I viziati: 10 cose da sapere sul film francese e i suoi attori

Dal ricco cast capeggiato da Gérard Jugnot alla Monaco "zoo di super-ricchi" descritta dal regista Nicolas Cuche, ecco tutto quello che c'è da sapere sul remake francese del messicano Nosotros los nobles, già diventato Belli di papà in Italia.

Arnaud Borrel / Apollo Films Distribution I cinque protagonisti del film I viziati

Dal 26 novembre è disponibile su Netflix una commedia che ha ottenuto buoni incassi in patria: I viziati, in originale Pourris gâtés. Uscito nelle sale francesi il 15 settembre, il film racconta le avventure tragicomiche di un trio di figli di papà alle prese con la vita "vera".

Quando il capofamiglia Francis, depresso e ancora in lutto per la morte della moglie avvenuta ormai da quindici anni, è colpito da un infarto, il ricco imprenditore ha un'idea: fingere una bancarotta fraudolenta e insegnare agli odiosi pargoli Stella, Philippe e Alexandre come si campa senza un soldo. Dopo uno sbandamento iniziale, i tre scopriranno di avere un potenziale e delle qualità che non sono mai stati in grado di esprimere.

Prodotto da Borsalino Productions e TF1, I viziati è la commedia perfetta per trascorrere una fredda serata invernale tra risate, buoni sentimenti e un pizzico di malinconia. Ecco, allora, 10 curiosità sul film tutte da scoprire prima di mettersi alla visione o dopo averla conclusa su Netflix.

L'originale messicano

I viziati è un remake: è l'adattamento francese del messicano Nosotros los nobles di Gary Alazraki, campione d'incassi in patria nel 2013 con 7 milioni di spettatori e 327.52 milioni di pesos al botteghino.

Nosotros los nobles è stato oggetto di rifacimenti in tutto il mondo, pure in Italia: da noi è diventato Belli di papà di Guido Chiesa, con Diego Abatantuono alla guida del cast.

Alazraki ha fatto da produttore a I viziati, ha creato per Netflix la serie Club de Cuervos e attualmente sta lavorando al remake Latinx di un classico della commedia americana: Il padre della sposa.

La vera ispirazione

Alazraki si è a sua volta ispirato a Il grande teschio (El gran calavera), il secondo film messicano di Luis Buñuel, girato nel 1949 e liberamente adattato da una commedia di Adolfo Torrado.

Nella satira sulla famiglia borghese del maestro spagnolo, il protagonista è lo "scapestrato" e ricco uomo d'affari Don Ramiro, interpretato da Fernando Soler.

Il remake di Nicolas Cuche

Cuche è il regista delle commedie Per sfortuna che ci sei e Prêt à tout e della serie Les Bracelets rouges, la versione francese della spagnola Polseres vermelles, diventata Braccialetti rossi in Italia.

Nelle note di regia spiega che ha deciso di adattare Nosotros los nobles perché è papà di tre figli e ha voluto raccontare in maniera ironica e spiritosa questioni serie come la trasmissione ai giovani del valore dell'impegno e dell'importanza del lavoro, la responsabilità di una corretta educazione e le storture del consumismo.

È la storia di un uomo che ha avuto successo sul piano professionale ma che non ha necessariamente avuto successo nella sua vita privata, che forse ha persino mancato l'essenziale. È la storia di una crisi, di un riconoscimento del fallimento vissuto da Francis, il quale si rende conto che la sua ricchezza, l'abbondanza di lusso in cui mantiene i suoi figli, li ha corrotti e lo ha allontanato dalla sua verità.

Artus, Gérard Jugnot, Camille Lou e Louka Meliava in una scena del film I viziati
La famiglia Bartek

Il patriarca Bartek

A interpretarlo è Gérard Jugnot, una lunghissima carriera nel mondo dello spettacolo cominciata negli anni '70 con la compagnia Café Théâtre du Splendid e proseguita con film di enorme successo, da Les bronzés e Tandem di Patrice Leconte a Formidabili amici e Monsieur Batignole, da lui scritti, diretti e interpretati.

Jugnot proviene da un ambiente operaio: il padre era un imprenditore edile di Vincennes che si è fatto da solo. Cuche l'ha scelto perché "ha la tenerezza, l'umanità, la fragilità necessaria per interpretare Francis". Inoltre "quando vedo Gérard Jugnot sullo schermo non mi annoio mai", ha aggiunto il regista.

Arnaud Borrel / Apollo Films DistributionArtus e Gérard Jugnot in una scena del film I viziati
Philippe e papà Francis

La capricciosa Stella

Ovvero Camille Lou, attrice e cantante classe 1992, lanciata in patria dalle commedie musicali 1789, les amants de la Bastille e La Légende du roi Arthur, prima di sfondare in TV con Destini in fiamme, Je te promets (il remake francese di This Is Us) e J'ai menti.

Cuche ha affidato la parte di Stella a Lou perché i due si conoscono da anni: l'attrice ha debuttato proprio in Les Bracelets rouges nella parte di Aurore.

Camille Lou in una scena del film I viziati
Stella e i suoi "schiavi"

Il parassita Philippe

Non dice granché da queste parti, ma il comico Artus è un volto famosissimo in Francia, specie da quando ha partecipato al programma On n'demande qu'à en rire su France 2. Inoltre è stato in gara alla settima edizione di Danse avec les stars (il Ballando con le stelle francese) con la ballerina Marie Denigot ed è entrato a far parte del cast di Le Bureau - Sotto copertura.

Il pubblico di Netflix lo conosce anche perché ha condotto Nailed It! Francia insieme alla chef Noémie Honiat. Cuche non ha mai avuto dubbi su Artus: voleva lavorare con lui da tempo perché ammira "il suo straordinario tempismo comico" e "la sua umanità molto toccante".

Arnaud Borrel / Apollo Films DistributionArtus in una scena del film I viziati
Philippe bacia la sua "bambina"

Il "bobo" Alexandre

Nato nel 1992 come Camille Lou, Louka Meliava è apparso in ruoli secondari in diversi film: La bella e la bestia di Christophe Gans, Respire di Mélanie Laurent, Un momento di follia di Jean-François Richet e Il mistero Henri Pick di Rémi Bezançon.

Meliava è alla seconda collaborazione con Gérard Jugnot: i due hanno già recitato insieme nella commedia Camping 3. Cuche non lo conosceva: l'ha scelto con un casting, dopo il quale ha scoperto che "Louka era il migliore tra tutti gli attori che abbiamo incontrato".

Louka Meliava in una scena del film I viziati
Alexandre, bourgeois e bohème

Il seduttore Juan Carlos

Nicolas Cuche è di padre argentino e l'idea di trasformare in sudamericano l'impostore Juan Carlos è stata inevitabile. "Anche se a dire la verità, all'inizio non ci ho nemmeno pensato", rivela Cuche.

L'interprete è l'attore e cantante Tom Leeb, un figlio d'arte: il padre Michel è un celebre comico e la madre Béatrice Malicet una giornalista. Leeb è il cantautore della hit Mon alliée (The Best in Me), scelta da France Télévisions per partecipare all'Eurovision Song Contest 2020 e non riproposta nell'edizione 2021 vinta dai Måneskin.

Completano il cast del film François Morel nel ruolo di Ferrucio (l'assistente di Francis), Ichem Bougheraba in quello di Malek (il guidatore di tuk-tuk che diventa socio in affari di Philippe) e Colette Kraffe e Jean-Baptiste Sagory nelle parti di Marguarite e Pierre, la segretaria di Bartek e suo nipote.

Arnaud Borrel / Apollo Films DistributionTom Leeb in una scena del film I viziati
Juan Carlos si gode le ricchezze dei Bartek

Le location tra Monaco e Marsiglia

Cuche descrive Monaco come "uno zoo di super-ricchi che vivono scollegati dalla realtà". Girare nel Principato è stato molto complicato perché "hai bisogno di autorizzazioni ovunque tu voglia piazzare le tue macchine da presa".

A Monaco è stato girato solo il "faux documentaire" iniziale con la voce over di Stéphane Bern. Il cuore del film sono Marsiglia e la cittadina di Fos-sur-Mer.

Arnaud Borrel / Apollo Films DistributionArtus e Ichem Bougheraba in una scena del film I viziati
Philippe e Malek in tuk-tuk a Marsiglia

La battuta su Gilbert Montagné

Quando Philippe e Malek lanciano il business delle sneakers, riescono a far indossare le loro scarpe a Kanye West. "Guardate che sono impazziti tutti: americani, francesi... anche Gilbert Montagné ha detto 'Mi sono saltate all'occhio'", dice Philippe.

"Sei sicuro che le abbia viste?", gli risponde Malek. Gilbert Montagné è il cantante e pianista popolare in Francia quanto Aznavour e paragonato spesso a Stevie Wonder perché cieco dalla nascita.

On va s'aimer (Just For Tonight) è una delle canzoni più famose di Montagné, celebre anche in Italia perché dopo essere stata presentata nel 1984 al Festival di Sanremo e a Superflash, è stata ritenuta un plagio di Une fille de France, composta nel 1975 dal musicista Michel Cywie e dal paroliere Jean Max Riviere. Montagné, il suo autore Didier Barbelivien, la Abramo Allione e la Universal Music Italia hanno dovuto pagare due milioni di euro di risarcimento alle controparti. Una cifra "irrisoria" per uno "chanteur" capace di incassare centinaia di milioni di euro in introiti vari dalle sue canzoni.

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