Bungie: da Halo a Destiny, 30 anni che hanno rivoluzionato la fantascienza nei videogiochi

Bungie festeggia i suoi 30 anni di carriera tra Halo e Destiny, due titoli che hanno rivoluzionato il mondo degli sparatutto e della fantascienza nel mondo dei videogiochi.

Bungie Bungie 30 anni anniversario

Bungie è una casa di sviluppo di videogiochi storica, che ha contribuito enormemente non soltanto al mondo dei videogiochi, ma anche a quello della fantascienza in generale, con titoli dal fascino storico come Halo e Destiny, le cui influenze sono arrivate anche in molti altri ambiti, tra cui il mondo dell’animazione e del cinema. Nel 2022 infatti arriverà persino una serie TV di Halo per Paramount+. Il 7 dicembre scorso l’azienda ha festeggiato l’anniversario dei 30 anni dalla sua fondazione, ed è giusto ricordare tutti i passaggi che hanno portato alla creazione di alcune delle saghe videoludiche più iconiche degli ultimi anni.

Gli inizi

BungieMarathon retrogame

Oggi Bungie è conosciuta principalmente per i suoi sparatutto ad ambientazione fantascientifica, ma i primi passi nel mondo videoludico della neonata azienda furono in realtà dedicati a generi molto diversi. I titoli d’esordio infatti furono principalmente dedicati alle piattaforme Apple, il primo in assoluto fu Operation: Desert Storm del 1991, sparatutto con visuale dall’alto che ci metteva alla guida di un carro armato nell’allora attuale Guerra del Golfo. Minotaur: The Labyrinths of Crete, uscì nel 1992 e fu un esperimento interessante, dato che si trattava di un RPG dedicato principalmente al multiplayer in cui due giocatori dovevano collaborare per affrontare un pericoloso labirinto.  Odyssey: The Legend of Nemesis e Pathway into Darkness furono altri due giochi di ruolo, che ebbero un discreto successo.

Il primo vero sparatutto di Bungie fu la saga di Marathon, tre capitoli usciti tra il 1994 e il 1996 che vennero acclamati dal pubblico, anche perché il loro stile era diverso da quello dei cloni di Doom dell’epoca, dato che poneva una maggior enfasi sulla narrativa e sugli enigmi. Questi titoli uscirono anche per Windows per la prima volta nella storia di Bungie. Nel 1997 arrivò poi Myth: The Fallen Lords un gioco di strategia ambientato in un mondo fantasy, che riuscì a conquistare molti appassionati del genere, tanto che arrivarono ben due seguiti negli anni successivi. L’ultimo titolo a uscire prima del passaggio a Microsoft fu Oni, un action in terza persona che però, non ebbe il successo desiderato.

L’arrivo di Halo

MicrosoftHalo 3

Halo fu il gioco che ridefinì il genere degli sparatutto, dimostrando che erano giocabilissimi anche con un pad di una console, quando fino a poco tempo prima erano considerati un genere principalmente da PC, da giocare rigorosamente con mouse e tastiera. Molti altri sparatutto storici si aprirono al mondo delle console dopo il successo del primo Halo, trasformando completamente il mercato. Lo sparatutto fantascientifico di Bungie si legò indissolubilmente alla nuova Xbox di Microsoft. L’azienda proprietaria di Windows acquisì Bungie in quegli anni concludendo un affare milionario. Inutile rimarcare del grande successo che ebbe il primo capitolo della saga di Master Chief. Non si trattò soltanto dell’adattare uno sparatutto al mondo console, ma furono molteplici le innovazioni del primo Halo nel campo degli sparatutto, tra cui: la possibilità di manovrare dei mezzi da combattimento, l’utilizzo soltanto di due armi alla volta, un’intelligenza artificiale dei nemici all’avanguardia e molto altro, rendevano il titolo di Bungie unico all’epoca.

Tre anni dopo, nel 2004 arrivò anche il seguito Halo 2, che introduceva tra l’altro la modalità Multiplayer; questa divenne uno dei punti focali dell’esperienza dello sparatutto. La campagna single player del titolo fu ancora più coinvolgente, soprattutto grazie anche alla possibilità di giocarla interamente in cooperativa con un amico tramite schermo condiviso. Nel 2007 arriva la conclusione della trilogia pensata da Bungie con Halo 3, stavolta per la nuova Xbox 360, seconda console di Microsoft. Il titolo è ancora oggi uno dei più venduti delle piattaforme Xbox, e stupì per una campagna ancora più epica, pensata come finale per l’epopea di Master Chief, anche se poi sappiamo bene che non fu così. La campagna poteva essere giocata fino a 4 giocatori anche online, inoltre la modalità Multiplayer divenne una tra le più giocate del franchise, grazie anche a un interessante editor delle mappe, chiamato Fucina, utilizzabile dai giocatori.

MicrosoftHalo videogame

Nonostante il successo di Halo, quelli furono anni turbolenti per Bungie, che vide uno dei creatori dell’azienda abbandonare il suo ruolo e un malcontento generale per la gestione di Microsoft. Dopo Halo 3 infatti fu stipulato un accordo con l’azienda di Bill Gates, per cui se Halo 3 avesse venduto un preciso numero di copie allora Bungie sarebbe tornata indipendente. Questo ovviamente accadde e Bungie tornò libera dopo aver concluso due ulteriori progetti per Microsoft, ossia Halo 3: ODST un prequel ambientato durante le vicende di Halo 2, e nel 2010 Halo Reach, altro prequel ambientato prima degli eventi della trilogia. Il testimone passo poi a 343 Industries, studio fondato da Microsoft con alcuni membri chiave del team che in Bungie ha sempre lavorato ad Halo. Questi continuarono poi la saga, e proprio in questi giorni infatti è arrivato Halo Infinite, ultimo capitolo uscito su Xbox Series X/S.

La nascita di Destiny

BungieLa regina dei sussurri Destiny

Tornata indipendente Bungie decide di dedicarsi al suo nuovo ambizioso progetto: Destiny, uno sparatutto con un’ambientazione fantascientifica che fonde questo genere con il mondo degli RPG Multiplayer online. Per creare il nuovo franchise Bungie, decise di collaborare con Activision per avere i fondi necessari, ma il progetto risultò molto più complesso del previsto e l’uscita iniziale, prevista per il 2013, slittò di un anno. I problemi interni di Bungie nella direzione del progetto resero Destiny un titolo molto carente di contenuti al lancio. Il successo commerciale arrivò comunque, ma il titolo venne accolto molto tiepidamente dalla critica mondiale. Bungie però tornò in carreggiata con le successive espansioni, che riuscirono a rendere il mondo di Destiny molto più vario e profondo, con delle campagne legate alla storia più articolate e tanti contenuti da svolgere in multiplayer, tra cui restano leggendarie le famose Incursioni.

Dopo quattro espansioni, nel 2017 il primo Destiny fece spazio al secondo capitolo, che ottenne un maggior successo al lancio del primo capitolo, ma che ricevette molte critiche per il fatto che tutti i giocatori storici dovettero abbandonare i loro progressi nel primo gioco per ricominciare da capo. Nel frattempo Bungie, dopo altri screzi interni con Activision per la gestione del futuro di Destiny, dal 2019 tornò indipendente e decise di gestire da sola il futuro del suo nuovo titolo. Attualmente Destiny 2 ha infatti una base gratuita, che consiste nel gioco originale uscito al lancio, e le nuove espansioni a pagamento. Al momento quelle uscite sono: I Rinnegati (2018), Ombre dal Profondo (2019), Oltre la Luce (2020) e l’imminente La Regina dei Sussurri, in arrivo a febbraio 2022.

Destiny 2 è attualmente il progetto a cui Bungie sta dedicando anima e corpo per renderlo un titolo sempre migliore espansione dopo espansione. I due Destiny, nel bene e nel male, hanno inaugurato una nuova categoria di giochi chiamati Game as a Service, modello poi seguito da molti altri titoli. In pratica questi titoli sono in continua evoluzione, proponendo contenuti costantemente, che possono anche cambiare in maniera profonda il gioco rispetto alla sua versione vista al lancio, proprio come è successo per il primo Destiny. I giochi in pratica diventano delle vere e proprie basi su cui poi costruire sempre qualcosa di nuovo. Per i 30 anni Bungie ha deciso di festeggiare dedicando un pacchetto speciale pieno di contenuti per Destiny 2. Il pacchetto contiene alcune armi storiche come il lanciarazzi Gjallarhorn, tanti nuovi oggetti e una segreta speciale tutta da scoprire. Un festeggiamento che dimostra la volontà di Bungie di dedicarsi completamente alla sua nuova identità da sviluppatore indipendente, che pone al centro di tutto il suo ultimo lavoro in attesa della nuova espansione in arrivo tra pochi mesi.

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