killer, non dovete perdere Caccia ai killer, la nuova docu-serie true crime in uscita su Netflix a novembre.

Chi ama il genere non deve farsi sfuggire l'occasione di vederla. Lo spunto è noto: la ricerca di alcuni tra i più famosi assassini seriali nella storia degli Stati Uniti.

Ciò che differenzia Caccia ai killer dalle altre serie documentarie dedicate a feroci criminali è il punto di vista: in questo caso, quello degli investigatori di polizia che hanno seguito, braccato e arrestato questi mostri.

NetflixIl poster di Caccia ai killer
Caccia ai killer ripercorre alcuni dei casi di cronaca nera più eclatanti degli ultimi anni

La formula della docu-serie

Caccia ai killer ricostruisce il lavoro investigativo di poliziotti e procuratori che hanno scovato e assicurato alla giustizia alcuni degli assassini più violenti al mondo, autori di omicidi duri ed efferati. La serie è una produzione britannica firmata da Nick Justin con Lydia Delmonte, Melanie Burt e Hattie Bridges Webb, ovvero gli specialisti di Raw TV, la società londinese alla quale si devono Memorie di un omicida: i nastri di Nilsen e Giù le mani dai gatti.

Diretta da Robin Dashwood e Suemay Oram, Caccia ai killer racconta queste vicende terrificanti ricorrendo a immagini d'archivio, interviste realizzate ad hoc ai protagonisti che tornano sulle scene del crimine e ricostruzioni di finzione. Ogni episodio ripercorre storie a tema che arrivano da diverse zone degli Stati Uniti.

I casi degli episodi

Dai delitti commessi da più persone agli omicidi "clanici", i casi di Caccia ai killer sono accomunati da un fil rouge: hanno lasciato cicatrici e ferite profonde nell'animo di detective e agenti speciali dell'FBI che li hanno toccati con mano.

Promette di scioccare gli spettatori la rievocazione della "gesta" di Keith Hunter Jesperson, meglio noto come "Happy Face Killer": il criminale che dal 1990 al 1995 ha ucciso otto donne tra la Florida, il Nebraska, la California, l'Oregon, il Wyoming e lo stato di Washington.

Il giornalista Phil Stanford dell'Oregonian appioppò quel soprannome a Jesperson perché il serial killer aveva l'abitudine di disegnare faccine sorridenti sulle numerose lettere di sfida che inviava ai media e alle autorità, rivelando i macabri dettagli dei suoi delitti.

Jesperson, camionista ed ex agente di polizia, è stato arrestato nel 1995 per l'omicidio della fidanzata Julie Ann Winningham e condannato a tre ergastoli che sta scontando nel carcere di massima sicurezza di Salem. Non solo: l'"Happy Face Killer" è anche coinvolto nel giallo di Ylenia Carrisi, la figlia di Al Bano e Romina Power.

Dalla sua cella Jesperson ha fatto alcune dettagliate rivelazioni: la scomparsa a New Orleans, un identikit somigliante della vittima, il passaggio dato alla ragazza, il cadavere ritrovato a Palm Beach. Potrebbe essere lui l'omicida della Carrisi, almeno stando al giudizio dell'Interpol che lo reputa attendibile.

Un'altra storia incredibile al centro di Caccia ai killer è quella di un esibizionista in cerca di visibilità: il sadico Dennis Lynn Rader. Per 17 anni a Wichita, nel Kansas, lo strangolatore di Sedgwick si è divertito a sfidare gli investigatori Arlyn Smith e Richard LaMunyon, inviando lettere alla polizia e ai media locali in cui descriveva minuziosamente i dettagli delle sue brutali uccisioni.

Rader si firmava con lo pseudonimo BTK, acronimo di Bind, Torture, Kill: lega, tortura, uccidi. Le vittime accertate di BTK sono dieci. I delitti sono stati tutti commessi tra il 1974 e il 1991. Arrestato a Park City nel febbraio del 2005, Rader sta scontando dieci ergastoli (175 anni) nel carcere di El Dorado.

L'attore Miguel Fish interpreta nelle dramatization di Caccia ai killer l'imprendibile Gary Ridgway, il "killer del Green River" che ha terrorizzato Seattle per quasi vent'anni. Ridgway prendeva di mira una categoria precisa di vittime: le prostitute, le ragazze scappate di casa, le autostoppiste.

Sono almeno 49 gli omicidi commessi dall'assassino, arrestato nel 2001 grazie alle prove del DNA (al caso hanno lavorato il detective Dave Reichert e il noto profiler John Douglas, persino con l'aiuto di Ted Bundy) e detenuto fino al 2014 nel penitenziario Walla Walla di Washington, dove ha confessato che le donne uccise potrebbe essere addirittura 71.

All'attrice Lisa Jones è invece affidata nella ricostruzione di fiction la parte di Tyria Moore, la fidanzata della famigerata serial killer Aileen Wuornos. Le due si conoscono in un bar di Daytona Beach e da quel momento sono inseparabili. La "Highway Hooker" (la prostituta delle autostrade), come venne chiamata dai media, ha ucciso sette uomini nell'arco di 12 mesi, tra il 1989 e il 1990.

La "donna che odiava gli uomini" è stata giustiziata il 9 ottobre 2002 e ad aiutare i poliziotti a catturare la sua ragazza è stata proprio Tyria Moore. La sua storia è tornata alla ribalta, oltre che nel film Monster con Charlize Theron e Christina Ricci, grazie ad un'inchiesta di Marco Margaritoff per All That's Interesting.

La testimonianza più sconvolgente di Caccia ai killer è quella del detective Clark Schwartzkopf, l'uomo che ha incastrato Dale Hausner e Samuel Dieteman. Tra il 2005 e il 2006, i "Serial Shooters" terrorizzano gli abitanti di Phoenix: sotto effetto di alcol e metanfetamine, i due prendono di mira uomini, donne e animali a caso e tanto per non farsi mancare niente, appiccano diversi incendi nei boschi della zona. Ammazzano a sangue freddo 8 persone e ne feriscono 19.

Schwartzkopf è il primo ad ipotizzare collegamenti inquietanti tra la coppia e le agghiaccianti sparatorie. Nonostante le interferenze di federali invadenti e giornalisti ficcanaso, l'investigatore riesce ad assicurare Hausner e Dieteman alla giustizia. Condannato a morte, Hausner si è suicidato in cella nel giugno del 2013, mentre Hausner sta scontando l'ergastolo in un carcere di massima sicurezza dell'Arizona. In galera con una condanna a 25 anni è finito pure Jeff, il fratello di Hausner, complice di alcuni delitti.

Schwartzkopf ha raccontato le indagini, gli studi sulla patologia di uno psicopatico come Hausner e le mosse sotto copertura che ci sono volute per catturare gli assassini nel libro autobiografico Random Recreational Violence. Un antipasto di ciò che vedremo in Caccia ai killer: una spaventosa serie poliziesca dove tutto quello a cui si assiste è successo davvero. La docu-serie, nemmeno a dirlo, non è adatta ai giovanissimi. Per vederla bisogna attendere il 4 novembre, giorno dell'inserimento nel catalogo dei contenuti in streaming di Netflix.

Leggi anche

      Cerca