Il geniale e attesissimo A Cop Movie arriva su Netflix: ecco di cosa parla

Un "documentario poliziesco" girato per le strade pericolose di Città del Messico con due attori che non interpretano ma "diventano" poliziotti: tutto vero o tutto falso? La risposta nell'"ibrido" di Alonso Ruizpalacios, in streaming sulla piattaforma.

No Ficción / Netflix Una scena del film A Cop Movie

Chi vorrebbe mai fare il poliziotto a Città del Messico, il luogo dove soltanto nel corso del 2019 sono morte in maniera violenta quasi 35mila persone? A questa domanda prova a dare una risposta A Cop Movie, l'attesissimo "documentario metacinematografico" (il confine tra realtà e finzione è molto labile) del talentuoso regista messicano Alonso Ruizpalacios, già autore di film notevoli come Güeros e Museo - Folle rapina a Città del Messico e di un paio di episodi di Narcos: Messico.

Il film, prodotto dall'indipendente No Ficción di Daniela Alatorre ed Elena Fortes, è stato presentato nel corso del 2021 in Concorso alla Berlinale, dove ha vinto il premio per il miglior montaggio (di Yibran Asuad), al BFI London Film Festival e al Festival di San Sebastián.

Ora A Cop Movie (Una película de policías, in originale) si presenta al pubblico internazionale con il trailer ufficiale (che potete vedere a seguire) e con l'uscita fissata in streaming su Netflix. Ecco tutto quello che c'è da sapere sul film prima di mettersi alla visione, compresi le intenzioni del regista e le recensioni, decisamente entusiaste.

La storia

A Cop Movie è un singolare mix di cinema del reale e di fiction. Al centro del mockumentary c'è la vita quotidiana di una coppia di poliziotti, Teresa e Montoya, alle prese con il lavoro di pattuglia tra le strade pericolose di Città del Messico e con la corruzione più evidente che mai della polizia messicana. Teresa e Montoya sono, rispettivamente, figlia e fratello di un poliziotto e fanno coppia pure nella vita privata.

In realtà gli agenti, meglio noti come la "patrulla del amor", sono interpretati da due attori. Persone e personaggi si sovrappongono. Il regista li ha preparati al ruolo, li ha fatti addestrare in Accademia e "infiltrare" per chiedere ai veri poliziotti perché hanno scelto di fare questo lavoro e di condurre questo tipo di vita, quali sogni e ambizioni coltivano.

Quello che vediamo è vero o è frutto di fantasia? È tutto reale o è tutto falso? Quando un poliziotto mette la divisa, interpreta un ruolo proprio come un attore? Il vero doc è il training attoriale? Poco importa: nella parte conclusiva di A Cop Movie un clamoroso colpo di scena ribalta per l'ennesima volta la prospettiva.

Il cast

Teresa e Montoya sono interpretati da Mónica del Carmen e Raúl Briones. L'attrice è stata nel cast di film messicani di enorme successo come Nuevo Orden e Después de Lucia di Michel Franco, Asfixia di Kenya Marquez, 600 miglia di Gabriel Ripstein, Año bisiesto di Michael Rowe e Babel di Alejandro G. Iñárritu.

L'attore è un volto noto soprattutto al pubblico televisivo grazie al personaggio di Santos Huesos in La templanza, la serie di Prime Video basata sul romanzo di María Dueñas. Al cinema è apparso – tra gli altri – in Paraíso perdido di Humberto Hinojosa Ozcariz, Eterno femminile di Natalia Beristáin e in Asfixia insieme alla Del Carmen.

Nel cast ci sono anche María Teresa Hernández Cañas e José de Jesús Rodríguez Hernández, ovvero… i veri Teresa e Montoya.

No Ficción / NetflixRaúl Briones in una scena del film A Cop Movie
Raúl Briones si prepara alla parte per A Cop Movie

Il regista

Classe 1978, Alonso Ruizpalacios è il regista-rivelazione di Güeros, girato in bianco e nero in formato 4:3 e premiato come miglior opera prima alla Berlinale del 2014, e di Museo - Folle rapina a Città del Messico, giallo con toni da commedia e Gael García Bernal nel cast, ispirato a un storia vera e vincitore dell'Orso d'argento per la migliore sceneggiatura alla Berlinale del 2018.

Ruizpalacios racconta in un'intervista al magazine Cinencuentro di aver girato Una película de policías perché spinto dalla voglia di "fare un film che avrebbe avuto un impatto sociale, per quanto ambizioso e ingenuo possa sembrare". L'idea era quella di raccontare "la crisi dell'impunità e la corruzione in Messico", lo spunto dell'indagine sul microcosmo della polizia è arrivato perché la figura dell'agente "è la prima finestra" che affaccia sul mondo della legge.

Il passo successivo è stato frullare insieme documentario, fiction e "metaficción". Un processo naturale che ha condotto il regista a trasformare l'attore nell'avatar dello spettatore e del cittadino per entrare in quest'universo complesso.

L'attore entra in questo mondo lontano, sconosciuto e molto opaco e noi documentiamo questo processo di avvicinamento e creazione di un personaggio usando gli strumenti dell'attore: la ricerca, l'empatia e poi la tecnica di recitazione. Tutto questo è affascinante come la polizia stessa. Ecco perché, per me, ci sono quattro storie in questo film: quella di Teresa e Montoya, ma anche quella di Raúl e Mónica, gli attori. Il film è tanto su di loro quanto sui poliziotti.

Le reazioni di Del Carmen e Briones al "processo di immersione totale" sono state sorprendenti e completamente diverse tra loro. Ruizpalacios rivela che Raúl "è arrivato con un sacco di idee fisse sulla polizia, con poca pazienza ed empatia verso i poliziotti e il suo viaggio si è concluso capendoli e persino amandoli". Mónica, invece, "è naturalmente molto empatica ed aperta, ma poi ha cominciato a rendersi conto che quello della polizia è un mondo molto complesso, pieno di contraddizioni".

La sfida conclusiva è stata quella di convincere i veri poliziotti a raccontare le loro esperienze nel film. Il regista ci è riuscito con "enorme pazienza" e "costruendo la fiducia" giorno dopo giorno.

La mia premessa è stata sempre la stessa: 'Non dovete dire niente che non vogliate dire'. Credo che quello che c'è nel film sia qualcosa che erano pronti a condividere. Penso che questo film sia stato possibile perché Teresa e Montoya volevano raccontare la loro storia. E penso che sia una storia molto interessante. Al di là dell'aspetto politico, A Cop Movie è una storia d'amore in un ambiente molto ostile. Si tratta di persone che alla loro età, sulla trentina, hanno già vissuto quattro vite, persone che sono state molto vicine alla morte e sono vicine alla vita, come si vede all'inizio del film, con Teresa che ha dovuto fare anche la levatrice. È un lavoro che ti mette a contatto diretto con la vita e la morte ogni giorno.

No Ficción / NetflixMónica del Carmen in una scena del film A Cop Movie
Mónica del Carmen "diventa" Teresa

Le recensioni

La critica internazionale ha accolto A Cop Movie con recensioni più che positive, soprattutto facendo riferimento alla capacità tecnica e visiva di Ruizpalacios e a uno stile energico, ironico e brillante.

La Estatuilla definisce il film "un ibrido eccezionale" che "diverte, informa e ti costringe a riflettere sulla corruzione dei nostri sistemi democratici". The Hollywood Reporter elogia questo strano poliziesco che sembra "scritto da Jacques Derrida, diretto da Wes Anderson e Jean-Luc Godard e poi remixato da Abbas Kiarostami nei suoi sforzi per abbattere la quarta parete". Dog and Wolf descrive A Cop Movie come un film "intelligente, intrigante e innovativo perché sorprendentemente inclassificabile all'interno di un genere".

Una película de policías dura 107 minuti e Netflix lo pubblica all'interno del proprio catalogo di contenuti in streaming il 5 novembre.

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