Cowboy Bebop: la recensione della serie live-action Netflix, che ha un grosso ostacolo da superare

La versione con attori in carne ossa di Cowboy Bebop riuscirà a non far rimpiangere la versione anime?

Netflix I tre cacciatori di taglie di Cowboy Bebop

La prima stagione della serie live-action di Cowboy Bebop è disponibile su Netflix a partire dal 19 novembre 2021 ovvero 23 anni dopo l'esordio giapponese della serie animata originale. Questa è un capolavoro senza tempo capace di affrontare con naturalezza e serietà diversi temi della società, ancora oggi incredibilmente attuali.

È facile comprendere che quando si ha a che fare con un cult di tale portata esistono due modi per guardare al nuovo prodotto: con gli occhi di chi non conosce o non ha guardato l'anime e con quelli che invece lo amano. Per questo motivo la seguente recensione senza spoiler si pone l'obiettivo di offrire due punti di vista sul nuovo show Netflix.

Il live-action di Cowboy Bebop è un western spaziale che narra le avventure di tre cacciatori di taglie, tutti con un passato misterioso alle spalle. Questi sono Spike Spiegel (interpretato da John Cho), Jet Black (Mustafa Shakir) e Faye Valentine (Daniella Pineda).

Chi non ha guardato la serie anime si ritroverà davanti un prodotto che forse non si aspettava di vedere ossia una serie TV molto particolare, capace di mischiare diversi generi: dal drama al comedy, dal action al noir passando per mistery e sci-fi. Non c'è dubbio che il primo episodio di Cowboy Bebop incuriosirà molto il "nuovo" pubblico, che sarà attratto dalle storie che questi protagonisti hanno da raccontare. Con il passare dei minuti e delle ore in questa galassia fatta di fuorilegge, associazioni criminali e cacciatori di taglie, gli spettatori impareranno a conoscere i personaggi della serie e in modo particolare l'unico e inimitabile Spike Spiegel. Il personaggio di John Cho è quello che guida la storia grazie al suo passato, al suo legame amoroso con una certa Julia e con l'organizzazione criminale chiamata Red Dragon (citata nel trailer).

NetflixSpike Spiegel in una chiesa
Spike Spiegel interpretato da John Cho

I 10 episodi di Cowboy Bebop hanno una durata che varia dai 40 ai 55 minuti e nessuno di essi ha momenti noiosi o studiati appositamente per raggiungere una durata prefissata. L'azione, più dei dialoghi, recita una parte importante del live-action: tra sparatorie e calci volanti, pugni e risse c'è da divertirsi.

NetflixFaye Valentine con la pistola
Faye in azione

Netflix, in collaborazione con Tomorrow Studios e Midnight Radio, è riuscita nella non facile impresa di raccogliere le fila di una serie anime di 26 episodi e di offrire ai suoi abbonati una prima stagione sulle origini di Spike, Jet e Faye, dando la sensazione che il bello deve ancora venire.

Cowboy Bebop di Netflix piacerà a chi ama la serie anime originale?

Personalmente adoro la serie anime in ogni sua sfaccettatura. Chi ama l'originale Cowboy Bebop guarderà i primi episodi del live-action vivendo diversi déjà vu e avendo l'impressione che Netflix abbia portato su schermo una versione semplificata dell'anime. Ma episodio dopo episodio si iniziano a intuire i cambiamenti pensati dagli sceneggiatori fino a 2 colpi di scena ben assestati, che faranno venire voglia di vederne ancora. Non sarà facile superare la diffidenza iniziale e quella brutta sensazione di già visto, ma vi consiglio di farlo per poi godervi completamente quelle che potrebbero essere considerate come delle nuove avventure di Spike & Co..

Sunrise/NetflixSpike con la sigaretta
Spike dell'anime di Cowboy Bebop

L'aspetto poco lodevole della serie Netflix è dato dalla sua superficialità rispetto all'anime: si ha come la sensazione che la produzione del live-action si sia voluta sbarazzare del "grosso peso" dell'eredità della serie animata con questa prima stagione e che l'abbia fatto omologando la narrazione di Cowboy Bebop a tante altre serie contemporanee.

Insomma, i 26 episodi dell'anime sembrano essere compressi come un "bignami" nel live-action. In più, se l'anime di Cowboy Bebop era innegabilmente avanti per i suoi tempi, la serie live-action pare incredibilmente legata a un'arte del racconto ormai monotona.

La colonna sonora e il genere Bebop

MILAN Cowboy Bebop (Original Series Soundtrack) (Milan Swordfish / Red Tail Variant)
MILAN

Cowboy Bebop (Original Series Soundtrack) (Milan Swordfish / Red Tail Variant)

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Se si affronta una discussione sull'anime di Cowboy Bebop non si può non parlare del genere musicale che dà il titolo  (anche) alla navicella spaziale di Jet. Il Bebop è uno stile di jazz sviluppato tra l'inizio e la metà degli anni '40 negli Stati Uniti, la cui particolarità sta nella velocità di esecuzione dei suoi musicisti: accordi complessi, rapidi cambi di accordo, virtuosismi strumentali e improvvisazione. Tutte caratteristiche che rappresentano i personaggi della serie.
Gli episodi dell'anime e della serie live-action sono infatti chiamati "Sessioni" al fine di richiamare le jam session dei musicisti di Bebop.

Alla colonna sonora del live-action ha lavorato la musicista Yoko Kanno, che si è occupata anche della realizzazione del bravo "Tank!" presente come sigla dell'anime originale e nella nuova versione di Netflix:

Voto 7/10

La serie live-action di Cowboy Bebop intrattiene per il carisma dei personaggi e per il mistero che avvolge il loro passato. Ma la narrazione per nulla originale omologa lo show a tanti altri.

Giuseppe Benincasa

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