Chi ha cucito insieme Sara e David? Il finale di Dos e la sua spiegazione

Il film di Mar Targarona, disponibile dal 10 dicembre su Netflix, è un body horror che parte da un interrogativo raccapricciante: cosa faresti se ti svegliassi "unito" ad un'altra persona? La risposta è nell'evolversi della vicenda dei due protagonisti.

Rodar y Rodar Cine y Televisión / Netflix Pablo Derqui e Marina Gatell in una scena del film Dos

Il numero due è l'incarnazione degli opposti: il maschile e il femminile, la materia e lo spirito, la terra e il cielo, il sole e la luna, la luce e l'ombra, il giorno e la notte. È espressione della dualità e dell'attrazione reciproca, ma è anche il simbolo della separazione perché deriva dalla divisione dell'unità.

Il due rappresenta la polarità e il tentativo di conciliazione. Il suo archetipo è il bambino, la fase evolutiva in cui l'essere umano riconosce la propria individualità, ma è anche l'ombra del fanciullo, l'orfano che ha paura di restare solo e deve affrontare le sfide della dipendenza e della paura dell'abbandono.

A queste suggestioni si lascia andare Dos, il body horror spagnolo disponibile dal 10 dicembre in streaming su Netflix. Il film è il quarto lungometraggio della regista e produttrice catalana Mar Targarona (sono suoi la commedia crime Muere, mi vida, il thriller Secuestro e il dramma storico Il fotografo di Mauthausen), che si affida stavolta a una sceneggiatura di Cuca Canals, Christian Molina e Mike Hostench.

La storia di Dos parte da una situazione a dir poco inquietante e da quella sviluppa la sua narrazione: cosa faresti se ti svegliassi "attaccato" ad un'altra persona? Un incubo disgustoso, al quale il film fornisce una motivazione soltanto nel finale per spiegare la ragione che si cela dietro tutto quello che sta accadendo ai malcapitati protagonisti.

La trama

Due persone, un uomo e una donna, si svegliano all'improvviso in una stanza di quello che sembra un albergo. Sono perfetti sconosciuti. Lui si chiama David (Pablo Derqui, il Joan di La cattedrale del mare), ha 38 anni, è orfano e fa l'escort. Lei si chiama Sara (Marina Gatell, la Marchesa di Villamar di La cuoca di Castamar), dice di avere 33 anni, lavorava in un negozio di vestiti ed è sposata con Mario (Esteban Galilea), un geloso accademico ossessionato dal numero due.  

Sono entrambi nudi, a letto. Non hanno passato una notte di passione: qualcuno li ha narcotizzati, rapiti e operati sadicamente. Ora Sara e David sono attaccati per l'addome. Nessuno dei due sa perché né ricorda come sia arrivato fin lì. Sospettosi l'uno dell'altra, cominciano a capire che se vogliono salvarsi devono iniziare a fidarsi. Essere "cuciti" è doloroso e imbarazzante, ma genera pure un'irresistibile attrazione fisica.

Rodar y Rodar Cine y Televisión / NetflixPablo Derqui e Marina Gatell in una scena del film Dos
David e Sara, ricuciti e disorientati

Il finale e la spiegazione

Chi ha voluto infliggere a Sara e David una sofferenza così lacerante? Non è stato Mario, il marito possessivo di Sara, nonostante due dipinti identici e due copie della Bibbia in camera, il Requiem di Mozart che suona al telefono e la descrizione dell'anziano con la barba e i capelli bianchi e la montatura stravagante degli occhiali corrisponda alla persona che ha ingaggiato David per fare sesso con sua moglie.

I due notano che ogni volta che si avvicinano troppo, per consolarsi nei momenti di panico o per baciarsi e provocare il loro rapitore, si spengono le luci. La verità si svela quando la coppia decide di andare oltre e fa irruzione nella camera l'uomo che somiglia a Mario: è il dottor Oscar Mashide (Kandido Uranga), il padre dei due. David e Sara sono fratello e sorella, ed erano gemelli siamesi di sesso diverso. Il loro era l'unico caso in tutto il mondo. Lei aveva mentito sulla sua età: è nata il 4 maggio, lo stesso giorno e alla stessa ora di lui. La madre, morta subito dopo il parto, è Rita (Anna Chincho Serrano), la donna che appare a Parigi nella foto che avevano trovato nella stanza.

Rodar y Rodar Cine y Televisión / NetflixMarina Gatell e Pablo Derqui in una scena del film Dos
La verità per Sara e David è fuori la stanza in cui si sono risvegliati

Alla nascita Sara e David sono stati separati e affidati ai servizi sociali. Ma Oscar, affetto da schizofrenia paranoide, è tornato: ha rapito i suoi gemelli, li ha ricuciti insieme per ricongiungere la famiglia e riprendersi i figli che gli avevano tolto. Dopo che è fuggito dal manicomio, Oscar ha drogato Sara e David e li ha portati in quella che i figli scoprono essere una baita isolata tra le montagne innevate. Sara le ricordava parecchio Rita, ed è per questo che le ha regalato gli orecchini della madre.

Prima di operare i gemelli, Oscar ha fatto numerosi esperimenti su alcuni cani, "uniti" insieme e tenuti in gabbia nel suo macabro laboratorio. Nel garage dell'abitazione Sara ritrova la sua pistola su una scatola accanto al cadavere di Mario. Aveva pianificato di uccidere il marito perché stava rendendo la sua vita un inferno. Oscar è arrivato prima della figlia e ha fatto fuori il genero.

Rodar y Rodar Cine y Televisión / NetflixPablo Derqui e Marina Gatell in una scena del film Dos
La tremenda scoperta di David e Sara: sono gemelli siamesi di sesso diverso

Il piano sadico e psicotico del dottore spinge Sara a sparare due colpi di pistola: il primo colpisce David al ginocchio, il secondo Oscar letalmente. Ai gemelli non resta altro da fare che recidere i punti con un tagliacarte e staccarsi. David resta a terra in un bagno di sangue, Sara riesce a rialzarsi e corre all'esterno per chiedere aiuto. Ma fuori dal bunker c'è il nulla. Soltanto tanta neve.

Sara è agonizzante al freddo. Prima di morire sparandosi alla testa, Oscar spiega a David che i gemelli siamesi sono destinati a vivere e morire insieme. Sono uniti in modo permanente come un solo essere vivente. Anche se hanno vissuto separati, i due sono consapevolmente correlati: sono venuti al mondo insieme e devono lasciarlo insieme. I loro corpi esalano l'ultimo respiro simboleggiando il perfetto yin e yang, i due principi opposti e complementari del taoismo: il femminile (yin) e il maschile (yang), dalla cui combinazione procede la totalità del mondo e la natura mutevole del tutto.

Rodar y Rodar Cine y Televisión / NetflixMarina Gatell e Pablo Derqui nella scena finale del film Dos
Sara e David formano il simbolo bianco e nero di armonia: lo yin e lo yang, la dualità di ogni cosa nell'universo

A Mar Targarona e il suo gruppo di sceneggiatori non sembra interessino molto le implicazioni filosofiche sui concetti dietro il numero due. Men che meno ragionare sull'interscambiabilità degli individui come David Cronenberg nel capolavoro Inseparabili o rappresentare l'irrappresentabile, come fatto da una saga horror di culto del calibro di The Human Centipede.

In un'intervista concessa a La Razón in occasione della presentazione di Dos al Festival di Málaga, la regista spiega che ha voluto girare "un film angoscioso, che osa andare un po' oltre senza cadere nella grossolanità", rifacendosi ai classici come il cinema della "nuova carne" di Cronenberg e il fantastico di Spielberg e Cameron.

Ci sono scene sessuali e sensoriali, con molti sentimenti contraddittori che gli danno una sfumatura speciale. La mia idea è sempre stata quella di giocare con la morbosità: Sara e David sono colpevoli di qualcosa? Meritano questa punizione? Perché sono lì? Volevo anche fare un film per adulti che piacesse ai giovani. E ho ricevuto molte critiche per questo, perché c'è sempre chi ti dice che questo target di pubblico non guarda più i film.

Rodar y Rodar Cine y Televisión / NetflixUn primo piano di Pablo Derqui e Marina Gatell in una scena del film Dos
David e Sara oggetti di una punizione "viscerale"

Chi erano i gemelli Bunker?

Sui titoli di coda di Dos scorrono alcune immagini particolari e decisamente raccapriccianti. Sono foto di veri gemelli siamesi. I più famosi e leggendari, quelli citati da Oscar e per i quali è stato coniato il termine "siamese", sono Chang e Eng Bunker, i gemelli nati in Siam nel 1811 e collegati nella parte centrale da una fascia di carne lunga diversi centimetri.

Quando hanno compiuto 18 anni, i Bunker sono stati portati negli Stati Uniti ed "esposti" come mostruose curiosità nei circhi, al pari di microcefali, focomelici e ermafroditi. Dopo un decennio nel circuito dei freak show, i gemelli acquistarono con i soldi ricavati un terreno nella Carolina del Nord, trascorrendo i loro ultimi giorni come veri gentiluomini del sud. I due sposarono due sorelle (Adelaide e Sarah Yates, figlie di un rispettato latifondista locale) ed ebbero la bellezza di 21 figli.

Tra le foto che chiudono Dos ci sono anche quelle di Daisy e Violet Hilton, le gemelle siamesi britanniche che divennero artiste di fama mondiale nel corso degli anni '20 e '30. Per un lungo periodo sono state le regine del vaudeville e dell'American burlesque. Le due furono assoldate anche da Tod Browning per il suo Freaks.

Le Hilton, tuttavia, non erano come la maggior parte dei gemelli siamesi. Entrambe avevano organi propri e condividevano soltanto la sezione lombare e la circolazione sanguigna. Come i fratelli Bunker, anche le sorelle Hilton finirono i loro giorni in Carolina del Nord. Però in maniera tragica e sfortunata: truffate dei loro guadagni, furono costrette a lavorare in un negozio di alimentari a Charlotte.

La vita delle Hilton non fu semplice. La madre biologica Kate le vendette alla sua datrice di lavoro, la "zia" Mary, la quale le faceva esibire per pochi penny oltre a maltrattarle e farle abusare dai clienti. Dopo i "tour" in Germania e Australia e la morte di Mary, iniziarono a guadagnare bene, lavorando al fianco di leggende come Bob Hope e Charlie Chaplin. Peccato che non videro mai un centesimo di quei soldi, tenuti da Edith, la figlia di Mary, insieme al marito Myer Myers. Fu grazie all'illusionista Harry Houdini che riuscirono ad ottenere l'indipendenza e persino a sposarsi. Colpite dall'influenza cinese alla fine degli anni '60, morirono a pochi giorni l'una dall'altra: Daisy alla fine di gennaio e Violet appena due giorni dopo la sorella.

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