My Hero Academia, World Heroes' Mission, la recensione: anche Deku deve fare i conti con i complottisti

Il terzo film di My Hero Academia a sbarcare nei cinema italiani sorprende per il suo stretto legame con la contemporaneità, portando la sfiducia verso scienza e le istituzioni anche nel mondo dei gli eroi. La recensione di World Heroes’ Mission.

Nexo Digital I protagonisti del film

Da un lungometraggio animato legato al mondo di My Hero Academia mi aspetto tante cose, ma non una consistente sottotrama che racconta di una generalizzata sfiducia nelle istituzioni e la scienza, con gruppi organizzati di contestatori che credono in teorie del complotto e tentano in ogni modo di sovvertire il sistema. Invece è proprio quello che succede nel terzo film animato legato al fortunatissimo anime a sbarcare nelle sale italiane grazie all'iniziativa di Nexo Digital. In My Hero Academia, World Heroes' Mission Deku e i suoi compagni di classe si ritrovano a fare i conti con villain in scontri senza esclusione di colpi, ma anche con una strisciante inquietudine propria del mondo come lo conosciamo oggi, che riesce a insinuarsi in un'anime dal tono drammatico solo quando si parla di battaglie e superpoteri, ma generalmente ottimista, spesso incline a siparietti comici. 

World Heroes' Mission rimane comunque una missione a parte, il classico filler di lusso per il grande schermo, che uno shounen pieno di combattimenti e missioni come quello basato sul manga di Kōhei Horikoshi si presta facilmente a realizzare. Rispetto al precedente e comunque molto godibile Two Heroes (sempre diretto da Kenji Nagasaki), World Heroes' Mission dimostra una struttura narrativa più articolata e uno spessore sorprendente, senza però rinunciare all'atmosfera tipica del titolo e all'inevitabile passaggio dedicato ai combattimenti tra singoli eroi e rispettivi villain. 

La trama è così ben costruita da funzionare benissimo come visione autonoma anche per gli spettatori che non conoscano che superficialmente la storia degli eroi e dei villain, senza nemmeno ricorrere a troppi spiegoni. Basta un po' di dimestichezza con il linguaggio degli anime e una certa padronanza degli stilemi dello shounen per godersi un film davvero sorprendente

La trama di World Heroes' Mission

Al centro del lungometraggio ci sono le macchinazioni di una vera e propria setta apocalittica chiamata Humarise, che ritiene i Quirk una pericolosa deviazione dalla purezza del genere umano ed è pronta a ingaggiare azioni terroristiche di ogni sorta pur di eliminare quel 80% di popolare che ne è "contagiata". Rispetto al manga, il film si posiziona nell'arco narrativo in cui gli Eroi stanno effettuando un tirocinio presso l’Agenzia di Endeavor. Quando numerosi gruppi a livello mondiale vengono interpellati per tentare di fermare ulteriori attacchi della setta, Deku, Bakugo, Todoroki e gli altri studenti della classe A vengono mandati nella città di Otheon per tentare d'intercettare e fermare la detonazione delle Trigger Bomb, pericolose armi che riescono a colpire selettivamente solo i possessori di un Quirk. 

Nexo DigitalIl capo della setta Humarise
Difficile non pensare a certe teorie del complotto come la QAnon guardando il terzo film di My Hero Academia

Nel corso di una semplice missione di routine, Deku s'imbatte in un indizio che lo porterà a capire che la situazione è ben più grave di quanto ipotizzato, coinvolgendo nel piano apocalittico d'epurazione dell'umanità dai "malati di Quirk" anche le autorità e in particolare la polizia. Diventato un fuggitivo e braccato da alcuni pericolosi villain, insieme a Bakugo e Todoroki il protagonista tenterà di rintracciare il capo della setta e venire a capo della situazione. 

World Heroes' Mission: cosa funziona e cosa no 

Deku è dunque entrato nella sua fase ACAB? Sì e no. Certo è sorprendente come dopo un film pesantemente adagiato sui più triti stereotipi dello shounen da combattimento, My Hero Academia tiri fuori un titolo così maturo, senza però perdere per strada la propria leggerezza. Da una parte il lungometraggio descrive con efficacia lo sconcerto degli eroi di fronte a persone che sostengono con forza la tesi del Quirk come malattia che porterà alla rovina dell'umanità, senza alcun tipo di fondamento scientifico o plausibilità. Una profezia dall'origine misteriosa, tanto più pericolosa perché porta centinaia di adepti a essere pronti a sacrificare la propria vita e quella degli altri in nome di una purezza umana che appare chiaramente come un rifiuto verso una pacifica coesistenza fondata sull'uguaglianza tra chi ha il Quirk e chi no. 

Dall'altra però il film non ha lezioncine facili da dare, anzi. Controbilancia questo passaggio (presentato come uno sviluppo di trama ben gestito, senza momenti moralizzanti) con un atteggiamento guardingo verso le istituzioni e in particolare le forze di polizia, ree di utilizzare il proprio potere e la propria influenza per fini ben diversi dalla protezione della cittadinanza. Quando i poliziotti aprono il fuoco su Deku senza motivo e lui e i suoi compagni di avventure assumono un atteggiamento sospettoso rispetto agli stessi (che sono ben più di qualche mela marcia), si assiste a una presa di posizione forte, considerando il tipo di anime e il pubblico a cui è rivolto. 

Nexo DigitalDeku scatena il suo quirk
Non temete: se da My Hero Academia volete soprattutto villain e combattimenti, verrete comunque accontentati

Il tutto è però gestito con mano leggera. Impossibile non notare questi riferimenti all'attualità, ma non c'è da temere che My Hero Academia si trasformi in un film pasionario e politico. Il film rimanda alla seconda parte l'inevitabile incontro/scontro con i villain di turno, con gli eroi che pian piano si dividono e affrontano avversari fortissimi. Rispetto al film precedente, quasi completamente costruito con questa dinamica del gruppo di eroi che pian piano si divide perché a ogni nemico lascia indietro un compagno fino a portare Deku di fronte al capo dei capi, World Heroes' Mission funziona decisamente meglio anche per chi non è appassionati di scontri e battaglie tra eroi e villain. 

Una buona animazione, qualche siparietto comico abbastanza riuscito e personaggi originali creati ad hoc per questo film che funzionano egregiamente completano il quadro di un film assai riuscito e che consiglierei anche a chi, pur avvezzo al mondo degli anime shounen, non ha mai visto nello specifico My Hero Academia. Non sorprende dunque che la pellicola abbia ottenuto ottimi incassi nei cinema giapponesi: sarebbe davvero fantastico se tutti i film filler pensati per il grande schermo avessero questo approccio inventivo, dinamico e maturo. 

  • Il film è una storia inedita e autonoma ambientata nel periodo in cui Deku e gli altri studenti della classe A stanno svolgendo il tirocinio presso l’Agenzia di Endeavor.

Voto 7,5/10

Filler sì, ma con un perché: il guardare alla stretta contemporaneità ha permesso a My Hero Academia di realizzare un lungometraggio più incisivo del solito, pur rimanendo fedele all'anime.

Elisa Giudici

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