Tick, Tick... Boom! e la sua storia vera: i rapporti tra musical e film

L'esordio alla regia di Lin-Manuel Miranda è un omaggio al compositore Jonathan Larson, uno dei nomi più amati e influenti nella storia del musical americano: dietro la storia della sua bruciante passione e dello sfortunato Superbia, c'è tanto altro.

Macall Polay/Netflix Andrew Garfield e Alexandra Shipp in una scena di Tick, Tick... Boom!

Dopo lo strepitoso successo di In the Heights e Hamilton, Lin-Manuel Miranda rende omaggio a uno dei suoi miti, l'uomo a cui deve un debito gigantesco: il grande compositore Jonathan Larson, autore di musical entrati nella storia di Broadway. Tick, Tick... Boom! è l'esordio alla regia di Miranda e l'adattamento cinematografico dell'omonimo musical semi-autobiografico che Larson ha portato in scena tra il 1991 e il 1993 come "rock monologue".

Prodotto da Brian Grazer e Ron Howard, Tick, Tick... Boom! è il racconto in musica degli esordi difficili di Larson, interpretato da un Andrew Garfield in gran spolvero. È il gennaio del 1990 e il compositore si divide tra il sogno del successo e l'ansia del fallimento, la relazione turbolenta con la fidanzata Susan (Alexandra Shipp), la catastrofe dell'Aids che sta cambiando la vita di milioni di persone, tra cui il suo migliore amico Michael (Robin de Jesús), e il duro lavoro in una tavola calda per sbarcare il lunario in attesa che qualche produttore finanzi la sua opera.

"Questa è la storia di Jonathan Larson. Prima dei Tony Awards. Prima del Premio Pulitzer. Prima che lo perdessimo. Tutto quello che vedrete è vero. Eccetto le parti inventate da Jonathan", annuncia la voce over di Susan all'inizio del film. Ma quanto c'è di vero dietro la storia di Tick, Tick... Boom! e com'era la vita per Larson tra SoHo e il Greenwich Village nella New York di inizio anni '90? Scopriamolo insieme.

Vita (e morte) di Jonathan Larson

Classe 1960, newyorkese doc nato in una famiglia ebrea, Larson cresce con una solida cultura rock, è un polistrumentista e si esibisce sin dai tempi del liceo, quando frequenta la high school di White Plains. Dopo la laurea all'Adelphi University di Garden City, vive davvero in un loft di Lower Manhattan tra Greenwich e Spring Street. I suoi amici sono ragazzi squattrinati e appassionati d'arte e musica. Il personaggio di Michael è ispirato a James Clunie, il suo coinquilino che molla la carriera da attore per diventare un pezzo grosso dell'agenzia pubblicitaria BBDO.

Non solo: Jon lavora realmente al Moondance Diner di SoHo. È qui che conosce Jesse L. Martin, il suo apprendista che in seguito diventerà Tom Collins nel cast originale di Rent, l'osannato e rivoluzionario musical di Broadway (rimasto in cartellone per 12 anni di fila) ispirato alla Bohème di Puccini e alla vita complicata nell'East Village riflessa nelle vicissitudini dei protagonisti Mark e Roger. Il destino è beffardo con Larson, un talento purissimo che in vita non ha mai ricevuto la gratificazione del futuro successo. La mattina del 25 gennaio 1996, il giorno stesso della prima Off-Broadway di Rent, Jonathan muore per un aneurisma dell'aorta, causata da una forma di sindrome di Marfan non diagnosticata. Ha appena 35 anni.

Superbia, il musical "maledetto"

Tick, Tick... Boom!, sceneggiato da Steven Levenson (Fosse/Verdon), rende vivo il travagliato percorso artistico di Jonathan Larson attraverso una ricostruzione fedele del musical che il compositore ha portato in scena da solista. Quel lavoro ripercorre le tappe che precedono la data fatidica per il futuro del compositore: il workshop di presentazione di Superbia, un ambizioso musical di fantascienza su cui Jon, alla vigilia dei 30 anni, sta lavorando dagli ultimi otto. È la sfida costante di chi ama e fa arte.

Superbia è una rock opera distopico-satirica ispirata a 1984 di George Orwell e Catastrofi a scelta di Isaac Asimov. Lo spettacolo è ambientato nel futuro, su una Terra ormai avvelenata dove la maggior parte dell'umanità passa la propria vita a guardare gli schermi di "trasmettitori mediatici" come i moderni smartphone, filmando la propria esistenza come in un programma televisivo.

Macall Polay/NetflixAndrew Garfield in una scena del film Tick, Tick... Boom!
Andrew Garfield è Jonathan Larson

Larson descrive Superbia come "il primo musical scritto per la generazione di MTV". Ma produrre un'opera del genere si rivela più difficile del previsto: il progetto è rifiutato da tutti i produttori di Broadway e Off-Broadway, da compagnie teatrali, case discografiche e studi cinematografici.

Superbia è una feroce critica sociale al consumismo, alla forbice sempre più ampia che divide l'élite ricca e potente dal resto della popolazione, all'egoismo del mondo capitalista e alla società dell'apparire. Larson anticipa di vent'anni l'avvento dei social media, la paura crescente del contatto e il distacco dalla realtà. Al tempo stesso non vuole che Superbia si trasformi in uno dei musical "tutti uguali" che Broadway sforna in continuazione.

Andrew Garfield in una scena del film Tick, Tick... Boom!
Jon, un genio che non riesce a esordire

La storia vera dietro Tick, Tick... Boom!

Il film di Lin-Manuel Miranda testimonia la costanza, la lotta contro il tempo che passa e la ricerca ossessiva della perfezione da parte dell'autore, racchiusa nella composizione di Come to Your Senses, la canzone per Elizabeth, la protagonista femminile e fulcro dello spettacolo, che al workshop sarà cantata da Karessa (Vanessa Hudgens).

Concentrarsi su quel brano era stato il consiglio del suo idolo Stephen Sondheim (a interpretarlo è Bradley Whitford), il massimo compositore e paroliere del musical statunitense, autore di West Side Story, Sweeney Todd, Sunday in the Park with George e Into the Woods, soltanto per citare le opere più note. "Il mondo che hai creato è veramente originale e affascinante, il problema è che non è facile seguire l'aspetto emotivo", è il suo avvertimento.

Sondheim è stato l'unico che ha realmente supportato Larson durante quel periodo sfortunato, scrivendo spesso lettere di raccomandazione per lui a vari produttori.

NetflixBradley Whitford in una scena del film Tick, Tick... Boom!
Bradley Whitford è il grande Stephen Sondheim

"Scrivi ciò che conosci", è il suggerimento fuori dai denti della sua agente Rosa Stevens (Judith Light). È allora che il compositore comprende che il pubblico ha bisogno di realtà e il rock incarna quella verità. Lo dimostra il one man show Tick, Tick... Boom!, nel quale Jon racconta sé stesso e la sua sofferenza da solo proprio per evitare problemi di budget. Rent arriverà nel 1993, prima al New York Theatre Workshop e soltanto tre anni dopo off-Broadway, quando per Jon sarà troppo tardi. Nel cast ci sono attori all'epoca sconosciuti e oggi pezzi da novanta di Broadway come Idina Menzel, Anthony Rapp, Adam Pascal e Taye Diggs.

Rent vince il Tony Award, guadagna oltre 280 milioni di dollari, viene trasformato in un film da Chris Columbus e consacra Larson, vincitore di due Tony postumi e del Pulitzer. Broadway "scopre" che si può portare in scena un'opera di intrattenimento con sane punte di critica sociale: tra una canzone e l'altra, si affrontano l'Aids e la sua diffusione, una società ferita da emarginazione, omofobia e diffidenza. Dopo la morte di Larson, Tick, Tick... Boom! è recuperato diverse volte: nel 2014 dallo stesso Miranda (nel ruolo del protagonista) al City Center's Encores! Off-Center Theater di New York e nel 2016 da David Auburn con Garfield, Hudgens e Joshua Henry nel cast.

In un'intervista a Entertainment Weekly, Miranda racconta di aver visto Rent la prima volta quando aveva 17 anni: era il giorno del suo compleanno e fu scioccato perché, in fondo, quella storia era anche la sua. Da allora, ha deciso che Tick, Tick... Boom! sarebbe diventato l'unico film che avrebbe voluto davvero girare.

Da Broadway al Moondance Diner: i cameo del film

Il numero musicale all'interno del Moondance Diner, con la coreografia sulle note di Sunday, è pieno di popolari attori di Broadway. All'inizio della sequenza appare Roger Bart, amico di vecchia data di Larson. Le giovani donne sedute al bancone "sui morbidi sgabelli verdi cilindrici", che chiedono il Baileys nel caffè e la vodka nel succo d'arancia, sono Renée Elise Goldsberry e Phillipa Soo.

NetflixRenée Elise Goldsberry e Phillipa Soo in una scena di Tick, Tick... Boom!
Renée Elise Goldsberry e Phillipa Soo

Il simpatico duo che ordina la challah, il tipico pane ebraico, è formato da Howard McGillin e Chuck Cooper, mentre l'arrogante cliente che si indigna perché non gli viene portata la sua omelette senza tuorli è Brian Stokes Mitchell, volto noto al pubblico televisivo grazie al personaggio di Scott Knowles in Mr. Robot. L'anziano gentleman che chiede invano il conto al personale indaffarato è invece Joel Grey.

NetflixJoel Grey in una scena del film Tick, Tick... Boom!
Joel Grey

Il signore che vuole un tavolo per quattro, a nome Richard Caplan "con la C come cane", è André De Shields. La donna sorridente seduta vicino alla vetrata è Phylicia Rashad, la popolare Claire dei Robinson; la "lady" col cappello a tesa larga che beve un Manhattan è Chita Rivera. Si vedono ancora Bebe Neuwirth, Beth Malone, Chuck Cooper, Howard McGillin e Bernadette Peters.

NetflixAdam Pascal, Daphne Rubin Vega e Wilson Jermaine Heredia in una scena di Tick, Tick... Boom!
I tre "barboni" di Sunday

Quando la coreografia si sposta all'esterno, arrivano i tre barboni: sono Adam Pascal, Daphne Rubin Vega e Wilson Jermaine Heredia. Tutti e tre hanno fatto parte del cast originale di Rent. Infine, il cuoco infuriato perché nessun cameriere porta al tavolo le uova è Lin-Manuel Miranda in persona.

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