Il potere del cane, il significato del titolo e la scena della collina spiegati dalla regista Jane Campion

Il titolo di Il potere del cane fa riferimento a un salmo presente nella Bibbia: la regista Jane Campion ha spiegato il significato del film e della scena della collina.

Netflix Phil a cavallo

Tratto da un romanzo western del 1967 di Thomas Savage, Il potere del cane di Jane Campion torna a raccontare il lato nascosto della selvaggia frontiera americana, dopo titoli come I fratelli Sisters e il recente, acclamatissimo First Cow. Già negli anni '60 il romanziere Savage ha tentato con i suoi romanzi di raccontare la fine della prima fase della conquista dell'Ovest americano, a favore di una società più ordinata e basata sulla legge e sul commercio. Questo cambiamento segnò la fine di un'epoca selvaggia in cui spesso gli uomini hanno dovuto reprimere i loro lato più umano e i propri sentimenti per sopravvivere in una società brutale e arricchirsi. 

Il potere del cane è ambientato nel 1925 in Montana e racconta la storia dei fratelli Burbank. Nel film capiamo che una nuova epoca sta cominciando: l'arrivo delle macchine, il treno a vapore, la voglia della popolazione comune di creare una società meno sporca e più raffinata sono chiari segnali del canto del cigno di quel West vissuto dalle selle dei cavalli, a contatto con la natura e gli animali. 

Anche in questo senso vanno interpretate due scene che spiegano il misterioso titolo del film: qual è il potere del cane a cui fa riferimento? 

Il mistero della collina in Il potere del cane

Il primo riferimento a un cane nel film si ha rispetto a una collina che si vede da casa Burbank. Tra i sottoposti di Phil serpeggia la curiosità sul perché il capo si fermi spesso a osservare la collina visibile in lontananza dalla proprietà. Il profilo della stessa è brullo, senza particolari elementi che attraggano l'attenzione. A chi gli chiede cosa osservi, Phil (Benedict Cumberbatch) non dà mai una risposta precisa e chiede a sua volta cosa veda nella collina. L'unica informazione che Phil dà ai suoi sottoposti è che anche il suo mentore Bronco Henry vedeva nella collina ciò che lui osserva. 

A dare la soluzione dell'enigma è il giovane Peter (Kodi Smit-McPhee), inconsapevole del mistero stesso. Dopo una rapida occhiata alla collina, il ragazzo dice di vederci il profilo di un cane che abbaia. Phil rimane sorpreso e quasi commosso dalla sensibilità del ragazzo, che istintivamente vede nella natura quella stessa immagine e poesia del suo brutale mentore Bronco Henry. 

NetflixPeter crea dei fiori di carta
Peter svela con una semplice occhiata il mistero della collina

Il questo passaggio il film sottolinea come, nonostante Phil tenti di nasconderlo, anche lui abbia quella stessa sensibilità ed educazione che disprezza nel ragazzo. D'altronde è lui ad aver studiato lettere classiche all'università di Yale, ad avere un'intensa sensibilità artistica e musicale, che però sopprime in favore di un atteggiamento sadico e brutale rispetto agli altri. A guidare Phil è l'esempio - a tratti malsano - di Henry Bronco, che idolatra e probabilmente ha amato anche carnalmente. Sottoposto agli stessi insegnamenti brutali, il fratello George sembra meno entusiasta di quest'educazione. Phil invece vorrebbe vivere per sempre secondo i dettami dell'uomo che li ha salvati e soffre profondamente per la volontà del fratello di sposarsi e cambiare l'equilibrio delle cose.  

Il significato del titolo Il potere del cane 

Il significato del titolo del film viene alluso nell'ambigua scena finale, tutta da interpretare. Quel che è certo è che Peter, preoccupato per la sorte della madre a cui sembra morbosamente legato, ha trovato il modo di uccidere Phil senza venire scoperto. 

Nella scena finale del film scopriamo che il ragazzo ha conservato la corda che il cowboy ha preparato per lui e attraverso cui l'ha avvelenato con l'antrace. È il ragazzo a leggere in una copia della Bibbia, nel libro dei Salmi, il versetto 22:20, da cui lo scrittore Savage ha preso spunto per il titolo: 

Salva l'anima dalla spada, salva il cuore dal potere del cane.

La regista Jane Campion ha spiegato il titolo del film in un'intervista a IndieWire: il salmo è una sorta di avvertimento per il fedele e fa riferimento alla crocifissione di Gesù. È Gesù stesso nel racconto a parlare di un "branco di cani che lo circonda e assedia", spartendosi la sua veste. Il riferimento è alla scena dei centurioni che, alla base delle croci di Gesù e dei due ladroni, si giocano a dadi le sue vesti. La regista ha spiegato: 

Come il titolo sottolinea, è una sorta di avvertimento. Il potere del cane è costituito da tutti quegli impulsi, quelli profondi e incontrollabili, che possono venir fuori e distruggerti. 

Nel caso di Phil gli impulsi che lo portano alla distruzione sono quelli omoerotici che lo hanno legato a Bronco Henry e che lo attraggono fatalmente al giovane Peter, rendendolo incapace di vedere la malizia delle azioni nelle azioni del ragazzo. 

  • È la citazione di un salmo presente nella Bibbia, riferito alla crocifissione di Gesù. Dalla croce Gesù vede i centurioni spartirsi le sue vesti e lancia un accorato monito a salvare il cuore dal potere del cane. L'espressione fa riferimento agli istinti più profondi e insopprimibili dell'essere umano, anche se più distruttivi. 

    Per una spiegazione completa del titolo fatta dalla regista Jane Campion, leggi l'approfondimento dedicato. 

  • Peter vede subito il profilo del canel che abbaia nella collina osservata da Phil e il cowboy rimane stupito per la sensibilità e l'immaginazione del ragazzo. Anche il suo mentore Bronco Henry vedeva la stessa figura. 

    La scena allude al fatto che Henry, Phil e Peter condividano la stessa intelligenza e sensibilità artistica. Phil però, nonostante abbia studiato lettere antiche e sia versato nella musica, reprime questo lato del suo carattere, in favore di un atteggiamento macho e brutale. 

    Per un quadro più approfondito sul significato della scena, puoi leggere l'analisi della stessa. 

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