Gli Eterni di Chloé Zhao ci provano ma deludono: la recensione dell'attesissimo film Eternals

Chloé Zhao non riesce davvero a scalfire l'approccio cinecomics del MCU portando il suo tocco autoriale a un film mai davvero radicale quanto vorrebbe essere. La recensione di Eternals.

Marvel Studios Gemma Chan con il costume verde

Gli Eterni di Chloé Zhao: promossi o bocciati? A parere di chi scrive, rimandati a settembre. La discussione intorno al film Marvel diretto da Chloé Zhao si è così polarizzata sulla figura della regista premio Oscar per Nomadland che la qualità della pellicola sembra quasi passata in secondo piano nel vivacissimo dibattito che si è scatenato online.

Difficile d'altronde non partire analizzando l'impatto che la sua direzione ha avuto sul lancio dell'ennesimo gruppo di nuove facce supereroistiche che Kevin Feige ha programmato di inserire nel già sconfinato mondo del MCU, arrivato alla sua cosiddetta quarta fase. Giova però ricordare che Marvel non è nuova a questo genere di esperimenti (o azzardi): Taika Waititi, James Gunn e ancor prima Kenneth Branagh (e a ben vedere anche Ang Lee) sono personalità registiche di spicco che per all'epoca dell'arruolamento in casa MCU non avevano ancora avuto i mezzi o la possibilità di dirigere un film di questa portata e questo genere.

Shang-Chi batte gli Eterni

Certo il nome di Chloé Zhao all'epoca della scelta è stato l'azzardo più clamoroso: una regista fieramente indipendente e autoriale con all'attivo un pugno di progetti più che a basso budget, girati per lo più in esterna, con luce naturale e attori non professionisti. Poi il destino ha voluto che quel piccolo film che stava girando durante la pre-produzione di Eternals, l'acclamato Nomadland, rendesse lei la vera star di questo film.Data questa premessa, il livello di hype che circondava Eternals era quasi più alto nei circoli cinefili che in quelli nerd.

Non è un mistero che da tempo sia in casa Warner sia in casa Disney si tenti più o meno apertamente di tirar fuori un titolo che nobiliti l'intero genere proprio presso il pubblico e la critica più esigenti, di nicchia, magari facendo incetta di premi di livello. Un'operazione simile a quella di Il cavaliere oscuro di Christopher Nolan, ma ancora più radicale e definitiva. Secondo alcuni, dopo aver conquistato l'immaginario commerciale, Marvel vorrebbe lanciarsi nella colonizzazione del cinema di genere e di quello autoriale, ibridando il cinecomics tipo con altri generi. Non sono così d'accordo con questa prospettiva, ma è evidente come si stia tentando di proporre una certa varietà di generi e influenze.

Gli Eterni al gran completo
Il prologo del film ha un mordente che purtroppo si perde subito dopo

In questo senso però ho apprezzato decisamente di più Shang-Chi e la leggenda dei dieci anelli (come spiegato nella recensione dedicata). Un film decisamente meno ambizioso per trama, personaggi e personalità coinvolte, ma che nei suoi limiti ben definiti (e a fronte di aspettative enormemente inferiori) ha saputo sorprendere e convincere. Tanto il film con Simu Liu ha sorpreso in positivo con la sua rielaborazione Marvel del genere wuxia, inserendo in maniera organica e coerente una certa sensibilità culturale cinesi e regalando uno dei migliori villain Marvel di sempre con la grandissima performance di Tony Leung, tanto Eternals manca il bersaglio.

Chloé Zhao: un'autrice dispersa nel MCU

Tutti gli elementi del cinema di Chloé Zhao sono in parte presenti, ma spenti, senza verve. Ci sono le riprese dal vivo, senza green screen e con la fotografia con luce naturale di cieli sconfinati e albe maestose, c'è un certo rifiuto verso il sistema (anche se stavolta è la gerarchia supereroistica), c'è una chiara sensibilità multiculturale. Eppure questi elementi non riescono in alcun modo a scalfire l'essenza del film, che rimanere chiaramente una pellicola Marvel. Non una delle più riuscite, ma basta guardare al minutaggio, alle improvvise incursioni umoristiche, alla capacità di movimentare un cast mastodontico di star e attori in ascesa, di vestizioni e gadget, alla quantità di scene dedicate al battagliare tra attori e personaggi in CGI, alla superficialità con cui si tratteggiano gli antagonisti per sentire profumo (nel bene e nel male) di MCU.

C'è chi la pensa diversamente, ma personalmente non trovo particolari elementi di rottura in questo film, né tanto meno alcuna spinta radicale verso territori differenti da quelli del cinema d'intrattenimento. L'unica vera novità è l'estrema adesione del film alla sensibilità più inclusiva e multiculturale propria di un preciso target generazionale, politico e commerciale. Osservando con attenzione la locandina e tenendo presente che la regista è Chloé Zhao, non farete fatica a capire quali saranno le fazioni in cui si divideranno gli Eterni di fronte alla minaccia che grava sulla Terra, loro pianeta adottivo da 7000 anni.

Marvel StudiosDruig
Alcuni Eterni vengono molto trascurati dal film, anche se propongono punti di vista potenzialmente molto interessanti

Certo poi la trama affronta un nucleo narrativo forte, nobile, possibilmente iconoclasta: sospesi a metà tra superumani e creature divine, gli Eterni si ritrovano a decidere se ribellarsi ad Arishem, un Celestiale che di fatto è una divinità. La ribellione contro Dio, partendo da Prometeo e dalla torre di Babele fino all'Illuminismo e alla filosofia novecentesca, è un tema decisamente ambizioso. Zhao però lo affronta con un ribaltamento così meccanico (e quindi prevedibile), con delle motivazioni così terra terra che spingono i suoi personaggi monodimensionali (tutti riassumibili con un tratto distintivo: quello ligio al dovere, quella empatica, quello sospettoso verso il diverso e via dicendo) ad essere più umani degli Avengers.

Manca una vera rivoluzione

Manca una certa levità, un certo gusto per l'epica fumettista (con i suoi eccessi e le sue boutade) che hanno caratterizzato l'era di Thanos. Attenzione poi: Zhao è tutt'altro che una persona digiuna di cultura pop e nerd, come dimostrano i suoi progetti futuri. Non sono però così convinta che nobilitare una pellicola privandola dei natali del suo genere senza apportarvi nulla di altrettanto caratterizzante sia così efficace. Alla lunga questa scelta (simile a quella di Nolan, che puntò a un vivo realismo) mostra tutti i suoi limiti.

Senza fare del passatismo, basta ripensare ai Batman di Tim Burton per capire che si può essere molto graffianti, radicali e persino iconoclasti usando il linguaggio dei fumetti e dei supereroi. Lo ha fatto di recente la serie The Boys con l'iconico personaggio di Homelander, di cui l'Ikaris di Richard Madden sembra una copia con le ali tarpate.

Marvel StudiosGemma Chan in controluce
Il cambiamento apportato da Zhao si limita all'estetica e appare talvolta cosmetico

Zhao poi il suo lavoro chiaramente lo sa fare e se c'è una qualità sorprendente di Marvel, è come riesca e rendere piacevole la visione di ogni sua pellicola, anche la meno equilibrata. Tuttavia nelle scene d'azione si vede tutta l'inesperienza in questo senso della regista, che altrove (specie in campo emozionale) però segna punti laddove le pellicole Marvel sono talvolta carenti. Non sarà però un castissimo intercorso amoroso e una relazione queer a decretare un film di compromesso (per quanto nobile) come un vero successo.

Eternals sarà nelle sale italiane a partire dal 3 novembre 2021. 

Voto 5/10

Nello spettro degli esperimenti "autoriali" di Marvel, Eternals è più vicino al fallimento di Ang Lee che al successo di Taika Waititi.

Elisa Giudici

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