I 10 film e serie basati su fatti di cronaca nera da vedere su Netflix se ti è piaciuto (o ti ha deluso) Yara

Casi mediatici clamorosi come quelli di Mari Gilbert e JonBenét Ramsey, ma anche cold case inquietanti e ancora oggi irrisolti, dal doppio omicidio di Noida in India alla scomparsa di Maddie McCann.

Netflix Chiara Bruno in una scena del film Yara

L'omicidio di Yara Gambirasio è una tragedia tuttora oscura e complessa. Yara di Marco Tullio Giordana, dal 5 novembre su Netflix dopo un breve passaggio nelle sale, cerca di ricostruire il caso senza preconcetti, basandosi su una scrupolosa attinenza agli atti processuali e raccontando la drammatica vicenda della 13enne uccisa a Brembate di Sopra dal punto di vista della pm Letizia Ruggeri, interpretata da Isabella Ragonese.

Dal momento in cui è sbarcato sulla piattaforma streaming, Yara ha sollevato un dibattito feroce ed è stato accolto da commenti al veleno e polemiche che Giordana ha definito "a prescindere". "Come se il cinema, la letteratura e l'arte in genere non avessero a trattare proprio questo elemento nero e disturbante, come se la soluzione fosse rimuovere, censurare, voltarsi dall'altra parte. O sbrigarsela senza neanche guardarlo", ha detto il regista a Repubblica.

Hanno protestato sia il legale della famiglia Gambirasio ("Siamo stati contattati solo a cose fatte", ha spiegato Andrea Pezzotta a Fanpage) che gli avvocati di Massimo Bossetti, condannato in Cassazione all'ergastolo per l'omicidio ma sempre professatosi innocente. "Questo film non è fedele alla narrazione reale della storia, nonostante il regista sostenga di aver consultato gli atti", ha dichiarato Claudio Salvagni al Giornale.

La storia di Yara Gambirasio è diventato uno dei casi di cronaca nera più intricati e noti degli ultimi anni, ha suscitato una forte emozione nell'opinione pubblica e un'ansia giustizialista nei mezzi di informazione, soprattutto quelli televisivi. Yara appartiene a quel filone di film che portano sullo schermo delitti terribili e tanto più inquietanti perché davvero accaduti, a dimostrazione che la realtà a volte può essere più scioccante della finzione.

Netflix si è appropriato di molte di queste storie, facendo luce sugli aspetti più controversi delle indagini. Ecco, qui di seguito, 10 titoli tra film, documentari e serie che hanno fatto rivivere crimini misteriosi che hanno occupato pagine e pagine di giornali e riviste. Per alcuni di questi i colpevoli sono stati chiari sin da subito, per altri resta il beneficio del dubbio o ancor peggio il passaggio nella categoria dei cold case, i delitti irrisolti.

Sulla mia pelle

I carabinieri Alessio Di Bernardo e Raffaele D'Alessandro sono stati condannati in appello a 13 anni per la morte di Stefano Cucchi, il 31enne romano ucciso dopo essere stato pestato a seguito di un arresto, il 22 ottobre 2019, a Roma. Sono stati condannati per falso, rispettivamente a quattro anni e a due anni e sei mesi, gli altri due carabinieri coinvolti, il comandante Roberto Mandolini e Francesco Tedesco, il primo a parlare dopo tanti depistaggi e un muro di omertà. I medici del Pertini sono stati prescritti in un altro processo. È questa la storia lacerante che Alessio Cremonini racconta in Sulla mia pelle. Per la sua interpretazione, Alessandro Borghi ha vinto il David di Donatello come migliore attore protagonista. "Papà continua a guardare il film ogni sera, si illude di cambiare il finale e di stare ancora con te", ha detto Ilaria, la sorella di Stefano, in un toccante monologo a Propaganda Live.

Lost Girls

La storia vera di Mari Gilbert (a interpretarla è Amy Ryan), la madre che ha lottato con tutta sé stessa per scoprire la verità sulla scomparsa della figlia Shannan, aspirante attrice e giovane escort di 24 anni sparita nel maggio del 2010. Shannan è stata una delle vittime del serial killer di Long Island, un assassino non ancora identificato che ha ucciso per strangolamento una ventina di giovani donne, per la maggior parte prostitute, tra il 1996 e il 2013. Un mistero tutt'oggi irrisolto. La fonte del film di Liz Garbus è il libro Lost Girls: An Unsolved American Mystery di Robert Kolker. E la fine di Mari Gilbert è stata ancora più drammatica: nel luglio del 2016 è stata uccisa dalla figlia minore Sarra, affetta da schizofrenia e disturbi psichici.

Le tre morti di Marisela Escobedo

Dall'ultimo rapporto di Amnesty International sui femminicidi in Messico, risulta che nel 2020 sono state assassinate 3723 donne, almeno una in ognuno dei 32 stati del Paese. Il documentario del regista Carlos Pérez Osorio denuncia la drammatica realtà dei femminicidi, le violenze di genere, le scomparse forzate e l'inadeguatezza delle indagini e del sistema giudiziario attraverso la storia di Marisela Escobedo Ortiz, madre coraggio ammazzata nel 2010 a Chihuahua perché chiedeva giustizia per sua figlia, la 16enne Rubí Frayre, massacrata da Sergio Rafael Barraza Bocanegra, rilasciato (nonostante una confessione) per mancanza di prove. Ad assassinare Marisela per la terza volta, in questo caso fisicamente, è stato un killer del gruppo criminale dei Los Zetas assoldato proprio da Barraza.

Talvar

Arriva dall'India il thriller della regista Meghna Gulzar che ripercorre un mistero lungo oltre dieci anni: la morte insoluta della giovane Aarushi Talwar e del 45enne nepalese Hemraj Banjade. Un delitto in cui è stato difficile distinguere la verità processuale da quella mediatica e che ha acceso forti contrasti fra i laici indiani e le comunità musulmana e indù. Nel doppio omicidio di Noida, avvenuto nel 2008, le vittime sono una ragazza di appena 14 anni e il domestico che lavorava per conto della sua famiglia. Sono stati davvero i genitori di lei, Rajesh e Nupur Talwar, a commettere l'omicidio per punire una presunta relazione tra i due? C'era qualcun'altro in casa quella notte? Le indagini sono state svolte accuratamente o gli inquirenti hanno trasformato la scena del crimine in un "mercato del pesce"? Tarval significa spada, come quella "arrugginita" che impugna la statua della giustizia.

Credetemi: il rapimento di Lisa McVey

Il regista canadese Jim Donovan porta sugli schermi la storia di Lisa McVey (a interpretarla è Katie Douglas), una delle due sopravvissute alle sevizie del serial killer Bobby Joe Long, lo stupratore e assassino che terrorizzò la zona di Tampa in Florida nel corso di otto terribili mesi del 1984. All'epoca Lisa ha appena 17 anni: sta andando in bici a casa della nonna quando BJL la rapisce, la stupra e la tortura per 26 ore. Ma lei riesce a fuggire e grazie alle informazioni che fornisce alla polizia, gli agenti catturano Long, autore di dieci omicidi. Il film sottolinea un passaggio significativo e assurdo di questa vicenda: la McVey dovette lottare con tutte le sue forze per farsi credere. La sua famiglia e le autorità avevano forti dubbi sul suo racconto. Grazie alla sua forza, Lisa oggi è una poliziotta: è vice sceriffo e lavora al dipartimento di Hillsborough County, nello stesso ufficio che ha arrestato il suo aguzzino.

Unbelievable

Un altro stupratore seriale e un'altra vittima considerata inattendibile sono al centro della mini-serie di Susannah Grant con Kaitlyn Dever, Toni Collette e Merritt Wever. La storia vera è quella di Marie Adler, ricostruita a partire dall'articolo "An Unbelievable Story of Rape" di T. Christian Miller e Ken Armstrong e dal successivo libro "A False Report". Marie è una ragazza dall'infanzia complicata che nel 2008 viene stuprata nell'appartamento del campus per adolescenti "difficili" dove vive. Denuncia subito lo stupro, ma visto il suo stato "problematico" i poliziotti la considerano una persona "inattendibile" e non le credono. Persino gli amici e la madre affidataria pensano che si sia inventata tutto, e così Marie comincia a mettere in dubbio quello che ha vissuto. Un paradosso vergognoso, un abisso personale e giuridico, dal quale è salvata da due detective (donne) dell'FBI. Soltanto nel 2011 si è scoperto che lo stupratore seriale esiste eccome: si chiama Marc O'Leary e nel 2012 è stato condannato all'ergastolo.

La scomparsa di Maddie McCann

Diretta da Chris Smith, una docu-serie in otto episodi che tenta di fare chiarezza sulla sparizione inquietante della bambina inglese, scomparsa ad appena 3 anni la sera del 3 maggio 2007. Madeleine è in vacanza con la sua famiglia (i genitori Kate e Gerry, il fratello Sean e la sorella Amelie) in Portogallo, a Praia da Luz, quando di lei, nella camera da letto al pianterreno del residence dove si trova con altri bambini, non c'è più traccia. I genitori sono i primi sospettati: hanno davvero ucciso la loro bambina? Soltanto nel 2008 vengono scagionati da ogni accusa. Nel giugno del 2020 si apre una nuova pista: un uomo tedesco di 43 anni e con numerosi precedenti, Christian Brückner, è sospettato del rapimento e dell'omicidio di Maddie. "Sicuri al 100% che l'abbia uccisa lui, possiamo accusarlo perché abbiamo le prove", ha promesso il pm Hans Christian Wolters. Sono passati quindici anni e non c'è ancora una risposta.

Rapita alla luce del sole

Un altro rapimento incredibile che ha lasciato l'opinione pubblica sbalordita e incredula: il doppio rapimento avvenuto nell'Idaho degli anni '70 di Jan Broberg Felt, una ragazza sottratta alla sua famiglia per ben due volte – la prima a 12 anni, la seconda a 14 – sempre dalla stessa persona, il vicino di casa Robert Berchtold. Il 40enne, che godeva della fiducia dei genitori Bob e Mary Ann (ferventi praticanti della Chiesa di Gesù Cristo dei santi degli ultimi giorni), convinse Jan a seguirlo. Il motivo? Un'invasione aliena era imminente e loro due erano l'unica speranza di salvezza per la specie umana. La regista Skye Borgman non spettacolarizza mai la cronaca (si affida a interviste e messe in scena con attori), ma si limita a ripercorrere pezzo per pezzo l'inimmaginabile (se non fosse realmente accaduta) vicenda in questo documentario rigoroso e appassionato, premiato ai festival di Newport Beach e Phoenix.

Omicidio in Costa del Sol: il caso Wanninkhof - Carabantes

Il documentario true crime della regista catalana Tània Balló Colell intreccia due storie vere: l'omicidio di Rocío Wanninkhof Hornos, una teenager uccisa a Mijas, vicino Malaga, per cui è accusata la "lesbica predatoria" Loli Vázquez, l'ex compagna della madre Alicia, e il ritrovamento del cadavere di Sonia Carabantes, una 17enne scomparsa in circostanze molto simili a quelle di Rocío, a processo Vázquez chiuso da un anno. Le indagini più accurate porteranno all'arresto del vero predatore sessuale: Tony King, meglio noto come lo "strangolatore di Holloway". Una triste storia di pregiudizi, linciaggi mediatici e cattiva giustizia.

Casting JonBenet

Un caso di cronaca e mediatico ancora irrisolto: l'omicidio di JonBenét Ramsey, la reginetta di bellezza uccisa nel 1996 a soli 6 anni e ritrovata nella cantina della sua casa in Colorado. La regista Kitty Green indaga sulla vicenda con questo documentario dal taglio inedito: la messa in scena di un casting per girare un film sul caso nella cittadina di Boulder, il luogo della sparizione. Realtà e finzione si intrecciano e sullo schermo scorrono gli aspiranti ai ruoli della madre Patsy e del padre John. Ognuno con una verità soggettiva, una versione personale dei fatti.

Quanto sono affidabili i ricordi? Com'è possibile stabilire una verità? Quant'è influenzabile una testimonianza in una tempesta di speculazioni e coperture mediatiche trasformate in un bombardamento ossessivo di informazioni per avere un mostro da dare in pasto al pubblico? Domande destinate a rimanere senza risposta, per JonBenét come per Yara.

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